Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2020

Oggi ci siamo ritrovate perché è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita nel dicembre 1999 dalle Nazioni Unite; in questa data è avvenuto l’omicidio delle sorelle Mirdal perpetrato nella Repubblica Domenicana.
Ovunque si svolgono iniziative di mobilitazione e denuncia dato che negli anni questa data ha assunto un rilievo crescente perché non soltanto contrastare la violenza verso le donne è una questione di civiltà e rispetto dei diritti umani (art 2 della Costituzione), ma è una grande questione trasversale, (come si ricava dalle indagini e dai rapporti istituzionali) , comune a tutte le classi sociali, livelli di istruzione e professioni. E’ da aggiungere che la questione riguarda direttamente le donne anziane e pensionate, considerando che il 30% delle donne uccise ha più di 64 anni. inoltre verso le donne anziane viene rivolta violenza non solo riferita a comportamenti aggressivi, ma a vere e proprie violenze psichiche, finalizzate a condizionare le loro scelte, a manipolare le informazioni e ad accelerare la perdita di autonomia con conseguente violazione dei diritti, furto di denaro, estorsione di notizie. I pochi dati che indicano la percezione di tale fenomeno evidenziano una realtà inquietante, in quanto le destinatarie/i di maltrattamenti e umiliazioni fisiche e morali sono persone fragili, malate, non autosufficienti, quindi maggiormente indifese-tanto che insieme a quella verso i disabili, le persone di diverso orientamento sessuale o quello di etnie diverse, -tale violenza può configurarsi come una discriminazione nella discriminazione …
Di fronte al moltiplicarsi di intimidazioni percosse, stupri, omicidi nei confronti delle donne si ricava che è più che mai necessario un lavoro culturale di coscienza che superi definitivamente la cultura che subordina le donne agli uomini.
Quest’ anno la giornata si svolge in tempi di pandemia per cui abbiamo deciso far scorrere, avrete notato, le immagini di donne che si prendono CURA, le eroine che hanno suscitato stupefatta ammirazione in MILO MANARA, pittore, scultore , fumettista che ha debuttato con le storie erotico-poliziesche di Jolanda D’Almaviva , ha disegnato per il Corriere dei ragazzi,, disegnato la raccolta “un fascio di bombe”, sulla strategia della tensione, e nel luglio 2020 ha pubblicato questi acquarelli dal titolo LOCKDOWN HEROES, che è un’opera d’arte e insieme frutto di impegno civile, oltrechè la testimonianza di un momento tragico della nostra storia.
Di fronte alla catastrofe l’artista si chiede angosciato cosa può fare, lavorare gli è impossibile, ma vuole essere utile in qualche modo; è colpito dal fatto che la prima a diagnosticare la presenza del virus sia stata una dottoressa e le prime ad isolarlo due ricercatrici… ma è stupefatto sopratutto dalla forza e dall’attivismo delle donne dalle infermiere , dalle operatrici sanitarie alle vigilesse, dalle cassiere alle dottoresse, alle donne delle pulizie, alle lavoratrici agricole, le lavoratrici tutte insomma, provate a volte esauste, come quelle che abbiamo visto nella foto che ha fatto il giro della rete,: lavoravano in corsie che si riempivano sempre più di malati gravi da curare in strutture insufficienti, ma restavano al proprio posto a “prendersi cura”, pur consapevoli del rischio che correvano. Decide pertanto di omaggiare con i suoi disegni, si era vicini all’8 marzo, la forza, il coraggio delle donne tutte che hanno saputo spendersi cosi generosamente….. così, dopo 50 anni passati a celebrare la bellezza e la seduzione delle donne, ha sentito impellente il dovere di celebrare anche altre loro virtù per ringraziarle e lasciare memoria di questa loro grandezza. Il ricavato del libro andrà a supportare vari ospedali,Sacco di MILANO, il POLICLINICO di Padova e il Cotugno di NAPOLI…….
Dunque le donne hanno svolto un lavoro essenziale e anche se dal virus sono stati contagiati di più gli uomini in proporzione la mortalità è stata maggiore tra le donne di ben 10 punti nella fascia dì età 20-50 anni.
La PANDEMIA ha svelato la fragilità di un sistema sanitario depotenziato da anni di tagli sconsiderati, spogliato di contenuti universalistici sottratti in favore di profitti, privato di presidi territoriali…..anche l’economia ha evidenziato le contraddizioni del nostro sistema ESASPERATO da una normalità fatta di divisioni, disuguaglianze strutturali, privilegi, di emarginazione ed ha insieme acuito le tensioni che attraversano un sistema produttivo basato sullo sfruttamento delle persone e dell’ecosistema che potrebbe aprire le porte ad una crisi economica e climatica senza precedenti e alla stessa tenuta democratica del ns paese.
Già da anni le donne hanno pagato queste scelte più di altri soggetti sociali nel lavoro nel welfare nella società, ora sono state sottoposte, si può dire, ad una doppia tenaglia: i settori essenziali di lavoro femminilizzato vivono le conseguenze del contagio, i settori in quarantena più colpiti, i cosiddetti lavori non -essenziali, nel campo del turismo, della ristorazione, dei servizi, con la chiusura, hanno subito il crollo della domanda, la cassa integrazione, la precarietà ed è cresciuta conseguentemente la disoccupazione, la riduzione del reddito che ha penalizzato sopratutto le donne. Inoltre c’è stato un sovraccarico familiare nel tempo febbraio- maggio che ha esasperato una quotidianità già difficile dato che la casa “idealizzata come spazio protetto” spesso non lo è, e il lavoro, con lo smart working presentato come la soluzione più semplice di fronte al blocco degli spostamenti, per molte si è trasformato in una chiamata alla flessibilità e alla disponibilità costante all’impegno che ha invaso spazi e orari della vita personale…. la casa si è rivelata un luogo difficile da vivere e le voci delle donne non sempre sono state più forti della minacce, dato che il covid non ha fermato la pandemia della violenza e le denunce sono state molte di più rispetto allo scorso anno. Due i femminicidi solo tra ieri sera e stamattina.
Da ciò si ricava che la pandemia non solo ha generato nuove criticità, ma ha radicalizzato quelle che già esistevano.
Ovunque si svolgono iniziative di mobilitazione e denuncia: lottare contro la violenza nei confronti delle donne ha assunto un enorme rilievo perché non soltanto è una questione di civiltà e rispetto, ma è una grande questione sociale trasversale, come si ricava dalle indagini e dai rapporti istituzionali, questione comune a tutte le classi sociali, livello di istruzione e professione. Così di fronte al moltiplicarsi di intimidazioni, percosse, stupri, omicidi, nonostante ci sia una crescente sensibilità della gravità del fenomeno, nonostante la MOBILITAZIONE di associazioni femministe e di recente anche maschili per contrastare ogni forma di violenza di genere ( anche attraverso una riflessione critica condivisa sull’immaginario culturale maschile che a lungo ha supportato e talvolta giustificato questa violenza), il numero dei FEMMINICIDI è costante pur in presenza di una complessiva diminuzione degli omicidi (rapporto sulla criminalità in Italia Ministero degli Interni). Questi per il 77% dei casi avvengono in ambito familiare, è quindi più che mai necessario, oltre ad una legislazione adeguata a reprimere questi crimini, un lavoro di tipo culturale, “di coscienza”, che superi definitivamente la cultura che subordina le donne agli uomini.
Ma la violenza , le varie forme di violenza nei confronti delle donne vengono da lontano e sono una gravissima discriminazione dal punto di vista giuridico e pratico che deriva dalla disuguaglianza uomo – donna, radicata in profondità e molto difficile da sconfiggere. Già i filosofi dell’antichità avevano associato il concetto di uomo con ciò che è umano e opera nell’ambito pubblico così, trascendendo la sua natura animale, l’uomo ha prodotto la storia umana: come cittadino ha istituito il governo e la legge, come guerriero ha protetto la comunità, come artista o filosofo ha superato l’umana mortalità. La donna, al contrario, nel privato, si è limitata a riprodurre la vita, svolgendo un compito naturale, biologico, non umano, quindi privo di valore morale, perciò Aristotele, più di 2000 anni fa, è stato il capostipite nel definire il ruolo delle donne, relegandole alla subalternità.
E dopo di lui tanti altri grandi filosofi hanno rafforzato questa rappresentazione per cui, semplificando grossolanamente, quando le donne provano ad acquisire autonomia ed autodeterminazione sono vittime di violenza. Ci sono state donne grandissime nel corso della storia, ma erano eccezioni che non potevano avere un seguito, poi, con un gran balzo, arriviamo alle suffragette vestite simbolicamente di bianco , da cui tutte le donne che riescono a raggiungere posizioni prestigiose , quando arrivano a quel ruolo, si vestono di bianco, anche K. Harris lo ha fatto…. Le donne, le femministe degli anni ‘60, NOI insomma, abbiamo cominciato a contrastare culturalmente il patriarcato notando che nei secoli si era trasformato da quello Paterno dell’Europa feudale a quello Coniugale della società capitalistica del XIX secolo ottenendo importanti risultati come la riforma del DIRITTO di FAMIGLIA ,nel 1975, con cui si è superata l’idea di patria potestà e introdotto il concetto di uguaglianza i coniugi, molto in ritardo rispetto ala Costituzione del ‘48. Oggi possiamo individuare un paternalismo pubblico, cioè un meccanismo sociale di controllo dell’ordinamento dello Stato e dell’influenza dei mass media. Nella società contemporanea i MASS MEDIA, attraverso il linguaggio, il pensiero che veicolano , l modi d’agire e la pubblicità, perpetuano la subordinazione femminile in maniera subdola, attraverso gli stereotipi. Un es. dall’attualità che non potrebbe essere più emblematico : eravamo incoraggiate e soddisfatte per l’elezione di Biden e soprattutto della sua vice Kamala Harris, quando siamo state investite violentemente dal ciclone del post del prof. Marco Bassani dell Università Statale di Milano…. Quindi la parola chiave è LAVORO CULTURALE, è EDUCAZIONE…on INTERVENTI integrati che producono risultati come si è visto con la legge CODICE ROSSO che è in vigore da un anno. Riguardo all’educazione ben vengano libri pubblicati dalla casa editrice Settenote che tenta di contrastare già nei bambini e nelle bambine quell’immaginario che vuole maschi e femmine incasellati in ruoli stereotipati che possono poi produrre atteggiamenti che all’inizio possono sembrare anche poco significativi, ma che, se non riconosciuti e indirizzati in tempo, possono diventare indicatori discriminanti di genere che potrebbero evolversi e tradursi in veri e propri comportamenti violenti. Si chiama Settenote perché il 1979 è stato un anno importante per le donne per l’approvazione del Cedow, la convenzione ONU sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei cfr delle donne.
La casa editrice pubblica tutti i generi letterari, dai saggi al romanzo, al libro per ragazzi, 8 titoli l’anno che non sono solo di denuncia, ma anche di esempio per scardinare gli stereotipi e snidare atteggiamenti di sopraffazione già radicati nei bambini, come ha dimostrato la videoinchiesta realizzata nelle scuole primarie da Alessandra Ghimenti dal titolo” il cielo è sempre più blu”. Occorrono, ripeto, interventi radicali, adeguatamente finanziati, quali il protocollo messo in atto dalla deputata laburista Patricia Scotland che è riuscita in pochi anni a ridurre i femminicidi nella sola Londra da 49 a 5.
Molti pensano che la violenza faccia parte dell’uomo, si, ma di un uomo che non ha ancora conquistato la libertà che, non dimentichiamolo, non è uno stato di natura, ma si conquista attraverso la conoscenza…. Il mondo della nostra attualità si è allontanato parecchio dalla conoscenza (ultimi in Europa per numero di laureati) e i termini della cultura vigente evidenziano RAZZISMO, OMOFOBIA, SESSISMO : siamo immersi in un diluvio di parole, in una bulimia verbale, a volte in un turpiloquio che eccita, sobilla, aizza…..basta vedere certa TV ; la sostanza di tali parole può essere considerata tossica come ci ha spiegato Priulla perchè esse instaurano un rapporto prima col pensiero e poi con l’azione che vanno a produrre il contesto nel quale siamo immersi…così siccome le parole generano la sostanza del mondo, ci troviamo, appunto, in un mondo pervaso di violenza ormai legittimata. Già durante i governi Berlusconi, che ha il grande demerito di avere svuotato le istituzioni della loro essenza, c’è stato un grave arretramento culturale e uno svilimento nella rappresentazione delle donne sopratutto attraverso il linguaggio , azzerando quasi i risultati del livello di autonomia raggiunto dalle donne negli anni ‘70 ( conquiste che sono arrivati poco alle generazioni giovani,) e si sono ancora di più consolidati gli stereotipi esistenti da sempre…
Ma sono sopratutto i dati sulla rilevazione statistica degli stereotipi di cui ci diranno meglio le prossime relatrici, sui ruoli di genere e sull’indagine sociale della violenza realizzata dall’ISTAT e diffusa l’anno scorso, 26 novembre, che ci devono far riflettere : dati che ricaviamo : il 7,4% degli Italiani ritiene accettabile che in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto,(naturalmente dato a lei..). il 17,7% ritengono accettabile che un uomo controlli abitualmente il cellulare o l’attività sui social della sua moglie o compagna, per il 39,3 della popolazione ritiene che ogni donna è in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se lo vuole, il 24% che a provocare la violenza sessuale è il modo di lei di vestire, il 15,6% che la donna subisce violenza quando è ubriaca o sotto l’effetto di droghe….quindi perché scagliarsi più di tanto contro “ il cervellone imprenditore “ Genovese, dato che da qualche anno è dedito alla cocaina? Anzi”è lei che è stata ingenua e se l’è cercata”… come ha ignobilmente scritto V. Feltri…. inoltre per l’11% le cause intentate da chi ha subito violenza sono false, il 12,7% degli uomini e il 9% delle donne ritengono che di fronte ad una proposta sessuale spesso dicono NO ma in realtà intendono SI, per il 7% infine le “donne serie” non vengono violentate. Quindi realtà che configura rapporto di coppia in termini di controllo e non di fiducia e condivisione, il peso di miti, di certe radicate tradizioni per troppo tempo considerate un valore positivo anziché un evidente disvalore, violenza di genere invisibile, ma quasi giustificabile perché coincideva con valori insopprimibili di un immaginario patriarcale…proseguiamo con le CAUSE…. per il 63,7 causa della violenza sono le esperienze violente vissute in famiglia, per il 63% gli uomini sono violenti perché non sopportano l’emancipazione femminile e il 34,8% associa la violenza a motivi religiosi, e ancora.. i MOTIVI SCATENANTI per il 77,7% le donne continuano ad essere considerate oggetto di proprietà, e chi si sottrae alla volontà di essere controllato nei minimi dettagli della propria vita, merita la punizione,… per il 75% all’abuso di droghe e alcool, per il 75% al bisogno di sentirsi superiori, per il 70% dipende dalla difficoltà degli uomini a gestire la rabbia….per quanto riguarda i RIMEDI per il 65% occorre denunciare, per il 32,2% interrompere la relazione, per il 21% rivolgersi ai centri antiviolenza, per il 18,2% verso i servizi pubblici o professionisti privati …..Concludendo il 58,8 ( senza differenza tra uomini e donne tra i 18 e i 74 anni) si ritrova negli stereotipi di genere e il fenomeno aumenta con il crescere dell’età. Anche questi dati dimostrano che la violenza di genere è una questione culturale e non una psicopatologia sociale.
Mi è capitato, navigando in rete, di imbattermi negli Atti di un Seminario svoltosi al Ministero dell’ lnterno che esaminava il profilo dell’autore di violenza dal punto di vista psicologico, clinico, giuridico e criminologo, naturalmente alcune relazioni si soffermavano sul cambiamento della nostra società da agricola e fortemente gerarchizzata in una industriale e post- industriale con un cambiamento della pratica e del confine delle relazioni sociali : questo ha portato un cambiamento nel quadro economico, politico, giuridico ( riguardo a quest’ultimo ricordo solo che fino al 1956 era in vita lo” jus corrigendi “ il potere correttivo del pater familias che comprendeva anche l’uso della forza) e che solo nel 1996 lo STUPRO è passato da reato contro la MORALE a reato contro la PERSONA . Tali cambiamenti, dicevo, sono stati resi necessari per tenere il passo con l’evoluzione dello stile di vita dell’uomo e della donna ma, nonostante oggi quelle leggi non esistano più, sopravvive l’immaginario che le alimentava…per questo inasprire le pene non basta, ma c è necessario aggiungere azioni sociali e culturali sopratutto con la più recente percezione del ruolo, dei compiti e delle responsabilità di ciascun individuo in funzione dello status, del livello di cultura e del sesso…il cambiamento non ha portato solo benessere e salute….ma anche prodotto nell’uomo squilibrio, insicurezza, inadeguatezza, frustrazione con la conseguente caduta di punti di riferimento etici e culturali : l’uomo e la donna si trovano a ricoprire ruoli una volta solo appannaggio del sesso maschile in famiglia, nel lavoro, nell’intera struttura sociale. La sovrapposizione dei ruoli coerente e sacrosanta con l’affermarsi delle pari opportunità , non è stata ancora recepita nella coscienza dei singoli e delle Comunità per cui la sovrapposizione viene VISSUTA come una contrapposizione e provoca un disagio che po’ trasformarsi in un vero e proprio conflitto. Le persone più reattive emotivamente e con un vissuto difficile possono percepire con frequenza la sensazione di essere minacciate ed attivano il sistema di attaccamento, di ansia, di paura e, per regolare i loro stati emotivi, sono portati o ad evitare gli altri o a chiedere frequentemente aiuto per recuperare una sensazione di sicurezza. Quando però questi stratagemmi non funzionano ecco che la prevaricazione, il sopruso, la violenza sembrano le risposte più naturali ai- disagi-individuali – spesso sostenuti dai mezzi di comunicazione più diffusi che indugiano sulla gelosia, il raptus, il troppo amore , mentre sempre ciò che arma la mano del violento è l’irrazionale desiderio di possesso a tutti i costi all’interno di relazioni asimmetriche….e atteggiamenti finalizzati a prevaricare ed affermare il proprio potere sull’altro si diffondono così sempre di più..(giornali derubricano a fatti di cronaca)…Da ciò il rinfocolarsi del NONNISMO nel mondo militare, del MOBBING nel mondo del lavoro, del BULLISMO in quello adolescenziale, il SESSISMO…allora non è solo l’amore malato o il momento di follia, ma è tutto molto più complesso da capire…..
Si sa che il matrimonio e la convivenza, con il lavoro, sono gli elementi centrali dell’essere umano e impattano sull’equilibrio psicofisico, sulla qualità della vita e sullo stato sociale per cui hanno molte valenze di significato e possono essere fonti di grandi soddisfazioni ma anche di cocenti delusioni e difficoltà….. ed ecco che verso milioni di donne nel mondo vengono rivolte varie forme di violenza da parte di uomini che non si arrendono alla perdita di dominio sulla moglie e i figli,..di qui la violenza psicologica sessuale, economica , assistita (quest ultima ancora non sufficientemente emersa nella sua gravità, c’è un ottimo docufilm “chi raccoglie la mia sofferenza?” di Iclar Bolzain) si manifesta sul nesso tra violenza e salute e ogni giorno viene agita prevalentemente come violenza dell’uomo sulla donna, sui minori, sugli anziani… c’è un grande lavoro da fare perché dal profilo che emerge dell’autore di violenza si evidenzia come l’assenza, la separazione,l’abbandono, il rifiuto, la perdita non elaborata adeguatamente sono le matrici principali dei modelli relazionali violenti e di personalità dipendenti che si tramandano anche a livello generazionale. C’è poi da dire che la perdita di qualcuno non è solo di questo ma anche di se stesso, infatti molto spesso ,dopo aver compiuto la violenza, chi l’ha agita si suicida…ma il problema rimane “come prevenire il reato” che non è una faccenda privata, ma riguarda l’intera Comunità : dalle famiglie ai centri accoglienza ai percorsi da predisporre, alle forze dell’ordine, ai tribunali. l’AIPC è un’ ASSOCIAZIONE ITALIANA di PSICOLOGIA e CRIMINOLOGIA che applica dal 2001 il proprio protocollo PREVENTIVO-RIPARATIVO che si è rivelato efficace nel 70% dei casi. Collabora con vari Atenei tra cui l’università di URBINO, con le Forze dell’ordine e con le Carceri. Il problema è tanto diffuso che riguarda l’intera Comunità ed è essa stessa che deve impegnarsi a ricucire la ferita (e qui sarebbe interessante accennare almeno un po’ all’etica della CURA), ponendo l’attenzione su 3 Elementi Cardine: l’AUTORE del reato che deve essere responsabilizzato su ciò che ha fatto e sulla pena che gli viene impartita creando un percorso che riguardi il suo vissuto e la conoscenza dei suoi aspetti emotivi per rielaborarli ; la VITTIMA intesa come singola individualità che deve essere pesa in carico e SOSTENUTA in tutti i modi (e risarcita) , ma anche la COMUNITà perché il senso di coesione peggiora, si deteriora per ogni reato che si commette…. è la COMUNITA’ che deve riappropriarsi della situazione che ha generato il reato per abbattere i possibili fattori di recidiva e qui ognuno può avere un ruolo attivo.
E allora noi oltrechè individualmente, come SPI che ruolo possiamo avere? Partendo dalla creazione di una rete contro la violenza coinvolgendo le donne della CGIL e dell’AUSER le associazioni presenti nel territorio, le Commissioni pari opportunità, la rete nazionale Centri donna, per uno scambio di esperienze atte ca capire l’evoluzione del fenomeno e le strategie per contrastarlo. Con la nostra contrattazione territoriale dovremmo riuscire a intravvedere una nuova frontiera di welfare nel quale svolgere un ruolo attivo di cittadini non di sudditi, non di consumatori, né di ospiti ma di richiedenti una frontiera di cittadinanza adeguata alla soluzione dei problemi nuovi e antichi. Ad es. controllare attraverso la lettura dei bilanci che le risorse dedicate alla soddisfazione dei diritti ,in primis quelli delle donne che poi ricadono sull’intera società, abbiano esecuzione, COME CONTROLLARE CHE VENGANO SPESI I FONDI PER LE POLITICHE RELATIVE AI DIRITTI E ALLE PARI OPPORTUNITA’. Sappiamo di un fondo partito nel 2006 nel quale confluirono 3 milioni di euro incrementato negli anni seguenti fino ad arrivare ad una quota di 50 milioni e di cui una parte della quota doveva essere destinata per un piano d’azione nazionale e una parte per un osservatorio nazionale..beh da quello che ho trovato pare che ne siano stati spesi appena un decimo per campagne di sensibilizzazione sullo stalking e per finanziare il centralino antiviolenza 1522 e gli altri ? La campagna “aprite quelle porte” è stata finanziata dalla CGIL… e poi vigilare continuamente contro l’illegalità …. violenza è anche illegalità e LEGALITA’ oggi vuol dire partecipazione, sostegno all’antimafia sociale volta a far rinascere le città. Lo SPI da tempo collabora con Libera attraverso i campi antimafia,…. sostenere la legalità vuol dire spendersi per la città, per l’Urbs, come dicevano i Latini, in grado di ospitare la comunità sana e far fronte ai suoi bisogni, un luogo fisico abitabile dove possano nascere relazioni politiche, sociali, economiche, una Civitas insomma per prevenire i disagi da cui nasce spesso la violenza anche attraverso le infiltrazioni malavitose. Occorre aggiungere la rivalutazione del lavoro che deve essere preso in CURA anch’esso come punto di riferimento dell’organizzazione sociale, vero generatore di Libertà.

Come richiedere al Fondo Altea la diaria CoViD19

Per gli iscritti (iscritto principale, NON familiari) contagiati da Coronavirus, Fondo Altea prevede dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 (salvo proroghe) l’erogazione di una diaria giornaliera di Euro 40 sia in caso di ricovero che per l’isolamento domiciliare.

In caso di ricovero in strutture pubbliche individuate dal Ministero la garanzia ha validità per 50 giorni l’anno.

Modalità: modulo di richiesta di rimborso per garanzia Covid-19 compilato e firmato insieme alla lettera di dimissione ospedaliera dalla quale risulti positività Coronavirus (referto tampone delle Autorità competenti).

In caso di isolamento domiciliare (anche senza ricovero) la garanzia ha validità per 14 giorni l’anno.

Modalità: modulo di richiesta di rimborso per garanzia Covid-19 compilato e firmato insieme al referto del tampone che attesti positività al Coronavirus rilasciato dalle Autorità competenti.

Modulo di richiesta di rimborso garanzia Covid-19 scaricabile clicca il link qui sotto:

https://www.fondoaltea.it/wp-content/uploads/2020/04/Modulo-denuncia-sx-covid.pdf

la documentazione può essere inviata per email a:

rimborsocovid19@unisalute.it

o per posta in formato cartaceo a :

UniSalute S.p.A. Spese Sanitarie Clienti
C/O CMP BO
via Zanardi 30
40131 Bologna (BO).

Contattaci per qualsiasi chiarimento

Giuseppe Lograno
348 3701670

Cinzia Massetti
349 8613267

Gianluca di Sante
349 1501584

Francesco Perlini
340 6735911

Adesione dei lavoratori somministrati allo sciopero nazionale dei Comparti e delle Aree Funzioni Centrali e locali, e della Sanità del 9 Dicembre 2020.

Roma, 20 novembre 2020

Alla c.a.:
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento della Funzione Pubblica
protocollo-dfp@mailbox.governo.it
presidente@pec.governo.it

Ministero del lavoro e delle politiche sociali
segreteriaministro@pec.lavoro.gov.it

Presidenza Conferenza delle Regioni
statoregioni@mailbox.governo.it

Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sul diritto di sciopero
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it

FP CGIL
rossetti@fpcisl@pec.cisl.it

CISL FP
fpcisl@pec.cisl.it

UIL FPL
segreteria@pec.uilfpl.it

UIL PA
uilpa@uilpa.it

E p.c.
Assolavoro
assolavoro@legalmail.it
Assosomm
assosomm@pec-legal.it

Adesione dei lavoratori somministrati allo sciopero nazionale di tutto il personale dipendente dagli enti e dalle amministrazioni a cui si applicano i CCNL del personale dei Comparti e delle Aree Funzioni Centrali, delle Funzioni locali e della Sanità per l’intera giornata del 9 Dicembre 2020.

Le scriventi organizzazioni sindacali FeLSA CISL, Nidil CGIL, UILTemp, di rappresentanza dei lavoratori somministrati aderiscono allo stato di agitazione proclamato in data 20/10/2020 e allo sciopero nazionale indetto in data 17/11/2020 dalle segreterie nazionali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, UIL PA.

Riteniamo infatti che le ragioni della proclamazione dello sciopero riguardino direttamente anche i lavoratori somministrati, in particolare per quanto attiene alla rivendicazione dei percorsi di stabilizzazione, nonché l’inclusione degli stessi lavoratori nelle procedure riservate nei bandi di concorso, oltre alla corretta applicazione della parità di trattamento economico anche per quanto attiene alle indennità accessorie e le maggiorazioni (in particolare quelle previste dalla normativa emergenziale per il personale sanitario). Il personale con contratto di somministrazione che intende aderire allo sciopero si asterrà dal lavoro per l’intero turno programmato per la giornata del 9 dicembre 2020, fatta salva l’applicazione dei protocolli di intesa finalizzati alla individuazione dei servizi minimi ai sensi di quanto previsto dalla legge in materia.

I Segretari Generali

Nidil CGIL
Andrea Borghesi

UILTemp
Lucia Grossi

FeLSA CISL
Mattia Pirulli

CONTRATTO NAZIONALE DEI MATERIALI DA COSTRUZIONE

Dopo più di un anno di trattativa e studio FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil e Confapi Aniem hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per il CONTRATTO UNICO delle Piccole e Medie Imprese dei settori Cemento, Laterizi e Manufatti in cemento, Lapidei che interessa circa quindicimila lavoratrici e lavoratori.

COMMISSIONE BILATERALE INTERSETTORIALE (CBMC)

Istituita per governare la complessità delle filiere e definire linee guida su Codice etico per le aziende, benessere organizzativo, formazione professionale, aggiornamento e armonizzazione dei profili professionali e dell’articolato contrattuale, commissione su pari opportunità.

RELAZIONI INDUSTRIALI

Il diritto di informazione per le aziende a partire da 20 dipendenti.

DIRITTO ALLE PRESTAZIONI DELLA BILATERALITÀ

Le prestazioni previste dai sistemi di bilateralità Confapi rappresentano un diritto contrattuale. Ogni lavoratore matura, nei confronti delle imprese non aderenti al sistema bilaterale, il diritto alla erogazione diretta delle prestazioni da parte dell’impresa datrice di lavoro. Le imprese non aderenti al sistema della bilateralità dovranno corrispondere a ciascun lavoratore in busta paga un elemento retributivo aggiuntivo pari a 25,00 € lordi mensili per tredici mensilità. Tale importo non è a nessun titolo assorbibile e rappresenta un elemento aggiuntivo della retribuzione (E.A.R.).

MENO PRECARIETÀ

Percentuale unica al 20% per tempi determinati e somministrazione a tempo determinato e indeterminato.

PIU’ TUTELE CONTRATTUALI

  • Introdotto un anno di part-time reversibile per lavoratori con familiari affetti da patologie gravi o con figli con gravi disabilità ( di età fino a tredici anni) e per genitori con figli fino a tre anni di età.
  • Congedo parentale facoltativo frazionato anche su base oraria.
  • Formazione su salute e sicurezza di ingresso ( 16 ore).
  • Congedi per la formazione, aumentata la percentuale all’1,5% dei lavoratori che possono usufruirne contemporaneamente.

ARMONIZZAZIONE DEI 3 SETTORI condizioni di miglior favore

MALATTIA: estesa a 14 mesi per tutti il periodo di assenza per malattia con conservazione del posto di lavoro e 12 mesi aggiuntivi su richiesta per gravi malattie.

TRASFERTA: oltre i 5 km la distanza dalla sede operativa e comunicazione dell’invio in missione almeno 7 giorni prima

WELFARE CONTRATTUALE

PREVIDENZA COMPLEMENTARE: adesione contrattuale per tutti i lavoratori in forza a FONDAPI con il versamento di 5 euro al mese a partire da gennaio 2022 ( aggiuntive alla contribuzione per gli iscritti).

Aumentano le contribuzioni per gli iscritti:

Lapidei: + 0,50% ( 0,25% al 1 giugno 2021 e 0,25% a gennaio 2022) per un totale a regime di 2,40%

Laterizi: + 0,10% al 1 giugno 2021 per un totale a regime di 1,80%

Cemento: consolidata la contribuzione all’1,90%.

SANITA’ INTEGRATIVA: Confermato il fondo ALTEA obbligatorio per tutti i lavoratori in forza.

Lapidei: aumenta a partire da gennaio 2022 la contribuzione di 3 euro per ogni lavoratore per un totale di 13 euro/mese.

Laterizi: consolidati 10 euro/mese

Cemento: consolidati 13 euro / mese.

DECORRENZA E DURATA

Il CCNL dei materiali da costruzione ha allineato le decorrenze per i tre settori: è in vigore dal 1 luglio 2019 e scade il 30 giugno 2022.

Ora la parola passa a Te, partecipa all’assemblea in videoconferenza o sul posto di lavoro ed esprimi il tuo giudizio con il voto sull’ipotesi di accordo.

LEGNO-ARREDO: IL NUOVO CONTRATTO NAZIONALE

Alla fine di una trattativa lunga e complessa, con oltre 20 incontri, due rotture del tavolo contrattuale, uno sciopero ben riuscito il 21 febbraio scorso, con manifestazioni a Milano, Treviso, Pesaro, Bari, la proclamazione di altre 16 ore di sciopero per la fine di ottobre e per novembre e la mobilitazione in tutte le aziende del settore, iniziative ora revocate dai sindacati. finalmente il 22 ottobre si è chiuso positivamente il tavolo per il rinnovo del Contratto Nazionale del Legno-Arredo. L’ipotesi di accordo siglata ora passerà al vaglio del giudizio dei 150mila addetti del settore: nei prossimi giorni si terranno le assemblee per illustrare i contenuti del nuovo contratto, in vigore fino a dicembre 2022.

Ringraziamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori che, con la loro mobilitazione, all’interno di un’azione sindacale unitaria, ferma e determinata, hanno permesso il raggiungimento di questo positivo risultato.

TRATTAMENTO ECONOMICO. Confermato il modello a doppia pista salariale, con:

  • aumenti certi non soggetti a verifica a fronte di redistribuzione della produttività e flessibilità delle innovazioni del settore 70€ a parametro 140 AC1 /AS2 (35 a settembre 2020, 35 a gennaio 2021);
  • recuperi inflazione con verifiche a gennaio 2021 e gennaio 2022 con Ipca (Indice prezzo al consumo) non depurata su base di calcolo paga base, contingenza, Edr (Elemento distinto della retribuzione) e tre aumenti periodici di anzianità.

ELEMENTO DI GARANZIA RETRIBUTIVA. Aumento da 18€ a 25 € mensili

BENESSERE ORGANIZZATIVO. Introdotte due ore in più di assemblea retribuita.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE. Fondo Arco

  • Fondo Arco: aumento della contribuzione a carico dell’impresa per gli iscritti al fondo di previdenza ARCO da 2,10% a 2,30% (+0,10% gen. 21, +0,10% gen. 2022);
  • una tantum di 100 € ad ARCO per tutti i lavoratori (iscritti e non iscritti) a luglio 2021.

Inoltre, a tutti i neo assunti verranno consegnato i moduli di iscrizione ad Arco ed Altea (fondo Sanità Integrativa)

OSSERVATORIO BILATERALE DEL LEGNO. Rafforzato il ruolo della bilateralità.

L’osservatorio si concentrerà in particolare su: formazione professionale, responsabilità sociale, sviluppo sostenibile e welfare di prossimità generativo. INFORMAZIONE SINDACALE. Più comunicazione. Inserita la modalità di bacheca elettronica e la comunicazione tra Rsu e lavoratori fuori sede.

DIRITTI. Congedi, maternità, azioni positive, retribuzione congedi.

  • Congedi nascita figlio: due giorni aggiuntivi ai 7 di legge, in presenza di comprovate ed oggettive circostanze;
  • riconoscimento del congedo per le donne vittima di violenze;
  • rafforzamento delle azioni positive per la realizzazione della parità tra uomo e donna, con informativa a Rsu per aziende sopra 50 dipendenti;
  • riconoscimento congedo matrimoniale per unioni civili;
  • retribuzione per i congedi maternità e paternità: in aggiunta al 30% della retribuzione prevista dalla norma, viene garantito un ulteriore 30%. Per lo stesso periodo il Fondo Arco garantirà ai propri iscritti il contributo pieno;
  • part-time reversibile alla lavoratrice madre o al lavoratore padre per i primi tre anni del figlio.

SALUTE E SICUREZZA. Cresce il ruolo degli Rls.

Adeguamento all’accordo interconfederale:

  • 24 ore annue per le aziende che occupano fino a 5 lavoratori;
  • 48 ore annue per le aziende che occupano fino da 6 a 15 lavoratori;
  • 72 ore annue per le aziende che occupano oltre 16 lavoratori;
  • rafforzamento del ruolo degli Rls negli appalti e l’aumento del loro monte-ore permessi.

ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO. Flessibilità, turni, lavoro agile.

  • Flessibilità orari di lavoro: consolidamento dell’interpretazione autentica 2018 nel Contratto, con la quale i recuperi dovranno trovare la condivisione della RSU con apposito verbale;
  • lavoro a turni: aumento compenso sostitutivo della pausa di mezz’ora dal 7% all’8% e per tre turni avvicendati dal 5% al 7 %;
  • introduzione del lavoro agile e telelavoro.

MERCATO DEL LAVORO. Meno precarietà, stagionalità

  • Diminuzione precarietà complessiva da 50% prevista per legge a 45% con l’aumento dei contratti a termine da 20% a 30% e la somma tra termine e somministrazione a termine al 35%;
  • introdotta la “causale stagionalità”, con informativa alle Rsu e alle Organizzazioni sindacali territoriali via Pec e con monitoraggio Obl e incontri annuali di verifica. Le attività contemplate: lavorazioni boschive e forestali; segherie; allestimenti di fiere, stands e decorazioni, cartellonistica; fabbricazioni e installazione di tende, zanzariere, e ogni altra schermatura solare, fabbricazione di edifici prefabbricati in legno customizzati e/o su ordinazione e/o su impegno o commessa; fabbricazione di imballaggi a contatto con alimenti; lavorazione di estrazione del sughero naturale, selezione e stagionatura; fabbricazione di turaccioli comuni o da spumante; fabbricazione di giostre e altalene; fabbricazione di mobili per esterno/ giardino; fabbricazione di articoli per l’arredo urbano in qualunque materiale (panchine, recinzioni etc.); fornitura con o senza posa di tende temporanee e di architetture tessili; fornitura con o senza posa di palchi, di attrezzature per lo spettacolo, e per l’audiovideo.

Adesione dei lavoratori in regime di somministrazione allo sciopero nazionale settori multiservizi, 13 novembre 2020.

Le scriventi OO.SS. aderiscono allo sciopero dei lavoratori in regime di somministrazione nei settori servizi di pulizie e servizi integrati/Multiservizi in adesione allo sciopero nazionale proclamato da Filcams Cgil – Fisascat Cisl – Uiltrasporti per l’intera giornata del 13 novembre 2020 per il rinnovo del contratto nazionale.

Lo sciopero verrà effettuato con le modalità decise a livello nazionale dalle rispettive categorie di riferimento.

p. FeLSA CISL
Mattia Pirulli

p. NIdiL CGIL
Andrea Borghesi

p. UILTemp
Lucia Grossi

13 NOVEMBRE – SCIOPERO TREMILA LAVORATORI “MULTISERVIZI”: TUTTE LE INIZIATIVE NELLE MARCHE

Domani, 13 novembre, scioperano per l’intera giornata i circa tremila lavoratori di Multiservizi delle Marche, la maggior parte addetti alle pulizie e alla sanificazione. La ragione dello sciopero è il mancato rinnovo contrattuale.

Molti di questi lavoratori, per il 70% donne, sono part-time involontari con retribuzioni medie mensili di 300/400 euro lordi: la condizione, quindi, di disagio economico e di precarietà è diffusa. Eppure sono gli stessi che svolgono un ruolo ritenuto essenziale con la pulizia degli ospedali e dunque nel contenimento del contagio sia nei nosocomi sia nelle Rsa sia nelle case di cura e anche negli uffici pubblici e privati. Nonostante questo impegno, le aziende e le associazioni datoriali hanno deciso di non rinnovare il contratto da ben sette anni creando ulteriori difficoltà e impoverimento a migliaia di lavoratori.

Le richieste del sindacato per il nuovo contratto riguardano un aumento della retribuzione, il mantenimento della malattia, la garanzia del cambio di appalto e le norme su salute e sicurezza.
L’emergenza pandemica ha messo in evidenza l’importanza dell’attività di questi lavoratori definiti spesso cavalieri ed eroi ma che non hanno bisogno di titoli ma del giusto riconoscimento del lavoro prestato e di maggiori diritti e tutele.

Per l’occasione, nelle Marche, si svolgeranno quattro iniziative: ad Ancona, alle ore 11, presidio davanti all’ospedale regionale di Torrette, a Pesaro, presidio in Piazza del Popolo alle ore 9,30 e ad Ascoli Piceno presidio alle ore 13,30 davanti al Pronto soccorso dell’ospedale di San Benedetto del Tronto, a Fermo il presidio alle 13,30 davanti alla sede dell’ospedale Murri.

Graduatoria servizio civile regionale – Garanzia Giovani 2020

In ottemperanza a quanto previsto nel Bando Regionale Garanzia Giovani – Misura 6 – Servizio Civile Regionale, si pubblica la seguente graduatoria di selezione relativa al Progetto “Assistenza e Tutela Individuale”.

Ente proponente:  CGIL Marche – sede di Pesaro

Posti disponibili: 2

Graduatoria provvisoria – Selezione servizio civile 2020 CGIL Pesaro e Urbino

COGNOME E NOME DATA DI NASCITA CODICE FISCALE PUNTI CV /40 PUNTI PROFILO
/10
PUNTI COLLOQUIO /60 TOTALE
/110
TOMASETTI MARTINA 27/01/95 TMSMTN95A67L500W 12 7 60 79
CECCHINI GIULIA 29/02/96 CCCGLI96B69G479X 8 7 40 55
CARDONI LORENZO 29/03/99 CRDLNZ99C29D488A 6,64 7 40 53,64
MORINI SUSY 11/02/94 MRNSSY94B51C357O 7,64 1 40 48,64
DRAGUTINOVIC SANJA* 06/11/95 DRGSNJ95S46G479E 36
* Ammessa con punteggio minimo per assenza patto di servizio

Candidati eslcusi

COGNOME E NOME DATA DI NASCITA CODICE FISCALE MOTIVAZIONE
PUGNALI MARIKA 16/02/94 PGNMRK94B56944I NON PRESENTE AL COLLOQUIO
GAUDIOSI ALESSANDRO P. 29/09/01 GDSLSN01H29F839A ESCLUSO PER ASSENZA PATTO DI SERVIZIO PROT. R. M. 1270124 del 6/11/20

Clicca qui per scaricare la graduatoria in formato PDF

Lavoratori somministrati del Comparto Sanità: il Governo dia risposte su parità di trattamento e accesso ai concorsi

Lavoratori somministrati del Comparto Sanità: il Governo dia risposte su parità di trattamento e accesso ai concorsi In queste settimane ai lavoratori in somministrazione del comparto sanitario stanno puntualmente giungendo le chiamate in servizio nei reparti Covid. Nel cuore di una nuova emergenza sanitaria, le legittime richieste, per la stabilità lavorativa e la parità economica di trattamento, rispetto alle quali FeLSA CISL, NIdiL CGIL, UILTemp hanno chiamato i lavoratori alla mobilitazione e allo sciopero lo scorso 24 luglio sono rimaste senza risposta.

In quella giornata, che ha visto anche realizzarsi presìdi in diverse città e un’elevatissima partecipazione dei lavoratori, le delegazioni sindacali, ricevute dal Ministero della Salute, avevano ricevuto rassicurazioni sulla sensibilità del Governo a porre rimedio ad alcune inspiegabili situazioni di disparità che vedevano coinvolti i lavoratori somministrati del comparto sanità:

  • eliminare l’esclusione degli oltre 12.000 lavoratori somministrati impegnati nella sanità pubblica dall’accesso ai concorsi riservati dalla c.d. Legge Madia valorizzando l’anzianità di servizio svolta in somministrazione dei lavoratori. Si tratta infatti di lavoratori che svolgono le stesse mansioni dei lavoratori temporanei assunti direttamente dalle aziende sanitarie e ospedaliere e sostengono, ormai da anni, l’operatività del servizio sanitario nazionale pur non essendone dipendenti.
  • riconoscere anche ai lavoratori somministrati impiegati nel comparto sanitario, impegnati nella lotta al Covid19, il giusto riconoscimento economico previsto per i dipendenti diretti. I lavoratori somministrati infatti non hanno ricevuto le indennità e maggiorazioni che a vario titolo le Regioni hanno corrisposto, giustamente, al personale diretto impegnato nell’emergenza sanitaria.

Pur in assenza di risposte da parte del Governo i lavoratori e le lavoratrici stanno continuando a svolgere il proprio lavoro al servizio di tutti i cittadini, anche ora che la situazione si è aggravata nuovamente.

FeLSA, NIdiL, UILTemp chiedono che il Governo nei prossimi provvedimenti contro la pandemia ponga rimedio a questa ingiustificata e ingiustificabile disparità di trattamento e mantenga la promessa di interessamento fatta ai lavoratori solo qualche mese fa, sia sul versante del riconoscimento delle indennità sia su quello dell’accesso alla quota riservata nei concorsi con riconoscimento dell’anzianità.

CHIEDIAMO RISPETTO DELLA DIGNITA’ DI UOMINI E DONNE CHE STANNO LAVORANDO IN PRIMA LINEA PER FRONTEGGIARE LA PANDEMIA

NIdiL-CGIL        Via Dei Frentani 4/a – Roma tel. 06/44340310
FeLSA-CISL        Via dei Mille 56 – Roma tel.06/8840867
UILTemp        Via Lucullo 6 – Roma tel. 06/4753381

Scarica la missiva inviata al Ministro della Salute – Roberto Speranza