E’ scomparso il compagno Pierino Amedano, il cordoglio della Cgil e dello Spi

Lo Spi Cgil e la Cgil Pesaro Urbino esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia di Pierino Amedano scomparso improvvisamente all’età di 89 anni, giovedì scorso a Pergola dove abitava.
Pierino, all’inizio degli anni ’50, come molti altri conterranei, fu costretto a emigrare e a trovare lavoro nelle miniere del Belgio. Vi rimase fino agli anni ’80 quando da pensionato, tornò nella sua città di origine.
Per la Cgil, Pierino aveva mantenuto rapporti costanti con i nostri connazionali in Belgio e rappresentato le istanze dei pensionati tornati dall’estero.
“Pierino ci ha raccontato cosa ha significato partire, lasciare la propria terra e la propria famiglia per poi lavorare in miniera assieme a numerosi altri emigrati”, ricorda Catia Rossetti, segretaria dello Spi Cgil provinciale.
Per il 60° anniversario della strage di Marcinelle, la Cgil e lo Spi hanno realizzato un video con le testimonianze degli ex minatori della nostra provincia, tra le quali c’è anche la testimonianza di Pierino

I funerali si svolgeranno domani 18 gennaio alle 15.15 nella Cattedrale di Pergola.

Incontro pubblico sul tema delle “esternalizzazioni” dei bancari

Lunedì 20 gennaio, alle 17.30 nella sala Di Vittorio della Cgil provinciale

PESARO – Il lavoro nelle banche dal punto di vista dei dipendenti e il problema delle esternalizzazioni. Sono i temi proposti dalla Fisac Cgil Pesaro Urbino (Federazione dei lavoratori del credito) che organizza un incontro, lunedì 20 gennaio, alle 17.30, nella sala Di Vittorio della Cgil di Pesaro, al quale partecipano dirigenti sindacali delle banche: Mps, Unicredit e Intesa, che in questi anni sono ricorse a consistenti esternalizzazioni dei lavoratori sollevando l’opposizione e le critiche del sindacato.

“Abbiamo deciso di organizzare questo incontro perché l’utilizzo delle esternalizzazioni (outsourcing) – spiega Paola Tacconi segretaria generale Fisac Cgil provinciale – è sempre più diffuso e proprio di recente, nelle Marche, a Pesaro e a Jesi, il Gruppo Ubi ha esternalizzato 70 lavoratori”.

Alla Monte dei Paschi di Siena, con un accordo sindacale che la Fisac si rifiutò di firmare perché ritenuto illegittimo, nel 2012, vennero esternalizzati ben 1066 lavoratori. A distanza di anni, i tribunali hanno disposto il reintegro dei lavoratori che avevano intentato causa contro la banca, la quale ora si vede costretta a reintegrarli.

All’incontro di lunedì 20 gennaio si discute su quanto accaduto in queste banche. Per Monte dei Paschi intervengono Stefano Carli segretario nazionale del Gruppo Mps, Giacomo Forni della segreteria nazionale Mps e Paola Tacconi segretaria generale Fisac Cgil Pesaro. Per Unicredit interviene il segretario provinciale Fisac Cgil Ancona Antonio Polidori e Mario Cipollini coordinatore regionale Fisac- Intesa.

“E’ bene ricordare che la legge 30 del 2003 – aggiunge Paola Tacconi – ha legittimato l’utilizzo dell’outsourcing che permetto di ‘liberarsi’ dei lavoratori come fossero una qualsiasi merce di scambio essendo ceduti senza il loro consenso dalla società che li ha assunti ad un’altra società. Le aziende che esternalizzano hanno il vantaggio di continuare a controllare le attività, ma si liberano del fastidio di essere la controparte dei dipendenti dando vita a un modello organizzativo del sistema produttivo di impronta fortemente neoliberista e dal 2003 in poi, con l’abrogazione della legge 1369 del 1960 (la quale sanciva che il datore di lavoro era colui che avesse effettivamente utilizzato le prestazioni lavorative) e le modifiche all’art.2112 del codice civile, il lavoro può essere separato dall’impresa”.

Fp Cgil: nuovo sportello di tutela e consulenza legale per i pubblici dipendenti

PESARO – A partire da gennaio 2020, la Funzione pubblica della Cgil Pesaro e Urbino ha aperto un nuovo servizio interamente dedicato ai dipendenti pubblici. Si tratta di uno sportello di consulenza legale e di tutela al quale possono rivolgersi lavoratrici e lavoratrici del settore pubblico.
Si trova a Fano, presso la sede della Cgil in via Roma, e vi si accede su appuntamento telefonico al numero: 348.3701717.
Il servizio garantisce la tutela grazie anche alla consulenza legale di un avvocato esperto di diritto del lavoro e in particolare del lavoro pubblico.
Vania Sciumbata, segretaria generale della Fp Cgil Pesaro Urbino, spiega come negli ultimi anni anche nel settore pubblico siano aumentate le segnalazioni su abusi, mobbing oppure discriminazioni di genere.
“Poco tempo fa il Tribunale di Pesaro – aggiunge-ha emanato due sentenze contro le discriminazioni di genere e a tutela della maternità grazie alla segnalazione al nostro sportello.
“Pensiamo che con questo servizio – conclude – la Fp Cgil possa tutelare meglio i lavoratori e le lavoratrici dato l’alto tasso di vertenzialità del settore pubblico”.

Discriminazioni di genere: il Tribunale dà ragione alla Cgil

PESARO – Nelle scorse settimane il Tribunale di Pesaro ha emanato due importanti sentenze che fissano fondamentali principi in termini di lotta alle discriminazioni di genere.
Le questioni decise dal tribunale riguardano due procedimenti speciali previsti dalla legge sulla tutela delle pari opportunità (art. 38 d.lgs 198/2006).
Su due distinti ricorsi depositati a tutela di due lavoratrici iscritte alla CGIL e patrocinate dall’avvocato Virgilio Quagliato, il tribunale di Pesaro ha accordato, la tutela prevista in caso di discriminazione indiretta che si ha quando, a prescindere dalla volontà, un datore di lavoro mette i lavoratori di un determinato sesso in posizione di svantaggio.
La legge dispone che il Giudice debba, al termine di un processo speciale con termini abbreviati, eliminare ogni ostacolo e, laddove dimostrato, disporre il risarcimento del danno. Nei casi decisi dal Tribunale è stato ritenuto costituire discriminazione indiretta il non rinnovare i contratti a termine alle persone in maternità ovvero il disporre una lavoratrice, al rientro dalla maternità, in orari di lavoro differenti non solo da quelli osservati precedentemente osservati ma anche differenti dalla residua forza lavoro senza che vi siano particolari motivazioni a sostegno.
“Elemento da non trascurare – commenta Roberto Rossini Segretario generale della CGIL di Pesaro e Urbino (nella foto)- è che le due vicende attengono una al mondo del lavoro pubblico e l’altra al modo del lavoro privato, applicando il medesimo principio, senza operare alcuna distinzione in merito al differente contesto lavorativo, facendo prevalere il diritto alla tutela dalla discriminazione di genere rispetto ad ogni altra condizione di contesto, produttivo, di mercato o di servizio. Dall’altra le due sentenze sono particolarmente importanti perché riaffermano che la condizione di maternità, non può e non deve essere vissuta nel mondo del lavoro e in generale nella nostra società come un problema dal quale liberarsi oppure operare decisioni lesive nel percorso professionale delle lavoratrici al rientro nel luogo di lavoro. Importanti sentenze dunque tanto più nel nostro Paese dove ancora le differenze salariali e contributive tra uomini e donne sono fortissime e sempre più accentuate, e dove la condizione di maternità è ancora l’evento che condiziona pesantemente le scelte di carattere professionale delle donne che troppo spesso sono costrette a scegliere di lasciare il proprio lavoro oppure di optare la dove è possibile per un rapporto di lavoro part- time, con tutte le conseguenze anche di carattere previdenziale che tali decisioni inevitabilmente a normativa invariata comporta

Europa e lavoro: incontro con Susanna Camusso

Con Susanna Camusso, sabato 11 gennaio, nella sala Di Vittorio della CgilPesaro si è svolto un incontro sul tema del lavoro e delle politiche economiche e sociali in una prospettiva internazionale, europea e non solo, per allargare lo sguardo alle vicende sovranazionali che tanto incidono anche sulla nostra economia. Analisi e proposte discusse con Susanna Camusso responsabile del Dipartimento politiche internazionali della Cgil, Roberto Rossini e Daniela Barbaresi segretari,rispettivamente, della Cgil Pesaro Urbino e Cgil Marche. Una occasione per approfondire la complessità della attuale fase politica italiana europea e mondiale dove le sfide più importanti partono dalla consapevolezza, come sottolineato da Susanna Camusso che ci sono paesi dove la democrazia è fragile e quando la democrazia è fragile non può esserci uno sviluppo equilibrato. I venti di guerra sono la dimostrazione che il sovranismo dei paesi del blocco di Visegrad in Europa e le grandi potenze guidate da Trump, Putin, Erdogan sono la conseguenza di scelte sbagliate dell’Europa che non è mai stata unita di fronte a scelte arbitrarie e pericolose che stanno alimentando vecchie e nuove guerre a partire da quella del Golfo in realtà mai cessata. Un’analisi che parte anche dalla consapevolezza che il multilateralismo europeo non viene praticato a discapito di tutta l’Unione dove i paese pù forti preferiscono il bilateralismo. E in questi scenari davvero complicati crescono le disuguaglianze, senza che ci sia una linea condivisa da e valida per tutti i Paesi dell’Unione europea. Sfide nuove che attendono il sindacato europeo e italiano, nel quadro confuso di scelte basate su idee e concetti del capitalismo e della globalizzazione che finora hanno portato un arretramento sul piano dei diritti in nome di una crescita che non c’è e che non potrebbe da sola sciogliere i nodi delle disuguaglianze, dello sfruttamento e del lavoro.

Europa, lavoro e ambiente: doppio appuntamento con Susanna Camusso

PESARO – Doppio appuntamento sabato 11 gennaio con Susanna Camusso che sarà a Pesaro in mattinata e a Fano nel pomeriggio.
Alla 9.30, nella sala Di Vittorio della Cgil provinciale in via Icaro, Susanna Camusso già segretario generale nazionale della Cgil, responsabile delle politiche internazionali parlerà di Europa e lavoro. Delle politiche del lavoro comunitarie nel confronto con la nuova Commissione europea oltre a Susanna Camusso parleranno Roberto Rossini segretario generale Cgil Pesaro e Daniela Barbaresi segretaria generale Cgil Marche.
Con questo incontro la Cgil Pesaro vuole approfondire i temi del lavoro e delle politiche economiche e sociali nel quadro complesso dell’Unione europea ma di importanza fondamentale per la crescita e lo sviluppo degli anni a venire.
Nel pomeriggio, alla Mediateca di Fano, alle 17:00, Susanna Camusso interverrà alla tavola rotonda dal titolo “Greta e le altre” -un libro scritto da Fulvia Degl’Innocenti che partecipa alla tavola rotonda organizzata da Cgil, Spi Cgil e varie associazioni tra le quali Emergency, con il patrocino dall’assessorato all’Ambiente del Comune.
Si parlerà del libro e di “ambiente”, un tema “globale” e oggi più che mai prioritario dal quale dipende il futuro dell’intero Pianeta.

Firmato il protocollo di intesa sul Bilancio 2020 con il Comune di Pesaro

Pesaro – Nei giorni scorsi i segretari generali di Cgil Cisl e Uil Pesaro e Urbino hanno sottoscritto con il Comune di Pesaro il protocollo di intesa sul bilancio per il 2020.
Prevede lo stanziamento di 250 mila euro e l’impegno dell’Amministrazione a non innalzare l’addizionale Irpef (Pesaro è uno dei pochi Comuni che non ha applicato il massimo), stessa cosa per quanto riguarda la Tari.
“Sono punti qualificanti – spiega il segretario della Cgil Roberto Rossini. Inoltre il Comune, nelle linee del bilancio preventivo 2020, si è impegnato a destinare altri 250 mila euro che chiederà alla società partecipata Marche Multiservizi di mettere a disposizione per lo sostenere i costi delle bollette di luce, gas e acqua per quelle famiglie che versano in stato di difficoltà economica”.
Le modalità di accesso degli interventi verranno definite entro il mese di marzo dopo aver concordato con la stressa Amministrazione comunale i criteri. L’obiettivo è di giungere alla pubblicazione del bando entro il mese di aprile”.

Si conferma un percorso di confronto e condivisione con il Comune di Pesaro con cui negli anni sono stati sottoscritti protocolli importanti sugli stessi interventi a sostegno dei lavoratori e delle famiglie in difficoltà.

“Nello stesso protocollo abbiamo condiviso con il Comune l’importanza dei contenuti di un nuovo protocollo sugli appalti – spiega Rossini – che stiamo elaborando da qualche mese con le altre sigle sindacali confederali, le parti datoriali e diverse Istituzioni, grazie al lavoro della Prefettura che ha svolto e sta svolgendo un forte ruolo di promozione e coordinamento di tutti i soggetti; unitariamente come sindacati abbiamo ribadito la nostra partecipazione attiva nel confronto su progetto Pesaro 2030, un’agenda che comprende anche la rivisitazione urbanistica e non solo della Pesaro del futuro”.

Ma per il sindacato c’è un obiettivo ancora più grande da raggiungere e che non è contenuto nell’ipotesi di accordo 2020 sul bilancio comunale.

“E’un nuovo percorso – dice il segretario della Cgil Pesaro Urbino – per il quale lo stesso Comune si è impegnato a promuovere, a partire dal confronto con i soggetti di rappresentanza del lavoro e delle imprese, che porti ad aprire una discussione utile rispetto al consolidamento e al potenziamento dei servizi sociali nel territorio. Tale discussione avrà anche l’obiettivo di integrare in un’ottica complementare e non concorrenziale i servizi garantiti dal welfare pubblico con quelli del welfare contrattuale. Un’integrazione necessaria per rendere più organico e che rafforzerebbe il sistema del welfare, e che potrebbe arginare derive privatistiche che nessuno di noi auspica”.

Filcams Filctem Fisascat, buone le performance di Eden Viaggi anche grazie al contratto integrativo

Le organizzazioni sindacali di Filcams – CGIL, Fisascat – CISL e UILTuCS non possono che esprimere soddisfazione per le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dall’AD di Eden Viaggi.
In un periodo in cui il lavoro è alla ribalta delle cronache solo per parlare di crisi aziendali, di esuberi, di licenziamenti, ci fa piacere che nel nostro territorio ci siano aziende “che tengono” e che fanno performance oltremodo positive – questo è il commento di Longhin, Montillo e Bontà.

In una provincia come la nostra da sempre a vocazione manifatturiera, è lusinghiero, che ci sia un’azienda di un settore innovativo che investe in infrastrutture materiali e immateriali.
La crisi che dal 2008 ha colpito il nostro settore produttivo tradizionale, ci ha insegnato che chi in questi anni ha saputo innovare, investire, resistere, ora può vedere la luce in fondo al tunnel.
L’industria turistica è una rarità a Pesaro, ma ci suggerisce che il turismo è un settore su cui è necessario puntare sia in termini occupazionali che per l’economia e lo sviluppo della città.

Come organizzazioni sindacali tuttavia ci preme sottolineare che a maggio è stato rinnovato il contratto integrativo, (il precedente era stato sottoscritto nel 2017 con la vecchia proprietà) per tutti i dipendenti che grazie ai risultati positivi riportati dall’azienda, ha fatto scattare la fascia più alta del premio.
Un contratto integrativo davvero innovativo che oltre al premio di risultato prevede altri diritti per i lavoratori: part- time, flessibilità in entrata e in uscita, smart – working, ferie solidali; contrasto alla violenza e molestie sul lavoro, formazione per tutti i lavoratori e le lavoratrici.
Un contratto che nasce dalla volontà di risolvere le esigenze concrete di chi si impegna quotidianamente, che si candida da un lato ad aumentare i salari, e dall’altro a rendere più moderna l’organizzazione del lavoro.
Il valore aggiunto è averlo fatto con il sindacato, condividendo un obbiettivo comune.
Tutto ciò non era scontato, per questo pensiamo che le buone prassi vadano valorizzate, e fatte conoscere.
E’ chiaro che come organizzazioni sindacali non possiamo non essere orgogliosi di aver sottoscritto con l’azienda questo contratto integrativo, perché significa che laddove esistono relazioni sindacali solide è possibile migliorare le condizioni di lavoro sia in termini economici che di diritti.

Ci auguriamo pertanto che l’ottimo risultato economico raggiunto dall’azienda sia foriero di ulteriori passi in avanti nella contrattazione con il sindacato.

Natale amaro per i lavoratori della Item

Non c’è pace per i lavoratori della Item Srl azienda che opera nel settore delle telecomunicazioni in appalto per importanti player nazionali tra cui la Telecom, si trovano ad affrontare ormai da tempo un gravissimo disagio, dovuto all’incertezza per il futuro, ai continui ritardi del pagamento degli stipendi e alla continua mancanza di informazioni sulle prospettive aziendali. L’ azienda ormai da diverso tempo non retribuisce i lavoratori con regolarità. La situazione nell’ultimo periodo è peggiorata in quanto non abbiamo più un interlocutore con il quale discutere per affrontare le criticità sopra descritte e dare risposte ai lavoratori. Nonostante i numerosi tentativi di mediazione non abbiamo ad oggi ricevuto nessuna comunicazione che prospettasse l’apertura di un tavolo ufficiale di confronto, ed è per questo che abbiamo chiesto ufficialmente l’intervento del prefetto, della regione Marche e del sindaco di Fano al fine di portare l’azienda ad un tavolo di confronto istituzionale. Infatti nonostante l’ennesima richiesta di chiarimento in merito al pagamento degli stipendi e al mancato rispetto degli accordi sul pagamento, non solo l’azienda non ci ha dato risposte in merito alla situazione ma addirittura ha buttato benzina sul fuoco tenendo una condotta che riteniamo antisindacale e ritorsiva verso i lavoratori che va anche a ledere il diritto di sciopero sancito dalla costituzione italiana, infatti la stessa ha inviato un proprio responsabile dalla sede di Jesi per comunicare la messa in libertà dei lavoratori senza alcuna motivazione, costringerli a depositare i mezzi aziendali, che normalmente hanno in uso anche per recarsi presso le proprie dimore, aggravandone il disagio, mortificandoli moralmente e soprattutto senza dare alcuna notizia in merito al pagamento degli stipendi arretrati. Le mancate risposte, la mancanza di trasparenza e l’incertezza più totale in cui versano i lavoratori rischiano di creare un allarme sociale che a causa del protrarsi da tempo di questa situazione è diventata insostenibile per i lavoratori e per le loro famiglie. Durante l’assemblea in sciopero di oggi pomeriggio si è deciso insieme ai lavoratori lo sciopero ad oltranza, fino a quando l’azienda non si siede ad un tavolo e da garanzia e la certezza immediata a tutti i lavoratori sul pagamento degli stipendi.

Pensionati in piazza: le ragioni della mobilitazione

PESARO – Mercoledì 18 dicembre, a Pesaro, in piazzale Collenuccio, dalle 10 alle 13, si svolgerà una mobilitazione dei pensionati Cgil Cisl e Uil.
Tra le varie ragioni della protesta dei sindacati c’è la legge di bilancio che non “affronta e non risolve le tante questioni che riguardano milioni di pensionate e pensionati”, si legge nel documento sottoscritto da Catia Rossetti (segretaria generale Spi Cgil), Vittorio Calisini (Cisl pensionati) e Paolo Sacchi per i pensionati Uil.

“Nonostante si affermi continuamente il contrario, i numeri dicono che i pensionati italiani sono una categoria sociale ormai prossima alla povertà. Nelle Marche, l’importo medio di una pensione INPS di vecchiaia è di 953,12 euro mensili lordi. Quasi l’80% delle pensioni di anzianità, vecchiaia e superstiti hanno un importo inferiore a 1.500 euro mensili lordi”, aggiungono.

Queste le richieste: il ripristino di un sistema di rivalutazione delle pensioni più equo e capace di conservare il potere d’acquisto dei trattamenti,la ricostituzione del montante contributivo come base di calcolo per chi ha subito il blocco della rivalutazione negli anni precedenti, l’allargamento della platea dei destinatari della 14ma mensilità, l’adozione di un paniere ISTAT più adeguato ai consumi reali dei pensionati,
riduzione della pressione fiscale sui pensionati italiani, che oggi “subiscono” un fisco tra i più pesanti di tutta l’UE e contrasto forte e severo dell’evasione e dell’elusione fiscale.

A questi si aggiungono la completa inadeguatezza delle istituzioni nei confronti della legge sulla non autosufficienza.
I sindacati chiedono da tempo una legge a favore della non autosufficienza che riguarda 3 milioni di persone, la maggior parte delle quali sono anziane. “Una vera e propria emergenza nazionale”, sottolineano.
“Chiediamo che venga approvata una legge nazionale che definisca livelli essenziali di prestazioni sociali e socio sanitarie alle quali abbiano diritto tutte le persone in condizione di non autosufficienza. Prestazioni da finanziare attraverso un Fondo nazionale di consistenza ben diversa da quella attuale, che ammonta a circa 500 milioni di euro l’anno”.

E poi il Servizio sanitario nazionale che deve realmente garantire a tutti il diritto alla salute come stabilito dalla Costituzione.
“Per questo chiediamo l’abolizione almeno del super ticket regionale –concludono- e la riduzione effettiva dei tempi di attesa per visite, prestazioni e ricoveri in modo che a tutti i cittadini italiani siano garantiti i livelli essenziali di assistenza sanitaria, è inoltre necessario potenziare la medicina del territorio, le cure intermedie e l’assistenza domiciliare”.
Mercoledì prossimo in piazzale Collenuccio continuerà la raccolta delle firme per la legge sulla non autosufficienza.