Le pensioni nella provincia di Pesaro: penalizzate le donne

Dati Inps sulle pensioni vigenti elaborate dall’Ires Cgil Marche

PESARO, 14 aprile 2021- Sono 117 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’INPS nella provincia di Pesaro Urbino, e di queste oltre 60 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 51,5% del totale), 9 mila sono le pensioni di invalidità (8,2%), 22 mila le pensioni ai superstiti (19,1%), quasi 4 mila le pensioni/assegni sociali (3,3%) e 21 mila sono le prestazioni a invalidi civili (17,9%).

E’ quanto emerge dai dati dell’INPS sulle pensioni vigenti nel 2021 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’IRES CGIL Marche.

Dal 2017 il numero delle pensioni complessivamente erogate nella nostra provincia è diminuito del 3,1%, pari a circa 3.700 mila prestazioni in meno.

Nello stesso periodo si è notevolmente innalzata l’età media dei percettori delle pensioni di vecchiaia. Ciò è particolarmente evidente per coloro che sono stati lavoratori dipendenti: i pensionati con meno di 65 anni di età sono appena l’11,6% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati, in cinque anni, dal 33% al 36,1%.

L’importo medio delle pensioni vigenti nella provincia di Pesaro Urbino è di 811 euro lordi, con valori medi che variano dai 1.080 euro delle pensioni di vecchiaia ai 419 euro delle pensioni e assegni sociali.

L’importo medio delle pensioni di vecchiaia nella provincia è il più alto delle Marche (45 euro mensili in più della media regionale) ma di molto inferiore a quello nazionale ( -167 euro lordi).

Significativa è la differenza tra uomini e donne relativamente all’importo della pensione di vecchiaia: se i primi percepiscono 1.345 euro lordi, le donne arrivano a 746 euro, pertanto queste ricevono mediamente 598 euro in meno ogni mese (-44,5% rispetto agli uomini).

Nella provincia di Pesaro Urbino quasi 76 mila prestazioni pensionistiche, pari al 64,5% del totale, sono inferiori a 750 euro al mese: dunque, 2 pensionati su 3 percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà. Anche da questo punto di vista si confermano notevoli differenze di genere: gli uomini con pensioni fino a 750 euro sono il 43,8% del totale, mentre per le donne tale percentuale sale al 80,1%.

Per Roberto Rossini, segretario generale Cgil Pesaro Urbino: “I dati testimoniano la necessità urgente di una riforma complessiva del nostro impianto previdenziale che dovrà prevedere la possibilità di accesso flessibile alla pensione, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la valorizzazione del lavoro di cura e del lavoro delle donne, che come si evince dai dati sono quelle più penalizzate.

Inoltre, è il momento di prevedere un meccanismo che tuteli le future pensioni dei giovani, in particolare coloro che hanno carriere discontinue con basse retribuzioni. E’ necessario garantire tutele continue nella discontinuità del lavoro, e a tal fine serve un sistema pensionistico che non solo assuma in modo strutturale un criterio di flessibilità, ma che lo applichi senza penalizzazioni alle categorie più esposte”.

 “E’ necessario e urgente – commenta Loredana Longhin, segretaria Spi Cgil provinciale – disegnare una riforma strutturale del sistema previdenziale che superi le attuali rigidità e che decorra dal gennaio 2022, alla scadenza di “Quota 100”

Per il sindacato la Legge Fornero deve essere cambiata  perché rigida e iniqua, e perché al suo interno non lascia spazio alle nuove generazioni, le donne,  e men che meno a chi svolge lavori più gravosi.

Bisogna considerare che in questi anni è cambiato completamente il paradigma entro cui si muove il sistema previdenziale: si continua a ragionare come se fossimo nel sistema retributivo, mentre il fatto vero è che ormai per tutti è prevalente la componente contributiva.

Ci auguriamo che da questa pandemia tutti sappiamo trarre le giuste indicazioni e che si determini una spinta a un cambiamento dell’attuale paradigma previdenziale.  Oggi più che mai serve garantire un maggior potere d’acquisto per i pensionati e promuovere le adesioni alla previdenza complementare, come altro pilastro del sistema previdenziale”.

In allegato le relative tabelle:

‘O i brevetti o la vita’: domani click day per firmare ICE “Nessun profitto sulla pandemia”

 Domani, 7 marzo 2021, in occasione della Giornata mondiale della salute, il Comitato Italiano della Campagna Europea Diritto alla Cura, promossa da oltre 90 organizzazioni tra cui la Cgil, con lo slogan ‘O i brevetti o la vita‘ torna a mobilitarsi con un click day per invitare quante più persone possibile a firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Tutti hanno diritto alla protezione da Covid 19. Nessun profitto sulla pandemia”. L’obiettivo dell’ICE è raccogliere 1 milione di firme per chiedere all’Ue di modificare gli accordi commerciali con una sospensione, almeno temporanea, dei brevetti dei vaccini.
“Lo sviluppo del vaccino contro il COVID-19 – si legge nella locandina della Cgil nazionale (in allegato) – ha richiesto miliardi di fondi pubblici. Nonostante i contribuenti abbiano pagato per la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci, a causa dei brevetti singole aziende hanno il controllo su questi prodotti, resi così inaccessibili a milioni di persone”.“Fino ad oggi – sottolinea la Confederazione – l’accesso alla campagna vaccinale è stato caratterizzato da una inaccettabile disparità tra paesi ricchi e paesi poveri, con gravi conseguenze che vanno ben oltre l’iniquità. In un mondo globalizzato come quello in cui viviamo, lasciare indietro qualcuno significa restare indietro tutti”. Per la Cgil e per gli altri soggetti promotori della Campagna “è fondamentale che l’accesso ai vaccini sia garantito a livello globale per evitare che ulteriori varianti del virus si sviluppino e vanifichino gli sforzi fatti finora. La salute è un diritto umano ed è tempo che sia un diritto per tutti”.
Domani, mercoledì 7 aprile, dalle ore 18 si terrà una diretta online sulla pagina Facebook italiana di Right2cure/DirittoallaCura, a cui, tra gli altri, parteciperanno con video o in presenza Giulia Anania, Stefano Bellotti “Cisco”, Daniele Biacchessi, Claudio Bisio, Dario Brunori “Brunori SaS”, Giulio Cavalli, Ascanio Celestini, Massimo Cirri, Comunità Officina, don Virginio Colmegna, Luigi Ferrajoli, Silvio Garattini, Ricky Gianco, Paolo Hendel, Germano Lanzoni, Maurizio Maggiani, Giovanna Marini, Paola Minaccioni, Moni Ovadia, Cochi Ponzoni, Marco Presta e Antonello Dose, David Riondino, Paolo Rossi, Marco Rovelli, Renato Sarti, Andrea Satta – Tetes de Bois, Monica Setta, Guido Silvestri (Lupo Alberto), Bebo Storti, Tiberio Timperi, Dario Vergassola, Sofia Viscardi. In allegato la locandina ‘O i brevetti o la vita’, il comunicato stampa del Comitato Italiano della Campagna, e l’elenco delle organizzazioni aderenti  Per maggiori informazioni noprofitonpandemic.eu Per firmare l’iniziativa eci.ec.europa.eu 

La “Casa dei Diritti”, nuovi uffici Cgil dentro la galleria dell’Ipercoop

Roberto Rossini:  “Un luogo emblematico per la nostra storia e l’ispirazione a Bruno Trentin”

PESARO, 1 aprile 2021 – La Cgil Pesaro e Urbino ha aperto un nuovo ufficio dentro l’Ipercoop Miralfiore, in Galleria dei Fonditori n. 54.

Nel nuovo ufficio saranno presenti le strutture della CGIL che si occupano di tutela individuale. Esse sono:  il CAAF (per tutte le pratiche inerenti alla assistenza fiscale, 730, Isee, Red, successioni, servizio colf-badanti), il Patronato Inca ( per tutte le pratiche previdenziali ed assistenziali, quali: domande di pensione, riconoscimento di invalidità civile, legge 104, infortunio e malattia, bonus, congedi parentali, pratiche di sostegno al reddito) e anche le associazione affiliate alla Cgil come il  Sunia (Sindacato degli inquilini ed assegnatari), la Federconsumatori (associazione che difende i diritti degli utenti e dei consumatori) e l’Auser (l’associazione di volontariato impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società).  e infine lo Spi Cgil, il sindacato pensionati, che oltre a difendere i redditi e i diritti dei pensionati svolge un’azione sindacale trasversale e di collaborazione con la Confederazione, come ad esempio nella contrattazione sociale territoriale con i Comuni e con gli Enti territoriali.

 Anche se parzialmente operativa già dal 22 marzo, la nuova sede sarà pienamente funzionale a partire dal 7 aprile in concomitanza con l’inizio della campagna 730 per la dichiarazione dei redditi.

Per noi, scrive il segretario generale Cgil Roberto Rossini, questo era un luogo di lavoro molto importante nella nostra storia: qui c’era la Montecatini. E noi apriamo una sede per i lavoratori proprio in un luogo simbolo della nostra città e della nostra storia. L’abbiamo chiamata la Casa dei dirittiispirandoci a  Bruno Trentin che alla tradizionale tutela collettiva, aveva pensato di affiancare il lavoro del sindacato  anche sui diritti individuali che ogni cittadini può far rivalere, non solo come lavoratore o pensionato, ma come consumatore, come contribuente, come cittadino”.

Bruno Trentin scrisse: “Il sindacato non deve presumere di essere per la “classe” e deve partire nella sua azione non più dalla “classe”, ma dalla persona che lavora; e in secondo luogo deve farsi portatore dei diritti universali e divenire uno dei protagonisti principali della società civile organizzata e riformata con un proprio progetto di società”. Questo è anche il nostro pensiero.

SPI CGIL Pesaro Urbino #SemprePiùInsieme

A PROPOSITO DI SPI

Questi lunghi mesi di restrizioni e isolamento dovuti alla pandemia hanno sterilizzato i rapporti sociali e ci hanno fatto riflettere su quanto sia importante trovare modi alternativi per comunicare e tener vivo quel sentimento di collettività e appartenenza.
Per questo abbiamo deciso di scrivere questo “Giornalino” per raccontarvi quello che lo Spi sta facendo e continuerà a fare per rappresentare le esigenze degli anziani ma anche delle nuove generazioni.

IL PUNTO SULLA CAMPAGNA VACCINALE

Quello che sta succedendo in questi giorni sulla somministrazione dei vaccini agli anziani ultra ottantenni è davvero troppo.
Lo Spi è seriamente preoccupato per come si sta involvendo la situazione vaccinale.
Si è davvero passato il limite, non si può trattare in questo modo le persone, e a maggior ragione quelle che hanno bisogno di più protezione e tutela.
Sono giorni ormai che apprendiamo delle disfunzioni legate alla logistica per l’inoculazione dei vaccini.
Noi l’avevamo già denunciato, che così, come era stato approntato, il piano vaccinale non andava incontro alle esigenze degli anziani.
Le scene che abbiamo visto in questi giorni, con gli assembramenti che si sono creati davanti al Centro Monaldi di Pesaro perché le dosi previste non erano ancora arrivate e si è lasciato aspettare gli anziani all’aperto per ore, non si devono più ripetere.

E’ stato uno spettacolo di cui tutti avremo fatto a meno, dopo tutto quello che in questi mesi hanno sofferto gli anziani chiusi nella solitudine ad aspettare un vaccino.

E’ inaudito quello che sta succedendo, non si fanno altro che sommare disfunzioni a disfunzioni, e tutto sulla pelle delle persone più deboli.
Sapevamo tutti che questa sarebbe stata la più grande campagna di vaccinazione di massa e ci siamo arrivati nelle condizioni peggiori, senza avere una programmazione seria e ponderata. Si poteva fare meglio? Sicuramente averebbero potuto studiare e organizzare una logistica migliore, avrebbero potuto essere più celeri nel trovare un accordo con i medici di base per vaccinare le persone fragili.
Sono mesi che chiediamo chiarimenti sull’organizzazione della vaccinazione, e ancora oggi assistiamo a scene indecorose.
Alla politica chiediamo un cambio di passo chiaro e deciso, la nostra Regione è tra quelle che ha vaccinato di. meno, segno che esistono delle evidenti difficoltà organizzative, ci auguriamo che si recuperi velocemente
I giorni scorsi, in un incontro con i consiglieri regionali di minoranza, abbiamo spiegato le difficoltà che vivono i nostri anziani e l’urgenza di dare impulso alla campagna vaccinale. Perché anche quando arriveranno i vaccini i nodi da risolvere sono ancora molti: è necessario trovare altri punti vaccinali, è necessario trovare personale disponibile a farli i vaccini, quelli che sono attualmente disponibili non sono sufficienti. E ancora l’accordo con i medici di base, così come è stato fatto non è sufficientemente adeguato.

I NOSTRI NUOVI SERVIZI

S.O.S. VACCINI
TI SERVE AIUTO? RIVOLGITI ALLO SPI – CGIL

E’ una corsa contro il tempo, quella dei vaccini, e si sa che per correre bisogna avere delle buone gambe, per questo è necessario fare presto e fare bene.

Dobbiamo dircelo con grande chiarezza e franchezza: ogni giorno, ora o minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane, in particolare nella categoria degli anziani e delle persone fragili.
Tuttavia, non sfugge a nessuno che proprio la popolazione più anziana è quella che ha la maggior difficoltà a destreggiarsi con gli strumenti tecnologici.

Come sindacato dei pensionati ci siamo messi a disposizione collaborando per la campagna vaccinale più grande della storia. Di fronte al più grande sforzo collettivo a cui siamo tutti chiamati nel Paese, il sindacato pensionati sta facendo la sua parte.

Lo Spi , e la Cgil hanno un’organizzazione molto radicata in tutto il territorio provinciale, che ci permette di offrire un’informazione diffusa e capillare.

Per questo abbiamo deciso di avviare uno “sportello” dedicato per aiutare, per offrire un consiglio a chi ne ha bisogno per la prenotazione vaccinale.

Solo se sapremo collaborare tutti insieme riusciremo a centrare l’obbiettivo, ma soprattutto potremo restituire fiducia e serenità ai nostri anziani e cittadini, che sono duramente provati da mesi di emergenza sanitaria, di crisi sociale ed economica senza precedenti.

A TUTTO SPID …
UN NUOVO SERVIZIO PER NUOVI BISOGNI

Se c’è una cosa che ci ha insegnato la pandemia è che non torneremo indietro rispetto l’utilizzo della tecnologia.

L’isolamento imposto dalla pandemia è stato difficile per tutti, e in questo periodo molti anziani sono riusciti a rimanere in contatto con il mondo esterno, proprio grazie all’uso degli strumenti tecnologici ed informatici che nei fatti si sono rivelati di grande aiuto.

Però è anche vero che non siamo tutti uguali e che le tecnologie, dagli smartphone ai social media, non sono di facile utilizzo per tutti.

Allora per venire incontro anche alle esigenze di chi non ha ancora molta dimestichezza con la tecnologia, il Sindacato Pensionati ha deciso di fornire consulenza ed assistenza per l’attivazione dello Spid strumento diventato ormai indispensabile per poter accedere ai vari servizi della pubblica amministrazione come per esempio Inps, servizi sociali, servizi anagrafe.

Lo Spid che letteralmente significa SISTEMA PUBBLICO DI IDENTITA’ DIGITALE diventerà sempre più necessario per svolgere le azioni della nostra attività quotidiana.

Per il Sindacato è importante che anche i pensionati possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla tecnologia, per questo abbiamo pensato di dare vita a questo servizio, per dare una tutela globale alle esigenze degli anziani, per non lasciare indietro nessuno a partire dalle persone più deboli.

SPORTELLO DIRITTI INESPRESSI
LA PENSIONE RITROVATA

Sono chiamati “diritti inespressi”, si tratta di quelle prestazioni previdenziali dell’Inps alle quali un pensionato non sa di aver diritto. Si tratta delle maggiorazioni sociali, gli assegni al nucleo familiare, la quattordicesima le integrazioni al minimo; sono qulle prestazioni che i pensionati spesso non richiedono, ma alle quali hanno diritto e che l’Inps non riconosce in automatico.

Per poterne godere bisogna richiederle, ma accade che anche i pensionati non sempre ne siano a conoscenza. Così non si chiedono.

Si finisce quindi per perdere un sostegno economico, magari, fondamentale per la vita quotidiana, soprattutto in questo momento di pandemia.

Lo Spi – Cgil ha lanciato una campagna proprio per recuperare questi diritti inespressi.

Per lo Spi – Cgil di Pesaro e Urbino, questa è una battaglia di civiltà.

In questo progetto ci avvaliamo del prezioso contributo di operatori esperti, che opereranno in stretta collaborazione con il patronato Inca della Cgil.

Sia che si tratti di richieste di riconoscimento di cifre sostanziose, o di richieste più esigue, per lo Spi – Cgil sono pur sempre diritti. Perché rinunciarvi?

Per tutte le informazioni che desideri puoi contattare direttamente il Sindacato Pensionati piu’ vicino a te

PER SAPERNE DI PIU’ E PER FAR VALERE I TUOI DIRITTI VIENI A TROVARCI NELLA SEDE PIU’ VICINO A TE E TROVERAI UNA RISPOSTA QUALIFICATA AI TUOI PROBLEMI

6 ANNI DI ESPERIENZE COLLETTIVE
SULLA STORIA E LA MEMORIA

Siamo partiti con una grande motivazione qualche solida convinzione. Abbiamo cercato di sistemare innanzi tutto l’archivio storico e la biblioteca. Nel 2015 abbiamo deciso di parlare di una figura forte del movimento operaio pesarese e del movimento delle donne: Adele Bei, dirigente sindacale delle tabacchine e antifascista rigorosa, una delle 21 donne che fecero la nostra Costituzione tra il ’46 e il ’48. Era nata a Cantiano. Abbiamo quindi promosso la conoscenza della sua storia della sua vita, abbiamo registrato le testimonianze di tabacchine e boscaioli, abbiamo visitato musei del tabacco e luoghi particolari legati a quelle vicende.

Ci siamo così trovati con un quarto carattere fondamentale: la ricostruzione di una vicenda storica con la partecipazione attiva di un centinaio di pensionate e pensionati che hanno partecipato, hanno conosciuto, cantato, recitato, letto, discusso.

Nel 2016 abbiamo cercato di fare di più e meglio: abbiamo costruito una serata al Teatro della Fortuna di Fano per parlare di Marcinelle, 8 agosto ’56, a 60 anni esatti dalla tragedia. Un libro che ricostruisse la emigrazione pesarese del dopoguerra nelle miniere del Belgio; il coro fanese “Canta che ti passa”a cui si erano aggiunti tanti quadri ed operatori sindacali; i ricordi delle mogli e delle famiglie di quegli sfortunati lavoratori; documentari di grande qualità, testi letterari, immagini, tra cui – indimenticabile – il ragazzo con il pettirosso che Simone Massi – grafico apprezzato a livello internazionale – ha fatto per noi: sono stati questi gli strumenti con cui abbiamo cercato di raccontare una vicenda così lontana dai problemi della nostra società nell’agosto del 2016.

Il Teatro della Fortuna era stracolmo, la gente nostra ma anche semplici cittadini ci hanno detto di apprezzare la lettura storica proposta: è il lavoro che costruisce i valori nelle nostre società; sono i minatori che hanno sostenuto e permesso la ricostruzione del dopoguerra, il miracolo economico e anche la ricchezza attuale delle nostre terre che da esportatrice di mano d’opera oggi è diventata terra ospitale (e magari non sempre) per donne e uomini che a loro volta in Italia cercano lavoro.

Abbiamo continuato quindi utilizzando ancora quello schema organizzativo: la storia, la memoria, il lavoro, la partecipazione di massa alla ricostruzione e alla comunicazione con i più diversi strumenti.

Ci siamo fatti aiutare da storici di qualità (che cos’è la storia, cos’è la memoria, e la storia “orale” …?). Abbiamo imparato che il coro non è solo un modo per comunicare, in musica e in forma attiva; il coro è anche una comunità che può esprimere solidarietà: una signora irachena e una moldava hanno cantato con noi per narrare il contributo delle insegnanti alla costruzione della scuola di massa alla fine degli anni ’60; a Fermignano, abbiamo cantato per il 25 aprile del 2019 invitando esplicitamente alla festa della libertà dell’Italia anche lavoratori stranieri, che apprezzano e difendono la libertà conquistata nel ’45 nel territorio nazionale e per tutti coloro che lo vivono.

Il Covid ancora ci blocca e ci impedisce. Ma siamo pronti a riprendere, cercando prima di tutto l’entusiasmo vostro.

Sarà sempre nostra convinzione che se vogliamo imparare qualcosa dalla storia la dobbiamo conoscere, praticare, percorrendo insieme i sentieri della ricerca rigorosa e sapendo comunicare all’intera società le convinzioni che abbiamo consolidato.

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO!!!

Rivacold e Vitifrigo: screening anti Covid per i lavoratori, sindacati esclusi dal confronto

Fiom Cgil Fim Cisl e Uilm Uil/ Vitifrigo e Rivacold sicurezza fai da te

Vallefoglia, 29 marzo 2021 – Apprendiamo dagli organi di stampa che la proprietà Rivacold considera la salute come garanzia per la ripartenza e che nelle aziende del gruppo VAG si fanno “screening ripetuti sui dipendenti”.

La notizia non può che rallegrarci, visto che durante l’ultimo incontro sulla sicurezza avevamo richiesto di attuare un piano di prevenzione con screening periodici sistematici, ricevendo parare negativo dal responsabile aziendale della sicurezza.

Ad oggi le due aziende del gruppo, che assieme contano circa 1400 dipendenti, hanno redatto un protocollo Covid per la prevenzione dei contagi di poche e risicate pagine, senza condividerlo con le organizzazioni sindacali per un confronto che in altre aziende di questo importanza ha portato risultati fruttuosi.

Non è un caso che da tempo in Rivacold e Vitrifrigo le organizzazioni sindacali abbiano deciso di non rieleggere le rappresentanze sindacali per evitare, come già successo in passato, situazioni spiacevoli.

Eppure, stando alle dichiarazioni sulla stampa, ci sembra che la proprietà Rivacold abbia deciso di cambiare passo sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori e auspichiamo che tali investimenti siano strutturali e avvengano in maniera sistematica e non come un semplice slogan da utilizzare sui giornali o sui social solo quando si rende necessaria un’operazione di marketing.   

SEGRETERIE PROVINCIALI FIM CISL-FIOM CGIL-UILM UIL

Conerobus Spa cerca personale

La Conerobus Spa di Ancona (in via Bocconi 35 telefono 071.2837411 – fax 0721.2837433)    ha aperto una graduatoria per l’assunzione di “operatore qualificato di ufficio” e un’altra graduatoria di lavoratori di contratto di apprendistato a tempo pieno o part- time per il conseguimento del profilo professionale di “operatore di esercizio”.

Per tutte le informazioni leggere i bandi in allegato

Venerdì 26 marzo #NoDeliveryDay

L’Appello di Nidil: il 26 non ordinate cibo a domicilio, sosteniamo la lotta dei riders per la conquista dei loro diritti

PESARO, 25 MARZO 2021 – Venerdì 26 marzo in tutta Italia i riders si fermeranno per chiedere a gran voce diritti, tutele e dignità.

Diritti e dignità che, ad oggi, il “contratto pirata” che viene loro applicato non riconosce.

Contratto pirata in quanto siglato da una sola organizzazione sindacale e di comodo, non rappresentativa dei lavoratori.

Le piattaforme di delivery hanno avuto nello scorso anno e hanno tuttora aumenti di lavoro e guadagno, sulle spalle esclusivamente dei lavoratori che vedono peggiorare le loro condizioni lavorative, dai ritmi ai rischi elevatissimi che il loro lavoro comporta.

Lavoratori e lavoratrici , soprattutto in questo periodo di pandemia, hanno garantito i servizi con efficienza ma continuano ad essere considerati lavoratori occasionali e quindi privati di tutte le tutele e degli istituti del lavoro subordinato (es. ferie, malattia, tfr).

Questo inquadramento ingiusto è stato riconosciuto anche da diversi tribunali i quali hanno stabilito che le piattaforme devono regolarizzare e riqualificare i rapporti di lavoro.

Venerdì prossimo questi lavoratori hanno deciso di fermarsi per chiedere: un’equa retribuzione, più diritti, tutele, sicurezza e per un contratto nazionale collettivo che sia realmente rappresentativo e che tuteli il lavoro e la persona.

Nidil Pesaro e Urbino sostiene la mobilitazione e sollecita tutti i cittadini a offrire il proprio contibuto invitandoli a non effettuare,venerdi 26 marzo, alcuna ordinazione dalle piattaforme di delivery.

Per ottenere la giusta richiesta di tutela e diritti per questi lavoratori che ogni giorno consegnano il cibo a domicilio è indispensabile un segnale forte da parte di tutti

Le nostre richieste sono:

  • Una retribuzione oraria regolamentata da un CCNL con conseguente abolizione del cottimo
  • Diritti e tutele in materia di salute  e sicurezza sul lavoro
  • Diritti previdenziali e diritto alle ferie, alla malattia, alle mensilità aggiuntive e al TFR
  • Diritti sindacali

Valentina D’Addario – Segretaria generale Nidil Cgil Pesaro Urbino

Campagna tesseramento Fillea Cgil 2021

I contratti collettivi nazionali di lavoro, la contrattazione nel posto di lavoro e nel territorio, i servizi di tutela delle persone; la presenza nel territorio dove la Fillea e la Cgil sono punto di riferimento, le tantissime iniziative nazionali e locali. Il protagonismo e la valorizzazione del mondo del lavoro e di chi il lavoro lo cerca, le mobilitazioni per un fisco più giusto e per leggi più avanzate in tema di mercato e rapporto di lavoro. Le lotte per una sanità diffusa e di qualità, per la legalità, per uno stato sociale finalizzato ad una sempre più forte coesione sociale.

Sono soltanto alcune delle cose che cerchiamo di fare nel miglior modo possibile.

Senza il tuo contributo, senza la tua iscrizione e di quanti hanno fatto e fanno questa scelta, senza la forza e la determinazione che ne derivano, tutta questa attività sarebbe impossibile. E questo avrebbe come conseguenza un risultato disastroso: ognuno sarebbe più solo, i diritti arretrerebbero fino ad essere ritenuti una concessione che si può negare in qualsiasi momento. La stessa legislazione sul lavoro deriva molto dalla forza che il sindacato può mettere in campo.

Una Cgil e una Fillea più forte e rappresentativa, rende più forte te.

Non siamo tra coloro che promettono di risolvere tutti i problemi, ma con te e con quanti intendano iscriversi facciamo un patto: noi proveremo sempre, fino in fondo, a rendere più giusta, più equa e più coesa la società in cui viviamo e a fare del lavoro lo strumento fondamentale per la libertà delle persone.

Per iscriversi e per informazioni contattare la Fillea Cgil Pesaro Urbino al numero 0721. 4201