La continuità dell’iniziativa sindacale per sostenere la “fase due” del confronto con il Governo.

Il verbale sulle pensioni sottoscritto il 28 settembre scorso tra Governo e CGIL – CISL – UIL individua interventi su diversi e importanti aspetti, introducendo soluzioni di equità prioritariamente a sostegno di alcune categorie di persone maggiormente coinvolte da situazioni di disagio e bisogno.

Le prime misure si sono concretizzate mediante la legge di bilancio 2017, con il cumulo non oneroso dei contributi versati in più fondi previdenziali, il miglioramento della normativa sui lavori usuranti, l’eliminazione delle penalizzazioni per chi ha i requisiti per l’accesso alla pensione prima dei 62 anni di età, gli interventi nei confronti degli esodati e di “opzione donna”, l’incremento e l’estensione della 14° per più di 3 milioni e mezzo di pensionati con le pensioni più basse, l’aumento della soglia di esenzione fiscale a 8.125€ per i redditi da pensione.

La successiva attivazione dell’Ape sociale e degli interventi per i lavoratori precoci rappresenta un ulteriore passo in avanti nella direzione indicata dal Verbale scritto.

Anche se i risultati finora acquisiti con l’applicazione della “Fase uno” lasciano irrisolte alcune importanti questioni, come il vincolo del licenziamento per l’accesso ai benefici in quanto disoccupati, l’introduzione del riferimento alla gravosità del lavoro, ai fini dell’accesso all’Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori e le lavoratrici precoci, costituisce un precedente importante, che nel futuro dovrà essere la base di partenza per realizzare un progressivo aumento delle tipologie di lavoro e delle mansioni considerate “gravose”, migliorando anche i requisiti minimi contributivi richiesti per l’accesso ai benefici e modificando il vincolo dei 6 anni negli ultimi 7 di lavoro svolto nell’attività gravosa.

Ora è necessario dare immediata attuazione alla “Fase due” del verbale d’intesa del 28 settembre che elenca una serie di interventi volti a rafforzare il patto intergenerazionale e l’equità del sistema previdenziale, delineando per il futuro dei giovani nuovi diritti e tutele.

La fase due prevede il confronto su rilevanti questioni:
– l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia (molto importante per i giovani, le donne ed il lavoro discontinuo o precario);
– lo sviluppo della previdenza complementare in tutti i settori di lavoro, in particolare nelle piccole e piccolissime imprese e nel pubblico impiego estendendo ai lavoratori pubblici a fiscalità incentivante dei lavoratori privati;
– la valorizzazione de lavoro di cura e della maternità;
– la differenziazione degli adeguamenti dei requisiti pensionistici alla speranza di vita in rapporto alla diversità dei lavori;
– la separazione tra previdenza e assistenza anche ai fini di una corretta valutazione e comparazione dell’incidenza della spesa pensionistica a livello comunitario ed internazionale;
– la tutela del potere di acquisto delle pensioni in essere.

In questo ambito CGIL-CISL-UIL chiedono al Governo e al Parlamento di prevedere misure che superino l’attuale meccanismo, stabilito dalla legge, di adeguamento automatico dei requisiti pensionistici all’aumento della speranza di vita ed evitino l’eventuale incremento che potrebbe verificarsi nel 2019.

Inoltre va monitorato l’impatto degli ultimi provvedimenti in materia di “esodati” e “opzione donna”, gestendo prevedibili residue problematiche rimaste ancora senza soluzione.

La Piattaforma sindacale unitaria era e rimane alla base delle nostre iniziative e, se in tempi utili rispetto alla presentazione della prossima legge di bilancio (20 ottobre), non dovessero maturare risposte adeguate, la sosterremo attraverso la mobilitazione dei lavoratori.

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