Lavoratori dei Centri per l’impiego mobilitati oggi (lunedì 7 novembre) a Roma, con Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, per difendere posti di lavoro e servizi all’occupazione.

A quasi due anni dalla pessima riforma delle province e ad un anno dai decreti attuativi del Jobs Act, la situazione dei centri per l’impiego anche nel nostro territorio provinciale è giunta davvero al limite.
Il 31 dicembre scadranno le convenzioni con le regioni, quindi anche con la nostra, poi il nulla.

Nulla si sa dei 35 precari dei centri per l’impiego (circa 1/3 del personale) il cui contratto scadrà a fine anno e, se va bene e se saranno confermate le risorse in Legge di Stabilità, vedranno il contratto ancora prorogato per un anno. Per non parlare delle enormi incertezze legate agli esiti del referendum del 4 dicembre da cui dipende anche il futuro delle politiche attive per il lavoro nel nostro paese.

Nella riforma è infatti previsto che le competenze sulle politiche per il lavoro torneranno allo Stato, a oltre vent’anni dalla riforma che aveva portato in capo alle regioni tali competenze, quelle sulla formazione professionale resteranno, come ora, alle regioni, commettendo così un errore grave quello cioè di dividere ciò che per sua natura dovrebbe essere gestito in maniera unitaria. In più lo Stato potrà, a sua discrezione, attribuire di nuovo alle regioni con un bilancio in pareggio i servizi all’impiego.

Si tornerà ai vecchi uffici di collocamento?
Che cosa diventerà l’ANPAL, l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive per il Lavoro, nata, si fa per dire, con il Jobs Act ma che a tutt’oggi non è operativa?
Pari a ZERO sono le risorse aggiuntive con cui quest’ultima dovrebbe operare in un paese con un tasso di disoccupazione tragicamente vicino al 12% e con un rapporto operatori dei centri per l’impiego/disoccupati mediamente pari a 1 ogni 400.

Nella nostra provincia, che conta 18.600 disoccupati (dato Istat 2015) e 30 operatori dedicati, il rapporto è addirittura 1 a 600.
Quali politiche attive si possono fare in queste condizioni?
Nessuna, oggettivamente nessuna.

La situazione dei centri per l’impiego è più simile a quella di un fortino assediato, nonostante l’impegno e la professionalità di chi ci lavora.
In tutto ciò la Regione Marche, cui sono stati assegnati transitoriamente i servizi, non investe, anzi, ignora e quasi sembra sopportare questa situazione “a scadenza”.
Interlocutori pressoché assenti, il tutto mentre i bisogni crescono e restano senza risposta: politiche di attivazione e di inserimento, in particolare per i soggetti fragili, lotta alla dispersione scolastica, inserimento lavorativo dei disabili sul quale questa provincia vantava la migliore esperienza regionale, oggi a rischio, formazione e reinserimento lavorativo per disoccupati, orientamento al lavoro nelle scuole e nelle università.
Fino ad arrivare a questioni organizzative interne, procedure e programmi, insomma il caos.

Come più volte abbiamo denunciato, è stata deleteria la scelta di allontanare dal territorio la programmazione e la condivisione delle scelte su lavoro e formazione, cancellando le commissioni provinciali per il lavoro nelle quali le parti sociali, le istituzioni locali e i servizi, in questo territorio sicuramente, hanno sempre avuto un dialogo proficuo.

Ora tutto viene deciso nelle stanze della Regione, in commissione regionale lavoro arrivano bandi e progetti a valere su Fondi Strutturali Europei già pronti e impacchettati, il disinvestimento sulle strutture pubbliche appare, in questo senso, del tutto funzionale al totale affidamento ai privati dei servizi per il lavoro e della formazione professionale.

Certamente il disegno politico è nazionale: la Regione, in questo senso, si adegua in silenzio.
Per questo la mobilitazione nazionale unitaria dei lavoratori e delle lavoratrici dei centri per l’impiego, cui parteciperà anche un gruppo di lavoratrici e lavoratori della nostra provincia, ha per noi il significato di tendere la mano e di lanciare un messaggio ai tre milioni di disoccupati del nostro paese.

Per chi ha visto il bellissimo film di Ken Loach in questi giorni nei cinema, in Italia i tre milioni di Daniel Blake e gli operatori dei centri per l’impiego sarebbero alleati contro la precarietà e contro una inutile burocrazia.

Pesaro, novembre 2016.
La Segretaria Generale CGIL Pesaro Urbino – Simona Ricci
Il Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL Pesaro Urbino – Roberto Rossini
Cgil Pesaro

Facebooktwitter