Interrotte le trattative per il rinnovo del Ccnl, il 21 febbraio sciopero generale del settore legno arredo industria

Venerdì 21 febbraio è in programma uno sciopero generale di 8 ore di tutto il settore legno arredo industria. La decisione è arrivata dopo la rottura delle trattative con Federlegno per il rinnovo del contratto, scaduto il 31 marzo del 2019 e che interessa circa 150 mila lavoratori. A proclamare lo sciopero sono state le commissioni e consulte unitarie del settore legno di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, che si sono riunite questa mattina a Milano. “L’abbandono del tavolo delle trattative da parte di Federlegno, avvenuto nel corso dell’incontro di ieri, è un atto gravissimo che dimostra lo scarso valore che attribuisce la controparte alle relazioni industriali”, hanno dichiarato i segretari nazionali Pascucci, Federico e Fiorucci. “Negli 11 incontri svolti in 8 mesi di trattativa – proseguono – abbiamo sempre dimostrato la nostra disponibilità nel trovare soluzioni condivise alle esigenze delle imprese, senza avere mai avuto risposte positive su nessun titolo della nostra piattaforma. Federlegno, da parte sua, ha dimostrato dal primo momento la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro. Proporre l’aumento smisurato della precarietà con percentuali ben oltre i limiti di legge, la stagionalità fuori controllo e rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro denota una mancanza di buon senso da parte di Federlegno che è per noi inaccettabile. Inoltre mancano ancora le risposte su temi a noi cari come ambiente e sicurezza, formazione, diritti, bilateralità, welfare e aumenti retributivi. Su questi ultimi c’è stata solo la conferma del modello, senza nessuna certezza sulla quantità. È per questi motivi – concludono i segretari nazionali di Feneal, Filca, Fillea – che il 21 febbraio è in programma lo sciopero generale di tutto il settore, con modalità che definiremo nei prossimi giorni, mentre inizieranno da subito attivi e assemblee in tutti i luoghi di lavoro”. Sull’interruzione della trattativa da parte di Federlegno sono intervenuti anche i segretari generali delle tre categorie, Panzarella, Turri e Genovesi: “Altro che relazioni industriali partecipative, altro che scommettere sulla qualità del prodotto e sull’innovazione, altro che investimenti per sostenere le imprese più serie e competitive. Per Federlegno – accusano i sindacalisti – le aziende italiane del mobile e arredo possono vincere nel mondo solo aumentando precarietà e sfruttamento. I dirigenti della nostra controparte, come bambini capricciosi, quando al tavolo di trattativa hanno capito che avrebbero dovuto confrontarsi nel merito e che non avrebbero ottenuto quella totale precarizzazione dei rapporto di lavoro richiesta, hanno preso il pallone e se ne sono andati. Un comportamento irresponsabile e gravissimo che non possiamo tollerare”, concludono segretari generali delle tre categorie.

Sciopero Legno Industria

  • ore 9:00
    • Concentramento in Piazza della Libertà (palla di Pomodoro)
  • ore 10:00
    • Corteo (Viale Repubblica – Viale don Minzoni – Piazzale Matteotti – Via S. Francesco d’Assisi – Piazza del Popolo)
  • ore 11:00
    • Interventi delegati e lavoratori delle regioni partecipanti
  • ore 12:00
    • Per le segreterie nazionali Feneal Filca Fillea, conclude GIANNI FIORUCCI Segretario Fillea Cgil nazionale

Per il rinnovo del CCNL LEGNO ARREDO INDUSTRIA 2019 – 2022, scaduto il 31 marzo 2019, SCIOPERO di 8 ore venerdì 21 febbraio 2020

Nell’ultimo incontro del 9 gennaio, dopo 8 mesi di trattative FEDERLEGNO ARREDO ha deciso di abbandonare il tavolo.
Negli 11 incontri le nostre delegazioni di FENEAL, FILCA, FILLEA hanno sempre dimostrato ampia disponibilità a trovare soluzioni condivise senza avere risposte positive su nessun titolo della nostra piattaforma.
Federlegno ha ha dimostrato la volontà di perseguire un modello di impresa basato non sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità e sul benessere organizzativo, ma sulla riduzione dei costi e su una gestione unilaterale dell’organizzazione del lavoro.

FEDERLEGNO ha chiesto:
Art. 30 contratto a tempo determinato e somministrazione
  • l’aumento delle percentuali di contratti a termine e somministrazione oltre i limiti di legge
    • fino al 40 % dei lavoratori a tempo determinato e somministrazione a termine, occupabili nella singola azienda senza limiti interni tra le due tipologie (il D.lgs 81/2015 prevede 20% termine e 30 % complessivo tra termine e somministrazione a termine)
    • Numero dei lavoratori da prendere a riferimento per il calcolo su base annuale (l’art. 23 del D.lgs 81/2015 prevede che il calcolo venga fatto sul numero di avoratori in forza al 1 gennaio o al momento dell’assunzione – attualmente il CCNL prevede su base semestrale)
  • l’introduzione senza limiti della causale Stagionalità sui contratti a termine sulle seguenti attività:
(già previste dalle norme)
    • Lavorazioni boschive e forestali,
      Fabbricazione di imballaggi a contatto con alimenti,
      Allestimenti fiere, stands e decorazioni, cartellonistica
      Fornitura con o senza posa di palchi di attrezzature per lo spettacolo e per audio-video,
(ultima proposta)
    • Segherie di prime lavorazioni,
    • Fabbricazione e installazione di tende e ogni altra schermatura solare zanzariere,
    • Fabbricazione di edifici castomizzati su ordinazione e/o commesse
    • Lavorazioni di estrazione, selezione e stagionatura del sughero naturale, sughero per plance, sugheraccio, sugherone, fabbricazione di articoli in sughero, di manufatti, agglomerati e granulati e di isolanti in sughero, fabbricazione di turaccioli comuni o da spumanti,
    • Fabbricazione di giostre e altalene per uso sterno,
    • Fabbricazione di specifici mobili per esterno/giardino,
    • Fabbricazione e istallazione di articoli per l’arredo urbano in qualunque materiale (panchine, recinzioni etc.),
    • Fornitura con o senza posa di tende temporanee e di architetture tessili

con durata massima di 8 mesi a contratto su anno solare.
rimettendo in discussione anche la loro proposta iniziale di considerare il numero di lavoratori stagionali nell’ambito della percentuale individuata dal contratto (l’art. 23 del D.lgs 81/2015 prevede che le attività stagionali sono prive di limiti numerici)

Art. 19 ORARIO DI LAVORO in regime di FLESSIBILITA’
  • di rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro del 24 luglio 2018

    eliminando “Resta comunque inteso che le modalità di recupero di prestazione e di effettuazione dei riposi compensativi proposti dovranno trovare la condivisione di entrambe le parti con apposite verbale” e che le ore di recupero della maggiore prestazione siano accantonate in banca ore e fruite con le metodologie definite dall’art. 25 del presente CCNL e compatibilmente alle esigenze tecnico produttive dell’azienda

Proposte di FEDERLEGNO su nostra piattaforma
Sanità integrativa

Propone l’obbligo del contributo a carico delle aziende in cambio della bilateralità del fondo escludendo altri settori e rivendicando il protagonismo nella gestione.

AUMENTI RETRIBUTIVI

Federlegno dopo i primi due incontri dove aveva affermato la criticità a confermare il modello a doppia pista salariale che garantisce aumenti oltre l’inflazione, oggi apre alla conferma del sistema Senza però avanzare proposte di cifre economiche.

Previdenza complementare

Ha annunciato una ipotesi che prevede un aumento del contributo sia per l’impresa che per i lavoratori di 0,30 % a differenza di quanto abbiamo realizzato in tutti gli altri rinnovi dove abbiamo ottenuto l’aumento solo a carico delle imprese.

Banca ore solidale
4 ore per ogni 8 cedute
EGR Aumento dell’importo

PROPOSTE di FENEAL, FILCA, FILLEA per il Rinnovo del CCNL LEGNO ARREDO INDUSTRIA 2019 – 2022
CONTRATTI A TERMINE E SOMMINISTRAZIONE ART. 30

Non riteniamo giusto aumentare le percentuali previste dalle norme per i contratti a termine e somministrazione perché sono già alte rischiando di aggravare ulteriormente la precarietà nel settore.
Al contrario, come fatto negli altri CCNL rinnovati da FENEAL,FILCA, FILLEA, vorremmo ridurre la precarietà per favorire i contratti stabili, con maggiori diritti, qualità e sicurezza.
Siamo disponibili a discutere l’eventuale aumento % della tipologia contrattuale del contratto a termine, a fronte di una compensazione di pari misura sulla somministrazione.

STAGIONALITA’

Pur essendo contrari all’introduzione di ulteriore CA, FILLEA proclamano
stagionalità nel settore, proponiamo una commissione che lavori ad una proposta durante la vigenza contrattuale.
In alternativa siamo disponibili a introdurre da subito questa causale riducendo l’elenco proposto, ricomprendendo il numero di lavoratori stagionali nella % massima stabilita dal CCNL, prevedendo il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori (informativa preventiva e monitoraggio), limitando ad un periodo più stringente il contratto, migliorando le norme per esercitare il diritto di precedenza nelle assunzioni future da parte dei lavoratori coinvolti, offrendo loro anche ulteriori protezioni sul welfare contrattuale.

FLESSIBILITA’ DEGLI ORARI DI LAVORO ART. 19

Non riteniamo giusto rimettere in discussione l’accordo di interpretazione autentica sulla flessibilità degli orari di lavoro faticosamente raggiunto il 24 luglio 2018.
In particolare il punto imprescindibile della condivisione con la RSU, attraverso il verbale, dei periodi di recupero.

SANITA’ INTEGRATIVA

Chiediamo l’esigibilità del contributo al fondo di sanità integrativa ALTEA per tutti i lavoratori

PREVIDENZA COMPLEMENTARE

Sciogliere la correlazione tra contributo delle aziende e dei lavoratori, lasciando liberi gli stessi di aumentare il versamento in base alle proprie possibilità.

AUMENTI RETRIBUTIVI

Positivo aver ottenuto la conferma del modello a doppia pista ma vogliamo risposte concrete sulla quantità economica della prima tranche di aumento dei minimi senza verifiche.
Considerando che l’inflazione per i prossimi anni sarà bassa insistiamo nella nostra proposta di 60 € al primo livello in aggiunta alle due verifiche di gennaio 2021 e 2022.

MANCANO ANCORA RISPOSTE ALLA NOSTRA PIATTAFORMA SU:

SALUTE E SICUREZZA e FORMAZIONE
RELAZIONI INDUSTRIALI e BILATERALITA’
ROL, TURNI, STRAORDINARIO, ANZIANITA’
BENESSERE ORGANIZZATIVO
CLASSIFICAZIONE
DIRITTI (maternità, part time, congedi, ecc)

No all’aumento della precarietà e alla riduzione dei diritti
PER UN CONTRATTO NAZIONALE CHE RIDISTRIBUISCA RISORSE ADEGUATE
AI LAVORATORI, CHE SCELGA E DIFENDA LA QUALITA’ DEL LAVORO
CHE GARANTISCA UN FORTE SISTEMA DI RELAZIONI INDUSTRIALI
NELL’OTTICA DELLA PARTECIPAZIONE E DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO
FENEAL, FILCA, FILLEA proclamano
lo SCIOPERO di 8 ore del settore LEGNO ARREDO INDUSTRIA il giorno venerdì 21 febbraio 2020

Ennesima aggressione al personale di Adriabus

Luca Polenta (Filt): “Episodio grave, chiediamo più controlli”

PESARO – Sabato scorso, otto febbraio, nelle vicinanze di Carpegna (località Bronzo di Mercatale), due controllori che stavano svolgendo il proprio lavoro di verifica titoli di viaggio (sulla linea 45), intorno alle 14:00, si sono imbattuti in un ragazzo sprovvisto del regolare biglietto, il quale, alla richiesta di fornire le generalità, ha dato in escandescenza con spintoni, invettive e sputi a uno dei controllori. Poi il giovane ha raggiunto la porta di uscita e si è dileguato.
Al momento non è stata sporta denuncia ma per il segretario della Filt Cgil Pesaro Urbino Luca Polenta si tratta di “Un altro episodio grave nei confronti dei lavoratori che si somma ai numerosi episodi dei mesi scorsi, nonostante gli sforzi messi in campo dal Prefetto e dalle forze dell’ordine attraverso controlli mirati e serrati volti a prevenire e reprimere questo episodi”.

La FILT CGIL chiede ad Adriabus di aumentare il personale di verifica anche al sabato in modo da garantire maggiore sicurezza ai dipendenti nello svolgimento delle loro funzioni soprattutto nelle linee più a rischio che la Filt ha spesso segnalato.
“Il problema è molto sentito – aggiunge il segretario Filt – poiché il grave fenomeno delle aggressioni è diventato una vera emergenza sociale nazionale, per tutti gli operatori front line, siano essi conducenti di autobus o personale di bordo, addetti alla verifica dei titoli di viaggio o alla vendita e assistenza dei clienti. Abbiamo rivendicato la necessità di definire uno standard di strumenti per contrastare e contenere il fenomeno delle aggressioni a tutela dei viaggiatori e delle lavoratrici e dei lavoratori del TPL- prosegue- attivando un tavolo di confronto con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, proponendo degli allestimenti per garantire livelli minimi di sicurezza sugli autobus.
La FILT CGIL, inoltre, ritiene necessaria una adeguata protezione del posto guida attraverso porte anti-sfondamento, sistemi di chiamata di emergenza, video sorveglianza a circuito chiuso, dotazione di rilevamento satellitare su tutti i mezzi”.

Brunella Spaccazocchi alla guida del patronato Inca Cgil col sorriso

– Il patronato Inca Cgil Pesaro e Urbino ha una nuova responsabile: Brunella Spaccazocchi, fanese, eletta lunedì scorso dal Direttivo della Cgil provinciale al posto di Silvia Cascioli, attualmente segretaria confederale.
All’Inca Cgil provinciale si rivolgono migliaia di lavoratori ogni anno per tutte le pratiche relative in particolare ai rapporti con l’Inps. Un punto di riferimento fondamentale per i diritti di tutti anche dei non iscritti al sindacato.
“Ho accettato questo incarico -ha detto -perché credo di essere un valore aggiunto che, come chi mi ha preceduto, può apportare all’organizzazione buone idee per raggiungere ottimi risultati. Il lavoro che svolgerò da qui in avanti rappresenta una sfida con dei risultati da raggiungere e quando mi hanno proposto di diventare la nuova responsabile provinciale del patronato della CGIL, anche se un po’ timorosa, ho sorriso”.
“Lavorerò molto per la collaborazione con il resto della nostra organizzazione -ha aggiunto- e, perché no, cercando di accrescere l’egregio lavoro finora svolto da chi mi ha preceduta. Dobbiamo cavalcare l’onda del cambiamento, come l’apertura del Governo ai tavoli di confronto con i sindacati, perché l’aria di cambiamento deve essere uno stimolo per costruir ponti e non muri”.
A Brunella le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro dalla Cgil Pesaro Urbino.

E’ scomparso il compagno Pierino Amedano, il cordoglio della Cgil e dello Spi

Lo Spi Cgil e la Cgil Pesaro Urbino esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia di Pierino Amedano scomparso improvvisamente all’età di 89 anni, giovedì scorso a Pergola dove abitava.
Pierino, all’inizio degli anni ’50, come molti altri conterranei, fu costretto a emigrare e a trovare lavoro nelle miniere del Belgio. Vi rimase fino agli anni ’80 quando da pensionato, tornò nella sua città di origine.
Per la Cgil, Pierino aveva mantenuto rapporti costanti con i nostri connazionali in Belgio e rappresentato le istanze dei pensionati tornati dall’estero.
“Pierino ci ha raccontato cosa ha significato partire, lasciare la propria terra e la propria famiglia per poi lavorare in miniera assieme a numerosi altri emigrati”, ricorda Catia Rossetti, segretaria dello Spi Cgil provinciale.
Per il 60° anniversario della strage di Marcinelle, la Cgil e lo Spi hanno realizzato un video con le testimonianze degli ex minatori della nostra provincia, tra le quali c’è anche la testimonianza di Pierino

I funerali si svolgeranno domani 18 gennaio alle 15.15 nella Cattedrale di Pergola.

Incontro pubblico sul tema delle “esternalizzazioni” dei bancari

Lunedì 20 gennaio, alle 17.30 nella sala Di Vittorio della Cgil provinciale

PESARO – Il lavoro nelle banche dal punto di vista dei dipendenti e il problema delle esternalizzazioni. Sono i temi proposti dalla Fisac Cgil Pesaro Urbino (Federazione dei lavoratori del credito) che organizza un incontro, lunedì 20 gennaio, alle 17.30, nella sala Di Vittorio della Cgil di Pesaro, al quale partecipano dirigenti sindacali delle banche: Mps, Unicredit e Intesa, che in questi anni sono ricorse a consistenti esternalizzazioni dei lavoratori sollevando l’opposizione e le critiche del sindacato.

“Abbiamo deciso di organizzare questo incontro perché l’utilizzo delle esternalizzazioni (outsourcing) – spiega Paola Tacconi segretaria generale Fisac Cgil provinciale – è sempre più diffuso e proprio di recente, nelle Marche, a Pesaro e a Jesi, il Gruppo Ubi ha esternalizzato 70 lavoratori”.

Alla Monte dei Paschi di Siena, con un accordo sindacale che la Fisac si rifiutò di firmare perché ritenuto illegittimo, nel 2012, vennero esternalizzati ben 1066 lavoratori. A distanza di anni, i tribunali hanno disposto il reintegro dei lavoratori che avevano intentato causa contro la banca, la quale ora si vede costretta a reintegrarli.

All’incontro di lunedì 20 gennaio si discute su quanto accaduto in queste banche. Per Monte dei Paschi intervengono Stefano Carli segretario nazionale del Gruppo Mps, Giacomo Forni della segreteria nazionale Mps e Paola Tacconi segretaria generale Fisac Cgil Pesaro. Per Unicredit interviene il segretario provinciale Fisac Cgil Ancona Antonio Polidori e Mario Cipollini coordinatore regionale Fisac- Intesa.

“E’ bene ricordare che la legge 30 del 2003 – aggiunge Paola Tacconi – ha legittimato l’utilizzo dell’outsourcing che permetto di ‘liberarsi’ dei lavoratori come fossero una qualsiasi merce di scambio essendo ceduti senza il loro consenso dalla società che li ha assunti ad un’altra società. Le aziende che esternalizzano hanno il vantaggio di continuare a controllare le attività, ma si liberano del fastidio di essere la controparte dei dipendenti dando vita a un modello organizzativo del sistema produttivo di impronta fortemente neoliberista e dal 2003 in poi, con l’abrogazione della legge 1369 del 1960 (la quale sanciva che il datore di lavoro era colui che avesse effettivamente utilizzato le prestazioni lavorative) e le modifiche all’art.2112 del codice civile, il lavoro può essere separato dall’impresa”.

Fp Cgil: nuovo sportello di tutela e consulenza legale per i pubblici dipendenti

PESARO – A partire da gennaio 2020, la Funzione pubblica della Cgil Pesaro e Urbino ha aperto un nuovo servizio interamente dedicato ai dipendenti pubblici. Si tratta di uno sportello di consulenza legale e di tutela al quale possono rivolgersi lavoratrici e lavoratrici del settore pubblico.
Si trova a Fano, presso la sede della Cgil in via Roma, e vi si accede su appuntamento telefonico al numero: 348.3701717.
Il servizio garantisce la tutela grazie anche alla consulenza legale di un avvocato esperto di diritto del lavoro e in particolare del lavoro pubblico.
Vania Sciumbata, segretaria generale della Fp Cgil Pesaro Urbino, spiega come negli ultimi anni anche nel settore pubblico siano aumentate le segnalazioni su abusi, mobbing oppure discriminazioni di genere.
“Poco tempo fa il Tribunale di Pesaro – aggiunge-ha emanato due sentenze contro le discriminazioni di genere e a tutela della maternità grazie alla segnalazione al nostro sportello.
“Pensiamo che con questo servizio – conclude – la Fp Cgil possa tutelare meglio i lavoratori e le lavoratrici dato l’alto tasso di vertenzialità del settore pubblico”.

Discriminazioni di genere: il Tribunale dà ragione alla Cgil

PESARO – Nelle scorse settimane il Tribunale di Pesaro ha emanato due importanti sentenze che fissano fondamentali principi in termini di lotta alle discriminazioni di genere.
Le questioni decise dal tribunale riguardano due procedimenti speciali previsti dalla legge sulla tutela delle pari opportunità (art. 38 d.lgs 198/2006).
Su due distinti ricorsi depositati a tutela di due lavoratrici iscritte alla CGIL e patrocinate dall’avvocato Virgilio Quagliato, il tribunale di Pesaro ha accordato, la tutela prevista in caso di discriminazione indiretta che si ha quando, a prescindere dalla volontà, un datore di lavoro mette i lavoratori di un determinato sesso in posizione di svantaggio.
La legge dispone che il Giudice debba, al termine di un processo speciale con termini abbreviati, eliminare ogni ostacolo e, laddove dimostrato, disporre il risarcimento del danno. Nei casi decisi dal Tribunale è stato ritenuto costituire discriminazione indiretta il non rinnovare i contratti a termine alle persone in maternità ovvero il disporre una lavoratrice, al rientro dalla maternità, in orari di lavoro differenti non solo da quelli osservati precedentemente osservati ma anche differenti dalla residua forza lavoro senza che vi siano particolari motivazioni a sostegno.
“Elemento da non trascurare – commenta Roberto Rossini Segretario generale della CGIL di Pesaro e Urbino (nella foto)- è che le due vicende attengono una al mondo del lavoro pubblico e l’altra al modo del lavoro privato, applicando il medesimo principio, senza operare alcuna distinzione in merito al differente contesto lavorativo, facendo prevalere il diritto alla tutela dalla discriminazione di genere rispetto ad ogni altra condizione di contesto, produttivo, di mercato o di servizio. Dall’altra le due sentenze sono particolarmente importanti perché riaffermano che la condizione di maternità, non può e non deve essere vissuta nel mondo del lavoro e in generale nella nostra società come un problema dal quale liberarsi oppure operare decisioni lesive nel percorso professionale delle lavoratrici al rientro nel luogo di lavoro. Importanti sentenze dunque tanto più nel nostro Paese dove ancora le differenze salariali e contributive tra uomini e donne sono fortissime e sempre più accentuate, e dove la condizione di maternità è ancora l’evento che condiziona pesantemente le scelte di carattere professionale delle donne che troppo spesso sono costrette a scegliere di lasciare il proprio lavoro oppure di optare la dove è possibile per un rapporto di lavoro part- time, con tutte le conseguenze anche di carattere previdenziale che tali decisioni inevitabilmente a normativa invariata comporta

Europa e lavoro: incontro con Susanna Camusso

Con Susanna Camusso, sabato 11 gennaio, nella sala Di Vittorio della CgilPesaro si è svolto un incontro sul tema del lavoro e delle politiche economiche e sociali in una prospettiva internazionale, europea e non solo, per allargare lo sguardo alle vicende sovranazionali che tanto incidono anche sulla nostra economia. Analisi e proposte discusse con Susanna Camusso responsabile del Dipartimento politiche internazionali della Cgil, Roberto Rossini e Daniela Barbaresi segretari,rispettivamente, della Cgil Pesaro Urbino e Cgil Marche. Una occasione per approfondire la complessità della attuale fase politica italiana europea e mondiale dove le sfide più importanti partono dalla consapevolezza, come sottolineato da Susanna Camusso che ci sono paesi dove la democrazia è fragile e quando la democrazia è fragile non può esserci uno sviluppo equilibrato. I venti di guerra sono la dimostrazione che il sovranismo dei paesi del blocco di Visegrad in Europa e le grandi potenze guidate da Trump, Putin, Erdogan sono la conseguenza di scelte sbagliate dell’Europa che non è mai stata unita di fronte a scelte arbitrarie e pericolose che stanno alimentando vecchie e nuove guerre a partire da quella del Golfo in realtà mai cessata. Un’analisi che parte anche dalla consapevolezza che il multilateralismo europeo non viene praticato a discapito di tutta l’Unione dove i paese pù forti preferiscono il bilateralismo. E in questi scenari davvero complicati crescono le disuguaglianze, senza che ci sia una linea condivisa da e valida per tutti i Paesi dell’Unione europea. Sfide nuove che attendono il sindacato europeo e italiano, nel quadro confuso di scelte basate su idee e concetti del capitalismo e della globalizzazione che finora hanno portato un arretramento sul piano dei diritti in nome di una crescita che non c’è e che non potrebbe da sola sciogliere i nodi delle disuguaglianze, dello sfruttamento e del lavoro.

Europa, lavoro e ambiente: doppio appuntamento con Susanna Camusso

PESARO – Doppio appuntamento sabato 11 gennaio con Susanna Camusso che sarà a Pesaro in mattinata e a Fano nel pomeriggio.
Alla 9.30, nella sala Di Vittorio della Cgil provinciale in via Icaro, Susanna Camusso già segretario generale nazionale della Cgil, responsabile delle politiche internazionali parlerà di Europa e lavoro. Delle politiche del lavoro comunitarie nel confronto con la nuova Commissione europea oltre a Susanna Camusso parleranno Roberto Rossini segretario generale Cgil Pesaro e Daniela Barbaresi segretaria generale Cgil Marche.
Con questo incontro la Cgil Pesaro vuole approfondire i temi del lavoro e delle politiche economiche e sociali nel quadro complesso dell’Unione europea ma di importanza fondamentale per la crescita e lo sviluppo degli anni a venire.
Nel pomeriggio, alla Mediateca di Fano, alle 17:00, Susanna Camusso interverrà alla tavola rotonda dal titolo “Greta e le altre” -un libro scritto da Fulvia Degl’Innocenti che partecipa alla tavola rotonda organizzata da Cgil, Spi Cgil e varie associazioni tra le quali Emergency, con il patrocino dall’assessorato all’Ambiente del Comune.
Si parlerà del libro e di “ambiente”, un tema “globale” e oggi più che mai prioritario dal quale dipende il futuro dell’intero Pianeta.