Polizia Municipale: i sindacati chiedono al Comune garanzie sulle mascherine

Pesaro, 8 aprile 2020 – I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno inviato una lette aperta al Direttore generale del Comune di Pesaro, al responsabile del Personale e al Comandante della Polizia municipale sulla distribuzione di mascherine ai dipendenti della polizia locale che sembrerebbero assolutamente inefficaci rispetto al rischio contagio per questi lavoratori che svolgono la loro attività a stretto e diretto contatto con la popolazione.
“Apprezziamo l’iniziativa del Comune di Pesaro per consentire la distribuzione di mascherine chirurgiche alla popolazione – dicono – strumenti sicuramente utili per il contenimento dell’emergenza e riteniamo indispensabile anche un intervento per garantire il necessario approvvigionamento per il personale dell’ente che, in ragione dei compiti propri della polizia locale, ha contatto frequente e ravvicinato con la popolazione”.
Tuttavia, i sindacati affermano di aver ricevuto numerose segnalazioni (e foto) di queste mascherine che suscitano molti dubbi.
“Chiediamo pertanto di avere conferma della congruità dei Dpi oggi distribuiti al personale – scrivono- indicazioni sulla provenienza e la certificazione necessaria che ne garantisca la qualità”.
Fp Cgil Cisl Fpl e Uil Fpl aggiungono anche la richiesta per gli agenti della Municipale di uno screening sierologico.

Bonus 600 €: i chiarimenti del consorzio nazionale CAAF CGIL

Con l’apertura del sito INPS per la presentazione delle domande “Congedi COVID-19” (congedi per autonomi e gestione separata) o per ottenere l’indennità “600 euro” prevista per determinate categorie di lavoratori, si sono intensificate le richieste di assistenza e consulenza rivolte ai nostri uffici.

Rammentiamo che l’indennità “600 euro”, prevista per il mese di marzo, è riservata a determinate categorie di lavoratori in possesso dei requisiti, ed è stata estesa ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro sulla base dei requisiti fissati dal Decreto interministeriale Ministero dell’economia e delle Finanze e Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in corso di pubblicazione in G.U..

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Affitti: il problema è qui e ora

Pesaro, 3 aprile 2020 – Il segretario del Sunia Pesaro e Urbino (Sindacato inquilini) l’avvocato Gabriele Belfatto interviene sul tema degli affitti a nome di quegli inquilini che non possono pagare il canone.
“Abbiamo letto con attenzione il resoconto delle associazioni dei proprietari che hanno dichiarato la propria volontà ad applicare i futuri provvedimenti del Governo – scrive -, ma per gli inquilini morosi a causa delle ricadute economiche dell’emergenza coronavirus finora non abbiamo visto alcun provvedimento. Per loro il futuro è oggi, qui e adesso.
Il decreto Cura Italia ha affrontato il tema delle famiglie che pagano il mutuo “prima casa” ma ha ignorato chi non riesce a pagare l’affitto a fine mese. Come Sindacato inquilini chiediamo alle associazioni dei proprietari una scelta di buon senso da non procrastinare in attesa di provvedimenti futuri. Ci sembra giusto al momento trovare un accordo per limitare i costi dei canoni di locazione oppure per sospendere eventuali sfratti. In piena emergenza coronavirus è molto più appropriato collaborare per trovare insieme tutti gli strumenti necessari affinché nessuno resti indietro e si trovi ad affrontare il problema della casa, in un momento molto delicato dove la priorità è la salute e la prevenzione dei contagi
Il Sunia è fin d’ora disponibile ad affrontare la problematica con le associazioni dei locatori e nel contempo a prestare tutela ai conduttori per fronteggiare situazioni di crisi in atto”.

Spi e Cgil mettono in guardia gli anziani da truffe e false collette

Cgil e Spi: non aprite la porta a chi dice di raccogliere soldi a nome del sindacato

Pesaro, 3 aprile 2020 – Le truffe a danno delle persone più fragili come gli anziani non sono mai mancate e adesso c’è anche chi si approfitta dell’emergenza coronavirus per spillare soldi alle persone più ingenue e in buona fede.
“Ci è stato riferito – scrivono Spi e Cgil Pesaro Urbino – di persone che stanno rubando soldi chiedendo offerte a nome del sindacato per aiutare a fronteggiare l’epidemia con un aiuto in denaro. Queste persone suonano il campanello e chiedono i soldi. E’ accaduto a Fano e potrebbe accadere in altri comuni. Per questo invitiamo tutti a non aprirle la porta perché Spi e Cgil mai hanno raccolto soldi in questo modo. Diffidiamo chiunque usi le nostre sigle per estorcere denaro e invitiamo le persone che sono state raggirate a segnalarci altri episodi e a denunciare il furto a carabinieri o polizia.

Pubblico impiego: molti enti non rispettano i decreti sull’emergenza covid

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl scrivono al Prefetto di Pesaro Urbino

Pesaro, 2 aprile – La Funzione Pubblica Cgil Pesaro Urbino, la Cisl Fp e la Uil Fpl hanno scritto una lettera al Prefetto, al Presidente della Provincia e ai sindaci del territorio per denunciare la mancata applicazione del Dpcm e degli altri decreti ai dipendenti della pubblica Amministrazione,

Per i sindacati del pubblico impiego ci sono numerosi casi di enti che disattendono quanto indicato dai Dpcm e dai decreti riguardanti il contenimento dell’epidemia da Coronavirus rispetto alle modalità di funzionamento della pubblica amministrazione.

“In questo contesto – scrivono – vari enti si rifiutano di applicare l’art 87 del Dl18 del 17 marzo 2020 che prevede: l’utilizzo dello “smart working” come forma ordinaria di funzionamento della pubblica amministrazione: l’individuazione di servizi indifferibili, l’utilizzo di strumenti quali ferie pregresse, congedo, banca ore, rotazione e anche l’esonero dal servizio con riconoscimento della retribuzione

Da tempo le organizzazioni sindacali insistono perché le norme di riduzione delle presenze fisiche negli uffici, salvaguardati i servizi essenziali a tutela dei cittadini, siano applicate.
“Purtroppo è sfuggito a molti amministratori –concludono – quanto la priorità in questo contesto, debba necessariamente essere il diritto alla salute dei lavoratori”.

Nuovi ricoveri all’ospedale di Urbino senza l’esito dei tamponi

Emergenza Covid-19 Fp Cgil e Cisl Fp parlano ennesimo errore della direzione medica: intervenga la direzione generale di Auser Marche

Pesaro, 1 aprile  – Solo una settimana fa le organizzazioni Sindacali Fp Cgil e Cisl Fp Pesaro Urbino avevano denunciato la diffusione del covid – 19 tra i degenti e gli operatori sanitari nel reparto di Medicina Generale dell’ospedale di Urbino a causa di una gestione impropria di alcuni pazienti ricoverati nonostante erano ancora in attesa di tampone.

Dopo quel disastro la direzione di Area Vasta e la direzione medica avevano riorganizzato la gestione del reparto ( con la Determina Dav 304/AV1 del 23/03/2020 con la suddivisione di due ali del reparto (medicina uomini e medica donne) dedicata ai degenti covid positivi per un totale di 43 posti letto poi successivamente portati a 50 e l’ala nuova del reparto (quella destinata alla geriatria) dedicata a degenti no covid per un totale complessivo di 18 posti letto.

L’errore purtroppo si sta ripetendo a Urbino perché i pazienti che accedono nuovamente dal pronto soccorso vengono trasportati lì dal sistema territoriale dell’emergenza e vengono ricoverati nei reparti cosiddetti puliti ovvero quelli no covid senza che venga effettuato preventivamente apposito tampone.

Sappiamo di nuovi recenti ricoveri nell’ala nuova della medicina dedicata ai no covid ma anche di pazienti trasportati da Pesaro per prestazioni chirurgiche/ortopediche come ad esempio la frattura di femore che vengono ricoverati nel nuovo reparto accorpato di chirurgia/ortopedia senza che venga effettuata la necessaria indagine tramite tampone o ancora peggio ricoverati nei reparti dell’ospedale di Urbino in attesa della risposta del tampone. Alcuni di questi risultano ad oggi già covid positivi.

Questi pazienti devono essere gestiti come casi potenzialmente positivi, e le precauzione devono essere le stesse utilizzate per il paziente covid positivo.
La direzione medica deve disporre immediatamente il trattenimento dei casi sospetti, e comunque in questa fase della pandemia di tutti i pazienti esterni anche se asintomatici, all’interno del pronto soccorso o altro reparto comunque isolato dagli altri reparti per il tempo necessario alla verifica dell’eventuale positività al Covod-19
E’ già elevato il numero del personale sanitario e medico assente perché risultato positivo al coronavirus e mettere a repentaglio nuovamente la salute dei dipendenti e dei degenti no covid non può avvenire con cadenza periodica perché c’è una gestione totalmente inadeguata in questa fase della pandemia.

Chiediamo alla Direzione Generale dell’Asur Marche di intervenire prontamente altrimenti verrà vanificato qualsiasi sforzo di recuperare personale sanitario e medico dalla chiusura temporanee di reparti come Psichiatria di Urbino e Cure Intermedie di Sassocorvaro, citate a titolo esemplificativo. in quanto sono le ultime a essere state chiuse.

“Senza lavoratori non ci sono le aziende”

Durissima replica dei segretari provinciali Cgil Cisl Uil al vicepresidente della Camera di Commercio Pesaro Urbino Salvatore Giordano

Pesaro, 31 marzo – Con vero stupore e senza nascondere un forte disappunto abbiamo letto le esternazioni del vicepresidente della Camera di Commercio in merito alle 508 aziende che vogliono continuare a produrre, adducendo il fatto che le loro produzioni in tutto o in parte sarebbero collegate ai cosiddetti settori essenziali.
Per noi, 508 imprese (tra l’altro ci risulta che siano ancora aumentate) che autocertificano alla prefettura la loro volontà di voler continuare sono numerici eccessive rispetto alla principale necessità economica del momento, quello di fermare al più presto possibile la diffusione dell’epidemia. Prima fermeremo la diffusione del virus prima potremo affrontare l’emergenza economica che già è in atto.
Il lavoro che stiamo tentando di fare con la Prefettura, con difficoltà, viste le ultime dichiarazioni da parte datoriale che sembrano contrastare questa azione, è proprio quello di garantire che le aziende che veramente rientrano nel DPCM 22 marzo possano operare garantendo la sicurezza dei lavoratori e le produzioni essenziali per la sopravvivenza di tutti i cittadini.
Non capiamo come il vice presidente della Camera di commercio, nell’esercizio del suo ruolo istituzionale, possa con così grande disinvoltura, mettere sullo stesso piano il diritto Costituzionale alla tutela della salute e l’interesse economico, tale da giustificare un atteggiamento semplicemente utilitaristico e ai nostri occhi irresponsabile, che fa prevalere l’interesse di parte di alcune imprese a scapito di altre. Non ci pare che con le sue dichiarazioni il vicepresidente della Camera di Commercio abbia dimostrato di garantire a tutte le parti il mantenimento di un giusto e necessario equilibrio nel rappresentare tutte le imprese del territorio e l’interesse dei lavoratori.
Forse, ricoprendo vari incarichi, il vicepresidente Salvatore Giordano, ha rilasciato dichiarazioni ,confondendo il proprio ruolo con l’altro che ancora ricopre cioè quello di direttore di Confindustria, tanto che non abbiamo ben individuato a che titolo ed in rappresentanza di chi stava parlando.
Un altro esempio che deve far riflettere rispetto alla opportunità nel nostro Paese di attribuire più ruoli e incarichi ai medesimi soggetti, esponendoli al rischio di contraddirsi e di fare dichiarazioni “imbarazzanti”, come quelle sulla necessità per i sindacati di far riaprire le aziende altrimenti gli stessi perderebbero gli iscritti.
Ricordiamo all’avvocato Giordano che in questo momento la priorità è la salute dei cittadini e parafrasando le sue parole:” senza lavoratori non ci sono imprese”
Nell’auspicare che il vicepresidente della Camera di Commercio “smentisca” il direttore di Confindustria (ovvero se stesso ) e precisi le sue parole, chiediamo al Presidente della Camera di Commercio Regionale Gino Sabatini, se la linea dell’istituzione che presiede è coerente con quella espressa dal dott. Giordano, oppure se non sia il caso che venga chiarito quale sia la posizione ufficiale della stessa.
Ribadiamo che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL continueranno a svolgere il ruolo a garanzia della salute dei lavoratori e della comunità.

Roberto Rossini Cgil Maurizio Andreolini Cisl Paolo Rossini Uil

Troppe incertezze: senza controlli sulla salute e risorse aggiuntive il personale non può reggere

La lettera di Fp Cgil e Cisl Fp al Presidente della Regione Marche, al Servizio Salute della Regione Marche, al Direttore generale AORMN e al Direttore di Asur – Area Vasta 1

Pesaro 30 marzo – Da oltre un mese Fp Cgil e Cisl Fnp stanno portando avanti una battaglia affinché tutti gli operatori sanitari della provincia di Pesaro Urbino possano lavorare in condizioni di salute e sicurezza; ci siamo battuti perché i D.P.I. fossero giustamente garantiti a tutti in quantità e qualità, ci stiamo battendo perché il monitoraggio attraverso l’esecuzione dei tamponi sul personale sanitario e socio sanitario venga effettuato immediatamente e nel rispetto del protocollo sicurezza e prevenzione sottoscritto con il ministero della Salute; abbiamo chiesto da tempo interventi, anche straordinari, per reclutare personale dipendente per l’AORMN e l’Asur Marche – Area Vasta 1 e nel contempo apprendiamo, peraltro in via indiretta, che a breve nella nostra provincia interi servizi ospedalieri verranno appaltati ed esternalizzati al privato che dovrà gestire e garantire l’assistenza a reparti dedicati a pazienti Covid-19 ( vedi Determina del Direttore Generale AORMN n. 151 del 20/03/2020 per un importo complessivo di 4,8 milioni di euro).
Pur comprendendo in generale le motivazioni che sottendono un simile provvedimento a causa dell’elevato numero di operatori sanitari assenti perché risultati Covid positivi e/o in quarantena domiciliare fiduciaria, un simile impegno economico senza alcun provvedimento tendente a compensare e/o premiare gli operatori sanitari ed il personale medico impegnato fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria quotidianamente in prima linea con il naturale aumento esponenziale sia dei carichi di lavoro sia del livello di stress psico-fisico accumulato senza dimenticare il lato emotivo e mediatico delle conseguenze della pandemia, provocherà un differenziazione sociale ed economica tra colleghi difficilmente comprensibile con le sole ragioni aziendali.
Tutto ciò premesso le scriventi sono a richiedere il pagamento con la prossima busta paga del mese di aprile oltre alle spettanze dovute dal Decreto Legge “Cura Italia”:
1. delle relative indennità articolo 86 comma 6 lettera A-B-C nonché commi 7, 8 e 9 del CCNL 21/05/2018 a tutto il personale sanitario utilizzato nei reparti covid e nei reparti potenzialmente a contatto con pazienti covid positivi;
2. tutte le ore di lavoro straordinario così come risultano dalle “timbrature” al 31/03/2020.

Inoltre in considerazione delle possibilità concesse alle aziende dai recenti DPCM e dall’art 1 del DL 18/2020 di incrementare il fondo art. 80 comma 6 del CCNL 21/05/2018 “condizioni di lavoro e incarichi”, le scriventi chiedono che per l’anno 2020 tale incremento di fondo venga destinato al personale sanitario utilizzato nei reparti covid e nei servizi/reparti potenzialmente a contatto con pazienti covid positivi.
Inoltre sono molte le domande rispetto alle quali le scriventi aspettano una celere risposta:
saranno effettuate selezioni a tempo determinato del personale infermieristico e socio sanitario per garantire i livelli essenziali di assistenza?
sarà garantito il monitoraggio del personale, strumento indispensabile per la tutela della salute e sicurezza individuale e collettiva ?
Quali servizi/reparti covid saranno affidati/esternalizzati al privato (quanto personale verrà impegnato in questi reparti, con quale minutaggio assistenziale, con quale contratto e con quale compenso effettivo ) ?
Il personale reclutato dalla protezione civile verrà impiegato nelle nostra provincia ? Anche in questo caso con quale compenso ?
Sarà attivato un piano di assistenza domiciliare che, in analogia ai modelli assistenziali già attuati in altre province (ad esempio Piacenza che effettua a domicilio controllo, tampone ed visita ecografica con prescrizioni farmacologiche ) consenta una presa in carico domiciliare dei pazienti con riflesso indiretto di decongestione delle strutture ospedaliere?
Il piano sanitario regionale, obsoleto rispetto alla realtà, verrà aggiornato e con quali prospettive e quali soluzioni?
Infine i sindacati ribadiscono di nuovo le richieste ancora a tutt’oggi senza riscontro:
1. numero di dipendenti, dall’inizio dell’epidemia ad oggi, sottoposti a tampone;
2. numero di dipendenti , dall’inizio dell’epidemia ad oggi, sottoposti ad isolamento domiciliare fiduciario risultati poi con tampone negativo;
3. numero di dipendenti , dall’inizio dell’epidemia ad oggi, sottoposti ad isolamento domiciliare fiduciario risultati poi con tampone positivo;
4. numero di dipendenti ricoverati e numero di familiari di dipendenti ricoverati e/o deceduti;
5. numero di denunce di infortunio ad oggi inoltrate alla sedi inail competenti.
Le organizazioni sindcali hanno scritto sia ad AORMN sia ad Asur Marche Area Vasta 1 segnalando le criticità e cercando di dare un contributo utile per risolvere problemi nell’ambito di questa emergenza sanitaria, le risposte spesso non sono arrivate, altre volte sono state insufficienti ed hanno lasciato trapelare insofferenza per i nostri interventi.
Abbiamo la responsabilità di rappresentare i lavoratori e garantire i loro diritti che, mai come in questo contesto, diventano elementi imprescindibili anche a tutela della salute pubblica.
Ci aspettiamo un riscontro urgente, in assenza del quale saremo costretti ad agire nelle sedi opportune ivi compreso la Procura della Repubblica.

FP Cgil di Pesaro – Urbino Cisl Fp Marche – Territorio di Pesaro e Urbino
Vania Sciumbata Alessandro Contadini

Autonomi e Somministrati e COVID-19

scarica PDF volantino autonomi  –  scarica PDF volantino somministrati

Contattaci, chiedi informazioni, resta aggiornato sulle modalità di richiesta pesaro.nidil@marche.cgil.it

Autonomi

600 euro per il mese di marzo
  • per gli autonomi e co.co.co iscritti alla gestione separata dell’INPS e che non versano ad altre casse private con piva o contratto co.co.co attivi al 23 febbraio 2020
  • per i collaboratori sportivi con un rapporto di collaborazione con una società sportiva o a.s.d. in essere al 23 febbraio 2020
  • per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione speciale dell’ago non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie ad esclusione della gestione separata INPS (rivolgersi alle rispettive associazioni di categoria per informazioni)
Indennità per congedo parentale

per 15 giorni a decorrere da 5 marzo, per autonomi iscritti INPS o in gestione separata INPS, genitori anche affidatari di figli non superiori ai 12 anni o con disabilità grave

Bonus baby sitter fino a 600€

in alternativa all’indennità di congedo, per autonomi con i requisiti del punto precedente anche se non iscritti INPS, previa comunicazione delle rispettive casse previdenziali

Blocco rate del mutuo

per 9 mesi per autonomi e liberi professionisti che autocertifichino in un trimestre successivo al 21/02/2020 calo fatturato superiore al 33% rispetto ultimo trimestre 2020

Somministrati

Attenzione! i somministrati non possono essere lavoratori di serie B. I provvedimenti del d.l. “cura italia” per i lavoratori dipendenti valgono anche per loro

Cassa integrazione

per le aziende che ne fanno richiesta per gli assunti diretti estesa anche ai somministrati o dedicata a loro se richiesta dall’agenzia

Bonus 100 euro

in busta paga per chi deve recarsi sul posto di lavoro

Congedo parentale

per 15 giorni a decorrere dal 5 marzo, per genitori anche affidatari di figli non superiori ai 12 anni o con disabilità grave

Bonus baby sitter

fino a 600 euro per i genitori anche affidatari di figli non superiori ai 12 anni o con disabilità grave

Congedo parentale non retribuito

per genitori non beneficiari di sostegni al reddito e in assenza di genitori non lavoratori, con figli tra i 12 e i 16 anni, fino alla riapertura delle scuole di ogni ordine e grado, con mantenimento del posto di lavoro.

Sospensione dei licenziamenti

per motivi economici (giustificato motivo oggettivo)

Sicurezza, questa sconosciuta (anche in epoca di pandemia)

Potremmo definire quella che stiamo vivendo una “guerra silenziosa”, se non fosse che il silenzio ogni tanto viene interrotto da sparate mediatiche, fragorose quanto inutili, da parte di personaggi che dovrebbero rappresentare le aziende e le istituzioni, ai quali più volte ci siamo rivolti come sindacati metalmeccanici per avere un dialogo alla ricerca di soluzioni comuni per far fronte alla crisi già in atto e a quella ancor maggiore che dovremo affrontare una volta passata l’emergenza sanitaria.
Come Fim Fiom Uilm ci siamo espressi più volte, non solo ai tempi del Covid 19, su quanto sia importante, oggi potremmo dire vitale, che nelle aziende si facciano investimenti per garantire la tutela della salute e sicurezza ai lavoratori e lavoratrici, ma ancora oggi, con una pandemia in corso, pur nella difficoltà di adeguarsi a decreti e protocolli in continua evoluzione, ci sembra che non ci sia nemmeno la volontà da parte di molti imprenditori a mettersi pienamente in regola, mentre apprendiamo tristemente di aziende che stanno cercando di cambiare il proprio codice Ateco o avere deroghe dal Prefetto per poter lavorare ugualmente nonostante non siano produttori di beni essenziali, mettendo a rischio la salute dei lavoratori e gli sforzi sociali fatti dai cittadini in questo periodo.
Dopo esserci rivolti alle istituzioni chiedendo di attenzionare il territorio pesarese per far rispettare le regole sulla sicurezza e tutelare la salute dei lavoratori, in tutta risposta apprendiamo dai giornali che l’Asur, di concerto con la Regione Marche, in appena 3 giorni lavorativi, ha effettuato 353 controlli tra sopralluoghi e contatti telefonici nelle aziende senza trovare irregolarità, mentre i feedback che ci arrivano dai lavoratori “in trincea” ci raccontano di fabbriche tali e quali a prima del Coronavirus, senza le adeguate misure e tutti i dispositivi di sicurezza. Del resto, se tutti si lamentano che negli ospedali mancano le mascherine, come fanno ad averle le aziende?

In questo scenario, stanno uscendo fuori tutte le fragilità del nostro sistema capitalistico, dove chi rispetta le regole è sfavorito rispetto a chi le trasgredisce, facendo concorrenza sleale, e nel quale i problemi della classe dirigente si scaricano sempre sui più deboli, mentre sarebbe il momento, a nostro vedere, di rimboccarci tutti assieme le maniche, dimenticare gli individualismi e provare a fare un salto di qualità, iniziando a rispettare le regole e soprattutto ad investire in sicurezza per tutelare la salute dei lavoratori che fanno sacrifici in prima persona per mandare avanti le aziende.

Pertanto, ora più che mai continueremo a batterci per il rispetto delle norme sulla sicurezza, come abbiamo sempre fatto, invitando le istituzioni a fare altrettanto.

Pesaro 29.3.2020