8 marzo 2021

…… per una società di donne e uomini che sappia prendersi
cura di se stessa, che sappia rimettere in comunicazione le parole con
le cose….. per questo è necessaria una informazione efficace oggi più
che mai.

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“Noi Donne”,
fondato dall’UDI nel 1944
è quest’anno la nostra mimosa.
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Auguri a noi tutte
8 marzo 2021
Responsabile Coordinamento Donne Pesaro-Urbino Elisabetta Gabrielli

NO ALL’INDIFFERENZA: CGIL, AUSER, Sardine Marche e Stay Human in aiuto dei migranti lungo la rotta dei Balcani

PESARO, 29 gennaio 2021 – Cgil Pesaro Urbino, assieme all’Auser, a Sardine Marche e a Stay Human sulla la crisi dei migranti in Bosnia, aggravatasi dopo l’incendio del 23 dicembre scorso nel campo di Lipa hanno promosso un’azione di concreta solidarietà attraverso la raccolta di cibo, medicinali e indumenti da inviare ai profughi bloccati alle frontiere, nel gelo dell’inverno, molto spesso senza cibo e indumenti adatti a ripararsi dal freddo.

“Abbiamo deciso –scrivono in un comunicato congiunto – di mettere insieme le nostre esperienze di solidarietà per sensibilizzare e indurre le Istituzioni ad assumersi le responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione.

Indumenti, medicinali e derrate alimentari verranno raccolti: a Pesaro presso la sede della Cgil via Gagarin 179 ogni mercoledì – giovedì – venerdì dalle 16 alle 18; a Fano presso la sede dell’Auser in via San Lazzaro (c/o Centro Commerciale San Lazzaro) ogni lunedì e martedì dalle 15.00 alle 18.00, e a Urbino presso la sede della Cgil in via Sforza 249 tutti i lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 12.00.

“Attualmente vi sono circa 900 persone – continua il comunicato -che hanno bisogno di aiuto, chiedono che vengano fornite quanto prima delle tende sotto cui ripararsi.
Per il terzo anno di fila con i campi abbandonati, a ridosso del confine croato e ci sono almeno 3000 persone che vagano tra le località di Bihac e Lipa.

Non possiamo ignorare, non possiamo essere indifferenti rispetto a quello che sta succedendo sulla rotta dei Balcani.

Si tratta di migranti e profughi provenienti da Paesi come Afghanistan Pakistan, dall’Africa del nord che percorrono migliaia di chilometri, prima di arrivare in Bosnia. Prima di giungere a questa frontiera europea queste persone hanno già attraversato paesi come la Bulgaria e la Grecia. Il loro obiettivo è quello di raggiungere principalmente la Germania, o la Francia, l’Austria, oppure di salire ancora più a Nord. Bloccarli alla frontiera ha come risultato di far ricadere il peso di gestione di questa rotta balcanica su un Paese come la Bosnia che non è ricco e per di più è in piena pandemia Covid con il sistema sanitario sotto stress.

Stare zitti equivale ad essere complici di questa situazione, per questo con insistenza diciamo che l’Europa dovrebbe ripensare complessivamente alla strategia politica dell’immigrazione. Una strategia che metta al centro il rispetto dei diritti umani perché ormai sono documentati diversi episodi di violenza e abusi sui migranti commessi ai confini; ma anche una condivisione della responsabilità dell’accoglienza. Occorre occuparsi seriamente della redistribuzione dei migranti e dei richiedenti asilo che arrivano nei vari paesi europei e intervenire in maniera massiccia anche a livello umanitario in queste realtà dove solamente le organizzazioni non governative, i volontari sono impegnati”.

Coordinamento Donne – Giornata della Memoria 2021

Pochi anni ci separano dal più orribile crimine di massa che la storia moderna debba registrare: un crimine commesso non da una banda di fanatici, ma con freddo calcolo dal governo di una nazione potente. Il destino dei sopravvissuti alle persecuzioni tedesche testimonia fino a che punto sia decaduta la coscienza morale dell’umanità.

Albert Einstein

Sulla deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento… Tutti lo sapevano da quattro o cinque anni. Tutti lo sapevano. Lo sapevamo noi! lo e mia moglie l’abbiamo visto a Belgrado, abbiamo cominciato a vederlo a Belgrado…. nel 1941 .

Giorgio Perlasca

L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dal- l’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo…(Libia..Bosnia) La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza.

Liliana Segre

Abituate a vivere nella sicurezza delle loro case, ora sono costrette a vivere in una comunità che è quasi animalesca. I loro corpi sono esposti nudi dinanzi a tutti, ma in particolare a sguardi di uomini che cercano nel loro fisico la capacità di lavoro nelle fabbriche.

Giuliana Tedeschi

….. ora andate a fare la doccia, li avvertirono gentilmente e questa fu una bella notizia… un po’ di pulizia finalmente! cosi lieti entrarono nella sala delle docce col viso alzato aspettando impazienti l’acqua benefica. Invece scese il gas sibilando e i polmoni lo ricevettero in pieno. Strozzarono in rantoli ….. Avveniva tutti i giorni ed era uno spettacolo tanto abituale che nessun anziano del campo ci badava più. Anzi poiché c’era la guerra, da Berlino ammonivano “che tutte le ruote dovevano girare per la vittoria”… il comando di Auschwitz che era zelante, aveva pensato che anche le ceneri umane potevano essere un buon concime e venivano sparse nei campi per concimarli .

Liana Millu

Una gravidanza troppo evidente all’arrivo alla rampa equivaleva al crematorio immediato….. se arrivavano bambini piccoli il destino di queste donne era fatale: dovevano scegliere di andare a morire oppure dovevano l iberarsi del bimbo gettandolo in un mucchio.

Elisa Springer

Quello che mi feriva terribilmente e ancora oggi mi tormenta, era il chiedermi come poteva accadere una cosa del genere… essere dimenticati dal mondo, essere esclusi, vergognarsi di essere persone…. Sono sopravvissuta per caso, per avere mantenuta viva la speranza di sopravvivere, per la fortuna di avere incontrato persone disposte ad aiutarmi: un soldato tedesco che mi allungò una patata calda dopo una marcia lunghissima in cui avevo mangiato cumuli di immondizia, scorza di alberi, sterco secco delle vacche….. o a Dachau un cuoco mi chiese come mi chiamassi, mi ricordò che avevo un nome anziché solo un numero…. Resistere è allora tutto quello che mira a preservare, insieme alla vita, piccoli frammenti di identità, a mantenere un minimo di distanza psichica da un universo che pretende di essere l’unico.

Edith Bruck

Le cose veramente primordiali in me sono i sentimenti umani, una sorta di amore e compassione che provo per le persone, per tutte le persone del mondo. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza avere prima fatto la nostra parte dentro di noi. Io credo che dalla vita si possa ricavare qualcosa di positivo in tutte le circostanze…. Arrabbiarsi ed essere scontenti non è produttivo, soffrire davvero per qualcosa è produttivo….. Se un individuo ha un centro, tutte le impressioni provenienti dall’esterno trovano in quel centro un punto, fermo…. Tasto il polso di questo secolo, ogni giorno di nuovo tocco con la punta delle dita i contorni di questa epoca… o è solo una finzione? Tutto ciò che si presenta sul mio sentiero mi dà una sensazione di sanguinamento.

Etty Hillesum

La Shoah non è stata mica un incidente di percorso del fascismo. Ha i suoi prodomi nelle leggi razziali del ’38, che a loro volta affondano le radici nella marcia su Roma del ‘22. È qui che comincia la tragedia. Un consenso fondato in gran parte sulla coercizione.

Andrea Riccardi

A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità… eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace, la serenità.

Anna Frank

Bonus sociali acqua, luce e gas

Dal 1° gennaio i bonus sociali acqua, luce e gas, ovvero gli sconti sulla bolletta per disagio economico, vengono riconosciuti in modo automatico a chi ne ha diritto.

I beneficiari non dovranno più presentare la richiesta, in modo che il bonus sia assegnato automaticamente in bolletta.

Rimangono invariate le condizioni per poter accedere ai bonus, vediamo quali sono:

  • nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.265 €

oppure

  • famiglia numerosa (quattro figli a carico) e ISEE non superiore ai 20.000 €

oppure

  • nucleo titolare di reddito o pensione di cittadinanza,

Uno dei componenti del nucleo familiare ISEE deve essere intestatario di un contratto di fornitura elettrica e/o gas e/o idrica con tariffa per usi domestici attivo, oppure usufruire di una fornitura condominiale gas e/o idrica attiva e ogni nucleo ha diritto a un solo bonus per tipologia (elettrico, gas, idrico) per anno di competenza.

Lo sconto sarà calcolato dal 1° gennaio 2021, indipendentemente dai tempi tecnici necessari per l’entrata a regime del meccanismo attuativo e sarà sufficiente ottenere l’attestazione ISEE utile per le differenti prestazioni sociali agevolate.

Non avete l’ISEE?

Si risolve subito prenotando un appuntamento presso una delle nostre sedi!

Clicca qui per scaricare dei l’elenco documenti necessari alla compilazione dell’ISEE.

Clicca qui per vederne l’elenco con i recapiti

Sostegno al reddito Forma.Temp

Contributo di 1.000 €

Possono ottenere il contributo i lavoratori che:

  • abbiano lavorato assunti da un’agenzia di somministrazione, a tempo determinato o indeterminato, per almeno 110 GIORNI negli ultimi 12 mesi
  • abbiano matura 45 GIORNI DI DISOCCUPAZIONE CONTINUATIVI, conteggiati a partire dall’ULTIMO GIORNO effettivo di lavoro CON CONTRATTO IN SOMMINISTRAZIONE

Contributo di 780 €

Possono ottenere il contributo i lavoratori che:

  • abbiano lavorato assunti da un’agenzia di somministrazione, a tempo determinato o indeterminato, per almeno 90 GIORNI negli ultimi 12 mesi
  • abbiano matura 45 GIORNI DI DISOCCUPAZIONE CONTINUATIVI, conteggiati a partire dall’ULTIMO GIORNO effettivo di lavoro CON CONTRATTO IN SOMMINISTRAZIONE (è prevista un’interruzione per contratti lavorativi di massimo una settimana)

Attenzione

Il Sostegno al Reddito è un CONTRIBUTO UNA TANTUM erogato al lordo dalla ritenuta IRPEF ed è COMPATIBILE con la NASPI (disoccupazione)

La domanda deve essere inviata dal 106° giorno ed entro e non oltre il 173° giorno dalla scadenza dell’ultimo contratto di lavoro

Per verificare i requisiti e presentare la domanda, contatta NIdIL CGIL

Telefono – 0721 42 00 42
Cellulare – Valentina Daddario – 366 629 7381

Lavoratori fragili – Novità Legge di Bilancio 2021

Dal 1 gennaio 2021 torna la tutela per i lavoratori fragili grazie a un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera al disegno di legge di Bilancio 2021 .

Si recupera così un vuoto normativo grave nell’ambito della salvaguardia dei lavoratori per l’emergenza sanitaria da Covid-19, perché ha riguardato i lavoratori più deboli di questa pandemia, ossia i lavoratori affetti da disabilità o quelli in condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche.

COSA E’ SUCCESSO

L’art.26 comma 2 del Dl 18/2020 prevede che il periodo di assenza dal lavoro sia equiparato a ricovero ospedaliero per i lavoratori dipendenti privati e pubblici in possesso di certificazione rilasciata dagli organi medico-legali , attestante una condizione di fragilità:questo valeva fino al 15 ottobre.

Dal 16 ottobre e fino al 31 dicembre i lavoratori fragili svolgono di norma la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso la collocazione a mansione diversa o area di inquadramento ; tuttavia sono tante le attività che non possono essere svolte in maniera agile con la conseguenza che molti sono costretti a usufruire della aspettativa non retribuita con grave perdita dello stipendio.

Con la legge di Bilancio fortunatamente si rimedia al vuoto normativo, approvando l’emendamento secondo cui “le disposizioni dell’art.26 commi 2 e 2 bis, del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27 , si applicano nel periodo dal 1 gennaio al 28 febbraio 2021”.

Questo significa che dal 1 gennaio i lavoratori fragili che potranno lavorare da casa avranno diritto ad usufruire dello smart working, mentre coloro che svolgono una mansione incompatibile con lo smart working potranno richiedere la tutela della malattia.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2020

Oggi ci siamo ritrovate perché è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita nel dicembre 1999 dalle Nazioni Unite; in questa data è avvenuto l’omicidio delle sorelle Mirdal perpetrato nella Repubblica Domenicana.
Ovunque si svolgono iniziative di mobilitazione e denuncia dato che negli anni questa data ha assunto un rilievo crescente perché non soltanto contrastare la violenza verso le donne è una questione di civiltà e rispetto dei diritti umani (art 2 della Costituzione), ma è una grande questione trasversale, (come si ricava dalle indagini e dai rapporti istituzionali) , comune a tutte le classi sociali, livelli di istruzione e professioni. E’ da aggiungere che la questione riguarda direttamente le donne anziane e pensionate, considerando che il 30% delle donne uccise ha più di 64 anni. inoltre verso le donne anziane viene rivolta violenza non solo riferita a comportamenti aggressivi, ma a vere e proprie violenze psichiche, finalizzate a condizionare le loro scelte, a manipolare le informazioni e ad accelerare la perdita di autonomia con conseguente violazione dei diritti, furto di denaro, estorsione di notizie. I pochi dati che indicano la percezione di tale fenomeno evidenziano una realtà inquietante, in quanto le destinatarie/i di maltrattamenti e umiliazioni fisiche e morali sono persone fragili, malate, non autosufficienti, quindi maggiormente indifese-tanto che insieme a quella verso i disabili, le persone di diverso orientamento sessuale o quello di etnie diverse, -tale violenza può configurarsi come una discriminazione nella discriminazione …
Di fronte al moltiplicarsi di intimidazioni percosse, stupri, omicidi nei confronti delle donne si ricava che è più che mai necessario un lavoro culturale di coscienza che superi definitivamente la cultura che subordina le donne agli uomini.
Quest’ anno la giornata si svolge in tempi di pandemia per cui abbiamo deciso far scorrere, avrete notato, le immagini di donne che si prendono CURA, le eroine che hanno suscitato stupefatta ammirazione in MILO MANARA, pittore, scultore , fumettista che ha debuttato con le storie erotico-poliziesche di Jolanda D’Almaviva , ha disegnato per il Corriere dei ragazzi,, disegnato la raccolta “un fascio di bombe”, sulla strategia della tensione, e nel luglio 2020 ha pubblicato questi acquarelli dal titolo LOCKDOWN HEROES, che è un’opera d’arte e insieme frutto di impegno civile, oltrechè la testimonianza di un momento tragico della nostra storia.
Di fronte alla catastrofe l’artista si chiede angosciato cosa può fare, lavorare gli è impossibile, ma vuole essere utile in qualche modo; è colpito dal fatto che la prima a diagnosticare la presenza del virus sia stata una dottoressa e le prime ad isolarlo due ricercatrici… ma è stupefatto sopratutto dalla forza e dall’attivismo delle donne dalle infermiere , dalle operatrici sanitarie alle vigilesse, dalle cassiere alle dottoresse, alle donne delle pulizie, alle lavoratrici agricole, le lavoratrici tutte insomma, provate a volte esauste, come quelle che abbiamo visto nella foto che ha fatto il giro della rete,: lavoravano in corsie che si riempivano sempre più di malati gravi da curare in strutture insufficienti, ma restavano al proprio posto a “prendersi cura”, pur consapevoli del rischio che correvano. Decide pertanto di omaggiare con i suoi disegni, si era vicini all’8 marzo, la forza, il coraggio delle donne tutte che hanno saputo spendersi cosi generosamente….. così, dopo 50 anni passati a celebrare la bellezza e la seduzione delle donne, ha sentito impellente il dovere di celebrare anche altre loro virtù per ringraziarle e lasciare memoria di questa loro grandezza. Il ricavato del libro andrà a supportare vari ospedali,Sacco di MILANO, il POLICLINICO di Padova e il Cotugno di NAPOLI…….
Dunque le donne hanno svolto un lavoro essenziale e anche se dal virus sono stati contagiati di più gli uomini in proporzione la mortalità è stata maggiore tra le donne di ben 10 punti nella fascia dì età 20-50 anni.
La PANDEMIA ha svelato la fragilità di un sistema sanitario depotenziato da anni di tagli sconsiderati, spogliato di contenuti universalistici sottratti in favore di profitti, privato di presidi territoriali…..anche l’economia ha evidenziato le contraddizioni del nostro sistema ESASPERATO da una normalità fatta di divisioni, disuguaglianze strutturali, privilegi, di emarginazione ed ha insieme acuito le tensioni che attraversano un sistema produttivo basato sullo sfruttamento delle persone e dell’ecosistema che potrebbe aprire le porte ad una crisi economica e climatica senza precedenti e alla stessa tenuta democratica del ns paese.
Già da anni le donne hanno pagato queste scelte più di altri soggetti sociali nel lavoro nel welfare nella società, ora sono state sottoposte, si può dire, ad una doppia tenaglia: i settori essenziali di lavoro femminilizzato vivono le conseguenze del contagio, i settori in quarantena più colpiti, i cosiddetti lavori non -essenziali, nel campo del turismo, della ristorazione, dei servizi, con la chiusura, hanno subito il crollo della domanda, la cassa integrazione, la precarietà ed è cresciuta conseguentemente la disoccupazione, la riduzione del reddito che ha penalizzato sopratutto le donne. Inoltre c’è stato un sovraccarico familiare nel tempo febbraio- maggio che ha esasperato una quotidianità già difficile dato che la casa “idealizzata come spazio protetto” spesso non lo è, e il lavoro, con lo smart working presentato come la soluzione più semplice di fronte al blocco degli spostamenti, per molte si è trasformato in una chiamata alla flessibilità e alla disponibilità costante all’impegno che ha invaso spazi e orari della vita personale…. la casa si è rivelata un luogo difficile da vivere e le voci delle donne non sempre sono state più forti della minacce, dato che il covid non ha fermato la pandemia della violenza e le denunce sono state molte di più rispetto allo scorso anno. Due i femminicidi solo tra ieri sera e stamattina.
Da ciò si ricava che la pandemia non solo ha generato nuove criticità, ma ha radicalizzato quelle che già esistevano.
Ovunque si svolgono iniziative di mobilitazione e denuncia: lottare contro la violenza nei confronti delle donne ha assunto un enorme rilievo perché non soltanto è una questione di civiltà e rispetto, ma è una grande questione sociale trasversale, come si ricava dalle indagini e dai rapporti istituzionali, questione comune a tutte le classi sociali, livello di istruzione e professione. Così di fronte al moltiplicarsi di intimidazioni, percosse, stupri, omicidi, nonostante ci sia una crescente sensibilità della gravità del fenomeno, nonostante la MOBILITAZIONE di associazioni femministe e di recente anche maschili per contrastare ogni forma di violenza di genere ( anche attraverso una riflessione critica condivisa sull’immaginario culturale maschile che a lungo ha supportato e talvolta giustificato questa violenza), il numero dei FEMMINICIDI è costante pur in presenza di una complessiva diminuzione degli omicidi (rapporto sulla criminalità in Italia Ministero degli Interni). Questi per il 77% dei casi avvengono in ambito familiare, è quindi più che mai necessario, oltre ad una legislazione adeguata a reprimere questi crimini, un lavoro di tipo culturale, “di coscienza”, che superi definitivamente la cultura che subordina le donne agli uomini.
Ma la violenza , le varie forme di violenza nei confronti delle donne vengono da lontano e sono una gravissima discriminazione dal punto di vista giuridico e pratico che deriva dalla disuguaglianza uomo – donna, radicata in profondità e molto difficile da sconfiggere. Già i filosofi dell’antichità avevano associato il concetto di uomo con ciò che è umano e opera nell’ambito pubblico così, trascendendo la sua natura animale, l’uomo ha prodotto la storia umana: come cittadino ha istituito il governo e la legge, come guerriero ha protetto la comunità, come artista o filosofo ha superato l’umana mortalità. La donna, al contrario, nel privato, si è limitata a riprodurre la vita, svolgendo un compito naturale, biologico, non umano, quindi privo di valore morale, perciò Aristotele, più di 2000 anni fa, è stato il capostipite nel definire il ruolo delle donne, relegandole alla subalternità.
E dopo di lui tanti altri grandi filosofi hanno rafforzato questa rappresentazione per cui, semplificando grossolanamente, quando le donne provano ad acquisire autonomia ed autodeterminazione sono vittime di violenza. Ci sono state donne grandissime nel corso della storia, ma erano eccezioni che non potevano avere un seguito, poi, con un gran balzo, arriviamo alle suffragette vestite simbolicamente di bianco , da cui tutte le donne che riescono a raggiungere posizioni prestigiose , quando arrivano a quel ruolo, si vestono di bianco, anche K. Harris lo ha fatto…. Le donne, le femministe degli anni ‘60, NOI insomma, abbiamo cominciato a contrastare culturalmente il patriarcato notando che nei secoli si era trasformato da quello Paterno dell’Europa feudale a quello Coniugale della società capitalistica del XIX secolo ottenendo importanti risultati come la riforma del DIRITTO di FAMIGLIA ,nel 1975, con cui si è superata l’idea di patria potestà e introdotto il concetto di uguaglianza i coniugi, molto in ritardo rispetto ala Costituzione del ‘48. Oggi possiamo individuare un paternalismo pubblico, cioè un meccanismo sociale di controllo dell’ordinamento dello Stato e dell’influenza dei mass media. Nella società contemporanea i MASS MEDIA, attraverso il linguaggio, il pensiero che veicolano , l modi d’agire e la pubblicità, perpetuano la subordinazione femminile in maniera subdola, attraverso gli stereotipi. Un es. dall’attualità che non potrebbe essere più emblematico : eravamo incoraggiate e soddisfatte per l’elezione di Biden e soprattutto della sua vice Kamala Harris, quando siamo state investite violentemente dal ciclone del post del prof. Marco Bassani dell Università Statale di Milano…. Quindi la parola chiave è LAVORO CULTURALE, è EDUCAZIONE…on INTERVENTI integrati che producono risultati come si è visto con la legge CODICE ROSSO che è in vigore da un anno. Riguardo all’educazione ben vengano libri pubblicati dalla casa editrice Settenote che tenta di contrastare già nei bambini e nelle bambine quell’immaginario che vuole maschi e femmine incasellati in ruoli stereotipati che possono poi produrre atteggiamenti che all’inizio possono sembrare anche poco significativi, ma che, se non riconosciuti e indirizzati in tempo, possono diventare indicatori discriminanti di genere che potrebbero evolversi e tradursi in veri e propri comportamenti violenti. Si chiama Settenote perché il 1979 è stato un anno importante per le donne per l’approvazione del Cedow, la convenzione ONU sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei cfr delle donne.
La casa editrice pubblica tutti i generi letterari, dai saggi al romanzo, al libro per ragazzi, 8 titoli l’anno che non sono solo di denuncia, ma anche di esempio per scardinare gli stereotipi e snidare atteggiamenti di sopraffazione già radicati nei bambini, come ha dimostrato la videoinchiesta realizzata nelle scuole primarie da Alessandra Ghimenti dal titolo” il cielo è sempre più blu”. Occorrono, ripeto, interventi radicali, adeguatamente finanziati, quali il protocollo messo in atto dalla deputata laburista Patricia Scotland che è riuscita in pochi anni a ridurre i femminicidi nella sola Londra da 49 a 5.
Molti pensano che la violenza faccia parte dell’uomo, si, ma di un uomo che non ha ancora conquistato la libertà che, non dimentichiamolo, non è uno stato di natura, ma si conquista attraverso la conoscenza…. Il mondo della nostra attualità si è allontanato parecchio dalla conoscenza (ultimi in Europa per numero di laureati) e i termini della cultura vigente evidenziano RAZZISMO, OMOFOBIA, SESSISMO : siamo immersi in un diluvio di parole, in una bulimia verbale, a volte in un turpiloquio che eccita, sobilla, aizza…..basta vedere certa TV ; la sostanza di tali parole può essere considerata tossica come ci ha spiegato Priulla perchè esse instaurano un rapporto prima col pensiero e poi con l’azione che vanno a produrre il contesto nel quale siamo immersi…così siccome le parole generano la sostanza del mondo, ci troviamo, appunto, in un mondo pervaso di violenza ormai legittimata. Già durante i governi Berlusconi, che ha il grande demerito di avere svuotato le istituzioni della loro essenza, c’è stato un grave arretramento culturale e uno svilimento nella rappresentazione delle donne sopratutto attraverso il linguaggio , azzerando quasi i risultati del livello di autonomia raggiunto dalle donne negli anni ‘70 ( conquiste che sono arrivati poco alle generazioni giovani,) e si sono ancora di più consolidati gli stereotipi esistenti da sempre…
Ma sono sopratutto i dati sulla rilevazione statistica degli stereotipi di cui ci diranno meglio le prossime relatrici, sui ruoli di genere e sull’indagine sociale della violenza realizzata dall’ISTAT e diffusa l’anno scorso, 26 novembre, che ci devono far riflettere : dati che ricaviamo : il 7,4% degli Italiani ritiene accettabile che in una coppia ci scappi uno schiaffo ogni tanto,(naturalmente dato a lei..). il 17,7% ritengono accettabile che un uomo controlli abitualmente il cellulare o l’attività sui social della sua moglie o compagna, per il 39,3 della popolazione ritiene che ogni donna è in grado di sottrarsi a un rapporto sessuale se lo vuole, il 24% che a provocare la violenza sessuale è il modo di lei di vestire, il 15,6% che la donna subisce violenza quando è ubriaca o sotto l’effetto di droghe….quindi perché scagliarsi più di tanto contro “ il cervellone imprenditore “ Genovese, dato che da qualche anno è dedito alla cocaina? Anzi”è lei che è stata ingenua e se l’è cercata”… come ha ignobilmente scritto V. Feltri…. inoltre per l’11% le cause intentate da chi ha subito violenza sono false, il 12,7% degli uomini e il 9% delle donne ritengono che di fronte ad una proposta sessuale spesso dicono NO ma in realtà intendono SI, per il 7% infine le “donne serie” non vengono violentate. Quindi realtà che configura rapporto di coppia in termini di controllo e non di fiducia e condivisione, il peso di miti, di certe radicate tradizioni per troppo tempo considerate un valore positivo anziché un evidente disvalore, violenza di genere invisibile, ma quasi giustificabile perché coincideva con valori insopprimibili di un immaginario patriarcale…proseguiamo con le CAUSE…. per il 63,7 causa della violenza sono le esperienze violente vissute in famiglia, per il 63% gli uomini sono violenti perché non sopportano l’emancipazione femminile e il 34,8% associa la violenza a motivi religiosi, e ancora.. i MOTIVI SCATENANTI per il 77,7% le donne continuano ad essere considerate oggetto di proprietà, e chi si sottrae alla volontà di essere controllato nei minimi dettagli della propria vita, merita la punizione,… per il 75% all’abuso di droghe e alcool, per il 75% al bisogno di sentirsi superiori, per il 70% dipende dalla difficoltà degli uomini a gestire la rabbia….per quanto riguarda i RIMEDI per il 65% occorre denunciare, per il 32,2% interrompere la relazione, per il 21% rivolgersi ai centri antiviolenza, per il 18,2% verso i servizi pubblici o professionisti privati …..Concludendo il 58,8 ( senza differenza tra uomini e donne tra i 18 e i 74 anni) si ritrova negli stereotipi di genere e il fenomeno aumenta con il crescere dell’età. Anche questi dati dimostrano che la violenza di genere è una questione culturale e non una psicopatologia sociale.
Mi è capitato, navigando in rete, di imbattermi negli Atti di un Seminario svoltosi al Ministero dell’ lnterno che esaminava il profilo dell’autore di violenza dal punto di vista psicologico, clinico, giuridico e criminologo, naturalmente alcune relazioni si soffermavano sul cambiamento della nostra società da agricola e fortemente gerarchizzata in una industriale e post- industriale con un cambiamento della pratica e del confine delle relazioni sociali : questo ha portato un cambiamento nel quadro economico, politico, giuridico ( riguardo a quest’ultimo ricordo solo che fino al 1956 era in vita lo” jus corrigendi “ il potere correttivo del pater familias che comprendeva anche l’uso della forza) e che solo nel 1996 lo STUPRO è passato da reato contro la MORALE a reato contro la PERSONA . Tali cambiamenti, dicevo, sono stati resi necessari per tenere il passo con l’evoluzione dello stile di vita dell’uomo e della donna ma, nonostante oggi quelle leggi non esistano più, sopravvive l’immaginario che le alimentava…per questo inasprire le pene non basta, ma c è necessario aggiungere azioni sociali e culturali sopratutto con la più recente percezione del ruolo, dei compiti e delle responsabilità di ciascun individuo in funzione dello status, del livello di cultura e del sesso…il cambiamento non ha portato solo benessere e salute….ma anche prodotto nell’uomo squilibrio, insicurezza, inadeguatezza, frustrazione con la conseguente caduta di punti di riferimento etici e culturali : l’uomo e la donna si trovano a ricoprire ruoli una volta solo appannaggio del sesso maschile in famiglia, nel lavoro, nell’intera struttura sociale. La sovrapposizione dei ruoli coerente e sacrosanta con l’affermarsi delle pari opportunità , non è stata ancora recepita nella coscienza dei singoli e delle Comunità per cui la sovrapposizione viene VISSUTA come una contrapposizione e provoca un disagio che po’ trasformarsi in un vero e proprio conflitto. Le persone più reattive emotivamente e con un vissuto difficile possono percepire con frequenza la sensazione di essere minacciate ed attivano il sistema di attaccamento, di ansia, di paura e, per regolare i loro stati emotivi, sono portati o ad evitare gli altri o a chiedere frequentemente aiuto per recuperare una sensazione di sicurezza. Quando però questi stratagemmi non funzionano ecco che la prevaricazione, il sopruso, la violenza sembrano le risposte più naturali ai- disagi-individuali – spesso sostenuti dai mezzi di comunicazione più diffusi che indugiano sulla gelosia, il raptus, il troppo amore , mentre sempre ciò che arma la mano del violento è l’irrazionale desiderio di possesso a tutti i costi all’interno di relazioni asimmetriche….e atteggiamenti finalizzati a prevaricare ed affermare il proprio potere sull’altro si diffondono così sempre di più..(giornali derubricano a fatti di cronaca)…Da ciò il rinfocolarsi del NONNISMO nel mondo militare, del MOBBING nel mondo del lavoro, del BULLISMO in quello adolescenziale, il SESSISMO…allora non è solo l’amore malato o il momento di follia, ma è tutto molto più complesso da capire…..
Si sa che il matrimonio e la convivenza, con il lavoro, sono gli elementi centrali dell’essere umano e impattano sull’equilibrio psicofisico, sulla qualità della vita e sullo stato sociale per cui hanno molte valenze di significato e possono essere fonti di grandi soddisfazioni ma anche di cocenti delusioni e difficoltà….. ed ecco che verso milioni di donne nel mondo vengono rivolte varie forme di violenza da parte di uomini che non si arrendono alla perdita di dominio sulla moglie e i figli,..di qui la violenza psicologica sessuale, economica , assistita (quest ultima ancora non sufficientemente emersa nella sua gravità, c’è un ottimo docufilm “chi raccoglie la mia sofferenza?” di Iclar Bolzain) si manifesta sul nesso tra violenza e salute e ogni giorno viene agita prevalentemente come violenza dell’uomo sulla donna, sui minori, sugli anziani… c’è un grande lavoro da fare perché dal profilo che emerge dell’autore di violenza si evidenzia come l’assenza, la separazione,l’abbandono, il rifiuto, la perdita non elaborata adeguatamente sono le matrici principali dei modelli relazionali violenti e di personalità dipendenti che si tramandano anche a livello generazionale. C’è poi da dire che la perdita di qualcuno non è solo di questo ma anche di se stesso, infatti molto spesso ,dopo aver compiuto la violenza, chi l’ha agita si suicida…ma il problema rimane “come prevenire il reato” che non è una faccenda privata, ma riguarda l’intera Comunità : dalle famiglie ai centri accoglienza ai percorsi da predisporre, alle forze dell’ordine, ai tribunali. l’AIPC è un’ ASSOCIAZIONE ITALIANA di PSICOLOGIA e CRIMINOLOGIA che applica dal 2001 il proprio protocollo PREVENTIVO-RIPARATIVO che si è rivelato efficace nel 70% dei casi. Collabora con vari Atenei tra cui l’università di URBINO, con le Forze dell’ordine e con le Carceri. Il problema è tanto diffuso che riguarda l’intera Comunità ed è essa stessa che deve impegnarsi a ricucire la ferita (e qui sarebbe interessante accennare almeno un po’ all’etica della CURA), ponendo l’attenzione su 3 Elementi Cardine: l’AUTORE del reato che deve essere responsabilizzato su ciò che ha fatto e sulla pena che gli viene impartita creando un percorso che riguardi il suo vissuto e la conoscenza dei suoi aspetti emotivi per rielaborarli ; la VITTIMA intesa come singola individualità che deve essere pesa in carico e SOSTENUTA in tutti i modi (e risarcita) , ma anche la COMUNITà perché il senso di coesione peggiora, si deteriora per ogni reato che si commette…. è la COMUNITA’ che deve riappropriarsi della situazione che ha generato il reato per abbattere i possibili fattori di recidiva e qui ognuno può avere un ruolo attivo.
E allora noi oltrechè individualmente, come SPI che ruolo possiamo avere? Partendo dalla creazione di una rete contro la violenza coinvolgendo le donne della CGIL e dell’AUSER le associazioni presenti nel territorio, le Commissioni pari opportunità, la rete nazionale Centri donna, per uno scambio di esperienze atte ca capire l’evoluzione del fenomeno e le strategie per contrastarlo. Con la nostra contrattazione territoriale dovremmo riuscire a intravvedere una nuova frontiera di welfare nel quale svolgere un ruolo attivo di cittadini non di sudditi, non di consumatori, né di ospiti ma di richiedenti una frontiera di cittadinanza adeguata alla soluzione dei problemi nuovi e antichi. Ad es. controllare attraverso la lettura dei bilanci che le risorse dedicate alla soddisfazione dei diritti ,in primis quelli delle donne che poi ricadono sull’intera società, abbiano esecuzione, COME CONTROLLARE CHE VENGANO SPESI I FONDI PER LE POLITICHE RELATIVE AI DIRITTI E ALLE PARI OPPORTUNITA’. Sappiamo di un fondo partito nel 2006 nel quale confluirono 3 milioni di euro incrementato negli anni seguenti fino ad arrivare ad una quota di 50 milioni e di cui una parte della quota doveva essere destinata per un piano d’azione nazionale e una parte per un osservatorio nazionale..beh da quello che ho trovato pare che ne siano stati spesi appena un decimo per campagne di sensibilizzazione sullo stalking e per finanziare il centralino antiviolenza 1522 e gli altri ? La campagna “aprite quelle porte” è stata finanziata dalla CGIL… e poi vigilare continuamente contro l’illegalità …. violenza è anche illegalità e LEGALITA’ oggi vuol dire partecipazione, sostegno all’antimafia sociale volta a far rinascere le città. Lo SPI da tempo collabora con Libera attraverso i campi antimafia,…. sostenere la legalità vuol dire spendersi per la città, per l’Urbs, come dicevano i Latini, in grado di ospitare la comunità sana e far fronte ai suoi bisogni, un luogo fisico abitabile dove possano nascere relazioni politiche, sociali, economiche, una Civitas insomma per prevenire i disagi da cui nasce spesso la violenza anche attraverso le infiltrazioni malavitose. Occorre aggiungere la rivalutazione del lavoro che deve essere preso in CURA anch’esso come punto di riferimento dell’organizzazione sociale, vero generatore di Libertà.

Come richiedere al Fondo Altea la diaria CoViD19

Per gli iscritti (iscritto principale, NON familiari) contagiati da Coronavirus, Fondo Altea prevede dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre 2020 (salvo proroghe) l’erogazione di una diaria giornaliera di Euro 40 sia in caso di ricovero che per l’isolamento domiciliare.

In caso di ricovero in strutture pubbliche individuate dal Ministero la garanzia ha validità per 50 giorni l’anno.

Modalità: modulo di richiesta di rimborso per garanzia Covid-19 compilato e firmato insieme alla lettera di dimissione ospedaliera dalla quale risulti positività Coronavirus (referto tampone delle Autorità competenti).

In caso di isolamento domiciliare (anche senza ricovero) la garanzia ha validità per 14 giorni l’anno.

Modalità: modulo di richiesta di rimborso per garanzia Covid-19 compilato e firmato insieme al referto del tampone che attesti positività al Coronavirus rilasciato dalle Autorità competenti.

Modulo di richiesta di rimborso garanzia Covid-19 scaricabile clicca il link qui sotto:

https://www.fondoaltea.it/wp-content/uploads/2020/04/Modulo-denuncia-sx-covid.pdf

la documentazione può essere inviata per email a:

rimborsocovid19@unisalute.it

o per posta in formato cartaceo a :

UniSalute S.p.A. Spese Sanitarie Clienti
C/O CMP BO
via Zanardi 30
40131 Bologna (BO).

Contattaci per qualsiasi chiarimento

Giuseppe Lograno
348 3701670

Cinzia Massetti
349 8613267

Gianluca di Sante
349 1501584

Francesco Perlini
340 6735911

Adesione dei lavoratori somministrati allo sciopero nazionale dei Comparti e delle Aree Funzioni Centrali e locali, e della Sanità del 9 Dicembre 2020.

Roma, 20 novembre 2020

Alla c.a.:
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento della Funzione Pubblica
protocollo-dfp@mailbox.governo.it
presidente@pec.governo.it

Ministero del lavoro e delle politiche sociali
segreteriaministro@pec.lavoro.gov.it

Presidenza Conferenza delle Regioni
statoregioni@mailbox.governo.it

Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sul diritto di sciopero
segreteria@pec.commissionegaranziasciopero.it

FP CGIL
rossetti@fpcisl@pec.cisl.it

CISL FP
fpcisl@pec.cisl.it

UIL FPL
segreteria@pec.uilfpl.it

UIL PA
uilpa@uilpa.it

E p.c.
Assolavoro
assolavoro@legalmail.it
Assosomm
assosomm@pec-legal.it

Adesione dei lavoratori somministrati allo sciopero nazionale di tutto il personale dipendente dagli enti e dalle amministrazioni a cui si applicano i CCNL del personale dei Comparti e delle Aree Funzioni Centrali, delle Funzioni locali e della Sanità per l’intera giornata del 9 Dicembre 2020.

Le scriventi organizzazioni sindacali FeLSA CISL, Nidil CGIL, UILTemp, di rappresentanza dei lavoratori somministrati aderiscono allo stato di agitazione proclamato in data 20/10/2020 e allo sciopero nazionale indetto in data 17/11/2020 dalle segreterie nazionali di FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, UIL PA.

Riteniamo infatti che le ragioni della proclamazione dello sciopero riguardino direttamente anche i lavoratori somministrati, in particolare per quanto attiene alla rivendicazione dei percorsi di stabilizzazione, nonché l’inclusione degli stessi lavoratori nelle procedure riservate nei bandi di concorso, oltre alla corretta applicazione della parità di trattamento economico anche per quanto attiene alle indennità accessorie e le maggiorazioni (in particolare quelle previste dalla normativa emergenziale per il personale sanitario). Il personale con contratto di somministrazione che intende aderire allo sciopero si asterrà dal lavoro per l’intero turno programmato per la giornata del 9 dicembre 2020, fatta salva l’applicazione dei protocolli di intesa finalizzati alla individuazione dei servizi minimi ai sensi di quanto previsto dalla legge in materia.

I Segretari Generali

Nidil CGIL
Andrea Borghesi

UILTemp
Lucia Grossi

FeLSA CISL
Mattia Pirulli