L‘intervento del Segretario generale della Cgil Maurizio Landini alla Festa dell’Unità di Pesaro

Pesaro, 27 agosto 2021 –   Il lavoro ai tempi del Covid  è il titolo dell’incontro di ieri a Pesaro, alla festa dell’Unità, con Maurizio Landini, segretario generale nazionale della  Cgil, intervistato dal direttore del tg2 Gennaro Sangiuliano.

L’intervista inizia con una domanda sulla drammatica situazione in Afghanistan poche ore dopo l’attentato all’aeroporto di Kabul

Landini ribadisce che il concetto di esportazione della democrazia è stata un fallimento ormai sotto gli occhi di tutto il mondo. E per quanto riguarda i profughi auspica l’aperura di corridoi umanitari e che l’Europa si assuma le proprie responsabilità.

“Responsabilità” è la parola chiave della serata che tocca il tema molto dibattuto del green pass, dei vaccini e del lavoro.

La posizione della Cgil è nota e Landini respinge ogni accusa di “strizzare l’occhio ai “no vax”

Noi ci stiamo battendo fin dall’inizio affinché le persone si vaccinino;  abbiamo fatto una campagna di informazione straordinaria.

Tocca però al Governo e al Parlamento la responsabilità di fare una legge che introduca l’obbligo vaccinale.  E’ un compito che spetta a loro, lo prevede la Costituzione, dal momento che siamo ancora in stato di emergenza. Chiediamo però che ognuno faccia la sua parte e, sul provvedimento in merito alle mense aziendali, il leader della Cgil sottolinea che paragonare una mensa aziendale a un ristorante significa non capire cosa sia una mensa  e come funzioni. I lavoratori hanno diritto alla mensa e grazie ai protocolli, negli ultimi mesi, sono state messe in sicurezza.

 E’ un provvedimento sbagliato perché divisivo, e da un certo punto di vista, è il momento di arrivare anche ai tamponi gratuiti. Il green pass è uno strumento surrettizio, non è soltanto a disposizione di chi è vaccinato, è il momento che la politica introduca l’obbligo.

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Le morti sul lavoro stanno diventando una strage. Nonostante la tecnologia, sul lavoro si continua a morire come trenta o quarant’anni fa. Abbiamo sottoposto al Governo questo tema con precise richieste: non considerare la salute e la sicurezza come un costo ma come un investimento e chiesto risorse per rafforzare i controlli, aumentare il numero di ispettori e introdurre  una patente a punti per le aziende che rispettano i protocolli di sicurezza e per denunciare  quelle imprese che invece non lo fanno. Su questo tema abbiamo chiesto un incontro al presidente del Consiglio e al Governo perché si passi dalle parole ai fatti.

Mancato rifinanziamento del fondo Inps per la quarantena

Sulla circolare dell’Inps che stabilisce di non considerare più la quarantena come malattia  e la proposta di Fratelli d’Italia di reperire i soldi dal reddito di cittadinanza, Landini è categorico: no, il reddito di cittadinanza va mantenuto ed è ora di smettere di incrementare la guerra tra poveri.

 Il Rdc è’ uno strumento che va mantenuto perché significa aiutare chi si trova in difficoltà e in condizione di povertà. I soldi li trovino. Si possono diminuire le spese per le armi, combattere l’evasione fiscale.

E’ una follia che chi è costretto a rimanere in casa per la quarantena sia lasciato senza retribuzione. Le risorse si trovino dove ci sono ed è ora di fermar questa assurda competizione tra chi per vivere ha bisogno di lavorare e chi si trova in difficoltà, colpendoli due volte.

Maurizio Landini ribadisce i l’importanza degli investimenti per l’occupazione e la crescita. Basta distribuire soldi a pioggia è necessario investire su progetti che creano sviluppo e lavoro

Maurizio Landini ha inoltre ricordato l’importanza della formazione permanente dei lavoratori e in generale. La conoscenza è indispensabile e deve essere alla portata di tutti.

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