Aggiornamento – Selezione servizio civile regionale – Garanzia Giovani 2022

Aggiornamento

È stato reso disponibile il manuale dettagliato per la compilazione dalla domanda sulla piattaforma SIFORM2


È possibile presentare domanda per la partecipazione al bando di selezione per i progetti di servizio civile regionale – Garanzia Giovani 2022.

Il bando è rivolto ai giovani NEET (Not in Employed, Education and Training), in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 4 dello stesso, che hanno aderito alla nuova Garanzia Giovani (Iniziativa per l’Occupazione Giovanile – IOG) ed effettuato la “Presa in carico” presso un Centro per l’impiego della Regione Marche (www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Centri-Impiego/Contatti-Sedi-Orari).

Nel sito,

https://www.regione.marche.it/Entra-in-Regione/Servizio-Civile/News-ed-eventi/Post/86142

sono riportate tutte le informazioni in merito alle attività del progetto, il percorso formativo previsto, le informazioni sulla selezione e i requisiti richiesti.

La domanda, ESCLUSIVAMENTE per via telematica,  completa di curriculum vitae autocertificato, dovrà essere presentata, entro il 15 settembre 2022, utilizzando il sistema informatico SIFORM2:

https://siform2.regione.marche.it

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un’unica sede inserita nel progetto.

IL CANDIDATO DEVE PRESENTARSI AL COLLOQUIO PER LE SELEZIONI SECONDO LE DATE PREVISTE NEL SEGUENTE CALENDARIO:

27 SETTEMBRE – ORE 15:00  PESARO – c/o Sala Di Vittorio – Via Icaro 17
28 SETTEMBRE – ORE 10:00  FANO – c/o CDLT CGIL Fano – Via Roma 93
29 SETTEMBRE – ORE 10:00  URBANIA – c/o CDLT CGIL Urbania – Via Luzio Dolce 2
30 SETTEMBRE – ORE 10:00  MONTECCHIO – c/o CDLT CGIL Montecchio – Via Enrico Fermi 4

La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione e il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenti al colloquio nei giorni stabiliti senza giustificato motivo, è escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.

PER INFORMAZIONI SUL PROGETTO: (preferibilmente via email)

Email:
pesaro.organizzazione@marche.cgil.it

Telefono:
348 2819909

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L’Asilo del Porto – Storie da studiare e memoria da rinvigorire

L’ASILO DEL PORTO – FANO – VENERDI’ 1 LUGLIO, alle ore 21, alla TENSOSTRUTTURA DI SASSONIA.
Storie da studiare e memoria da rinvigorire.

Centocinquant’anni fa un sindaco davvero illuminato diede vita ad una dei primi “asili” della città. Era fuori della mura, nel quartiere più povero e marginale, il Porto; era aperto a tutti, ai figli delle filandaie che solo a sera erano libere di riprendersi i bambini; era aperto agli orfani o ai figli dei più poveri che non potevano certe pagare neanche la mensa.

Era un esempio di welfare di incredibile modernità, che Fano può vantare come esempio ancora oggi da imitare.

L’Asilo del Porto costruiva le fondamenta della “città dei bambini”, garantiva lo sviluppo della personalità di ognuno, poneva così le basi della futura libertà delle persone, dell’equità sociale e dello sviluppo anche economico della intera città.

Il libro è stato scritto da due bravi insegnanti in pensione, Luciana Agostinelli e Marinella Leonardi.

Lo SPI CGIL ha solo il merito di averlo “adottato”, con l’obiettivo di farlo conoscere al maggior numero di persone.

Per questo riproponiamo questo testo, di venerdì 1 luglio alle ore 21 alla Tensostruttura di Sassonia, a ridosso del mare e del Porto.

E lo accompagniamo con il coro “Canta che ti passa” e i coristi dello SPI CGIL, diretti dalla maestra Giovanna Donini e dal maestro Tomas Facchini. Il coro riproporrà l’antica cultura popolare dei nostri portolotti, canti religiosi o di lavoro, o i canti delle donne che restavano a casa sempre ansiose per mariti, padri, fratelli che erano in mare.

Interverranno, con le due autrici, il segretario SPI CGIL di Fano, Aldo Di Carlo, Tiziana Gasparini della Segreteria SPI fanese e Fausto Antonioni già Segretario CGIL Scuola di Fano.

Vogliamo infine sottolineare anche la costante sensibilità pedagogica che Fano ha sempre dimostrato, dal 1874 quando nacque l’Asilo del Porto.

Dobbiamo ricordare, la maestra Anna Marcucci Fantini e la nascita a Fano, il 4 novembre 1951, in casa della maestra stessa, del Movimento di Cooperazione Educativa. L’ispiratore del MCE era il francese Célestin Freinet, un grande pedagogista moderno, apprezzato e seguito nel mondo dell’educazione scolastica.

Fano aveva già sottolineato la straordinaria figura della maestra Fantini: le aveva intitolato una scuola a Marotta. Ma oggi, per le note vicende dei nuovi confini, la scuola è in Comune di Mondolfo.

Abbiamo pensato a quante poche vie – a Fano – portino nomi di donne; a quante statue e busti ricordino solo uomini; a quanto può essere invece piacevole ritrovare il nome di questa brava educatrice su qualche muro, piazza, via della nostra città.

Ci rivolgiamo quindi al Sindaco di Fano, raccogliendo firme e cercando sostegno, per ottenere UN SEGNO, UNA VIA, UNA SCRITTA, NELLA NOSTRA CITTA’, PER RICORDARE LA MAESTRA ANNA MARCUCCI FANTINI E LA NASCITA A FANO DEL MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA

Così racconta lo storico Rinaldo Rizzi in DARE DI SÉ IL MEGLIO – MOVIMENTO DI COOPERAZIONE EDUCATIVA. La pratica educativa di Anna Marcucci Fantini dalla scuola primaria all’università – QUADERNI DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLE MARCHE – 2001: “Fu, come detto, nella sua casa a Fano che si fecero le prime riunioni ed avvenne la formalizzazione ufficiale della CTS [Cooperativa della Tipografia a Scuola, prima denominazione del MCE-Movimento di Cooperazione Educativa], il 4 novembre dell’ormai lontano 1951. Lo Statuto sociale della “Cooperativa della Tipografia a Scuola” indicava la sua sede a Fano in viale Gramsci n. 42, dove era la sua abitazione, e sempre lo stesso recapito era riportato nei primi numeri del Bollettino della CTS.”

Giuliano Giampaoli

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Giulio Perticari 200

Il 10 Giugno 2022 alle ore 19.00 verrà inaugurata, presso le sale della Biblioteca Oliveriana, la mostra “Perticari per Pesaro. La città che cambia”, un’esposizione documentaria organizzata da
Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani Pesaro, Archivio di Stato di Pesaro – Urbino, Archivio Storico del Comune di Pesaro, Archivio Storico Diocesano, Archivio Storico Cgil di Pesaro e Urbino, Archivio Stroppa Nobili.

Una giornata scelta non a caso: il 10 Giugno 1818 venne infatti riaperto il Teatro Nuovo di Pesaro, già Teatro del Sole, oggi Teatro Rossini, restaurato proprio su impulso di Giulio Perticari.

La mostra, in occasione dei duecento anni della morte di Giulio Perticari, intende rappresentare e raccontare come la città di Pesaro sia stata modificata grazie al contributo del noto intellettuale, in relazione alle sue cariche pubbliche, ai suoi interessi intellettuali e studi e alla fama che si perpetuò anche dopo la sua morte.
L’intuizione sulla centralità della ristrutturazione del teatro, la consapevolezza del ruolo essenziale che i nuovi lavori avrebbero avuto per il superamento della grave crisi economica e sociale di quegli anni, sono una delle eredità più significative che ci ha lasciato Perticari.
La fama, proseguita nel tempo, ha inoltre stimolato altri importanti mutamenti in città: in sua memoria furono realizzati gli Orti Giulii e gli fu dedicata una statua a figura intera che lo ritrae, affiancato a Gioachino Rossini, nel centrale palazzo delle Poste, già San Domenico. Portano, inoltre, il nome Perticari una via, un palazzo, una scuola.

Attraverso la documentazione d’epoca, conservata nella Biblioteca Oliveriana, nell’Archivio di Stato di Pesaro-Urbino, nell’Archivio Storico del Comune di Pesaro, nell’Archivio Storico Diocesano, nell’Archivio Storico Cgil di Pesaro e Urbino e nell’Archivio Stroppa Nobili, si racconta la storia di questi interventi, delle idee che li hanno prodotti e dei loro protagonisti.

L’esposizione sarà visitabile dal 10 Giugno al 22 Ottobre 2022 negli orari di apertura della Biblioteca
(lun-gio 14.00-18.30; mar-mer 9.00-18.30; ven 9.00-14.00).

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Bonus 200 Euro Lavoratori Domestici

l Decreto Legge n. 50 del 17 maggio 2022 riconosce

UN’INDENNITÀ UNA TANTUM DI 200 EURO AI LAVORATORI DOMESTICI

che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro alla data del 18 maggio 2022

PER OTTENERLA È NECESSARIO CHE
LA LAVORATRICE/IL LAVORATORE
PRESENTI DOMANDA TELEMATICA ALL’INPS

DOCUMENTI NECESSARI
CARTA DI IDENTITÀ E CODICE IBAN

RIVOLGITI AL PATRONATO INCA NELLA SEDE CGIL A TE PIÙ VICINA

CAGLI Via Don Minzoni, 44
Tel 0721 781268

CALCINELLI Via Villafranca, 7/9
Tel 0721 891917

FANO Via Roma, 93/A
Tel 0721 830388

FERMIGNANO Via Giuseppe Mazzini, 1
Tel 0722 331967

FOSSOMBRONE Via Giganti, 16
Tel 0721 740606

GABICCE MARE Via Berlinguer, 27
Tel 0541 833313

LUCREZIA Viale Della Repubblica, 35
Tel 0721 876116

MACERATA FELTRIA Via Pitino, 10
Tel 0722 74129

MAROTTA Via Litoranea, 152
Tel 0721 968983

MONTECCHIO Via Enrico Fermi, 4
Tel 0721 490536

PERGOLA Via Marconi, 4
Tel 0721 735729

PESARO Via Gagarin, 179
Tel 0721 4201

PESARO – CENTRO Galleria dei Fonditori (IperCOOP)
Tel 0721 67941

PESARO – VILLA FASTIGGI Via Valerio, 3
Tel 0721 282066

URBANIA Via Luzio Dolce, 2
Tel 0722 319579

URBINO Via Battista Sforza, 249
Tel 0722 350565

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Pensioni 2022 vigenti nella provincia di Pesaro e Urbino

Dati Inps elaborati da Ires Cgil Marche (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici)

Pesaro, 5 maggio 2022 – Sono 117 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’INPS nella provincia di Pesaro Urbino, e di queste 61 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 51,9% del totale), 9 mila sono le pensioni di invalidità (7,7%), 22 mila le pensioni ai superstiti (18,9%), quasi 4 mila le pensioni/assegni sociali (3,3%) e 21 mila sono le prestazioni a invalidi civili (18,3%). E’ quanto emerge dai dati dell’INPS sulle pensioni vigenti nel 2022 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’IRES CGIL Marche.

Dal 2018 il numero delle pensioni complessivamente erogate nella provincia è diminuito del 2,8%, pari a circa 2 mila prestazioni in meno.

L’importo medio mensile delle pensioni vigenti nella provincia di Pesaro Urbino è di 837 euro lordi, con valori medi che variano dai 1.115 euro delle pensioni di vecchiaia ai 429 euro delle pensioni e assegni sociali.
L’importo medio delle pensioni di vecchiaia nella provincia è il più alto delle Marche (42 euro mensili in più della media regionale) ma di molto inferiore a quello nazionale ( -171 euro lordi).
Significativa è la differenza tra uomini e donne relativamente all’importo della pensione di vecchiaia: se i primi percepiscono 1.387 euro lordi, le donne arrivano a 775 euro, pertanto queste ricevono mediamente 612 euro in meno ogni mese (-44,1% rispetto agli uomini).

Nella provincia di Pesaro Urbino oltre 74 mila prestazioni pensionistiche, pari al 63,1% del totale, sono inferiori a 750 euro al mese: dunque, 2 pensionati su 3 percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà. Anche da questo punto di vista si confermano notevoli differenze di genere: gli uomini con pensioni fino a 750 euro sono il 43% del totale, mentre per le donne tale percentuale sale al 78,3%.

Per Loredana Longhin, segretaria generale Spi provinciale: “Da questo quadro emerge in maniera chiara quanto la situazione che vivono le pensionate sia difficile, soprattutto per quelle che sono sole, che vivono le difficoltà più pesanti per l’inflazione che galoppa in tutti i settori quotidiani, dalla luce, al gas, ai prodotti alimentari fino ai farmaci”.
Per questo è necessario lavorare per colmare questo divario di genere, e la prima cosa che chiediamo è il riconoscimento del lavoro di cura perché molte donne hanno svolto compiti e mansioni di importanza fondamentale per la famiglia e per la società ma questo sacrificio non è riconosciuto a livello previdenziale. Fino a che il divario economico fra pensionati e pensionate sarà di questo tenore, vivremo discriminazioni inaccettabili anche nell’ambito della terza e della quarta età.
Infine, il decreto aiuti che ha stanziato 200 euro ai lavoratori e pensionati sotto i 35 mila euro è una boccata d’ossigeno anche se insufficiente a contrastare con efficacia la crescita dell’inflazione. Tuttavia, è positivo che il governo abbia finalmente compreso che la fascia di reddito da sostenere è quella sotto i 35 mila euro; quanto sta accadendo, purtroppo, conferma che le ragioni del nostro sciopero del 16 dicembre scorso, erano ben motivate. La riforma fiscale tutt’ora in discussione non può non tenere conto della realtà che è sotto gli occhi di tutti”.

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