Lavoro e occupazione: in provincia di Pesaro e Urbino il 2016 ha mostrato ancora segnali di debolezza di tutto il tessuto produttivo.


Pur registrando una dinamica congiunturale, nel 2016, positiva per ciò che riguarda esportazioni, fatturato e ordinativi, in particolare per il mobile e la meccanica, il nostro territorio non mostra affatto segnali di ripresa sul fronte occupazionale, in linea del resto con quanto l’Istat rileva per la nostra regione. Questo perché i volumi di esportazioni e di investimenti sono concentrati su un numero molto ristretto di imprese che costituiscono ancora l’eccellenza del nostro territorio, mentre tutto il resto del sistema produttivo arranca nelle crisi.

Dal 2008 ad oggi sono scomparse oltre 4000 imprese attive nel nostro territorio provinciale, in tre anni abbiamo perso 20.000 occupati (- 12,7%, per le Marche il dato è – 1,8% per l’Italia -0,4%).

Nel manifatturiero in particolare, che costituiva e in parte lo è ancora il cuore pulsante dell’economia provinciale, abbiamo perso un terzo degli occupati, tre volte tanto il dato regionale, in termini assoluti 14.600 occupati in meno di cui la metà solo nel 2015.
È probabile, quindi, che anche il 2016 si chiuda con un dato molto pesante per ciò che riguarda il lavoro nel nostro territorio (tutti gli indicatori Istat sul mercato del lavoro nelle Marche sono negativi), con tutte le conseguenze sociali che questo comporta.

Da qui l’assoluta necessità che le istituzioni locali e le parti sociali si ritrovino per condividere nuove strategie per lo sviluppo del territorio.

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