Flc Cgil: garantire il diritto all’istruzione tra contraddizioni ostacoli e disuguaglianze

L’analisi del sindacato in un documento approvato dal comitato direttivo

PESARO,21 ottobre 2020 – E’ la scuola una delle sfide più difficili dovuta alla “seconda ondata” di epidemia da covid. Sul mondo della conoscenza si sono concentrate gran parte dei ritardi, delle contraddizioni e degli ostacoli del Pase.
Nei giorni scorsi, il sindacato della scuola la Flc Cgil Pesaro e Urbino, ha riunito il Comitato direttivo per discutere e fare il punto della situazione.

Il direttivo ha poi stilato un documento sulle criticità di tutto il sistema scolastico nella nostra provincia sottolineando anche l’impegno straordinario di tutti gli operatori grazie a quali il diritto all’istruzione sancito dalla Costituzione pur fra mille difficoltà viene garantito. E senza risparmiare critiche al Ministero e alla sua “rosea narrazione” che ha bandito un concorso che la Flc giudica, in questa fase, “inutile, pericoloso per la salute e penalizzante per tutti i docenti precari attualmente in quarantena

“ La scuola è ripartita, in presenza – si legge nel documento – E’ partita nonostante tutto, nonostante il fatto che, sebbene ci sia stato il tempo sufficiente per ripensare alla sua organizzazione in tempi di Covid, nulla di concreto sia realmente pervenuto in aiuto dei dirigenti scolastici, lasciati soli nella responsabilità e nella gestione quotidiana, in relazione alla peculiarità della propria utenza e del proprio territorio.

All’interno delle istituzioni scolastiche il personale subisce carichi di lavoro eccessivi, pesanti incombenze e vive quindi, già all’inizio dell’anno scolastico, in una condizione che oscilla fra rabbia e stanchezza, in un clima nel quale viene richiesta la massima disponibilità ed efficienza.

Il personale amministrativo è alle prese con le chiamate dei supplenti, con le verifiche dei punteggi, compiti ora più gravosi a causa delle novità introdotte con la gestione delle graduatorie provinciali, un personale che avrebbe dovuto avere un’adeguata formazione in merito e soprattutto il tempo necessario per aggiornarsi. Al contrario, alla mancanza di una cabina di regia, si sono unite circolari a singhiozzo, una normativa che dà adito all’interpretazione e cambi repentini di gestione. I collaboratori scolastici, in attesa dell’organico aggiuntivo covid, si sono dovuti dividere in quattro per garantire sorveglianza
laboratori.

Su tutto ciò grava la piaga del precariato, grava notevolmente sul corpo docente, ora impegnato con la gestione della classi “pollaio”, con la sostituzione dei colleghi assenti e dei fragili che rischiano un demansionamento, con la copertura di posti destinati ai precari ancora in attesa di nomina, specialmente sul sostegno. La carenza strutturale di organico difficilmente potrà garantire i turni pomeridiani e gli ingressi scaglionati nelle scuole secondarie di secondo grado così come indicato dall’ultimo DPCM.

Con il salire del numero dei contagi inizia poi ad aggirarsi lo spettro della DAD, la cui estensione potrebbe coprire tutto ciò che finora non è stato fatto in merito ai trasporti e all’edilizia scolastica.

Di nuovo quindi una DAD dell’emergenza, con tutti i problemi connessi già noti, che andrebbe a vanificare gli sforzi di programmazione estivi per garantire una didattica integrata veramente efficace e fruibile.

La narrazione del ministero di contro è così rosea, addirittura da prevedere un concorso straordinario che, non solo, nell’immediato è inutile, dato che i precari entreranno in cattedra il prossimo anno, ma che mette a repentaglio la salute dei candidati, che rischia di svuotare le scuole e che penalizzerà molti docenti in quarantena, per cui non sono state previste prove suppletive,in nome di un merito che in realtà invece è solo un terno al lotto.
Sul fronte universitario e dell’alta formazione poco cambia. I dipendenti operano nella totale confusione e mancanza di regolamentazione, ad esempio sullo smart working, coprendo di fatto l’assenza protratta di un ministero, che ha delegato completamente la gestione della sicurezza e organizzazione alle singole realtà, aumentando ancor più il divario già esistente fra le varie istituzioni, dato che in materia di finanziamenti nessuno ha potuto registrare ad oggi il cambio di rotta che sarebbe stato davvero necessario”

Con uno sforzo estremo i lavoratori del comparto istruzione, che hanno dovuto far fronte ai ritardi, alla mancanza di coordinamento, alla poca chiarezza ministeriale, stanno cercando, in nome di continuità e inclusione, di mantenere in piedi un’ istituzione che, a queste condizioni, rischia di diventare penalizzante per i ragazzi e per le famiglie.

A questi lavoratori, va il pieno appoggio e il pieno riconoscimento del Comitato Direttivo. La FLC CGIL è al loro fianco nella tutela dei diritti e nella difesa della scuola della Costituzione

Il nostro saluto al compagno “Marione”

Il ricordo nelle parole di Giuseppe Lograno
Ci ha lasciato Mario Palazzesi, 70 anni, conosciuto da molti nella sua città, Senigallia, ma anche nella nostra provincia soprattutto per il suo impegno sindacale sia come RSU nella Baioni Crushing Plants di Monte Porzio che come membro del direttivo della Fiom Cgil di Pesaro. Un omone rigido nelle idee, schietto nel parlare e sempre pronto ad aiutare gli altri, un rivoluzionario che aveva scelto la politica e il sindacato per dare il suo contributo e provare a cambiare la società mettendo sempre al primo posto l’interesse collettivo rispetto a quello individuale. Anche un grande amante dei cani da caccia e ottimo pescatore di trote capace di costruire delle mosche finte pazzesche. Siamo stati eletti insieme nella RSU della ditta e ci siamo iscritti insieme alla Fiom Cgil, abbiamo fatto tante assemblee, tante discussioni e confronti, tante manifestazioni. Ricordo quando insieme andavamo a Roma, mi è sempre rimasto impresso che anche se non riusciva a camminare più bene voleva esserci sempre, arrivando addirittura ad aspettarci nel pullman con l’autista. Anche quella volta, in ogni caso c’era e manifestava con noi. Non dimenticherò mai un compagno di viaggio così, non lo dimenticherà chi lo ha conosciuto e non lo farà la CGIL di Pesaro, sapendo che sarà con noi, sempre dalla parte dei più deboli e per una società più giusta. Ciao Marione, che la terra ti sia lieve.

Dal 9 ottobre sciopero per i lavoratori del settore alimentare industria

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila: “Tutte le controparti aderiscano al protocollo del 31 luglio”

PESARO, 9 ottobre 2020 – Dopo una complessa trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro degli addetti industria alimentare, i sindacati di categoria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno deciso di intensificare le azioni di lotta per giungere in tempi rapidi all’applicazione dell’accordo del 31 luglio per tutti i 400 mila addetti. Alla firma dell’accordo raggiunto il 31 luglio si sono sottratte, all’ultimo minuto, le sigle che aderiscono a Federalimentare.

“Di conseguenza – scrivono i sindacati di categoria Fai Cisl Flai Cgil e Uila – abbiamo deciso di prorogare il blocco delle flessibilità, degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive e dichiarato lo sciopero di quattro ore per turno nel settore dell’industria alimentare, da oggi 9 ottobre, per sollecitare le imprese del settore che non hanno aderito al contratto collettivo nazionale siglato il 31 luglio con Unionfood, Ancit e AssoBirra alle quali si è aggiunta Assica che ha aderito ieri 8 ottobre.

Conditio sine qua non per il sindacato è la firma di tutte le associazioni datoriali che adriscono a Federalimentare, all’accordo del 31 luglio.

Non ci sarà alcun arretramento sull’accordo di fine luglio.

E’ stata una negoziazione difficile, nella quale abbiamo fatto di tutto per tenere unite le controparti, ma le divisioni tra le associazioni di imprese di Federalimentare non si sono ricomposte. Il contratto oggi sottoscritto riconosce un aumento salariale significativo di 119 euro a regime. Il contratto sottoscritto – ricordano – è l’unico contratto del settore alimentare. Non accetteremo mai la frammentazione contrattuale perché alimenterebbe il dumping e la concorrenza tra le imprese danneggiando i lavoratori e le lavoratrici e indebolendo l’intero settore. Continueremo lo stato di agitazione e con le assemblee per informare i lavoratori e le lavoratrici, fino a che non otterremo la piena applicazione del nuovo Ccnl in tutte le industrie alimentari della provincia».

Servizio scuolabus, la Filt Cgil denuncia gravi inadempienze per il personale della Tundo

Pesaro, 30 settembre 2020 – Nel corso di un’assemblea sindacale dei dipendenti della “Tundo” (la ditta appaltatrice del servizio scuolabus nei Comuni di Pesaro, Fano, Petriano, Fermignano, Vallefoglia e Monteccicardo), sono emerse gravi inadempienze economiche e dei diritti dei lavoratori che la Filt Cgil denuncia, in un comunicato, firmato da Luca Polenta, segretario generale provinciale della Filt Cgil Pesaro e Urbino e dalla Rsa.

“I lavoratori che prestano il servizio scuolabus in questi Comuni – scrive – ad oggi NON hanno percepito parte della tredicesima mensilità, non hanno ottenuto il pagamento della quattordicesima, le ferie, i permessi non goduti e il Tfr. A questo si aggiungono la mancata consegna delle buste paga di marzo, aprile, maggio e giugno.
La Filt Cgil già dal 1° settembre ha segnalato tali inadempienze sia all’Ispettorato del lavoro sia ai Comuni interessati.

“Ad eccezione di Pesaro e Vallefoglia – precisa Luca Polenta – nessuno degli altri Comuni si è premurato di svolgere alcuna verifica. Il dubbio è che a queste amministrazioni locali non interessino affatto le questioni dei lavoratori che operano nell’appalto scuolabus del loro territorio.
Per noi è invece è necessaria e urgente.

I dipendenti della TUNDO, che opera in appalto nei Comuni citati, da marzo sono stati posti in cassa integrazione, a causa della pandemia dovuta al coronavirus, percependo importi che vanno dai 200 euro ad un massimo di 700 euro; sono chiare a tutti le gravi difficoltà economiche che queste lavoratrici e lavoratori stanno affrontando.

Per la FILT CGIL PESARO URBINO è necessario un intervento da parte di tutti i Comuni, non solo Pesaro e Vallefoglia, per verificare le inadempienze retributive sofferte dai lavoratori e procedere rapidamente a sanare le spettanze economiche da parte dall’azienda.

Qualora la Tundo non intervenga in tempi rapidi la Filt Cgil chiede che si proceda immediatamente con la procedura del pagamento in surroga da parte degli enti locali coinvolti”.

Covid: le promesse mancate di Asur e Area Vasta 1

Si è svolta ieri, lunedì 28 settembre,  a Fano una conferenza stampa indetta dai rappresentanti sindacali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl insieme alla RSU aziendale per denunciare pubblicamente lo stato di abbandono in cui versano da troppo tempo i dipendenti dell’Area Vasta 1 costretti a lavorare di più per sopperire alla mancanza cronica di personale senza adeguata valorizzazione e riconoscimenti economici tra cui il “premio covid” ancora purtroppo non pagato.

In allegato il documento presentato alla stampa dai sindacati di categoria e un’intervista alla segretaria generale provinciale Fp Cgil Vania Sciumbata.

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Roberto Rossini: “gli autisti non sono dotati di super poteri”

TPL /Intervento del segretario generale Cgil in polemica con le assessore comunali Ceccarelli e Morotti.

PESARO, 7 settembre 2020 – Sul trasporto degli alunni in vista della apertura imminente delle scuole, nei giorni scorsi, è intervenuto, con un comunicato, il segretario della la Filt Cgil provinciale Luca Polenta chiedendo un confronto sul tema della sicurezza dei lavoratori e degli utenti.

Oggi, sulla questione, prende posizione anche il segretario generale della Cgil Pesaro Urbino Roberto Rossini, sostenendo che la Cgil non può esimersi dall’esprimere un forte disappunto in merito a quanto dichiarato alla stampa dalle assessore comunali Ceccarelli (servizi educativi) e Morotti (trasporti).

“A meno che non si pensi che gli autisti siano dotati di ‘super poteri’ – scrive Roberto Rossini – credere che mentre sono alla guida possano individuare e controllare chi indossa o meno la mascherina, vigilare sul rispetto delle distanze durante la corsa, sui comportamenti tanto più se si è in presenza di minori e negli orari dove maggiormente si concentrano, è improbabile se non impossibile. Più che liquidare il tema della necessità di personale aggiuntivo a bordo del mezzo, con poche parole e oltretutto imprecise, sarebbe stato meglio assumersi l’onere di organizzare a livello provinciale quel tavolo di confronto tra le parti che abbiamo chiesto da tempo. Inoltre le richieste del sindacato di categoria Filt non contemplano ‘un controllore su ogni mezzo’ ma l’istituzione della figura di uno steward a bordo, nelle corse di maggiore affluenza”.

Rossini aggiunge che: “non si può in nessun modo scaricare la responsabilità di ciò che accade sui mezzi al conducente ma a coloro che non prendono provvedimenti per prevenire potenziali pericoli di contagio”.

“Il conducente del bus – ribadisce la Filt Cgil – deve concentrarsi sulla guida e non fare lo sceriffo regolando il numero delle persone che possono salire, contando le persone che salgono e scendono, e garantire il limite di capienza che verrà indicato in ogni mezzo dall’azienda.

Vorremmo portare un esempio che si potrebbe verificare dove l’autista ad una fermata si trovi a scegliere tra un gruppo di persone chi sale e chi rimane a terra per raggiungimento di limite di carico, cosa succede se si tratta poi di minori? Di chi è la responsabilità? Di chi è la responsabilità se all’interno del mezzo non viene rispettata la distanza si sicurezza? Di chi è la responsabilità se i passeggeri si tolgono la mascherina? Chi stabilisce chi deve scende dal mezzo se si è superato il numero massimo?

Secondo noi l’autista deve pensare alla conduzione del mezzo, al rispetto del codice della strada per garantire l’incolumità dei passeggeri e dei cittadini che circolano su strada.

“La sicurezza dei trasportati per noi è una priorità –conclude la Filt Cgil – ogni cittadino che sia minorenne o maggiorenne, che si muove con i mezzi pubblici per lavoro, per studio, o per andare a passeggio, deve avere la certezza di viaggiare in massima sicurezza”.

Filt Cgil: massima sicurezza anche per gli addetti al trasporto scolastico

Nota del segretario generale Filt Cgil Pesaro Urbino Luca Polenta: senza garanzie sulla sicurezza siamo pronti alla mobilitazione

Pesaro, 4 settembre 2020 – Le incognite sulla riapertura delle scuole il 14 settembre prossimo coinvolgono anche il trasporto scolastico e la sicurezza di autisti e studenti.

Il segretario provinciale della Filt Cgil Pesaro e Urbino Luca Polenta, dopo l’incontro di Cgil Cisl e Uil Marche con l’assessore regionale ai Trasporti, dichiara che il tema va discusso anche a livello provinciale per stabilire in quali condizioni debba ripartire il servizio scuolabus.

“La competenza pur essendo regionale – spiega il segretario Filt – richiede che in tutte le province si mettano in pratica gli accordi raggiunti. Ogni territorio ha le proprie peculiarità per questo chiediamo un coinvolgimento e un confronto anche a livello provinciale.

Durante l’incontro tra Regione e Cgil Cisl Uil Marche abbiamo presentato diverse richieste, tra le quali: la garanzia del distanziamento dell’autista attraverso posti guida separati con cabina chiusa e dove non presente continuare come previsto dall’ultima ordinanza regionale ovvero porta anteriore chiusa e prime file di sedili alle spalle dell’autista chiuse con catenella.

Abbiamo chiesto di introdurre la figura dello steward obbligatoria nelle corse dove c’è molta affluenza, in modo che il conducente si debba solo occupare della conduzione del mezzo mentre il collega dovrà regolare il numero delle persone a bordo, vigilare sull’utilizzo dei presidi obbligatori, ricordando però che nessuna responsabilità dovrà ricadere su autista e steward.

Il servizio su gomma deve essere più coordinato tra i vari vettori di TPL, con coincidenze tra vettori anche di altri bacini in modo da garantire un servizio funzionale all’utenza e che il coordinamento avvenga anche con il servizio ferroviario, il quale potrebbe alleggerire il carico sulle lunghe percorrenze dei bus, prevedendo uno scambio sincronizzato alla stazione ferro gomma e viceversa.

Ci è stato risposto che per far fronte alla carenza dei mezzi, le aziende potranno utilizzare le vetture da noleggio come previsto dal documento del ministero dei Trasporti, e se non fosse sufficiente, si potrà richiedere il subappalto per le corse di supplemento.

Su questo punto ci siamo detti d’accordo nel favorire l’occupazione dei colleghi delle ditte di noleggio che oggi sono ancora in cassa integrazione, purché avvenga con delle regole chiare stringenti: nel rispetto delle regole in modo da garantire lavoro e salario equi evitando il dumping sociale.

La Regione ha ribadito che le risorse ci sono visto lo stanziamento di diversi milioni di euro per il TPL sia da parte della Regione Marche che da parte del Governo.

Considerato il documento del MIT datato 1 settembre 2020 che stabilisce l’aumento della capienza dei mezzi fino al 80% il servizio scolastico partirà il 14 settembre e in corso d’opera verranno apportati correttivi necessari per far fronte ad eventuali difficoltà che verranno riscontrate nei primi giorni di scuola.

“Nei prossimi giorni – conclude il segretario Filt Cgil – è previsto un altro incontro in Regione ma noi chiediamo un confronto a livello provinciale e se le misure di sicurezza non verranno applicate siamo pronti a una mobilitazione degli addetti senza escludere altre forme di protesta più incisive”.

Luca Polenta

Segretario generale Filt Cgil Pesaro e Urbino

Infortunio mortale a Urbino: il cordoglio della Fillea e della Cgil

PESARO, 28 agosto 2020 – “La Fillea Cgil e la Cgil Pesaro Urbino esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita mentre era alla guida di una betoniera che si è ribaltata ieri attorno alle 17 a Castelcavallino, nel comune di Urbino.

“Da inizio agosto è il secondo infortunio mortale che abbiamo nella provincia di Pesaro Urbino – si legge in una nota – il quinto nel settore delle costruzioni a livello regionale.
Sono numeri inaccettabili, non è possibile che la mattina si esca di casa senza la certezza di farvi ritorno, tutto questo a causa del lavoro insicuro che continua a mietere vittime.
In questo momento drammatico, in attesa degli accertamenti sulle cause del decesso da parte delle autorità competenti vogliamo soffermaci su questo fenomeno che non accenna a fermarsi e colpisce sia i lavoratori dipendenti, sia gli autonomi rendendo i cantieri luoghi insicuri.

Questo tema per la Fillea e la Cgil in questa fase è centrale, a seguito delle opere pubbliche e private che dovranno partire nei prossimi mesi attraverso il Decreto Sviluppo e i fondi del Recovery Fund.
Auspichiamo che una parte di quei soldi sia destinata anche alla prevenzione e sicurezza dei lavoratori attraverso i nostri enti di formazione; per questo motivo il contratto applicato è fondamentale e il contratto edile consente tutto questo grazie alle scuole edili. Noi non possiamo “semplificare” e derogare sulla sicurezza perché il costo in termini di vite umane sarebbe altissimo”.

Nella foto: Gianluca Di Sante (segretario Fillea Cgil Pesaro Urbino)

Filcams: “Stop insulti e minacce social agli ausiliari del traffico

PESARO, 28 agosto 2020 – “Apprendiamo con grande disappunto e preoccupazione che nelle scorse settimane attraverso i social media sono state lanciate pesanti minacce, nei confronti degli ausiliari del traffico della società Pesaro parcheggi, che non sono minimamente accostabili al legittimo diritto di critica, ma semplicemente il frutto del clima di odio e di mancanza di rispetto e della dignità del lavoro e dei lavoratori che svolgono le proprie mansioni nel ruolo che gli è stato attribuito. Lavoratori dunque, e prima ancora persone, donne e uomini, che svolgono una funzione pubblica di controllo, per una società di natura privatistica, alla quale l’amministrazione comunale pesarese, come hanno tra l’altro fatto altre città, ha affidato il compito di gestire quanto contenuto, negli specifici piani del traffico e della mobilità adottati dalla stessa amministrazione; tra questi rientrano le norme relative ai parcheggi, liberi, regolati con disco orario e con pagamento, nonché la loro gestione attraverso anche lavoratori che fanno rispettare regole adottate dal Comune attraverso atti del Consiglio Comunale o della Giunta. I piani del traffico e della mobilità servono ad una gestione della sosta in modo efficiente, efficace e trasparente, ad aumentare le opportunità di sosta, migliorare le condizioni di sosta disincentivando la sosta “lunga” nelle aree centrali, e non certo a “vessare” i cittadini attraverso i controlli degli ausiliari del traffico, che non possono certamente essere trasformati in capri espiatori. Secondo i dati in possesso dell’Amministrazione comunale, si può rilevare che tali decisioni relative alla gestione della sosta a pagamento dal 2003 ad oggi, avrebbero aumentato il potenziale di sosta di 3-4 volte intorno al centro storico. Anche questa volta, abbiamo assistito all’ennesimo caso, nel quale un utente di un social media, nel riferire un episodio poi rivelatosi non corrispondente alla realtà, “vomitando” parole ingiuriose e minacce di “azioni violente”, piuttosto che raccogliere commenti sdegnati, ha raccolto non solo sostegno, ma ha addirittura innescato una sorta di “gara” alla minaccia più grossa! Come Organizzazione sindacale vorremmo ricordare che gli ausiliari della sosta sono lavoratori preposti ai controlli del pagamento deciso dall’amministrazione comunale nel piano della mobilità e pertanto come gli altri lavoratori sono tenuti a eseguire il proprio lavoro e a cui tutti i cittadini sono tenuti a rispettare, in quanto tali, tralasciando il fatto ancor più significativo che nell’esercizio del proprio lavoro sono pure pubblici ufficiali. Pertanto chiediamo alla società “Pesaro parcheggi” di intervenire, denunciando alle autorità competenti tutti coloro che si sono resi protagonisti di questo ennesimo episodio e allo stesso tempo chiediamo all’amministrazione del Comune di Pesaro di intervenire attivamente i questa vicenda, anche attraverso l’autorità giudiziaria, non solo al fine di dare un segnale concreto di vicinanza a questi lavoratori, ma soprattutto affinché si richiami la cittadinanza al rispetto delle regole basilari del “vivere comune”, e al rispetto delle persone e del lavoro degli altri”

Loredana Longhin
(Filcams CGIL Pesaro e Urbino)

FEDERLEGNO INTERROMPE LE TRATTATIVE PER IL CCNL LEGNO

SINDACATI: COMPORTAMENTO DI FEDERLEGNO IRRESPONSABILE E GRAVISSIMO

“L’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federlegno, avvenuto nel corso dell’incontro di ieri, è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che la controparte attribuisce alle relazioni industriali”, hanno dichiarato i segretari nazionali Pascucci, Federico e Fiorucci. “Nei 15 incontri svolti in 17 mesi di trattativa – proseguono – abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise alle esigenze delle imprese, senza avere risposte esaustive né sulla parte normativa, né sulla parte economica della nostra piattaforma. Federlegno, da parte sua, ha dimostrato dal primo momento la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro. Dobbiamo amaramente rilevare che, in un contesto 4.0, nelle controparti è rimasta ancora una visione fordista dell’organizzazione del lavoro, dove cercando dipendenti, si sono ritrovati invece lavoratori consapevoli di cosa deve diventare il mondo del lavoro. Mancano ancora le risposte su temi a noi cari come: ambiente e sicurezza, formazione, diritti, bilateralità, welfare e aumenti retributivi. Su questi ultimi c’è stata solo la conferma del modello con una quantità insufficiente di salario oltre al periodo di vacanza contrattuale che ormai è di diciotto mesi.. È per questi motivi – concludono i segretari nazionali di Feneal, Filca, Fillea – che proclamiamo lo stato di agitazione per tutto il settore, con modalità che partono dal blocco della flessibità e degli straordinari. Inizieranno da subito attivi e assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Preso atto che per Federlegno le proposte del Sindacato pretendono di “caricare di obblighi burocratici le aziende e blindare il normale svolgimento delle normali attività d’impresa” feneal-filca e fillea propongono invece, un modello di democrazia industriale che in primo luogo si rivolga alle Rappresentanze Sindacali Unitarie ed ai lavoratori ed alla loro capacità di rapportarsi all’organizzazione del lavoro, supportando la produzione e la competitività delle aziende stesse. La partecipazione dei lavoratori diventa fondamentale per un’organizzazione del lavoro in linea con l’evoluzione dell’industria 4.0 e le relative competenze. Le affermazioni di Federlegno vengono smentite dal fatto che è stata fatta un’apertura importante sul tema della stagionalità ed anche il tema delle percentuali della somministrazione di lavoro è sempre stato affrontato senza porre pregiudiziali.
Riteniamo che le Aziende italiane del mobile e arredo possano vincere nel mondo aumentando qualità, redditività e competitività solo confrontandosi con i lavoratori.
Questo è il modello proposto aumentando l’estensione della contrattazione di secondo livello, dove il dialogo proficuo tra lavoratori e aziende potrà e dovrà essere vincente, solo il tal modo potremo costruire comunità aziendali coese in grado di poter superare questo periodo di crisi economica conseguenza dell’emergenza covid.