Lavoratori somministrati sanità: incontro con il presidente della Regione Francesco Acquaroli

Martedì 17 gennaio ad Ancona. Nidil Pesaro e Urbino: “riconosciuta la premialità Covid

Pesaro, 18 gennaio 2023 – La battaglia dei lavoratori somministrati Randstand, prima in forze presso ASUR Area Vasta 1 e dal 31 dicembre in forze presso AST 1 di Pesaro e Urbino, è arrivata in Regione.

Martedì 17 gennaio, si è svolto un incontro alla Regione Marche con il presidente Francesco Acquaroli (foto), i sindacati e una delegazione di lavoratori. 

L’incontro è stato proficuo e abbiamo affrontato sia la questione della cosiddetta “premialità Covid” che quella del futuro dei lavoratori all’interno della sanità nella riorganizzazione tra Asur – della Marche Area Vasta 1 e Marche Nord.

Sulla premialità Covid, l’Amministrazione regionale ha riconosciuto che in passato c’è stato un errore di comunicazione al Ministero della Salute che ha portato a questa mancanza e si è presa l’impegno di trovare una soluzione, di concerto con l’Azienda sanitaria e l’Agenzia per il lavoro, al fine di compensare questa perdita economica subita dai lavoratori.

Per quanto riguarda l’organizzazione della sanità l’Ente ha ribadito la volontà di innalzare il tetto di spesa per il personale (in accordo con il dicastero), anche se in sede di legge di Bilancio, la proposta è stata bocciata dal ministero dell’Economia, bloccando di fatto, sempre secondo l’amministrazione regionale, le nuove assunzioni tramite concorso.

Grazie al lavoro intercategoriale svolto con la Funzione Pubblica Cgil, siamo riusciti a ottenere gli elementi per integrare il dibattito e chiedere al presidente della Commissione Sanità regionale  Nicola Baiocchi  di concentrare le verifiche sul tetto della spesa del personale che nella nostra provincia non ci risulta utilizzato appieno.

Questo primo risultato è frutto del lavoro dei sindacati e dei lavoratori che rappresentiamo.  Grazie alla mobilitazione e all’attenzione della politica verso questo problema (ricordiamo l’impegno delle consigliere regionali Vitri e Ruggeri) e del sindaco di Urbino Maurizio Gambini, le nostre istanze sono arrivate alla Regione Marche.

Siamo soddisfatti del lavoro svolto finora e continueremo ad essere aperti al confronto, al dialogo e a vigilare sull’evoluzione della vicenda. Al termine dell’incontro con il presidente Acquaroli, abbiamo assunto l’impegno di continuare il confronto e di discutere al più presto anche con la direzione della Ast provinciale”.

Andrea Orazi

Segretario generale Nidil CGIL Pesaro Urbino

 Barbara Berardinelli

Rsa Nidil CGIL lavoratori somministrati  

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Carburanti: gli aumenti eccessivi dei prezzi pesano sulle tasche dei cittadini

Ferconsumatori:“Lo sconto sulle accise va ripristinato, ma serve una riforma strutturale della tassazione”

Torna sul tavolo del Consiglio dei ministri la questione del caro-carburanti, mentre nei distributori si registrano andamenti discordanti dei prezzi. Alcuni, infatti, forse anche per effetto dell’annuncio di controlli della GdF, hanno deciso di ridimensionare un poco l’aumento eccessivo dei prezzi che avevano praticato dopo l’abolizione dello sconto sulle accise, decisa improvvidamente e unilateralmente dal Governo, altri, invece, proseguono imperterriti ad applicarli al di sopra del livello tollerabile.

Oggi, secondo i dati riportati da Quotidiano Energia, la benzina si attesta mediamente a 1,82 euro al litro per il self, il diesel a 1,877. Stando alle segnalazioni ricevute, non mancano, soprattutto lungo la rete autostradale, distributori che applicano per la benzina prezzi al di sopra di 1,95 euro al litro e di 2,30 euro al litro per il diesel.

Questi sono prezzi ben al di sopra del livello su cui si dovrebbero attestare, al di là dell’applicazione piena dell’accisa, il cui sconto è terminato il 31 dicembre, soprattutto se si comparano ai prezzi praticati in passato con condizioni simili a quelle attuali nei mercati petrolifero e valutario. Infatti, secondo i dati dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tenendo conto sia dell’andamento delle quotazioni dei prodotti petroliferi, sia dell’andamento del cambio Euro/Dollaro, la benzina oggi dovrebbe costare almeno 8 centesimi di meno al litro e il gasolio ben 19 centesimi in meno.

Questo comporta un aggravio annuo, in termini diretti, per ciascun automobilista che effettua un rifornimento di 2 pieni al mese, di 96 euro nel caso della benzina, di 228 euro per il diesel. A ciò si aggiungono le gravi ricadute indirette che gli aumenti dei carburanti determinano sull’andamento dei prezzi dei beni (trasportati per oltre l’86% su gomma) e dei servizi, che secondo le nostre stime ammontano a circa 126 euro annui di spesa in più per famiglia.

I calcoli sono effettuati al netto della tassazione e mettono in evidenza come le speculazioni siano in atto da tempo, in forma più o meno acuta, come noi da mesi denunciamo, invocando, purtroppo inascoltati, la costituzione di appositi Osservatori territoriali per il monitoraggio e il contrasto del fenomeno: il ripristino pieno delle accise non fa che peggiorare una situazione già insostenibile.

Perciò non basta mettere in campo controlli a tappeto, pur necessari sin da prima, ma servono provvedimenti urgenti e adeguati per calmierare i prezzi dei carburanti e farli tornare alla normalità. Un’azione su più fronti, che riproponga, anche in maniera temporanea, lo sconto sulle accise, che stride fortemente con certe misure della manovra come quelle prese a favore dei club calcistici di Serie A o come l’iniqua flat-tax per le partite IVA e che metta nell’agenda di governo una seria riforma della tassazione sui carburanti fondata su 3 punti fondamentali:

  • eliminazione di quote di accisa obsolete e ingiustificate, che portano il livello di tassazione italiano molto al di sopra degli altri Paesi europei;
  • introduzione dell’accisa mobile, in grado di autoregolarsi al ribasso quanto le quotazioni dei prodotti petroliferi oltrepassino una soglia stabilita;
  • scorporo dell’accisa dall’applicazione dell’IVA sui carburanti, l’ingiusta tassa sulla tassa.

Attraverso quest’azione combinata sarà possibile contenere in maniera significativa i prezzi dei carburanti e ridurre una tassazione che, oggi, arriva addirittura a circa il 60% del costo complessivo del carburante.

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CGIL: i numeri dei congressi di categoria provinciali

Nella foto il congresso dello Spi Cgil provinciale

Pesaro, 21 dicembre – Con il congresso del sindacato pensionati Cgil (Spi) di martedì 20 dicembre che ha visto la conferma della segretaria generale Lilli Gargamelli, si conclude la “maratona” congressuale delle categorie CGIL della provincia di Pesaro e Urbino in vista del congresso confederale che si terrà a Pesaro il 12 e 13 gennaio.

Sono quasi 11.000 i lavoratori e le lavoratrici coinvolti nelle oltre 600 assemblee di base che si sono svolte negli ultimi mesi in tutto il territorio.

Sono 16, in totale, i congressi delle categorie provinciali, compresi quelli delle leghe Spi di Pesaro, Urbino, Fano e Fossombrone mentre la Fisac Cgil (la categoria dei lavoratori del credito) terrà suo congresso il 10 gennaio prossimo.

Al termine delle assise, le assemblee generali di Filcams (lavoratoridel commercio e del terziario) di Nidil (lavoratori precari) e della Funzione Pubblica hanno eletto i nuovi segretari generali che sono, rispettivamente, Roberto Fiscaletti, Andrea Orazi e Davide Del Fattore.

Oltre a Lilli Gargamelli, sono stati riconfermati i segretari generali della Filctem (chimici, vetro, elettrici e tessile) Andrea Piccolo, della Flai (lavoratori del settore agro-alimentare) Giovanna Gennarini, della Fiom (metalmeccanici) Fabrizio Bassotti,  della Filt (sindacato trasporti) Luca Polenta, della Fillea (legno-edilizia) Giuseppe Lograno, della Slc (settore della comunicazione) Francesco Nalli e della Flc (il sindacato della scuola) Tuscia Sonzini

L’appuntamento è dunque per il 12 e 13 gennaio a Pesaro con il congresso confederale provinciale mentre il XIX congresso della Cgil nazionale si terrà a Rimini dal 15 al 18 marzo 2023.  

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Una manovra sbagliata: il 15 dicembre sciopero generale e presidio alla Rivacold

Cgil e Uil conto la legge di Bilancio: alle 13 presidio davanti allo stabilimento dell’azienda di Montecchio

Pesaro, 13 dicembre 2022 –  Giovedì 15 dicembre Cgil e Uil della provincia di Pesaro e Urbino organizzano un presidio davanti ai cancelli della Rivacold a Montecchio (Vallefoglia)  in occasione dello sciopero proclamato  dalle due Confederazioni nazionali  contro la manovra di Bilancio 2023.
“I sindacati, oltre a bocciare la manovra, chiedono di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro per recuperare almeno una mensilità, e introducendo un meccanismo automatico di indicizzazione delle detrazioni all’inflazione (cosiddetto recupero del drenaggio fiscale); di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai CCNL un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali; di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo; una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività; la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà; la rivalutazione delle pensionirisorse per il diritto all’istruzione, per la sanità che ha affrontato e sta affrontando gli effetti drammatici della pandemia; di cancellare la legge Fornero e introdurre: l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi”.

Queste, in sintesi, le richieste di Cgil e Uil.

La manifestazione è prevista per le ore 13.00. Parleranno i lavoratori, le lavoratici e i segretari confederali delle due organizzazioni sindacali.

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Alla Benelli Armi eletta la prima Rsu tra i lavoratori interinali

Un risultato importante che premia il lavoro in sinergia di Nidil e Fiom per la tutela di tutti i lavoratori

Pesaro, 9 dicembre 2022 – Stesso lavoro, stessi diritti e stessa rappresentanza. Mercoledì scorso alla Benelli Armi di Urbino di Urbino Nidil Cgil ha eletto tre componenti della Rsu tra i lavoratori interinali. Per la prima volta in tutto il territorio provinciale, il lavoro svolto dalla Fiom e

Nidil ha portato ad un risultato importante.

“Direi che è un risultato straordinario – commenta Valentina D’Addario, segretaria provinciale di Nidil –  la prima elezione della Rsu tra lavoratori somministrati ci ha permesso di eleggere tutti e tre i candidati, grazie al lavoro di sinergia svolto con la Fiom in questi ultimi due anni.

La partecipazione al voto è stata altissima: 103 votanti su 120 aventi diritto.

E’ palese la voglia di partecipazione e di costruire una rappresentanza unitaria anche dei somministrati – aggiunge – che possa portare le esigenze e il punto di vista specifico della loro condizione atipica di lavoro all’azienda.

Serve una rappresentanza stabile di questi lavoratori e siamo soddisfatti del risultato ottenuto nella costruzione di una relazione sindacale anche per questi lavoratori. E’ un punto di partenza per lavorare insieme e dare voce a chi lavora per le agenzie, una voce spesso trascurata. Noi proveremo a replicare questo modello anche in altre aziende del territorio provinciale”.

 “Il ricorso sfrenato da parte delle aziende di lavoratori interinali   – spiega il segretario della Fiom Pesaro e Urbino Fabrizio Bassotti –  ci ha spinto a cercare di tutelare al meglio questa tipologia di lavoratori che non può contare su un contratto di lavoro stabile.  Per noi, il contratto a tempo indeterminato è l’obiettivo principale ma cerchiamo di rivendicare assieme a Nidil anche i diritti di chi questo contratto non ce l’ha.   Nasce da questa necessità la collaborazione e il lavoro comune svolto fino ad ora. 

Avevamo già ottenuto una permanenza alla Biesse spa (azienda leader per la produzione di macchine per la lavorazione del legno) di Nidil e Fiom, ma con l’elezione della Rsu alla Benelli Armi possiamo dire che il nostro impegno sta portando dei risultati molto significativi che devono assolutamente essere estesi in tutte le aziende metalmeccaniche con un numero significativo di personale in somministrazione”.

Buone pratiche, dunque.

“Sappiamo che la situazione occupazionale sta dando segnali preoccupanti e non solo nel nostro territorio – aggiunge Roberto Rossini, segretario generale della Cgil Pesaro Urbino -. La tutela dei posti di lavoro e dei diritti di tutti gli addetti a prescindere dalla tipologia contrattuale deve essere l’obbiettivo primario del sindacato.

 Il lavoro svolto in sinergia tra le categorie dei lavoratori ‘stabili’ e dei lavoratori precari (in questo caso Fiom e Nidil) quando si svolge con impegno costante e voluto, premia l’azione del sindacato nella tutela dei più deboli. Questo obiettivo è fondamentale per la nostra Camera del Lavoro”.

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15 Dicembre – Sciopero regionale

Sciopero regionale di 4 ore, giovedì 15 dicembre

Una legge di bilancio sbagliata

Cosa c’è dentro?

  • premia gli evasori
  • aumenta la precarietà (voucher)
  • non sostiene salari e redditi da lavoro
  • riduce tutele e diritti
  • non rivaluta tutte le pensioni
  • non prevede misure previdenziali adeguate
  • non affronta le politiche industriali ed energetiche

Cosa vogliamo

  • aumento delle retribuzioni attraverso il taglio della tassazione anche delle tredicesime e miglioramento dei contratti e accordi di secondo livello
  • flessibilità di accesso alla pensione con attenzione ai lavori usuranti
  • contrasto all’evasione fiscale, sanità e welfare più forti e più vicini alle persone
  • innovazione e sviluppo sostenibile

Presidio

giovedì 15 dicembre – ore 13:00
davanti allo stabilimento Rivacold
Via Sicilia 7 – Vallefoglia

Articolazione dello sciopero

Ultime 4 ore di ogni turno di lavoro

Turno del mattino: dalle ore 10:00 alle ore 14:00 del 15 dicembre

Turno del pomeriggio: dalle ore 18:00 alle ore 22:00 del 15 dicembre

Turno della notte: dalle ore 02:00 alle ore 06:00 del 16 dicembre

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Manovra: inconcepibile e dannoso l’innalzamento a 60 euro della soglia per i pagamenti con Pos

“Se verrà approvata inviteremo i cittadini a non effettuare acquisti e a non fruire delle prestazioni da parte degli esercizi che limitano la loro libertà di scelta”

Pesaro, 29 novembre 2022 –  Ancora critiche alla manovra di bilancio da Federconsumatori nazionale e provinciale che giudicano negativamente l’innalzamento a 60 euro della soglia per i pagamenti con Pos e annunciano che verrà resa pubblica la  mappatura di tutti gli esercizi che non accettano il pagamento sotto la soglia di 60 euro.

“Sono molte le carenze e le incongruità della manovra di bilancio del Governo, che abbiamo sottolineato nei giorni scorsi. Ma, leggendone il testo completo, sono sbucate fuori altre misure pessime, come quella che modifica la soglia minima dei pagamenti Pos, quella sotto la quale sarà consentito all’esercente rifiutare un pagamento tracciabile.

Finora esercenti e attività di impresa o professionali erano tenuti ad accettare i pagamenti a mezzo Pos, con tanto di sanzione amministrativa, introdotta dal 30 giugno 2022, pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore del pagamento elettronico rifiutato. Una misura che già avevamo giudicato insufficiente, dal momento che l’importo della sanzione era esiguo, poco più che simbolico.

Anziché migliorare la norma e renderla più efficace nella lotta all’evasione e ai pagamenti in nero, il Governo ha pensato invece di inserire nella bozza della Legge di bilancio lo stop all’obbligo del Pos per i pagamenti sotto i 60 euro.

In questo modo, quindi, gli esercenti o i liberi professionisti potranno rifiutare pagamenti con carte di credito, prepagate, bancomat e qualsiasi forma di pagamento digitale, pretendendo dai clienti il pagamento in contanti, senza essere soggetti ad alcuna sanzione.

Una misura che esalta chiaramente il rischio di facilitare l’evasione fiscale, così come del resto viene fatto con la norma che innalza il tetto ai contanti fino a 5.000 euro.

Così, mentre nel resto d’Europa e del mondo si incentiva l’utilizzo della moneta elettronica, in Italia torniamo all’età della pietra, obbligando i cittadini a pagare in contanti, incuranti persino del fatto che l’eccesso di moneta circolante contribuisce ad aumentare l’inflazione, tanto più nel momento in cui si va verso gli acquisti natalizi.

La troviamo un’operazione inconcepibile e dannosa per l’intera economia, assunta nel momento più sbagliato. Ecco perché invitiamo esercenti e professionisti al buon senso: consentire ai cittadini di pagare con la modalità a loro più comoda è un segno di civiltà.

Una volta entrata in vigore la norma, se non vi sarà un rinsavimento da parte del Governo, chiederemo ai cittadini di collaborare a stilare una mappatura, che renderemo pubblica su tutti i nostri siti, degli esercizi e attività che non accettano il pagamento con Pos sotto la soglia d’obbligo e inviteremo i cittadini a non effettuare acquisti e a non fruire delle prestazioni da parte degli esercizi che limitano la loro libertà di scelta.”

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Manovra: misure ancora inadeguate

Federconsumatori: “per aiutare le famiglie servono misure più mirate e consistenti”

Pesaro, 25 novembre 2022 – Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla manovra di bilancio da 35 miliardi: un insieme di misure ancora insufficienti ad affrontare la grave situazione che vivono le famiglie e tutto il Paese.

Se, da un lato, si mantiene una continuità con le misure del governo precedente, salvandone l’essenziale, dall’altro si compiono scelte orientate al facile consenso, per rispondere in parte alle promesse fatte in campagna elettorale, dando una forte impronta identitaria all’intera manovra.

Nella sostanza, però, alle famiglie andrà ben poco: non c’è traccia delle rateizzazioni lunghe delle bollette, né della sospensione dei distacchi per morosità per gli utenti domestici. Sul fronte dell’energia si prolunga il taglio degli oneri di sistema, ma solo fino al 31 marzo, mentre da dicembre calerà lo sconto sulle accise dei carburanti: il taglio sulla benzina passerà da 30,5 centesimi a 18,3, ma non c’è traccia di una riforma strutturale delle bollette che le associazioni dei consumatori propongono da tempo.

Il taglio del cuneo fiscale è positivamente destinato ai lavoratori, ma è solo temporaneo. Poteva essere reso più ampio in questa difficile fase che le famiglie attraversano. Resta a nostro avviso necessario il taglio delle aliquote IVA, almeno sui beni essenziali: da tempo sollecitiamo il Governo ad una seria riforma in questo campo ma si è persa ancora l’occasione.

Nella manovra ci sono misure incongruenti con gli intenti dichiarati di aiuto ai più deboli come l’abrogazione del reddito di cittadinanza in piena crisi, nel periodo meno adatto per farlo. Sarebbe stato forse più appropriato qualche correttivo e maggiori controlli piuttosto che la sua riduzione ed eliminazione senza vere, efficaci alternative. Oltre a ciò, troviamo non solo inutile, ma anche dannoso, tranne che per gli evasori, l’innalzamento della soglia del contante a 5.000 euro.

Manca del tutto all’appello una voce relativa alla sanità, sulla quale pesa la proiezione della riduzione degli stanziamenti già prevista dal Nadef. È invece una priorità rafforzare il SSN, soprattutto alla luce della forte risalita dei casi di Covid, nonché della pesante rinuncia da parte delle famiglie alla spesa per la prevenzione, a causa delle precarie condizioni economiche diffuse.

Federconsumatori Pesaro e Urbino

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Artigianato Informa

Contributo energia elettrica 2022

Cos’è

Il fondo mette a disposizione un contributo di 100 euro a favore delle lavoratrici e lavoratori titolari del contratto di fornitura di energia elettrica per i costi sostenuti nel 2022. I l contributo è erogato una tantum per nuclei familiari con un ISEE fino a 15.000 euro, e sarà riconosciuto anche se il titolare del contratto di fornitura elettrica è intestato al coniuge/convivente. La domanda potrà essere presentata entro e non oltre il 31/01/2023

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda (ultima busta paga)
  2. Dati Richiedente
  3. Copia della fattura/bolletta fornitura energia elettrica.
  4. Attestazione ISEE in corso di validità.
  5. Dichiarazione sostitutiva stato di famiglia
  6. Dati per pagamento (Banca e Iban)
  7. Documento Privacy (Compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM, via I° Maggio 142/C 60131 Ancona

Assegno allo studio

Cos’è

Contributo di 400 euro al conseguimento del diploma di maturità con votazione minima di 80/100.
Contributo di 500 euro al conseguimento della Laurea triennale che deve avvenire entro 4 anni dalla prima iscrizione. Contributo di 750 euro al conseguimento della Laurea specialistica che deve avvenire entro tre anni dalla prima iscrizione. Contributo di 1.250 euro al conseguimento della Laurea a ciclo unico se avvenuto entro 6 o 7 anni dalla prima iscrizione

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda (ultima busta paga)
  2. Dati Richiedente
  3. Dati Familiare e diploma o laurea
  4. Dati per pagamento (Banca e Iban)
  5. Documento Privacy (Compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM, via I° Maggio 142/C 60131 Ancona

Bonus spese scolastiche

Cos’è

Contributo di 120 euro per le medie inferiori e 180 euro per le medie superiori per l’iscrizione dei propri figli frequentanti ISEE anno 2022 18.500

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda (ultima busta paga)
  2. Dati Richiedente
  3. Dati Familiare e attestato frequenza
  4. ISEE 2022
  5. Dati per pagamento (Banca e Iban)
  6. Documento Privacy (Compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM

Bonus PC/Tablet

Cos’è

Contributo di 150 euro per acquisto di un PC o un Tablet per famiglie con figli frequentanti le medie inferiori o le medie suoeriori, ISEE anno 2022 pari o superiore a 18.500 euro

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda (ultima busta paga)
  2. Dati Richiedente
  3. Dati Familiare
  4. ISEE 2022
  5. Ricevuta fiscale acquisto
  6. Totale importo soggetto a rimborso
  7. Dati per pagamento (Banca e Iban)
  8. Documento Privacy (Compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM

Contributo frequenza asili nido

Cos’è

Contributo di 500 euro nell’anno 2022 ISEE anno 2022 pari o superiore a 26.000 euro

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda (Buste paga dei mesi interessati)
  2. Dati Richiedente e ISEE 2022
  3. Dati Figlio, cod. fiscale
  4. Dati per pagamento ( Banca e Iban)
  5. Allegato: Fornitore, fatture e ricevute pagamento dell’importo,
  6. Documento Privacy (Compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: Ebam

Contributo sanitario

Cos’è

Contributo del 10% fino a max 700 euro per spesa sanitaria superiore a 1.500 euro Per la richiesta del Contributo sanitario, la data in cui sorge il diritto è il 31 dicembre dell’anno di riferimento della denuncia dei redditi (mod. 730); in tal caso, il dipendente deve avere almeno 6 mesi di permanenza continuativa in azienda nell’anno di riferimento.

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda (ultima busta paga)
  2. Dati Richiedente
  3. Dati familiari se richiesto per persone a carico
  4. Totale importo soggetto a rimborso richiesto
  5. Modello 730/Unico per se o persone fiscalmente a carico
  6. Dati per pagamento (Banca e Iban)
  7. Documento Privacy (Compilato in cartaceo firmato con C.I. da spedire a: EBAM)

Abbattimento barriere architettoniche

Cos’è

Contributo del 10% sulle spese sostenute, fino ad un massimo erogabile di 1.000,00 euro. La misura è sottoposta a limite ISEE anno 2022 pari o superiore a 18.500 euro.

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda (ultima busta paga)
  2. Dati Richiedente
  3. Dati Familiare
  4. Totale importo soggetto a rimborso
  5. Dati pagamento Banca
  6. Documento Privacy compilato in cartaceo firmato, C.I.

Patologie gravemente invalidanti

Cos’è

Contributo triennale di 350,00 euro annui.

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda
  2. Dati Richiedente
  3. Dati Familiare
  4. Dati per pagamento (Banca e Iban)
  5. Documento Privacy compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I.

Sussidio di maternità facoltativa

Cos’è

Contributo per i dipendenti per un massimo di 6 mesi, per contratti Part-time 100,00 euro al mese e Full-time 200,00 euro al mese.

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda
  2. Dati Richiedente
  3. Data inizio e fine maternità facoltativa
  4. Dati figlio/a e cod.fiscale
  5. Allegati: domanda presentata all’Inps e ricevuta di ritorno
  6. Buste paga periodo
  7. Dati pagamento (banca e Iban)
  8. Documento Privacy compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM

Malattia di lunga durata

Cos’è

Contributo di 250,00 euro al mese per un massimo di 6 mesi, per i dipendenti in aspettativa non retribuita dopo l’utilizzo di tutto il periodo massimo di comporto per malattia previsto dal CCNL. La domanda a fine del periodo richiesto.

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda
  2. Dati Richiedente
  3. Allegati: lettera di richiesta di aspettativa non retribuita come da CCNL applicato
  4. Buste paga del periodo
  5. Certificazione Medica del periodo richiesta
  6. Dati pagamento (banca e Iban)
  7. Documento Privacy compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM

Integrazione di malattia superiore a 180 giorni

Cos’è

Il Fondo mette a diposizione dei dipendenti un contributo massimo di 250,00 euro al mese per un massimo di 6 mensilità.

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda
  2. Dati Richiedente
  3. Inizio e fine malattia
  4. Allegati: buste paga comprese di LUL del periodo dal 181° giorno di malattia
  5. Dati pagamento (banca e Iban)
  6. Documento Privacy compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM

Formazione individuale

Cos’è

Contributo una-tantum per la partecipazione a corsi di formazione individuale fuori dall’orario di lavoro, per un importo di 100,00 euro.

Documentazione necessaria

  1. Dati Azienda
  2. Dati Richiedente
  3. Allegati: Ricevute intestate al lavoratore
  4. Attestato dell’orario di lavoro rilasciato dal datore di lavoro
  5. Attestazione dell’orario del corso sostenuto, rilasciato dall’ente di formazione
  6. Dati pagamento (banca e Iban)
  7. Documento Privacy compilato in cartaceo firmato con fotocopia C.I. da spedire a: EBAM

ll Delegato di bacino del settore artigianato della CGIL di Pesaro Urbino Monaldi Marco, assiste gratuitamente gli iscritti nella richiesta di rimborso delle prestazioni FSR EBAM., essendo abilitato ad accedere alla piattaforma on-line My EBAM. Potete farlo contattando il 348 3890943 oppure inviando una mail a m.monaldi@marche.cgil.it, per fissare un appuntamento.

Informa i tuoi colleghi che lavorano con il contratto dell’Artigianato di questa opportunità che la CGIL di Pesaro Urbino offre agli ISCRITTI.

Settore Artigianato CGIL PU
Il Delegato di Bacino
Marco Monaldi
Tel. 0721 4201 – Cell. 3483890943
e-mail: m.monaldi@marche.cgil.it

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Dl Aiuti quater: misure ancora troppo deboli e inadeguate soprattutto sul fronte dell’energia

Il Decreto che contiene misure che poco c’entrano con il termine “aiuti” relega il contrasto del caro bollette al margine del provvedimento.

Pesaro, 14 novembre 2022 –  Nessuna novità positiva dal governo sul caro bollette che pure  aveva promesso un intervento adeguato.  Questa la preoccupazione di Federconsumatori.  “Gli annunci dei giorni scorsi – si legge in una nota diffusa dal presidente Alessandro Pertoldi -, a partire da quelli del Presidente del Consiglio, che promettevano risposte forti sul caro bollette suscitando una certa curiosità e qualche attesa, sono stati smentiti dai contenuti del Decreto Aiuti quater.

Il Decreto, che contiene misure che poco c’entrano con il termine “aiuti”, relega il contrasto del caro bollette al margine del provvedimento.

Le risorse stanziate, che coprono i mesi di novembre e dicembre 2022, non prevedono novità positive rilevanti rispetto a quanto già visto nei mesi scorsi: in realtà, su gas ed elettricità, si limitano a una semplice proroga del taglio degli oneri di sistema e dell’Iva. Misura del tutto insufficiente a fronteggiare la crescente difficoltà delle famiglie, soprattutto con l’inverno alle porte. 

Incomprensibile e inaccettabile l’esclusione degli utenti domestici dall’accesso alla rateizzazione delle bollette, riservata esclusivamente alle aziende. Sarebbe necessario disporre, almeno, delle garanzie affinché la rateizzazione possa essere effettuata per i cittadini da parte di istituti bancari.

Nella bozza del Decreto non ci è sembrato di scorgere alcun riferimento alla sospensione dei distacchi per morosità: ci auguriamo sia una svista nostra e non del Governo! Se così fosse sarebbe davvero preoccupante.

Confermati, inoltre i tagli delle accise sui carburanti, almeno fino al 31 dicembre.

Una nota positiva si rileva nella proroga del mercato tutelato per i clienti domestici per il gas, che terminerà unitamente a quello dell’elettricità il 10 gennaio 2024. Una misura da noi fortemente richiesta, soprattutto in una fase in cui le aziende sul mercato libero stanno adottando, in molti casi, comportamenti scorretti ed ingannevoli.

Improponibile, inoltre, l’innalzamento al tetto del contante fino a 5.000 euro: come dimostrano innumerevoli studi, analisi, rapporti e ricerche una così elevata circolazione del contante rappresenta un forte rischio di aumento dell’economia sommersa e dell’evasione, che non solo non apportare alcun beneficio alle famiglie, ma anzi le danneggia poiché concorre ad un aumento dell’inflazione.

Anche in tema di superbonus, al netto delle considerazioni sulle criticità esistenti, ci pare del tutto ingannevole far passare la norma che riapre la possibilità di accedere al nuovo bonus per le proprietà unifamiliari per una misura a favore delle famiglie meno abbienti: di certo un nucleo con un reddito reale di 15.000 euro annui difficilmente potrebbe permettersi un’abitazione della tipologia prevista dalla norma.

Complessivamente, il Decreto Aiuti quater risulta, quindi, una sbiadita fotocopia delle misure già adottate, ancora inadeguate. Dei 9 miliardi stanziati solo 1 è destinato ai cittadini. Ad aggravare le preoccupazioni è anche la NADEF 2023 approvata dal Governo nei giorni scorsi che, per il caro bollette stanzia solo 22 miliardi di euro che basteranno, forse, solo fino ad aprile.

Ci auguriamo che il Governo accolga queste osservazioni e si decida, come non avviene da tempo, a convocare un tavolo con i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori, per ascoltare, dalla voce di chi ne ha esperienza diretta, le esigenze, i problemi e le possibili soluzioni più idonee per tutelare i cittadini”.

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