Di Roberto Rossini, Segretario generale CGIL Pesaro e Urbino.

Il miglior modo per ricordare la festa dei lavoratori è analizzare il momento, storico, politico e sociale in cui cade questo PrimoMaggio 2019.
La nostra provincia negli ultimi tre anni è stata caratterizzata da una debole ripresa sia in termini produttivi che occupazionali, ma insufficiente per recuperare i livelli pre-crisi.

Se nel 2012 la forza lavoro in provincia era costituita da 174.371 persone, nel 2017 questi si sono ridotti a 161.000 con un differenziale negativo di 13.371 unità.
Questa situazione, che ha visto comunque un trend di crescita negli ultimi tre anni, in termini qualitativi e contrattuali è stata marcatamente caratterizzata dal fatto che la stragrande maggioranza dei nuovi rapporti di lavoro ha natura temporanea e tra questi si è riscontrato negli anni un importante aumento dei rapporti di lavoro in somministrazione.
Un fenomeno inedito in termini quantitativi per la nostra provincia, anche se nell’ultimo trimestre 2018 si è assistito ad un ridimensionamento di questa tipologia contrattuale. La causa è dovuta alle ultime normative del governo in materia di contratti a tempo determinato; in diversi casi ha prodotto mancati rinnovi e dunque l’interruzione dei rapporti di lavoro in essere.

Allo stesso tempo negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un importante incremento dell’occupazione femminile, sia nel settore del turismo sia nel terziario in genere prevalentemente rappresentato dai cosiddetti “white jobs” per utilizzare un’espressione diffusa che identifica quell’ampia gamma di attività attinenti al lavoro di cura e di assistenza alla persona, ed in prevalenza con rapporti a tempo determinato.

Nell’ultimo trimestre del 2018 si è evidenziano un preoccupante calo degli occupati nei settori industriali e dalla manifattura in generale.
Purtroppo continua inesorabile il trend negativo nell’edilizia (nelle Marche nell’ultimo trimestre 2018 si sono persi altri 3200 posti di lavoro), che oggi conta in circa 35.000 persone occupate (sia lavoratori dipendenti sia autonomi).

Negativi sono anche i primi dati, seppur parziali, del 2019: nel nostro territorio evidenziano un rallentamento in termini di produzione sia verso il mercato interno che verso il mercato estero, dove a soffrire sono proprio quei comparti manifatturieri e quei mercati che hanno trainato la debole ripresa degli ultimi anni.

In questo quadro affatto esaltante va inserita l’ennesima crisi aziendale che ha investito un’azienda storica della nostra provincia, la ex PICA recentemente acquisita da un gruppo multinazionale (Terreal) che ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Pesaro e il licenziamento di tutto il personale.
Ci stiamo impegnando per scongiurare la chiusura ma abbiamo di fronte un muro di indifferenza del ministero dello Sviluppo economico al quale per settimane abbiamo chiesto l’apertura di un tavolo anticrisi. Nonostante i tanti solleciti formali e informali non è giunta alcuna convocazione.

La vertenza ex Pica oltre all’impatto negativo sulle vite di 55 famiglie, assume una grande valenza simbolica, perché di fatto pone termine a un modello di sviluppo, a una “fase storica” che ha caratterizzato il nostro sistema produttivo, che ha dato lavoro e prospettive di benessere dal dopoguerra ad oggi a centinaia di famiglie contribuendo anche a formarne la consapevolezza del proprio status civico e sindacale, nelle numerose e importanti vertenze che si sono succedute in almeno sei decadi.

Vertenza di valore simbolico perché con la chiusura dello stabilimento di Pesaro, si chiude l’ultima fornace per la produzione di materiale per l’edilizia della provincia, che tanto stride se consideriamo il terremoto che ha colpito la nostra regione e le necessità intrinseche alla fase della ricostruzione.

Il Primo Maggio 2019 cade in questo contesto, che definire incerto è quanto mai opportuno, ma che allo stesso tempo precede l’importante appuntamento con le elezioni europee.

Non a caso, lo slogan: “La nostra Europa: lavoro, diritti e stato sociale” è quello n scelto da Cgil Cisl e Uil per la manifestazione nazionale del 1 Maggio che si svolgerà a Bologna.

 

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