rESISTIAMO – La FILCAMS a fianco dei lavoratori stagionali del turismo.

Il settore turistico, uno dei primi ad essere stato impattato e tra quelli coinvolti più drasticamente dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, anche in base ai dati più aggiornati, sarà l’ultimo ad uscire dalla situazione di crisi determinata dall’emergenza sanitaria.

A chiusura della stagione estiva 2020, la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di uno dei settori più importanti per l’economia italiana continua.

Per questo, come ogni anno, siamo a fianco degli addetti dell’intero comparto (lavoratori stagionali,somministrati, intermittenti, esternalizzati, terziarizzati e in appalto) per offrire loro tutele, informazioni e tutta l’assistenza di cui necessitano.

CHI SIAMO E COSA FACCIAMO

La FILCAMS è la categoria della CGIL che organizza e rappresenta tutte le lavoratrici e i lavoratori dei settori Terziario, Turismo e Servizi. Siamo presenti in tutte le regioni e province d’Italia (a Pesaro e Urbino con oltre 6.000 iscritti – dato certificato al 31/12/2019) e svolgiamo un’attività di tutela dei lavoratori a livello sindacale attraverso la stipula dei contratti nazionali di lavoro, le assemblee sindacali, la contrattazione territoriale e aziendale, la gestione dei fondi di previdenza integrativa.

Inoltre offriamo ai lavoratori supporto per altri tipi di servizi, quali:

  • informazioni contrattuali e legislative;
  • chiarimenti su ammortizzatori sociali (cassa integrazione, fondi di integrazione salariale);
  • informazioni su bonus statali e congedi straordinari relativi all’emergenza da Covid 19;
  • controllo buste paga;
  • diritti e tutele per i genitori, per le famiglie e per le persone con handicap;
  • aiuti economici per i lavoratori da parte dei vari enti bilaterali;
  • pratiche riservate agli iscritti attraverso la rete dei servizi CGIL, Patronato INCA, CAAF, UVL (compilazioneISEE, assegni familiari, domanda di maternità, pensione, conteggi buste paga etc.).

CONTATTI

FILCAMS CGIL PESARO: Via Gagarin, 179 – 0721 420224

FILCAMS CGIL FANO: Via Roma, 93/A – 0721 830388

Sito: www.cgilpesaro.it/filcams-federazione-lavoratori-del-commercio

Facebook: www.facebook.com/filcamscgilmarche

Il Tribunale di Urbino riconosce il bonus bebè anche senza il permesso di lungo soggiorno

Il ricorso a favore di una mamma di nazionalità albanese promosso dal patronato Inca Cgil

Il Giudice del lavoro ha stabilito che il diniego dell’Inps è discriminatorio

PESARO, 29 giugno 2020 – Mentre l’INPS si ostina a negare l’accesso alle prestazioni di welfare ai cittadini extracomunitari che nel nostro Paese vivono, lavorano, pagano le tasse e hanno costruito una famiglia solo perché sprovvisti di permesso da “lungosoggiornante” la sezione lavoro del Tribunale di Urbino sollecitato dal ricorso promosso dall’ INCA CGIL di Pesaro e patrocinato dall’avvocato Antonella Lionetti consolida un orientamento giurisprudenziale di segno totalmente opposto.

Con l’ordinanza emessa dal Tribunale Ordinario di Urbino il 25 giugno 2020 nell’ambito della causa civile (n 285/2019) proposta nei confronti dell’INPS che aveva negato il diritto a percepire il bonus bebè ad una cittadina di nazionalità albanese, titolare di un permesso che le consente di lavorare in Italia ma priva del permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, il Giudice del lavoro Andrea Piersantelli ha dichiarato il carattere discriminatorio della condotta dell’INPS, il cui diniego ha posto la lavoratrice straniera in una posizione di ingiustificato svantaggio rispetto al cittadino italiano, ordinando all’INPS di cessare la condotta discriminatoria e di pagare alla ricorrente il bonus bebè.

L’assegno di natalità –comunemente conosciuto come bonus bebè- è un sussidio mensile a sostegno del reddito familiare originariamente previsto per tre anni a partire dalla nascita del bambino o di ingresso in famiglia in caso di adozione o di affidamento preadottivo poi ridotto a 12 mesi con la legge di Bilancio 2018 il cui riconoscimento è subordinato al possesso di un ISEE non superiore a 25mila euro.

Anche questa volta la sezione lavoro del Tribunale di Urbino nelle motivazione dell’emessa ordinanza ha confermato quanto già stabilito in precedenti pronunciamenti anche della Corte di Giustizia dell’UE e cioè che non si può negare il beneficio agli stranieri sprovvisti di un permesso di soggiorno di lungo periodo perché ciò contrasta con le disposizioni contenute nella Direttiva Comunitaria n 2011/98/UE che richiama il regolamento 883/2004 nel quale sono indicate le prestazioni di Welfare cui hanno diritto i cittadini stranieri, presenti nel territorio europeo, tra le quali rientra il bonus bebè.

Secondo l’ordinanza le conseguenze del dettato dell’Unione Europea in termini di diritto alle prestazioni è quella diretta a tutelare economicamente la maternità e la paternità in modo continuativo fino al compimento dei tre anni del bambino ed è corrisposto in modo automatico e non discrezionale laddove ricorrano i requisiti di reddito prescritti e trattandosi di una norma sovranazionale non ha bisogno di essere recepita e si colloca per gerarchia delle fonti normative al di sopra della legislazione nazionale imponendo la disapplicazione in caso contrario.

Quindi, per il giudice di Urbino, qualsiasi disposizione nazionale che ponga lo straniero in una posizione di svantaggio rispetto al cittadino italiano riveste illegittima portata discriminatoria la quale si estende agli atti e comportamenti della pubblica amministrazione che ne fanno attuazione, compresa l’Inps.

Silvia Cascioli, segretaria confederale provinciale con delega alle politiche sull’immigrazione e i diritti di cittadinanza, commenta: “Siamo estremamente soddisfatti dell’esito dell’ordinanza, perché nel riaffermare quanto contenuto nelle direttive europee in tema di accesso al welfare per i cittadini stranieri, riafferma un principio a noi molto caro, quello della tutela della maternità e della paternità nel modo del lavoro, troppo spesso ancora oggi riconosciuto solo sulla carta. Ovviamente è ancor più paradossale che in questa occasione, ma non è la prima volta che accade, sia proprio un ente pubblico a rendersi protagonista di una decisione illegittima e discriminatoria come stabilito dal Tribunale”.

Sei stato contagiato sul lavoro? È INFORTUNIO

L’INFORTUNIO SUL LAVORO E’ RICONOSCIUTO

A tutte le categorie di lavoratori che operano in costante contatto con il pubblico/utenza come:

  • Operatori del comparto sanitario (medici, infermieri ed altri operatori sanitari dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale e di qualsiasi altra struttura sanitaria pubblica o privata)
  • Impiegati in front-office e alla cassa ad- detti alle vendite/banconisti personale non sanitario degli ospedali, con mansioni tecniche, di supporto, di pulizie e operatori del trasporto infermi
  • Personale delle case di riposo, taxisti

Sono comunque comprese tutte le altre categorie di lavoratori che dimostrino di aver contratto il COVID-19 in occasione di lavoro

Itinere
Rientrano nella casistica anche gli infortuni in itinere, accaduti durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, nonché il contagio da COVID-19 avvenuto durante il percorso (mezzi pubblici).

Decesso
In caso di decesso del lavoratore ai familiari spetta un riconoscimento economico una tan-tum (Fondo delle vittime di gravi infortuni sul lavoro) previsto sia per i soggetti assicurati INAIL sia per i soggetti per i quali non sussi-ste il predetto obbligo assicurativo come i militari, vigili del fuoco, forze di polizia, liberi professionisti, ecc...

Contatti

pesaro@inca.it

Whatsapp: 3427695092

 

Scarica il volantino

Misure urgenti per il contenimento del contagio da coronavirus

Dal 9 marzo, tutti gli uffici della CGIL ricevono solo su appuntamento.

Gli appuntamenti vanno concordati esclusivamente per telefono.

Per il patronato INCA (pratiche previdenziali, sostegno al reddito, maternità, invalidità ecc.) chiamare lo 0721 420 400, nei seguenti orari: tutte le mattine dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 12.00, e il pomeriggio di mercoledì dalle 15.30 alle 17.00 e giovedì dalle 14.00 alle 17.00.

Per tutte le altre esigenze chiamate la sede CGIL più vicina a voi.

Ci scusiamo per gli inevitabili disagi.

Brunella Spaccazocchi alla guida del patronato Inca Cgil col sorriso

– Il patronato Inca Cgil Pesaro e Urbino ha una nuova responsabile: Brunella Spaccazocchi, fanese, eletta lunedì scorso dal Direttivo della Cgil provinciale al posto di Silvia Cascioli, attualmente segretaria confederale.
All’Inca Cgil provinciale si rivolgono migliaia di lavoratori ogni anno per tutte le pratiche relative in particolare ai rapporti con l’Inps. Un punto di riferimento fondamentale per i diritti di tutti anche dei non iscritti al sindacato.
“Ho accettato questo incarico -ha detto -perché credo di essere un valore aggiunto che, come chi mi ha preceduto, può apportare all’organizzazione buone idee per raggiungere ottimi risultati. Il lavoro che svolgerò da qui in avanti rappresenta una sfida con dei risultati da raggiungere e quando mi hanno proposto di diventare la nuova responsabile provinciale del patronato della CGIL, anche se un po’ timorosa, ho sorriso”.
“Lavorerò molto per la collaborazione con il resto della nostra organizzazione -ha aggiunto- e, perché no, cercando di accrescere l’egregio lavoro finora svolto da chi mi ha preceduta. Dobbiamo cavalcare l’onda del cambiamento, come l’apertura del Governo ai tavoli di confronto con i sindacati, perché l’aria di cambiamento deve essere uno stimolo per costruir ponti e non muri”.
A Brunella le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro dalla Cgil Pesaro Urbino.