Il nostro saluto al compagno “Marione”

Il ricordo nelle parole di Giuseppe Lograno
Ci ha lasciato Mario Palazzesi, 70 anni, conosciuto da molti nella sua città, Senigallia, ma anche nella nostra provincia soprattutto per il suo impegno sindacale sia come RSU nella Baioni Crushing Plants di Monte Porzio che come membro del direttivo della Fiom Cgil di Pesaro. Un omone rigido nelle idee, schietto nel parlare e sempre pronto ad aiutare gli altri, un rivoluzionario che aveva scelto la politica e il sindacato per dare il suo contributo e provare a cambiare la società mettendo sempre al primo posto l’interesse collettivo rispetto a quello individuale. Anche un grande amante dei cani da caccia e ottimo pescatore di trote capace di costruire delle mosche finte pazzesche. Siamo stati eletti insieme nella RSU della ditta e ci siamo iscritti insieme alla Fiom Cgil, abbiamo fatto tante assemblee, tante discussioni e confronti, tante manifestazioni. Ricordo quando insieme andavamo a Roma, mi è sempre rimasto impresso che anche se non riusciva a camminare più bene voleva esserci sempre, arrivando addirittura ad aspettarci nel pullman con l’autista. Anche quella volta, in ogni caso c’era e manifestava con noi. Non dimenticherò mai un compagno di viaggio così, non lo dimenticherà chi lo ha conosciuto e non lo farà la CGIL di Pesaro, sapendo che sarà con noi, sempre dalla parte dei più deboli e per una società più giusta. Ciao Marione, che la terra ti sia lieve.

Infortunio mortale a Urbino: il cordoglio della Fillea e della Cgil

PESARO, 28 agosto 2020 – “La Fillea Cgil e la Cgil Pesaro Urbino esprimono cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore che ha perso la vita mentre era alla guida di una betoniera che si è ribaltata ieri attorno alle 17 a Castelcavallino, nel comune di Urbino.

“Da inizio agosto è il secondo infortunio mortale che abbiamo nella provincia di Pesaro Urbino – si legge in una nota – il quinto nel settore delle costruzioni a livello regionale.
Sono numeri inaccettabili, non è possibile che la mattina si esca di casa senza la certezza di farvi ritorno, tutto questo a causa del lavoro insicuro che continua a mietere vittime.
In questo momento drammatico, in attesa degli accertamenti sulle cause del decesso da parte delle autorità competenti vogliamo soffermaci su questo fenomeno che non accenna a fermarsi e colpisce sia i lavoratori dipendenti, sia gli autonomi rendendo i cantieri luoghi insicuri.

Questo tema per la Fillea e la Cgil in questa fase è centrale, a seguito delle opere pubbliche e private che dovranno partire nei prossimi mesi attraverso il Decreto Sviluppo e i fondi del Recovery Fund.
Auspichiamo che una parte di quei soldi sia destinata anche alla prevenzione e sicurezza dei lavoratori attraverso i nostri enti di formazione; per questo motivo il contratto applicato è fondamentale e il contratto edile consente tutto questo grazie alle scuole edili. Noi non possiamo “semplificare” e derogare sulla sicurezza perché il costo in termini di vite umane sarebbe altissimo”.

Nella foto: Gianluca Di Sante (segretario Fillea Cgil Pesaro Urbino)

FEDERLEGNO INTERROMPE LE TRATTATIVE PER IL CCNL LEGNO

SINDACATI: COMPORTAMENTO DI FEDERLEGNO IRRESPONSABILE E GRAVISSIMO

“L’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federlegno, avvenuto nel corso dell’incontro di ieri, è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che la controparte attribuisce alle relazioni industriali”, hanno dichiarato i segretari nazionali Pascucci, Federico e Fiorucci. “Nei 15 incontri svolti in 17 mesi di trattativa – proseguono – abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise alle esigenze delle imprese, senza avere risposte esaustive né sulla parte normativa, né sulla parte economica della nostra piattaforma. Federlegno, da parte sua, ha dimostrato dal primo momento la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro. Dobbiamo amaramente rilevare che, in un contesto 4.0, nelle controparti è rimasta ancora una visione fordista dell’organizzazione del lavoro, dove cercando dipendenti, si sono ritrovati invece lavoratori consapevoli di cosa deve diventare il mondo del lavoro. Mancano ancora le risposte su temi a noi cari come: ambiente e sicurezza, formazione, diritti, bilateralità, welfare e aumenti retributivi. Su questi ultimi c’è stata solo la conferma del modello con una quantità insufficiente di salario oltre al periodo di vacanza contrattuale che ormai è di diciotto mesi.. È per questi motivi – concludono i segretari nazionali di Feneal, Filca, Fillea – che proclamiamo lo stato di agitazione per tutto il settore, con modalità che partono dal blocco della flessibità e degli straordinari. Inizieranno da subito attivi e assemblee in tutti i luoghi di lavoro. Preso atto che per Federlegno le proposte del Sindacato pretendono di “caricare di obblighi burocratici le aziende e blindare il normale svolgimento delle normali attività d’impresa” feneal-filca e fillea propongono invece, un modello di democrazia industriale che in primo luogo si rivolga alle Rappresentanze Sindacali Unitarie ed ai lavoratori ed alla loro capacità di rapportarsi all’organizzazione del lavoro, supportando la produzione e la competitività delle aziende stesse. La partecipazione dei lavoratori diventa fondamentale per un’organizzazione del lavoro in linea con l’evoluzione dell’industria 4.0 e le relative competenze. Le affermazioni di Federlegno vengono smentite dal fatto che è stata fatta un’apertura importante sul tema della stagionalità ed anche il tema delle percentuali della somministrazione di lavoro è sempre stato affrontato senza porre pregiudiziali.
Riteniamo che le Aziende italiane del mobile e arredo possano vincere nel mondo aumentando qualità, redditività e competitività solo confrontandosi con i lavoratori.
Questo è il modello proposto aumentando l’estensione della contrattazione di secondo livello, dove il dialogo proficuo tra lavoratori e aziende potrà e dovrà essere vincente, solo il tal modo potremo costruire comunità aziendali coese in grado di poter superare questo periodo di crisi economica conseguenza dell’emergenza covid.

La sicurezza nei cantieri edili tra emergenza sanitaria e infortuni

Gianluca Di Sante: l’edilizia volano dell’economia oltre all’emergenza sanitaria detiene il triste record di infortuni mortali

PESARO, 16 maggio 2020 – La fase due analizzata dalle categorie della Cgil è iniziata il 4 maggio scorso anche se i lavoratori dei servizi pubblici essenziali non si sono mai fermati.
Nell’edilizia, il principale volano della nostra economia, la fase due ha segnato il ritorno al lavoro nei cantieri che erano stati bloccati a fine marzo.
“Dopo la chiusura totale alla fine di marzo –spiega Gianluca di Sante responsabile edilizia della Fillea Cgil Pesaro e Urbino – con le ditte più grandi abbiamo stipulato dei protocolli sulla sicurezza previsti dal Dpcm e ne stiamo sottoscrivendo uno territoriale che garantisca la copertura alla maggior parte delle nostre imprese che sono di piccole e piccolissime dimensioni.

Alla consegna dei DPI da parte delle aziende uno dei punti critici è la gestione degli spazi comuni: mense e ristoranti essendo chiusi hanno costretto i lavoratori a consumare il pasto nel cantiere tenendo le distanze di sicurezza e fortunatamente la bella stagione lo ha permesso.

Un altro punto critico è il trasporto, ovvero il percorso dalla sede della ditta al cantiere visto che il decreto stabilisce anche in macchina o sui camioncini regole di sicurezza quali: non più di due o tre persone a bordo di un camioncino che prima e dopo la partenza deve essere sanificato. Su questo abbiamo ricevuto molte segnalazioni e siamo sicuri che ne arriveranno altre.

Per la ripresa delle attività produttive la maggior parte dei cantieri sono ripartiti. Grazie ai lavoratori e al nostro sistema bilaterale siamo riusciti a far arrivare della liquidità anticipando una parte del trattamento di ferie di agosto che viene retribuito dalla cassa edile e all’ anticipo degli scatti di anzianità sempre a carico della stessa.
Sull’applicazione dei protocolli stiamo vigilando e abbiamo sottoscritto come parti sociali nazionali dell’edilizia un protocollo con il ministero delle Infrastrutture, Anas, Ance e Ferrovie.
A livello provinciale e regionale stiamo cercando di raggiungere con le controparti, a breve, una intesa aspettando le linee guida delle casse edili nazionali.
Nel frattempo stiamo comunque controllando durante i nostri “giri” nei cantieri l’applicazione di tutte le norme di sicurezza.
L’edilizia è un settore in cui lo svolgimento del lavoro avviene all’aperto dove è più semplice rispettare le distanze per cui la diffusione del Coronavirus e quindi l’aumento dei contagi non dovrebbe toccare livelli alti come purtroppo è accaduto e accade in altri settori.

La scelta del Governo di chiudere tutte le attività ha contribuito alla riduzione del numero dei contagi ma è nostro dovere, assieme agli organi competenti, garantire che vengano rispettati tutti i protocolli. Non dimentichiamo che la nostra categoria già prima dell’emergenza sanitaria aveva ed ha ancora un triste primati di infortuni mortali. La sicurezza è sempre stata una grande esigenza per i nostri lavoratori che affrontiamo in maniera capillare con la formazione preventiva svolta egregiamente dalle scuole edili nel variegato panorama dell’offerta formativa”.

Le PEC delle Categorie della CGIL

Da oggi potete trovare le PEC della CGIL e delle Categorie confederate nell’area contatti delle loro pagine, ma per comodità ve le elenchiamo tutte anche qui:

CGIL – cdlt@pec.cgilpesaro.it

FILCAMS – filcamspesaro@pec.it

FILCTEM – filctempesaro@pec.it

FILLEA – filleapesaro@pec.it

FILT – filtcgilpesaro@pec.it

FIOM – pesaro.fiom@pec.it

FLAI – flaipesaro@pec.it

FLC – pesaro@pec.flcgil.it

FUNZIONE PUBBLICA – funzionepubblica@pec.cgilpesaro.it

NIDIL – nidilpesaro@pec.it

SLC – slcpesaro@pec.it

Ufficio Vertenze e Legali, Pesaro – pesaro.vertenze@pec.cgilpesaro.it

Ufficio Vertenze e Legali, Fano – fano.vertenze@pec.cgilpesaro.it

Ufficio Vertenze e Legali, Urbino – urbino.vertenze@pec.cgilpesaro.it

Interrotte le trattative per il rinnovo del Ccnl, il 21 febbraio sciopero generale del settore legno arredo industria

Venerdì 21 febbraio è in programma uno sciopero generale di 8 ore di tutto il settore legno arredo industria. La decisione è arrivata dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 marzo del 2019 e che interessa circa 150 mila lavoratori. A proclamare lo sciopero sono state le commissioni e consulte unitarie del settore legno di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, che si sono riunite questa mattina a Milano. “L’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federlegno, avvenuto nel corso dell’incontro di ieri, è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che attribuisce la controparte alle relazioni industriali”, hanno dichiarato i segretari nazionali Pascucci, Federico e Fiorucci. “Negli 11 incontri svolti in 8 mesi di trattativa – proseguono – abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise alle esigenze delle imprese, senza avere mai avuto risposte positive su nessun titolo della nostra piattaforma. Federlegno, da parte sua, ha dimostrato dal primo momento la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro. Proporre l’aumento smisurato della precarietà con percentuali ben oltre i limiti di legge, la stagionalità fuori controllo e rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro denota una mancanza di buon senso da parte di Federlegno che è per noi inaccettabile. Inoltre mancano ancora le risposte su temi a noi cari come ambiente e sicurezza, formazione, diritti, bilateralità, welfare e aumenti retributivi. Su questi ultimi c’è stata solo la conferma del modello, senza nessuna certezza sulla quantità. È per questi motivi – concludono i segretari nazionali di Feneal, Filca, Fillea – che il 21 febbraio è in programma lo sciopero generale di tutto il settore, con modalità che definiremo nei prossimi giorni, mentre inizieranno da subito attivi e assemblee in tutti i luoghi di lavoro”. Sull’interruzione della trattativa da parte di Federlegno sono intervenuti anche i segretari generali delle tre categorie, Panzarella, Turri e Genovesi: “Altro che relazioni industriali partecipative, altro che scommettere sulla qualità del prodotto e sull’innovazione, altro che investimenti per sostenere le imprese più serie e competitive. Per Federlegno – accusano i sindacalisti – le aziende italiane del mobile e arredo possono vincere nel mondo solo aumentando precarietà e sfruttamento. I dirigenti della nostra controparte, come bambini capricciosi, quando al tavolo di trattativa hanno capito che avrebbero dovuto confrontarsi nel merito e che non avrebbero ottenuto quella totale precarizzazione dei rapporto di lavoro richiesta, hanno preso il pallone e se ne sono andati. Un comportamento irresponsabile e gravissimo che non possiamo tollerare”, concludono segretari generali delle tre categorie.

Sciopero Legno Industria

  • ore 9:00
    • Concentramento in Piazza della Libertà (palla di Pomodoro)
  • ore 10:00
    • Corteo (Viale Repubblica – Viale don Minzoni – Piazzale Matteotti – Via S. Francesco d’Assisi – Piazza del Popolo)
  • ore 11:00
    • Interventi delegati e lavoratori delle regioni partecipanti
  • ore 12:00
    • Per le segreterie nazionali Feneal Filca Fillea, conclude GIANNI FIORUCCI Segretario Fillea Cgil nazionale

Per il rinnovo del CCNL LEGNO ARREDO INDUSTRIA 2019 – 2022, scaduto il 31 marzo 2019, SCIOPERO di 8 ore venerdì 21 febbraio 2020

Nell’ultimo incontro del 9 gennaio, dopo 8 mesi di trattative FEDERLEGNO ARREDO ha deciso di abbandonare il tavolo.
Negli 11 incontri le nostre delegazioni di FENEAL, FILCA, FILLEA hanno sempre dimostrato ampia disponibilità a trovare soluzioni condivise senza avere risposte positive su nessun titolo della nostra piattaforma.
Federlegno ha ha dimostrato la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro.

FEDERLEGNO ha chiesto:
Art. 30 contratto a tempo determinato e somministrazione
  • l’aumento delle percentuali di contratti a termine e somministrazione oltre i limiti di legge
    • fino al 40 % dei lavoratori a tempo determinato e somministrazione a termine, occupabili nella singola azienda senza limiti interni tra le due tipologie (il D.lgs 81/2015 prevede 20% termine e 30 % complessivo tra termine e somministrazione a termine)
    • Numero dei lavoratori da prendere a riferimento per il calcolo su base annuale (l’art. 23 del D.lgs 81/2015 prevede che il calcolo venga fatto sul numero di avoratori in forza al 1 gennaio o al momento dell’assunzione – attualmente il CCNL prevede su base semestrale)
  • l’introduzione senza limiti della causale Stagionalità sui contratti a termine sulle seguenti attività:
(già previste dalle norme)
    • Lavorazioni boschive e forestali,
      Fabbricazione di imballaggi a contatto con alimenti,
      Allestimenti fiere, stands e decorazioni, cartellonistica
      Fornitura con o senza posa di palchi di attrezzature per lo spettacolo e per audio-video,
(ultima proposta)
    • Segherie di prime lavorazioni,
    • Fabbricazione e installazione di tende e ogni altra schermatura solare zanzariere,
    • Fabbricazione di edifici castomizzati su ordinazione e/o commesse
    • Lavorazioni di estrazione, selezione e stagionatura del sughero naturale, sughero per plance, sugheraccio, sugherone, fabbricazione di articoli in sughero, di manufatti, agglomerati e granulati e di isolanti in sughero, fabbricazione di turaccioli comuni o da spumanti,
    • Fabbricazione di giostre e altalene per uso sterno,
    • Fabbricazione di specifici mobili per esterno/giardino,
    • Fabbricazione e istallazione di articoli per l’arredo urbano in qualunque materiale (panchine, recinzioni etc.),
    • Fornitura con o senza posa di tende temporanee e di architetture tessili

con durata massima di 8 mesi a contratto su anno solare.
rimettendo in discussione anche la loro proposta iniziale di considerare il numero di lavoratori stagionali nell’ambito della percentuale individuata dal contratto (l’art. 23 del D.lgs 81/2015 prevede che le attività stagionali sono prive di limiti numerici)

Art. 19 ORARIO DI LAVORO in regime di FLESSIBILITA’
  • di rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro del 24 luglio 2018

    eliminando “Resta comunque inteso che le modalità di recupero di prestazione e di effettuazione dei riposi compensativi proposti dovranno trovare la condivisione di entrambe le parti con apposite verbale” e che le ore di recupero della maggiore prestazione siano accantonate in banca ore e fruite con le metodologie definite dall’art. 25 del presente CCNL e compatibilmente alle esigenze tecnico produttive dell’azienda

Proposte di FEDERLEGNO su nostra piattaforma
Sanità integrativa

Propone l’obbligo del contributo a carico delle aziende in cambio della bilateralità del fondo escludendo altri settori e rivendicando il protagonismo nella gestione.

AUMENTI RETRIBUTIVI

Federlegno dopo i primi due incontri dove aveva affermato la criticità a confermare il modello a doppia pista salariale che garantisce aumenti oltre l’inflazione, oggi apre alla conferma del sistema Senza però avanzare proposte di cifre economiche.

Previdenza complementare

Ha annunciato una ipotesi che prevede un aumento del contributo sia per l’impresa che per i lavoratori di 0,30 % a differenza di quanto abbiamo realizzato in tutti gli altri rinnovi dove abbiamo ottenuto l’aumento solo a carico delle imprese.

Banca ore solidale
4 ore per ogni 8 cedute
EGR Aumento dell’importo

PROPOSTE di FENEAL, FILCA, FILLEA per il Rinnovo del CCNL LEGNO ARREDO INDUSTRIA 2019 – 2022
CONTRATTI A TERMINE E SOMMINISTRAZIONE ART. 30

Non riteniamo giusto aumentare le percentuali previste dalle norme per i contratti a termine e somministrazione perché sono già alte rischiando di aggravare ulteriormente la precarietà nel settore.
Al contrario, come fatto negli altri CCNL rinnovati da FENEAL,FILCA, FILLEA, vorremmo ridurre la precarietà per favorire i contratti stabili, con maggiori diritti, qualità e sicurezza.
Siamo disponibili a discutere l’eventuale aumento % della tipologia contrattuale del contratto a termine, a fronte di una compensazione di pari misura sulla somministrazione.

STAGIONALITA’

Pur essendo contrari all’introduzione di ulteriore CA, FILLEA proclamano
stagionalità nel settore, proponiamo una commissione che lavori ad una proposta durante la vigenza contrattuale.
In alternativa siamo disponibili a introdurre da subito questa causale riducendo l’elenco proposto, ricomprendendo il numero di lavoratori stagionali nella % massima stabilita dal CCNL, prevedendo il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori (informativa preventiva e monitoraggio), limitando ad un periodo più stringente il contratto, migliorando le norme per esercitare il diritto di precedenza nelle assunzioni future da parte dei lavoratori coinvolti, offrendo loro anche ulteriori protezioni sul welfare contrattuale.

FLESSIBILITA’ DEGLI ORARI DI LAVORO ART. 19

Non riteniamo giusto rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro faticosamente raggiunto il 24 luglio 2018.
In particolare il punto imprescindibile della condivisione con la RSU, attraverso il verbale, dei periodi di recupero.

SANITA’ INTEGRATIVA

Chiediamo l’esigibilità del contributo al fondo di sanità integrativa ALTEA per tutti i lavoratori

PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Sciogliere la correlazione tra contributo delle aziende e dei lavoratori, lasciando liberi gli stessi di aumentare il versamento in base alle proprie possibilità.

AUMENTI RETRIBUTIVI

Positivo aver ottenuto la conferma del modello a doppia pista ma vogliamo risposte concrete sulla quantità economica della prima tranche di aumento dei minimi senza verifiche.
Considerando che l’inflazione per i prossimi anni sarà bassa insistiamo nella nostra proposta di 60 € al primo livello in aggiunta alle due verifiche di gennaio 2021 e 2022.

MANCANO ANCORA RISPOSTE ALLA NOSTRA PIATTAFORMA SU:

SALUTE E SICUREZZA e FORMAZIONE
RELAZIONI INDUSTRIALI e BILATERALITA’
ROL, TURNI, STRAORDINARIO, ANZIANITA’
BENESSERE ORGANIZZATIVO
CLASSIFICAZIONE
DIRITTI (maternità, part time, congedi, ecc)

No all’aumento della precarietà e alla riduzione dei diritti
PER UN CONTRATTO NAZIONALE CHE RIDISTRIBUISCA RISORSE ADEGUATE
AI LAVORATORI, CHE SCELGA E DIFENDA LA QUALITA’ DEL LAVORO
CHE GARANTISCA UN FORTE SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI
NELL’OTTICA DELLA PARTECIPAZIONE E DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO
FENEAL, FILCA, FILLEA proclamano
lo SCIOPERO di 8 ore del settore LEGNO ARREDO INDUSTRIA il giorno venerdì 21 febbraio 2020

Pesaro Urbino: rinnovato il contratto integrativo degli edili

PESARO – Dopo otto anni dalla scadenza, nei giorni scorsi, è stato finalmente rinnovato l’accordo integrativo, per la provincia di Pesaro e Urbino, del Ccnl che riguarda i dipendenti delle imprese edili del territorio.

L’ultimo risale al 25 luglio 2011 e il nuovo accordo è stato sottoscritto dalle organizzazioni di categoria Cgil Cisl e Uil e Ance.

“E’ un obiettivo che abbiamo raggiunto e del quale siamo soddisfatti – afferma Gianluca Di Sante della Fillea Cgil provinciale – otto anni per un settore fra i più colpiti dalla crisi sono lunghi e questo rinnovo era necessario ma non scontato”.

“Sul fronte pubblico – prosegue – abbiamo riscontrato che, pur in assenza di grandi opere edili, sono ripartiti i cantieri stradali come quelli di Anas che ha ripreso dalle province la manutenzione della maggior parte della strade e che ha visto anche l’arrivo di ditte da fuori provincia. In questo contesto l’aver portato a casa anche un aumento economico non è di poco conto, grazie all’applicazione dell’ Evr (elemento variabile della retribuzione) che ai 3 parametri legati al contratto nazionale, noi ne abbiamo aggiunto un quarto, concordato con la controparte, sul numero di imprese iscritte alla cassa edile che dovrebbe far scattare l’erogazione del 4% del minimo tabellare permettendo un aumento che i lavoratori vedranno nelle buste paga a partire da gennaio 2020. Inoltre è previsto un aumento dell’indennità di mensa da 7,50 euro a 8, adeguata al codice Istat previsto”.

Questo rinnovo è stato ottenuto dopo una trattativa durata 3 anni con tutte le difficoltà di un settore che stenta ancora a partire. In questo periodo nel nostro settore, il traino è rappresentato dalle ristrutturazioni di case private, grazie anche al recupero fiscale che leggi di bilancio prevedevano, e che speriamo venga reinserito nella legge di stabilità e ampliato anche per la tutela dell’ ambiente”.

 

“Oltre alla firma del contratto integrativo provinciale dell’edilizia -conclude Di Sante – stiamo lavorando per mettere in sicurezza il nostro ente bilaterale: la Cassa Edile Pesaro attenendoci ai dettami del Ccnl sottoscritto quest’anno pur mantenedo le prestazioni della stessa invariate, in attesa del nuovo Fondo nazionale San-Edil che cambierà radicalmente il modo di accedere alle prestazioni sanitarie da parte dei lavoratori.

Sul nuovo integrativo provinciale interviene anche il Segretario generale della Cgil Pesaro e Urbino Roberto Rossini.

“Dopo tanti anni questo rinnovo è molto importante – dichiara – e auspichiamo che lo stesso avvenga in tutte le realtà produttive ma in particolare nell’Artigianato dove i lavoratori non hanno un rinnovo contrattuale da oltre 10 anni”.