Lograno (Fillea): “Cedere all’arroganza della controparte vuol dire accettare più precarietà nel nostro settore”

Il 21 febbraio sciopero generale del settore legno per il rinnovo del Ccnl

A Pesaro manifestazione in piazzale Lazzarini
Dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del Ccnl (scaduto il 31 marzo 2019) del settore legno arredo industria,  sindacati Fillea Cgil Filca Cisl e Feneal Uil hanno proclamato uno sciopero nazionale di otto ore, con 4 manifestazioni: Milano, Treviso, Pesaro e Bari.

“Dal primo momento Federlegno – spiega il segretario generale Fillea Pesaro Urbino Giuseppe Lograno – ha dimostrato di basare lo sviluppo delle imprese sulla riduzione dei costi, e ha interrotto le trattative perché non concediamo la gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro”.

La controparte, continua Lograno: “Vuole più lavoratori precari per poter gestire forza lavoro in base alle richieste del mercato e la gestione dell’orario di lavoro per superare i vincoli che le RSU pongono soprattutto al lavoro con la flessibilità nella giornata del sabato”.

Date queste premesse: “Cedere all’arroganza della controparte vuol dire accettare più precarietà nel nostro settore, vuol dire utilizzare il contratto nazionale per rispondere alle esigenze delle aziende e, solo in second’ordine, a quelle dei lavoratori.
Non abbiamo avuto mai risposte sui temi che abbiamo presentato nella nostra piattaforma votata nelle assemblee che comprende:
• quantità economiche dell’aumento salariale, calcolata superando il solo recupero dell’inflazione.
o Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
o Riduzione dell’orario di lavoro
o Aumento degli scatti di anzianità
o Passaggio automatico dal livello AE1 all’AE2
o Rafforzamento della contrattazione aziendale
o Rafforzamento del fondo sanitario e del fondo pensione
“Il contratto è scaduto da 11 mesi, ciò significa che ogni lavoratore sta perdendo soldi per un aumento salariale che tarda ad arrivare. Noi – conclude Giuseppe Lograno- rivendichiamo un nuovo contratto rispettoso e dignitoso e per questo dobbiamo uscire dalle fabbriche e dagli uffici, colorare il Centro di Pesaro e realizzare una grande manifestazione”

A Pesaro, scelta anche per l’alto numero di aziende industriali per la lavorazione del legno, come già detto, si svolgerà la manifestazione del centro Italia in piazza Lazzarini, con partenza del corteo alle 9,30 da piazzale della Libertà e arrivo in piazza Lazzarini dove interverrà Gianni Fiorucci della Fillea Cgil Nazionale.
Tutto il materiale informativo è scaricabile sul sito www.cgilpesaro.it.

Stop a trattative per il rinnovo del Ccnl del legno. Il 21 febbraio sciopero generale del settore

ore 9:00

Concentramento in Piazza della Libertà (palla di Pomodoro)

ore 10:00

Corteo (Viale Repubblica – Viale don Minzoni – Piazzale Matteotti – Via S.Francesco d’Assisi – Piazza del Popolo)

ore 11:00

Interventi delegati e lavoratori delle regioni partecipanti

ore 12:00

Per le segreterie nazionali Feneal Filca Fillea, conclude GIANNI FIORUCCI Segretario Fillea Cgil nazionale


Venerdì 21 febbraio è in programma uno sciopero generale di 8 ore di tutto il settore legno arredo industria. La decisione è arrivata dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 marzo del 2019 e che interessa circa 150 mila lavoratori. A proclamare lo sciopero sono state le commissioni e consulte unitarie del settore legno di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, che si sono riunite questa mattina a Milano. “L’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federlegno, avvenuto nel corso dell’incontro di ieri, è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che attribuisce la controparte alle relazioni industriali”, hanno dichiarato i segretari nazionali Pascucci, Federico e Fiorucci. “Negli 11 incontri svolti in 8 mesi di trattativa – proseguono – abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise alle esigenze delle imprese, senza avere mai avuto risposte positive su nessun titolo della nostra piattaforma. Federlegno, da parte sua, ha dimostrato dal primo momento la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro. Proporre l’aumento smisurato della precarietà con percentuali ben oltre i limiti di legge, la stagionalità fuori controllo e rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro denota una mancanza di buon senso da parte di Federlegno che è per noi inaccettabile. Inoltre mancano ancora le risposte su temi a noi cari come ambiente e sicurezza, formazione, diritti, bilateralità, welfare e aumenti retributivi. Su questi ultimi c’è stata solo la conferma del modello, senza nessuna certezza sulla quantità. È per questi motivi – concludono i segretari nazionali di Feneal, Filca, Fillea – che il 21 febbraio è in programma lo sciopero generale di tutto il settore, con modalità che definiremo nei prossimi giorni, mentre inizieranno da subito attivi e assemblee in tutti i luoghi di lavoro”. Sull’interruzione della trattativa da parte di Federlegno sono intervenuti anche i segretari generali delle tre categorie, Panzarella, Turri e Genovesi: “Altro che relazioni industriali partecipative, altro che scommettere sulla qualità del prodotto e sull’innovazione, altro che investimenti per sostenere le imprese più serie e competitive. Per Federlegno – accusano i sindacalisti – le aziende italiane del mobile e arredo possono vincere nel mondo solo aumentando precarietà e sfruttamento. I dirigenti della nostra controparte, come bambini capricciosi, quando al tavolo di trattativa hanno capito che avrebbero dovuto confrontarsi nel merito e che non avrebbero ottenuto quella totale precarizzazione dei rapporto di lavoro richiesta, hanno preso il pallone e se ne sono andati. Un comportamento irresponsabile e gravissimo che non possiamo tollerare”, concludono segretari generali delle tre categorie.

Interrotte le trattative per il rinnovo del Ccnl, il 21 febbraio sciopero generale del settore legno arredo industria

Venerdì 21 febbraio è in programma uno sciopero generale di 8 ore di tutto il settore legno arredo industria. La decisione è arrivata dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 marzo del 2019 e che interessa circa 150 mila lavoratori. A proclamare lo sciopero sono state le commissioni e consulte unitarie del settore legno di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, che si sono riunite questa mattina a Milano. “L’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federlegno, avvenuto nel corso dell’incontro di ieri, è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che attribuisce la controparte alle relazioni industriali”, hanno dichiarato i segretari nazionali Pascucci, Federico e Fiorucci. “Negli 11 incontri svolti in 8 mesi di trattativa – proseguono – abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise alle esigenze delle imprese, senza avere mai avuto risposte positive su nessun titolo della nostra piattaforma. Federlegno, da parte sua, ha dimostrato dal primo momento la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro. Proporre l’aumento smisurato della precarietà con percentuali ben oltre i limiti di legge, la stagionalità fuori controllo e rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro denota una mancanza di buon senso da parte di Federlegno che è per noi inaccettabile. Inoltre mancano ancora le risposte su temi a noi cari come ambiente e sicurezza, formazione, diritti, bilateralità, welfare e aumenti retributivi. Su questi ultimi c’è stata solo la conferma del modello, senza nessuna certezza sulla quantità. È per questi motivi – concludono i segretari nazionali di Feneal, Filca, Fillea – che il 21 febbraio è in programma lo sciopero generale di tutto il settore, con modalità che definiremo nei prossimi giorni, mentre inizieranno da subito attivi e assemblee in tutti i luoghi di lavoro”. Sull’interruzione della trattativa da parte di Federlegno sono intervenuti anche i segretari generali delle tre categorie, Panzarella, Turri e Genovesi: “Altro che relazioni industriali partecipative, altro che scommettere sulla qualità del prodotto e sull’innovazione, altro che investimenti per sostenere le imprese più serie e competitive. Per Federlegno – accusano i sindacalisti – le aziende italiane del mobile e arredo possono vincere nel mondo solo aumentando precarietà e sfruttamento. I dirigenti della nostra controparte, come bambini capricciosi, quando al tavolo di trattativa hanno capito che avrebbero dovuto confrontarsi nel merito e che non avrebbero ottenuto quella totale precarizzazione dei rapporto di lavoro richiesta, hanno preso il pallone e se ne sono andati. Un comportamento irresponsabile e gravissimo che non possiamo tollerare”, concludono segretari generali delle tre categorie.

Ennesima aggressione al personale di Adriabus

Luca Polenta (Filt): “Episodio grave, chiediamo più controlli”

PESARO – Sabato scorso, otto febbraio, nelle vicinanze di Carpegna (località Bronzo di Mercatale), due controllori che stavano svolgendo il proprio lavoro di verifica titoli di viaggio (sulla linea 45), intorno alle 14:00, si sono imbattuti in un ragazzo sprovvisto del regolare biglietto, il quale, alla richiesta di fornire le generalità, ha dato in escandescenza con spintoni, invettive e sputi a uno dei controllori. Poi il giovane ha raggiunto la porta di uscita e si è dileguato.
Al momento non è stata sporta denuncia ma per il segretario della Filt Cgil Pesaro Urbino Luca Polenta si tratta di “Un altro episodio grave nei confronti dei lavoratori che si somma ai numerosi episodi dei mesi scorsi, nonostante gli sforzi messi in campo dal Prefetto e dalle forze dell’ordine attraverso controlli mirati e serrati volti a prevenire e reprimere questo episodi”.

La FILT CGIL chiede ad Adriabus di aumentare il personale di verifica anche al sabato in modo da garantire maggiore sicurezza ai dipendenti nello svolgimento delle loro funzioni soprattutto nelle linee più a rischio che la Filt ha spesso segnalato.
“Il problema è molto sentito – aggiunge il segretario Filt – poiché il grave fenomeno delle aggressioni è diventato una vera emergenza sociale nazionale, per tutti gli operatori front line, siano essi conducenti di autobus o personale di bordo, addetti alla verifica dei titoli di viaggio o alla vendita e assistenza dei clienti. Abbiamo rivendicato la necessità di definire uno standard di strumenti per contrastare e contenere il fenomeno delle aggressioni a tutela dei viaggiatori e delle lavoratrici e dei lavoratori del TPL- prosegue- attivando un tavolo di confronto con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, proponendo degli allestimenti per garantire livelli minimi di sicurezza sugli autobus.
La FILT CGIL, inoltre, ritiene necessaria una adeguata protezione del posto guida attraverso porte anti-sfondamento, sistemi di chiamata di emergenza, video sorveglianza a circuito chiuso, dotazione di rilevamento satellitare su tutti i mezzi”.

Brunella Spaccazocchi alla guida del patronato Inca Cgil col sorriso

– Il patronato Inca Cgil Pesaro e Urbino ha una nuova responsabile: Brunella Spaccazocchi, fanese, eletta lunedì scorso dal Direttivo della Cgil provinciale al posto di Silvia Cascioli, attualmente segretaria confederale.
All’Inca Cgil provinciale si rivolgono migliaia di lavoratori ogni anno per tutte le pratiche relative in particolare ai rapporti con l’Inps. Un punto di riferimento fondamentale per i diritti di tutti anche dei non iscritti al sindacato.
“Ho accettato questo incarico -ha detto -perché credo di essere un valore aggiunto che, come chi mi ha preceduto, può apportare all’organizzazione buone idee per raggiungere ottimi risultati. Il lavoro che svolgerò da qui in avanti rappresenta una sfida con dei risultati da raggiungere e quando mi hanno proposto di diventare la nuova responsabile provinciale del patronato della CGIL, anche se un po’ timorosa, ho sorriso”.
“Lavorerò molto per la collaborazione con il resto della nostra organizzazione -ha aggiunto- e, perché no, cercando di accrescere l’egregio lavoro finora svolto da chi mi ha preceduta. Dobbiamo cavalcare l’onda del cambiamento, come l’apertura del Governo ai tavoli di confronto con i sindacati, perché l’aria di cambiamento deve essere uno stimolo per costruir ponti e non muri”.
A Brunella le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro dalla Cgil Pesaro Urbino.

E’ scomparso il compagno Pierino Amedano, il cordoglio della Cgil e dello Spi

Lo Spi Cgil e la Cgil Pesaro Urbino esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia di Pierino Amedano scomparso improvvisamente all’età di 89 anni, giovedì scorso a Pergola dove abitava.
Pierino, all’inizio degli anni ’50, come molti altri conterranei, fu costretto a emigrare e a trovare lavoro nelle miniere del Belgio. Vi rimase fino agli anni ’80 quando da pensionato, tornò nella sua città di origine.
Per la Cgil, Pierino aveva mantenuto rapporti costanti con i nostri connazionali in Belgio e rappresentato le istanze dei pensionati tornati dall’estero.
“Pierino ci ha raccontato cosa ha significato partire, lasciare la propria terra e la propria famiglia per poi lavorare in miniera assieme a numerosi altri emigrati”, ricorda Catia Rossetti, segretaria dello Spi Cgil provinciale.
Per il 60° anniversario della strage di Marcinelle, la Cgil e lo Spi hanno realizzato un video con le testimonianze degli ex minatori della nostra provincia, tra le quali c’è anche la testimonianza di Pierino

I funerali si svolgeranno domani 18 gennaio alle 15.15 nella Cattedrale di Pergola.

Incontro pubblico sul tema delle “esternalizzazioni” dei bancari

Lunedì 20 gennaio, alle 17.30 nella sala Di Vittorio della Cgil provinciale

PESARO – Il lavoro nelle banche dal punto di vista dei dipendenti e il problema delle esternalizzazioni. Sono i temi proposti dalla Fisac Cgil Pesaro Urbino (Federazione dei lavoratori del credito) che organizza un incontro, lunedì 20 gennaio, alle 17.30, nella sala Di Vittorio della Cgil di Pesaro, al quale partecipano dirigenti sindacali delle banche: Mps, Unicredit e Intesa, che in questi anni sono ricorse a consistenti esternalizzazioni dei lavoratori sollevando l’opposizione e le critiche del sindacato.

“Abbiamo deciso di organizzare questo incontro perché l’utilizzo delle esternalizzazioni (outsourcing) – spiega Paola Tacconi segretaria generale Fisac Cgil provinciale – è sempre più diffuso e proprio di recente, nelle Marche, a Pesaro e a Jesi, il Gruppo Ubi ha esternalizzato 70 lavoratori”.

Alla Monte dei Paschi di Siena, con un accordo sindacale che la Fisac si rifiutò di firmare perché ritenuto illegittimo, nel 2012, vennero esternalizzati ben 1066 lavoratori. A distanza di anni, i tribunali hanno disposto il reintegro dei lavoratori che avevano intentato causa contro la banca, la quale ora si vede costretta a reintegrarli.

All’incontro di lunedì 20 gennaio si discute su quanto accaduto in queste banche. Per Monte dei Paschi intervengono Stefano Carli segretario nazionale del Gruppo Mps, Giacomo Forni della segreteria nazionale Mps e Paola Tacconi segretaria generale Fisac Cgil Pesaro. Per Unicredit interviene il segretario provinciale Fisac Cgil Ancona Antonio Polidori e Mario Cipollini coordinatore regionale Fisac- Intesa.

“E’ bene ricordare che la legge 30 del 2003 – aggiunge Paola Tacconi – ha legittimato l’utilizzo dell’outsourcing che permetto di ‘liberarsi’ dei lavoratori come fossero una qualsiasi merce di scambio essendo ceduti senza il loro consenso dalla società che li ha assunti ad un’altra società. Le aziende che esternalizzano hanno il vantaggio di continuare a controllare le attività, ma si liberano del fastidio di essere la controparte dei dipendenti dando vita a un modello organizzativo del sistema produttivo di impronta fortemente neoliberista e dal 2003 in poi, con l’abrogazione della legge 1369 del 1960 (la quale sanciva che il datore di lavoro era colui che avesse effettivamente utilizzato le prestazioni lavorative) e le modifiche all’art.2112 del codice civile, il lavoro può essere separato dall’impresa”.

Fp Cgil: nuovo sportello di tutela e consulenza legale per i pubblici dipendenti

PESARO – A partire da gennaio 2020, la Funzione pubblica della Cgil Pesaro e Urbino ha aperto un nuovo servizio interamente dedicato ai dipendenti pubblici. Si tratta di uno sportello di consulenza legale e di tutela al quale possono rivolgersi lavoratrici e lavoratrici del settore pubblico.
Si trova a Fano, presso la sede della Cgil in via Roma, e vi si accede su appuntamento telefonico al numero: 348.3701717.
Il servizio garantisce la tutela grazie anche alla consulenza legale di un avvocato esperto di diritto del lavoro e in particolare del lavoro pubblico.
Vania Sciumbata, segretaria generale della Fp Cgil Pesaro Urbino, spiega come negli ultimi anni anche nel settore pubblico siano aumentate le segnalazioni su abusi, mobbing oppure discriminazioni di genere.
“Poco tempo fa il Tribunale di Pesaro – aggiunge-ha emanato due sentenze contro le discriminazioni di genere e a tutela della maternità grazie alla segnalazione al nostro sportello.
“Pensiamo che con questo servizio – conclude – la Fp Cgil possa tutelare meglio i lavoratori e le lavoratrici dato l’alto tasso di vertenzialità del settore pubblico”.

Discriminazioni di genere: il Tribunale dà ragione alla Cgil

PESARO – Nelle scorse settimane il Tribunale di Pesaro ha emanato due importanti sentenze che fissano fondamentali principi in termini di lotta alle discriminazioni di genere.
Le questioni decise dal tribunale riguardano due procedimenti speciali previsti dalla legge sulla tutela delle pari opportunità (art. 38 d.lgs 198/2006).
Su due distinti ricorsi depositati a tutela di due lavoratrici iscritte alla CGIL e patrocinate dall’avvocato Virgilio Quagliato, il tribunale di Pesaro ha accordato, la tutela prevista in caso di discriminazione indiretta che si ha quando, a prescindere dalla volontà, un datore di lavoro mette i lavoratori di un determinato sesso in posizione di svantaggio.
La legge dispone che il Giudice debba, al termine di un processo speciale con termini abbreviati, eliminare ogni ostacolo e, laddove dimostrato, disporre il risarcimento del danno. Nei casi decisi dal Tribunale è stato ritenuto costituire discriminazione indiretta il non rinnovare i contratti a termine alle persone in maternità ovvero il disporre una lavoratrice, al rientro dalla maternità, in orari di lavoro differenti non solo da quelli osservati precedentemente osservati ma anche differenti dalla residua forza lavoro senza che vi siano particolari motivazioni a sostegno.
“Elemento da non trascurare – commenta Roberto Rossini Segretario generale della CGIL di Pesaro e Urbino (nella foto)- è che le due vicende attengono una al mondo del lavoro pubblico e l’altra al modo del lavoro privato, applicando il medesimo principio, senza operare alcuna distinzione in merito al differente contesto lavorativo, facendo prevalere il diritto alla tutela dalla discriminazione di genere rispetto ad ogni altra condizione di contesto, produttivo, di mercato o di servizio. Dall’altra le due sentenze sono particolarmente importanti perché riaffermano che la condizione di maternità, non può e non deve essere vissuta nel mondo del lavoro e in generale nella nostra società come un problema dal quale liberarsi oppure operare decisioni lesive nel percorso professionale delle lavoratrici al rientro nel luogo di lavoro. Importanti sentenze dunque tanto più nel nostro Paese dove ancora le differenze salariali e contributive tra uomini e donne sono fortissime e sempre più accentuate, e dove la condizione di maternità è ancora l’evento che condiziona pesantemente le scelte di carattere professionale delle donne che troppo spesso sono costrette a scegliere di lasciare il proprio lavoro oppure di optare la dove è possibile per un rapporto di lavoro part- time, con tutte le conseguenze anche di carattere previdenziale che tali decisioni inevitabilmente a normativa invariata comporta

Europa e lavoro: incontro con Susanna Camusso

Con Susanna Camusso, sabato 11 gennaio, nella sala Di Vittorio della CgilPesaro si è svolto un incontro sul tema del lavoro e delle politiche economiche e sociali in una prospettiva internazionale, europea e non solo, per allargare lo sguardo alle vicende sovranazionali che tanto incidono anche sulla nostra economia. Analisi e proposte discusse con Susanna Camusso responsabile del Dipartimento politiche internazionali della Cgil, Roberto Rossini e Daniela Barbaresi segretari,rispettivamente, della Cgil Pesaro Urbino e Cgil Marche. Una occasione per approfondire la complessità della attuale fase politica italiana europea e mondiale dove le sfide più importanti partono dalla consapevolezza, come sottolineato da Susanna Camusso che ci sono paesi dove la democrazia è fragile e quando la democrazia è fragile non può esserci uno sviluppo equilibrato. I venti di guerra sono la dimostrazione che il sovranismo dei paesi del blocco di Visegrad in Europa e le grandi potenze guidate da Trump, Putin, Erdogan sono la conseguenza di scelte sbagliate dell’Europa che non è mai stata unita di fronte a scelte arbitrarie e pericolose che stanno alimentando vecchie e nuove guerre a partire da quella del Golfo in realtà mai cessata. Un’analisi che parte anche dalla consapevolezza che il multilateralismo europeo non viene praticato a discapito di tutta l’Unione dove i paese pù forti preferiscono il bilateralismo. E in questi scenari davvero complicati crescono le disuguaglianze, senza che ci sia una linea condivisa da e valida per tutti i Paesi dell’Unione europea. Sfide nuove che attendono il sindacato europeo e italiano, nel quadro confuso di scelte basate su idee e concetti del capitalismo e della globalizzazione che finora hanno portato un arretramento sul piano dei diritti in nome di una crescita che non c’è e che non potrebbe da sola sciogliere i nodi delle disuguaglianze, dello sfruttamento e del lavoro.