Più di 130 tavoli di crisi aperti nella regione

L’analisi del II trimestre  delle ore di Cig autorizzate nelle Marche da un esito molto preoccupante. E’ quanto emerge dai dati Inps rielaborati dall’Ires Cgil Marche che mettono in risalto, confrontato il dato del secondo semestre 2019 con lo stesso periodo del 2018, un notevole aumento del ricorso alla cassa integrazione straordinaria. Nello specifico la Cig per crisi o riorganizzazione si attesta a oltre mezzo milione di ore praticamente quintuplicate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente  (+265%) e per la solidarietà sono state autorizzate 200mila ore (+37%).

Si registra invece una diminuzione del ricorso alla cassa integrazione ordinaria con un

– 31,8% e 545mila ore complessivamente autorizzate.

Per quanto concerne i macro settori, quello dell’industria segna una diminuzione del 20% delle ore di ordinaria ed un aumento del 354% della straordinaria per crisi o riorganizzazione. In aumento anche la solidarietà con oltre il 38%.

Segnale incoraggianti arrivano invece dal settore edile dove diminuisce sia l’ordinaria

(-67%) sia la straordinaria, praticamente azzerata rispetto al trimestre del 2018.

Compare invece il ricorso dell’ordinaria nel settore del commercio con 23mila ore.

Andando nei settori specifici, nel metalmeccanico aumenta dell’874% il ricorso alla Cigs per crisi e riorganizzazione e del 75% quello alla solidarietà, mentre diminuisce la cassa ordinaria del 35%.

La Cig ordinaria aumenta invece nel legno-mobile (+32%), nei tessili (+115%), nell’abbigliamento (+122%), mentre diminuisce nel calzaturiero e pelli (-34%).

Complessivamente è la provincia di Ancona con quasi il 62% delle ore totali dell’intera regione a contribuire all’aumento del ricorso nelle Marche.

Dichiara Giuseppe Santarelli, Segretario regionale Cgil Marche: “il sistema produttivo regionale è ancora avviluppato in una crisi profonda e preoccupante, sono 140 i tavoli di crisi aperti, che coinvolgono oltre 8mila lavoratori dell’industria e dei servizi. Sono oltre 3mila le aziende artigiane che hanno fatto richiesta degli ammortizzatori sociali ed oltre 20mila i lavoratori che licenziati nel 2019 hanno fatto richiesta di NASPI all’Inps”. Ecco perché, aggiunge, “urgono azioni concrete per far ripartire l’economia e va salvaguardata l’occupazione e allargata ai giovani. E’ il lavoro il vero patrimonio da tutelare in questa Regione ed in questo Paese, alla ripresa vedo molto concreta la possibilità di un autunno molto caldo”.

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