Le Marche di domani Le proposte di CGIL CISL UIL Marche: lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppo

CGIL CISL UIL delle Marche intendono sottoporre all’attenzione dei candidati Presidenti e alle rispettive forze politiche per le prossime elezioni, le priorità del Sindacato confederale per il rilancio del sistema economico e sociale marchigiano. Nei prossimi giorni tale documento sarà oggetto di confronto con i candidati alla Presidenza.

Secondo Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Claudia Mazzucchelli, Segretari Generali di CGIL CISL UIL Marche, “di fronte alla profonda trasformazione nella struttura economica e sociale in termini di quantità e qualità dell’occupazione, reddito e sicurezza sociale, occorrono risposte nuove e inedite puntando su lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppo con investimenti pubblici e privati, innovazione, accompagnamento nei processi di riconversione e transizione verso un’economica verde, digitale e interconnessa riconoscendo il valore del lavoro. Un nuovo modello di sviluppo che coniughi lavoro e diritti delle persone, innovazione e territorio, coesione e sostenibilità e che sia alla base per un Patto tra la Regione e le Parti sociali ed economiche delle Marche”. Queste le priorità per il Sindacato:

1. Sviluppo sostenibile, riconversione produttiva e rilancio del Made in Italy. La Regione deve promuovere, sostenere e accompagnare i processi di transizione tecnologica e digitale e quella ecologica attraverso politiche e interventi integrati: politiche industriali, politiche di sviluppo, creazione, sostegno e tutela del lavoro, formazione.
Vanno sostenute le filiere produttive, qualificando i servizi a supporto a internazionalizzazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, con attenzione alle PMI. Con la nuova programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 vanno garantiti tempestività, selettività negli interventi, priorità ai progetti di maggiori dimensioni e di sistema, partecipazione.

2. Politiche per il lavoro di qualità. La priorità per la nuova legislatura deve essere il lavoro e la sua qualità, contrastando precarietà e lavoro discontinuo, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Sono fondamentali politiche attive per il lavoro adeguate e un ruolo centrale dei Servizi per l’Impiego pubblici, in sinergia e con il supporto dei servizi privati accreditati, con adeguate risorse professionali ed economiche.
E’ necessario che la Regione Marche si doti di una nuova Legge Regionale sul lavoro per rendere il mercato del lavoro più inclusivo, più equo e rispondente ai nuovi e mutati bisogni, valorizzando la partecipazione e la concertazione con le Parti sociali.

3. Legalità, appalti e sicurezza sul lavoro. Legalità, trasparenza nel sistema degli appalti, lotta al lavoro nero e sommerso, tutela della salute e sicurezza sul lavoro sono temi prioritari su cui la Regione deve avere un ruolo decisivo.
La Regione deve dotarsi di una specifica Legge regionale su legalità, appalti e contrasto al lavoro nero e irregolare che preveda anche l’adozione del DURC con indici di congruità, anche in considerazione della ricostruzione post sisma.
Serve un forte impegno della regione sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, incrementando risorse e organici dedicati alla prevenzione e alla vigilanza.

4. Istruzione, formazione, ricerca. Occorre investire e valorizzare il sistema della conoscenza: istruzione, università, ricerca, formazione e diritto allo studio, fondamentali per coniugare qualità del lavoro e innovazione.

5. Politiche di genere e parità. Vanno sviluppate azioni a garanzia della parità di genere e di contrasto a ogni forma di discriminazione. Necessaria una Legge regionale sulla parità e le pari opportunità.

6. Sviluppo sostenibile e infrastrutture. Lo sviluppo sostenibile richiede un’adeguata ed efficiente rete infrastrutturale, materiali e immateriali, a partire dalle infrastrutture digitali soprattutto nelle aree interne per connettere le persone, i territori e i sistemi produttivi. Fondamentali il completamento e realizzazione di opere quali Fano-Grosseto, “Quadrilatero”, variante Falconara-Baraccola, linea ferroviaria Orte-Falconara, Salaria, Terza corsia dell’A14 a sud, riqualificazione del Porto di Ancona e raccordo con la grande viabilità, facilitando integrazione e cooperazione con le aree territoriali vicine.
Vanno completate rapidamente le opere di edilizia ospedaliera e realizzati i nuovi ospedali ricorrendo all’appalto e superando la scelta del project financing.

7. Ricostruzione post sisma e messa in sicurezza del territorio. A quattro anni dal terremoto, gli enormi ritardi vanno colmati, ricostruendo territori e comunità, e contrastando i rischi di spopolamento. La Regione deve recuperare un forte ruolo di coordinamento e controllo nella ricostruzione, garantendo massima attenzione alle condizioni dei cittadini e allo stesso tempo vigilando sul rispetto della legalità e delle norme sul lavoro, per dare prospettive certe alle comunità e rendere attrattivi i territori.

8. Rigenerare i territori. La sfida della rigenerazione del territori necessita della partecipazione delle comunità locali e della centralità dei bisogni delle persone. Vanno integrati i sistemi sanitario, sociale e del lavoro, portando a sintesi un percorso di omogeneizzazione dei rispettivi sistemi locali: Distretti sanitari, Ambiti territoriali sociali e Centri per l’Impiego. Questa è una condizione necessaria per integrare le rispettive attività e rispondere in modo multidisciplinare a bisogni lavorativi, sociali, sanitari, abitativi, ecc.

9. Sanità e politiche sociali. l sistema sanitario regionale deve garantire la salute dei cittadini, non solo con la riqualificazione della rete ospedaliera, ma soprattutto investendo nella prevenzione e nei servizi territoriali. Va completata la realizzazione di una rete diffusa e qualificata di Ospedali di comunità e Case della salute, le cui attività vanno integrate in modo efficace con il sistema di Emergenza – Urgenza e delle Cure primarie. Vanno ridotti i tempi di attesa e la mobilità extraregionale governando e contenendo l’offerta di servizi privati. Il personale va valorizzato, vanno portate a termine le stabilizzazioni e garantite nuove assunzioni.
Prioritaria è riqualificare l’assistenza alle persone non autosufficienti a partire dagli anziani: occorre una Legge regionale per la non autosufficienza e l’invecchiamento attivo con adeguati finanziamenti.
Le politiche sociali devono essere una priorità e contando su adeguati finanziamenti, per garantire coesione e superamento di diseguaglianze e condizioni di disagio. Va ripristinato il Fondo regionale indistinto per le politiche sociali e garantita un’adeguata rete di servizi per l’infanzia e l’adolescenza a partire dall’ampliamento della rete dagli asili nido.

10. Politiche tributarie e tariffarie. Nelle politiche tributarie e tariffarie va rafforzato il carattere progressivo dell’addizionale IRPEF regionale e va rivista la struttura dell’IRAP superando forme agevolative non giustificabili. L’indicatore dell’ISEE va assunto in modo generalizzato dalle attività regolamentate dalla Regione.

11. La sfida del riordino istituzionale. La Regione deve promuovere e sostenere forme di gestione associata e di fusione dei Comuni per garantire efficienza e adeguatezza nell’esercizio delle funzioni locali. Per quanto concerne il regionalismo differenziato occorre ribadire che una maggiore autonomia è possibile solo in un quadro solidaristico e unitario del Paese e garantendo i livelli essenziali delle prestazioni a livello nazionale.

12. Relazioni sindacali. E’ indispensabile restituire pieno significato al concetto di partecipazione democratica attraverso un fattivo e costante confronto tra Istituzioni e parti sociali.

Ancona, 25 agosto 2020

Prestazioni straordinarie EBITEMP per il Covid-19

Richiedibili entro il 31 Ottobre 2020

Se lavori per un’agenzia per il lavoro leggi sotto

Se hai usufruito dei congedi Covid per i figli sotto i 12 anni (dal 5 Marzo 2020 al 31 Agosto 2020), puoi chiedere un contributo integrativo a copertura del 100% dell’indennità INPS

Se hai figli sotto i tre anni e nel periodo che va dal 15 Giugno 2020 al 31 Agosto 2020 hai sostenuto spese per la frequenza dei centri estivi puoi chiedere un contributo mensile di 150 euro

Se hai dei figli e dal 23 Febbraio 2020 al 31 Luglio 2020 hai acquistato: Tablet, Pc, Scanner, Stampante, Webcam, Modem o Smartphone (solo per figli alle superiori), puoi chiedere un contributo di 150 euro

Inoltre Ebitemp ha istituito delle prestazioni sanitarie straordinarie a causa dell’emergenza Covid-19, chiamaci per saperne di più!

Per inviare le domande ed informazioni rivolgiti al NIdiL Marche della tua provincia!

Pesaro 344 2747535

Ancona 348 7109637

Macerata 0733 245711

Fermo 0734 220811

Ascoli 338 3900859

Quante sono le pensioni nella provincia di Pesaro e Urbino nel 2020

PESARO – I dati Inps elaborati dall’Ires Cgil Marche indicano che sono 119 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’INPS nella provincia di Pesaro Urbino, e di queste 60 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 50,4% del totale), oltre 10 mila sono le pensioni di invalidità (8,9%), 23 mila le pensioni ai superstiti (19,1%), quasi 4 mila le pensioni/assegni sociali (3,2%) e 22 mila sono le prestazioni a invalidi civili (18,4%).
E’ quanto emerge dai dati dell’INPS sulle pensioni vigenti nel 2020 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’IRES CGIL Marche riguardanti la nostra provincia.

Dal 2016 il numero delle pensioni complessivamente erogate nella provincia è diminuito del 2,2%, pari a circa 2 mila prestazioni in meno.
Nello stesso periodo si è notevolmente innalzata l’età media dei percettori delle pensioni di vecchiaia. Ciò è particolarmente evidente per coloro che sono stati lavoratori dipendenti: i pensionati con meno di 65 anni di età sono appena l’11,9% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati dal in cinque anni dal 32% al 36,6%.

L’importo medio delle pensioni vigenti nella provincia di Pesaro Urbino è di 787 euro lordi, con valori medi che variano dai 1.056 euro delle pensioni di vecchiaia ai 417 euro delle pensioni e assegni sociali.
L’importo medio delle pensioni di vecchiaia nella provincia è il più alto delle Marche (45 euro mensili in più della media regionale) ma di molto inferiore a quello nazionale ( -168 euro lordi).
Significativa è la differenza tra uomini e donne relativamente all’importo della pensione di vecchiaia: se i primi percepiscono 1.317 euro lordi, le donne arrivano a 731 euro, pertanto queste ricevono mediamente 586 euro in meno ogni mese (-43,7% rispetto agli uomini).

Nella provincia di Pesaro Urbino 79 mila prestazioni pensionistiche, pari al 65,9% del totale, sono inferiori a 750 euro al mese: dunque, 2 pensionati su 3 percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà. Anche da questo punto di vista si confermano notevoli differenze di genere: gli uomini con pensioni fino a 750 euro sono il 46% del totale, mentre per le donne tale percentuale sale al 79,6%.

Bando di selezione per i progetti di servizio civile regionale – Garanzia Giovani 2020

SCADENZA PRESENTAZIONE DOMANDA - PROROGATA AL 5 OTTOBRE

A partire dal 7 Agosto 2020 è possibile presentare domanda per la partecipazione al bando di selezione per i progetti di servizio civile regionale – Garanzia Giovani 2020.

Il bando è rivolto ai giovani NEET (Not in Employed, Education and Training), in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 4 del bando, che hanno aderito alla nuova Garanzia Giovani (Iniziativa per l’Occupazione Giovanile - IOG) ed effettuato la “Presa in carico” presso un Centro per l’impiego della Regione Marche (www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Centri-Impiego/Contatti-Sedi-Orari).

Nel sito, sono riportate tutte le informazioni in merito alle attività del progetto, il percorso formativo previsto, le informazioni sulla selezione e i requisiti richiesti.

La domanda, ESCLUSIVAMENTE per via telematica,  completa di curriculum vitae autocertificato, dovrà essere presentata, entro le ore 13.00 del 5 ottobre 2020, utilizzando il sistema informatico SIFORM2 accessibile dal 7 agosto all’indirizzo:

https://siform2.regione.marche.it

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un'unica sede inserita nel progetto.

IL CANDIDATO DEVE PRESENTARSI AL COLLOQUIO PER LE SELEZIONI SECONDO LE DATE PREVISTE NEL SEGUENTE CALENDARIO:

13 OTTOBRE - ORE 15:00 c/o CDLT CGIL ANCONA - VIA I MAGGIO, 142/A - AN
14 OTTOBRE - ORE 10:30 c/o CDLT CGIL ASCOLI PICENO - V.LE COSTANTINO ROZZI, 13 - AP
14 OTTOBRE - ORE 15:00 c/o CDLT CGIL FERMO - VIA DELL'ANNUNZIATA, 1 - FM
13 OTTOBRE - ORE 9:30 c/o CDLT CGIL MACERATA - VIA G. DI VITTORIO, 2 - MC
15 OTTOBRE - ORE 10:00 c/o CDLT CGIL PESARO URBINO - VIA GAGARIN, 179 - PU

La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione e il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenta al colloquio nei giorni stabiliti senza giustificato motivo, è escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.

PER INFORMAZIONI SUL PROGETTO: (preferibilmente via email)

ANCONA ancona.organizzazione@marche.cgil.it tel. 349 4346632
ASCOLI PICENO ascolipiceno.segreteria@marche.cgil.it tel. 348 7109626
FERMO fermo.organizzazione@marche.cgil.it tel. 348 0966373
MACERATA macerata.organizzazione@marche.cgil.it tel. 349 8899410
PESARO pesaro.organizzazione@marche.cgil.it tel. 348 2819909

ALLEGATI:

Proclamazione sciopero nazionale lavoratori in somministrazione del comparto sanità.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali del Settore della Somministrazione di lavoro, FeLSA CISL, Nidil CGIL, UILTemp, preso atto dell’esito negativo del tentativo di conciliazione esperito, in modalità conference call, con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in data 9 luglio 2020,

comunicano la proclamazione dello sciopero nazionale dei lavoratori in somministrazione del comparto sanità per l’intera giornata del 24 luglio 2020.

Le motivazioni dello sciopero derivano dal mancato riconoscimento da parte della quasi totalità delle Regioni, dei trattamenti economici accessori ed integrativi, già previsti in favore del personale sanitario impegnato durante l’emergenza epidemiologica da Covid-19, ai lavoratori somministrati in missione presso le strutture del comparto sanitario.

Risulta inoltre necessario, ad avviso delle Scriventi, superare le disposizioni previste dal d.lgs. n. 25 del 25/05/2017, che escludono i lavoratori somministrati dall’accesso alle quote riservate per la partecipazione ai concorsi pubblici.

FeLSA CISL Daniel Zanda

Nidil CGIL Davide Franceschin

UILTemp Giancarlo Mattone

 

Clicca qui per altri dettagli, dal sito di NIDiL CGIL nazionale

Primo Maggio tra Corona virus e caduta del PIL

“Sarebbe illusorio pensare che, passata l’epidemia, l’economia, il lavoro possa tornare come prima… Tra gli effetti dell’emergenza c’è l’esigenza di ripensare produzioni e consumi alla luce delle esigenze della salute e della sostenibilità, di ripensare alle morti e agli infortuni sul lavoro, insomma è indispensabile far diventare il sistema della salute e del welfare uno dei motori di sviluppo dell’economia” Mariana Mazzucato

Fu la II Internazionale – Parigi 20 luglio 1889 – a scegliere il Primo Maggio quale giorno per celebrare la festa del lavoro. In quella occasione venne indetta una grande manifestazione per chiedere la riduzione della giornata lavorativa a otto ore. Il giorno fu scelto per ricordare i gravi incidenti del maggio 1886 a Chicago, noti come rivolta di Haymarket. A metà ‘800 infatti i lavoratori, in particolare le lavoratrici, non avevano diritti: lavoravano anche sedici ore al giorno in pessime condizioni, rischiando la vita. Il primo maggio fu indetto dunque uno sciopero generale che culminò in una repressione nel sangue, con undici morti. Tale tragedia divenne il simbolo delle rivendicazioni operaie per avere diritti e condizioni di lavoro migliori.

In Italia la festività fu ratificata due anni dopo nel 1891. Durante il ventennio fascista la celebrazione fu anticipata al 21 aprile in coincidenza col cosiddetto “Natale di Roma”.

Nel 1955 Pio XII istituì la festa di S. Giuseppe lavoratore, perché l’occasione potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici. Infine a testimonianza di come non si sia mai capito compiutamente quanto possa aggiungere il talento delle donne alla vita economica del paese, al di là del relegarle in ambiti domestici, possiamo segnalare il Primo Maggio del 1975 in cui le donne di molti paesi dichiararono tale ricorrenza “giornata di sciopero dal lavoro domestico”.

In questo nostro Primo Maggio 2020, tra Corona virus e Pil in caduta libera , c’è poco da festeggiare, ma sembra comunque doveroso dare memoria storica al mondo del lavoro e sottolineare il percorso e le conquiste conseguite, ben sintetizzate nelle parole del Presidente Mattarella: “Senza lavoro rimane incompiuto il diritto stesso di cittadinanza, la dignità dell’individuo ne rimane mortificata, la solidarietà sociale e la stessa possibilità di sviluppo della società ne rimangono compromesse”.

Lavoro e sviluppo economico-sociale è il tema dei nostri giorni all’approssimarsi della cosiddetta fase due, quella appunto del ritorno al lavoro. Questo lavoro tanto bistrattato in tempi di globalizzazione – carenze di sicurezza, salario, orario, precarietà, perdita di diritti – torna ad essere centrale. Lo è stato nel lavoro encomiabile del personale sanitario che ha lottato contro il Covid 19 con le armi spuntate di una sanità pubblica fiaccata da dissennate politiche di austerità e privatizzazione forzata. Lo è stato nel lavoro di tutti coloro che hanno assicurato le filiere della nostra sopravvivenza in tempi di lockdown. Lo è stato infine nell’indispensabile e capillare lavoro di sorveglianza delle forze dell’ordine. Lo sarà ancora nella impellente ripresa di attività economiche e produttive, che comunque dovranno essere assolutamente compatibili con la tutela della salute dei lavoratori stessi e di tutti noi.

Quanto poi ad un cambio di paradigma – una economia che metta realmente al centro la persona e la dignità del lavoro, sappia correggere modelli di crescita di un mercato senza regole e sappia mettersi in sintonia con l’ambiente naturale nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, mancanza di sintonia che potrebbe essere causa non ultima della pandemia – vedremo. Per ora limitiamoci a incisive proposte per immediati investimenti nella sanità pubblica, sottolineando lo slogan del tradizionale Concertone del Primo Maggio: “Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro”.

Novecento – Valerio Sanzotta

Prestazioni connesse alla COVID-19 ai somministrati

SOSTEGNO RICOVERI COVID-19

E’ previsto, per lavoratori in somministrazione, un sussidio di 50 euro per ogni giorno di ricovero ospedaliero certificato per covid19, per un massimo di 50 giorni. Il sussidio è previsto anche in caso di ricoveri di coniuge e figli a carico, per positività al covid19.

INDENNITA’ ISOLAMENTO DOMICILIARE COVID19

Se è necessario un periodo di isolamento domiciliare per lavoratori in somministrazione positivi al virus, o per uno o più dei loro familiari fiscalmente a carico e conviventi (limitatamente a coniuge e figli), è prevista una indennità di 50 euro per ogni giorno di degenza domiciliare, fino a un contributo massimo di 700 euro per famiglia.

RIABILITAZIONE RESPIRATORIA PER COVID19

Per lavoratori in somministrazione (e familiari fiscalmente a carico) affetti da polmonite interstiziale da positività a covid19 è previsto un contributo per prestazioni sanitarie: 3 visite pneumologiche con un importo massimo di 60 euro per visita; un ciclo di fisioterapia toracica a domicilio per un massimo di 10 sedute per la copertura di un importo massimo di 90 euro

 

 

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EMail: pesaro.nidil@marche.cgil.it
Telefono: 344 274 75 35
Facebook: cgil pesaro e urbino

Qualche riflessione sul 25 Aprile in tempi di lockdown

“Le donne erano naturalmente antifasciste e furono l’asse portante della 
Resistenza. Erano le sole che se ne potevano andare in giro in abiti civili
senza venire arrestate per non essere al fronte..” 
L. Alessandrini

Il 25 Aprile – giorno della insurrezione generale nelle grandi città del nord indetta dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia – venne proclamato festa nazionale dal primo governo De Gasperi nel 1946.
Festa della Liberazione e della Resistenza, dall’alto valore simbolico di patrimonio culturale comune e di principi democratici condivisi, che purtroppo ci troviamo a vivere in una emergenza di lutto e grande dolore.
In realtà – tra governo centrale, regionale e partiti – nemmeno lutto e dolore sembrano poterci richiamare alla condivisione. Tanto meno nel giudizio sulla Memoria. Prima il Revisionismo con la presunzione di una lettura del fascismo senza pregiudizi ideologici, ora le “Politiche memoriali” col ricorso al populismo cosiddetto “storico”. Un far storia alla buona, a colpi di slogan, che trova cassa di risonanza nelle piazze al seguito. La memoria del passato manipolata nel presente e piegata allo spirito di parte.
I tempi terribili che stiamo vivendo, in cui forzatamente vengono rivalutate le competenze, rimandano per analogia alla serietà e all’approfondimento della ricostruzione storiografica.
E’ questa che ci ha restituito la memoria storica delle vicende che ora celebriamo e che hanno saputo portarci ad una morale di base comune L’insieme cioè di valori o principi ideali sui quali orientare la vita della nostra comunità. La democrazia appunto: una scelta netta tra valori opposti, diciamolo chiaramente, una scelta tra bene e male.
Chi ha combattuto per la democrazia merita rispetto e gratitudine. A chi ha combattuto per regimi totalitari lasciamo la pietà umana, ma, senza confusioni o equiparazioni, confermiamo la condanna delle idee e delle scelte.
Come ha detto il Presidente Mattarella: “La libertà non è un valore acquisito per sempre, ma va difesa e sviluppata. Il 25 aprile (di 75 anni fa) fu il momento fondante della nostra democrazia, che trova il fulcro in quella Costituzione in cui tutti devono riconoscersi e la cui tutela e salvaguardia deve essere oggetto di una azione costante anche culturale e politica.”

In tempi di “lockdown”, in cui ci viene richiesto un piccolo sacrificio per il bene di tutti, con Giuseppe Ungaretti ricordiamo il supremo sacrificio di pochi per la libertà di tutti:

“Qui vivono per sempre
gli occhi che furono chiusi alla luce
perché tuttili avessero aperti
per sempre alla luce"

75 anniversario Festa della Liberazione e della Resistenza

Sei stato contagiato sul lavoro? È INFORTUNIO

L’INFORTUNIO SUL LAVORO E’ RICONOSCIUTO

A tutte le categorie di lavoratori che operano in costante contatto con il pubblico/utenza come:

  • Operatori del comparto sanitario (medici, infermieri ed altri operatori sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale e di qualsiasi altra struttura sanitaria pubblica o privata)
  • Impiegati in front-office e alla cassa ad- detti alle vendite/banconisti personale non sanitario degli ospedali, con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie e operatori del trasporto infermi
  • Personale delle case di riposo, taxisti

Sono comunque comprese tutte le altre categorie di lavoratori che dimostrino di aver contratto il COVID-19 in occasione di lavoro

Itinere
Rientrano nella casistica anche gli infortuni in itinere, accaduti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, nonché il contagio da COVID-19 avvenuto durante il percorso (mezzi pubblici).

Decesso
In caso di decesso del lavoratore ai familiari spetta un riconoscimento economico una tan-tum (Fondo delle vittime di gravi infortuni sul lavoro) previsto sia per i soggetti assicurati INAIL sia per i soggetti per i quali non sussi-ste il predetto obbligo assicurativo come i militari, vigili del fuoco, forze di polizia, liberi professionisti, ecc...

Contatti

pesaro@inca.it

Whatsapp: 3427695092

 

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