Dati Inps elaborati dall’Ires Cgil Marche. Il commento di Simona Ricci segretaria generale CGIL Pesaro Urbino

A marzo le ore di CIG in provincia di Pesaro e Urbino ammontano ad un 863mila: 387mila di CIG ordinaria, 471mila di CIG straordinaria e 5mila ore di CIG in deroga; rispetto a marzo 2015 le ore di CIG sono triplicate in conseguenza dell’importante aumento della CIG ordinaria e straordinaria.

Se si considera il valore totale di ore autorizzate nel primo trimestre 2016 (1,3 milioni di ore) viene in rilievo una riduzione complessiva (-25,1%) rispetto al primo trimestre 2015 che si estende a molti settori produttivi ad eccezione di quello chimico (+39% rispetto al primo trimestre 2015) e del calzaturiero (+61,9% rispetto al primo trimestre 2015).
Infine, osservando l’evoluzione delle ore di CIG da gennaio ad oggi vengono in evidenza l’aumento della CIG ordinaria e straordinaria ed il deciso calo, tra febbraio e marzo, della CIG in deroga.

Di seguito alcune delle principali evidenze per ogni tipologia di cassa relative al primo trimestre 2016.
CIG ordinaria: rispetto al primo trimestre 2015 il numero di ore complessive è aumentato del 38% con incrementi diffusi a tutti i principali settori
CIG straordinaria: rispetto al primo trimestre 2015 le ore complessive sono cresciute del 30,6% (+51,7% il comparto meccanica, ore triplicate in chimica e più che raddoppiate nel calzaturiero)
CIG in deroga: rispetto al primo trimestre 2015 le ore complessive sono diminuite in modo rilevante complessivamente e in tutti i principali settori.

Dati_Cig_iTrimestre2016Per Simona Ricci, segretaria generale della Cgil Pesaro e Urbino: “dopo un 2015 di incertezza normativa dovuto al Jobs Act e al passaggio al nuovo, e più penalizzante sia per le imprese che per i lavoratori, sistema di ammortizzatori sociali, il dato della Cassa ordinaria e straordinaria ha ripreso a crescere in maniera importante, soprattutto in termini di volumi, nel legno e nella meccanica, ma anche parte del terziario è in profonda sofferenza.
La Cassa in deroga diminuisce ma solo perché è in una fase transitoria ed è in via di estinzione come ammortizzatore.
Le imprese con meno di 5 dipendenti, a tutt’oggi, sono prive di qualsiasi sostegno in caso di riduzione dell’attività o di riorganizzazione e ristrutturazione.
Infatti, come hanno dimostrato i dati Istat 2015 sul mercato del lavoro nel nostro territorio, l’occupazione crolla e i disoccupati aumentano in misura esponenziale.
Tutto ciò, a nostro giudizio, ha solo un nome: rischio desertificazione produttiva.
Si sono resi i lavoratori più deboli, con il Jobs Act, e in assenza di una seria politica industriale e di sviluppo, territori come il nostro, caratterizzati da una miriade di piccole imprese e da pochissime medie e grandi imprese, rischiano un pericoloso declino”.

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