Variante Omicron, servono le mascherine FFp2 per tutti i lavoratori e le lavoratrici

L’appello della FIOM Cgil Pesaro Urbino: rivedere i protocolli di contrasto al virus a cominciare dalla distribuzione delle mascherine FFP2

Pesaro, 14 gennaio 2022 – Con oltre 30 mila persone in quarantena nelle Marche e un numero importante di positivi giornalieri, oltre 2000, a fronte dell’alta contagiosità della “variante Omicron” si apre una nuova fase pandemica che presuppone anche un cambio di passo nelle procedure di contrasto al virus anche nei luoghi di lavoro e nelle fabbriche metalmeccaniche.

Purtroppo questo cambio di passo non sta avvenendo nella maggioranza delle fabbriche nel territorio: ci giungono troppe segnalazioni dai luoghi di lavoro che lamentano la mancata dotazione di FFp2 e tale carenza, oltre a generare incertezza, timore e apprensione, mette seriamente a rischio la salute e la sicurezza delle maestranze.

La FIOM di Pesaro Urbino ritiene indispensabile riconvocare tutti i comitati Covid al fine di rialzare l’attenzione rivedendo i protocolli e le procedure di contrasto al virus a cominciare dalla distribuzione ai lavoratori e alle lavoratrici delle mascherine FFp2 al posto delle chirurgiche in tutte quelle aziende dove ancora non è stato fatto.

Fiom Pesaro: direttivo davanti ai cancelli della Caterpillar a Jesi

In segno di solidarietà con i lavoratori dello stabilimento di Jesi in lotta

Giovedì 23 dicembre 2021 si terrà il comitato direttivo FIOM CGIL Pesaro Urbino davanti ai cancelli della Caterpillar di Jesi.

La vertenza delle lavoratrici e dei lavoratori della Caterpillar Jesi interessa tutto il Paese in quanto non si può più permettere alle aziende, che hanno usufruito di finanziamenti pubblici, di delocalizzare semplicemente per aumentare i propri profitti, fregandosene della responsabilità sociale.

La vertenza Caterpillar conferma lo schema di un certo capitalismo predatorio che con freddezza e cinismo depaupera i territori: profitti in cambio di macelleria sociale.

Alle ore 11:00 saremo davanti ai cancelli e parteciperemo alla grande manifestazione che inizierà alle ore 16:00.

Riteniamo indispensabile portare la solidarietà delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici pesaresi ai lavoratori Caterpillar di Jesi e dare sostegno a tutte le loro lotte, presenti e future.


#SENZATREGUA

Chiude il reparto psichiatria di Pesaro: le critiche di Cgil Cisl e Uil

Emergenza Covid/La protesta dei sindacati

PESARO – La direzione dell’Asur – Area Vasta n.1, ha comunicato alle organizzazioni sindacali la chiusura, dal prossimo lunedì 20 dicembre 2021, del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) di Pesaro, con la perdita di 14 posti letto.

Di fatto gli unici posti rimanenti per il SPDC saranno quelli di Fano che passerà da 9 a 11 posti letto e quelli del SPDC di Urbino che da 8 passerà a 10 posti letto.

La causa di tale chiusura?

La carenza di personale infermieristico e operatori socio sanitari, per far fronte all’emergenza Covid, oltre alla carenza personale medico.

Quindi l’Asur per far fronte all’emergenza pandemica che perdura da due anni, piuttosto che attrezzarsi incrementando stabilmente il personale infermieristico e medico, si vede di nuovo costretta a ridimensionare i servizi e l’assistenza sanitaria e anche questa volta chi ne farà le spese saranno nuovamente i pazienti più fragili, come quelli psichiatrici e le loro famiglie: ovviamente i pazienti che hanno meno possibilità di protestare e rivendicare i propri diritti di salute e tutela.

Da un punto di vista organizzativo, l’Area Vasta dovrebbe potenziare l’attività territoriale dei Centri di Salute Mentale, per sopperire alla manca disponibilità di posti letto nella gestione del paziente critico. Peccato però che il personale medico e infermieristico dei Centri di Salute Mentale non verrà incrementato e rimanendo lo stesso, di fatto si vedrà nell’impossibilità di potenziare adeguatamente il servizio territoriale con l’incremento delle visite domiciliari e ambulatoriale nella gestione dei pazienti in fase di riacutizzazione della loro condizione patologica.

Cosa succederà allora? Il riversarsi di questi pazienti o in modo diretto oppure indotto verso i Pronto Soccorso di Pesaro e Fano, che come sappiamo sono in una condizione di enorme disagio. Inoltre occorre evidenziare che la gestione di pazienti psichiatrici è molto complessa: uno scompenso comporta oltre ad un coinvolgimento sanitario, anche un coinvolgimento dei servizi sociali, quindi del Comune e in alcuni casi, purtroppo non rari, anche delle forze dell’ordine, che per forza di cose, saranno necessariamente chiamate ad intervenire con più frequenza, se questi pazienti non dovessero essere gestiti nel modo più opportuno nel loro percorso di cura e riabilitazione, come garantito dalla presenza del personale normalmente impiegato del Dipartimento di Salute Mentale

Siamo di fronte all’ennesimo “capolavoro” prodotto dalla mancata programmazione sulle assunzioni che la Regione Marche e il servizio l’Asur e il servizio sanitario regionale hanno prodotto, rimanendo totalmente sordi e inerti rispetto alle nostre sollecitazioni a procedere “in tempo” alle assunzioni annunciate e non fatte.

Chiediamo alle istituzioni locali e alla Regione di intervenire affinché l’ASUR Area Vasta 1 eviti la chiusura del SPDC di Pesaro e proceda immediatamente con le assunzioni di personale attingendo dalle graduatorie già disponibili.

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Dicembre 2021 CGIL – CISL – UIL e  FP CGIL – CISL FP – UIL FPL          

Pesaro Urbino       

Cgil e Uil: ecco perché il 16 dicembre è sciopero generale

Nota dei segretari Cgil Pesaro Urbino Roberto Rossini e Paolo Rossini Uil regionale

PESARO, 13 dicembre 2021 – “Insieme per la giustizia” èlo slogan scelto per lo sciopero generale del 16 dicembre proclamato da CGIL e Uil. I contenuti della prossima legge di Bilancio lasciano insoddisfatte le organizzazioni sindacali impegnate a chiedere risposte effettive ed efficaci per i lavoratori e per i pensionati di questo paese.

 In materia previdenziale e sulla riforma del fisco siamo molto critici rispetto alle decisioni assunte così come sulle tanto promesse ma mai  concretizzate in tema di contrasto alla precarietà che colpisce prevalentemente i giovani e le donne; non ci hanno convinto sul contrasto al fenomeno delle delocalizzazioni d’impresa e alla legge sulla non autosufficienza.

 Lo sciopero del 16 è stato proclamato a sostegno delle richieste sindacali, molte delle quali le abbiamo consegnate al governo oltre un anno fa.  Adesso siamo  proprio nella fase in cui il parlamento è chiamato a emanare la legge di Bilancio e auspichiamo che il dibattito parlamentare possa recuperare le distorsioni contenute nella proposta elaborata dal governo. 

In tema di pensioni riteniamo non più rinviabile la predisposizione di una pensione di garanzia per le nuove generazioni che con il sistema attualmente in vigore saranno destinate ad avere pensioni insufficienti a garantire una vita dignitosa da anziani. Non è accettabile condannare i giovani ad andare in pensione a 71 anni di età ripristinando senza alcun intervento migliorativo la legge Fornero. Riteniamo necessario allargare la platea dei lavori gravosi e usuranti sia per l’Ape sociale che per i “lavoratori precoci” così come va abbassato il requisito contributivo per accedere all’Ape sociale per le attività gravose dai 36 ai 30 anni, a partire dall’edilizia e dall’agricoltura. Va riconosciuto ai disoccupati di lunga durata la possibilità di accedere all’Ape sociale e alla norma sui Precoci. Va consentito alle donne di accedere alle prestazioni con requisiti più favorevoli e che riconoscano il lavoro di cura e la maternità.

In materia fiscale la manovra va resa più equa e solidale verso chi ha di meno e verso chi contribuisce concretamente alle entrate fiscali del paese cioè i lavoratori dipendenti e i pensionati. Per questo riteniamo sbagliata la rimodulazione dell’IRPEF proposta dal Governo, proprio perché non soddisfa i bisogni dell’85% dei lavoratori e dei pensionati con redditi inferiori ai 35.000 euro lordi all’anno e che con la rideterminazione delle aliquote, beneficeranno di molto poco a differenza di chi ha redditi più alti.

E’ inoltre incomprensibile e totalmente inaccettabile l’ulteriore taglio dell’IRAP alle imprese perché è una misura che nuovamente penalizza la sanità regionale, tanto più in una fase nella quale dopo gli effetti della pandemia avremmo dovuto scegliere di dedicare tutte le risorse disponibili (l’incremento del fondo sanitario nazionale non è sufficiente) a sostenere e strutturare meglio l’assistenza sanitaria territoriale, per ridurre liste di attesa e garantire un vero diritto alla salute. 

Insufficienti sono state inoltre le risposte che il governo ha dato in tema di politiche industriali e di sviluppo, senza le quali difficilmente riusciremo a garantire una ripresa economica e produttiva stabile nel tempo in grado di frenare i processi di delocalizzazione e di deindustrializzazione del Paese.  Insufficienti o, per meglio dire: assenti le risposte in tema di impiego di investimenti dedicati ad affrontare la transizione ambientale e quella energetica. Gravi lacune anche in materia di digitalizzazione, di politiche per la tutela del lavoro e per contrastare la precarietà. Queste, in sintesi, le ragioni per le quali, come CGIL e UIL, invitiamo i lavoratori, esclusi quelli impiegati a garantire i servizi pubblici essenziali, ad astenersi dal lavoro il 16 dicembre.

 E’ prevista una manifestazione a Roma.  CGIL e UIL della provincia di Pesaro e Urbino hanno messo a disposizione dei pullman. Per prenotare i posti si può telefonare al numero: 0721.4201 della CGIL Pesaro oppure alla UIL al numero: 340.1777780”.

Roberto Rossini – Segretario generale CGIL Pesaro Urbino

Paolo Rossini – Segretario Uil regionale

Lavoratori ex Tundo senza paga: l’appello della Filt Cgil al Comune di Pesaro

Gli autisti della ex Tundo in una situazione drammatica: l’appello della Filt Cgil al Comune di Pesaro per velocizzare i pagamenti

Pesaro, 10 dicembre 2021- Sarà un Natale molto amaro per circa 40 famiglie del personale scuolabus della ex Tundo.

“Nonostante l’impegno di pagare in surroga gli stipendi degli ex dipendenti Tundo che il Comune di Pesaro si era assunto e garantito – spiega il segretario del sindacato trasporti della Cgil Luca Polenta – queste persone ad oggi hanno percepito soltanto la Naspi (sussidio di disoccupazione) del mese di agosto.

Questi lavoratori pur senza stipendio hanno continuato a lavorare, ma non possono più andare avanti così. Gli aumenti delle tariffe di gas, luce e acqua e il Natale alle porte, hanno reso insostenibili le condizioni di questi lavoratori”.

Chiediamo all’amministrazione comunale di mantenere quanto promesso e garantito ai lavoratori, che in questo momento si sentono “presi in giro”. Noi chiediamo all’amministrazione comunale di velocizzare i pagamenti: lo stipendio di settembre subito e poi quello di ottobre.

 E’ profondamente ingiusto che 40 famiglie si ritrovino sul lastrico per una scelta fatta dalle amministrazioni locali di aggiudicare al massimo ribasso appalti di importanti servizi pubblici, facendo ricadere gli effetti “prevedibili” di tali scelte sulla pelle dei lavoratori. I lavoratori sono stanchi di aspettare, vogliono ciò che spetta loro di diritto e non sono più in grado di continuare a lavorare così”.

Il nostro appello al Comune non deve cadere nel vuoto. Ci rivolgiamo anche all’opinione pubblica affinché le promesse siano mantenute. Per i lavoratori della ex Tundo la pazienza è finita: chiediamo che si provveda subito con i pagamenti o saremo costretti a mettere in atto tutte le azioni di protesta che la legge ci consente”.

Luca Polenta

Segretario generale Filt Cgil Pesaro Urbino

Prorogati i contratti dei lavoratori e delle lavoratrici in somministrazione

Incontro al ministero dell’Interno

Si è svolto oggi l’incontro tra FP CGIL FP CISL e UILPA con Felsa NidiL Uiltemp e il dipartimento per l’immigrazione e le libertà civili del ministero dell’interno per discutere della situazione dei lavoratori somministrati impegnati presso le Prefetture,con scadenza del contratto di lavoro al 31 dicembre p.v.

Il Ministero ha comunicato che a fronte di un numero di pratiche da lavorare ancora elevato, si adopereranno per procedere alla proroga dei contratti di somministrazione legandola alla proroga dello stato di emergenza che il Governo si appresterà a varare nei prossimi giorni.

Inoltre su sollecitazione delle OO.SS., è stato dato un aggiornamento anche per i lavoratori somministrati impegnati nelle questure con scadenza il 14 dicembre, per loro, in un confronto con il dipartimento di pubblica sicurezza, si prevede una proroga “ponte” fino al 31 dicembre, per poi, allineare anche le loro scadenze contrattuali alla proroga dello stato di emergenza.

Come OO.SS. Valutiamo positivamente la volontà politica di dare continuità contrattuale ai lavoratori somministrati, ma abbiamo oltremodo evidenziato che la situazione del personale impegnato nelle sedi periferiche del ministero dell’interno non è un problema emergenziale, ma strutturale e che pertanto servono risposte che prevedano percorsi di assunzione a tempo indeterminato che valorizzino l’esperienza e l’anzianità maturata.

Monitoreremo che gli impegni oggi comunicati dal ministero vengano realizzati nel più breve tempo possibile, mantenendo alta l’attenzione sul destino occupazionale di questi lavoratori.

Roma 3 dicembre 2021

FELSA CISL NIDIL CGIL UILTEMP Nazionali

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Presidio a Pesaro in piazza del Popolo giovedì 25 novembre dalle 10 alle 13

LA VIOLENZA SULLE DONNE NELL’ERA DEL COVID

PESARO, 24 novembre 2021 – Se nel 2021, a livello globale, la vita e la libertà delle donne sono ancora in pericolo ci chiediamo il perché. Due anni “vissuti pericolosamente”, facendo i conti con la pandemia, hanno peggiorato le condizioni di vita, soprattutto delle donne. Anche se abbiamo avuto la sensazione che il mondo si dovesse fermare, le notizie che ci arrivano sono allarmanti. Nel 2020, con il lockdown, si è registrato un incremento delle telefonate di aiuto al 1522, quando le donne si sono ritrovate costrette in casa con gli uomini violenti. Quest’anno fino ad oggi, contiamo 103 femminicidi. Ci preoccupa anche la condizione che le donne di altri paesi stanno vivendo, in Afghanistan sono stati cancellati i diritti fondamentali delle donne, ne conosciamo la radice patriarcale che mira a cancellare la loro vita pubblica e il diritto di scelta: se studiare, lavorare, chi sposare, avere figli…, una cultura maschile che ha paura del corpo delle donne.

Assistiamo ad un preoccupante restringimento dei fondamentali diritti umani e pensiamo che non si faccia abbastanza, sia a livello di politiche nazionali che internazionali per arginare la violenza contro le donne. Chiediamo, quindi, che le politiche locali e globali pongano una maggiore attenzione a ciò che attiene alle donne, con una concreta valutazione delle ricadute sulle loro condizioni di vita. Riteniamo fondamentale costruire una convivenza civile tra i generi per realizzare un mondo sostenibile a misura di donne e uomini. Questo impegno va oltre il 25 novembre e chiediamo che entri in ogni agenda politica e personale, in modo tale che ognuno/a faccia il proprio dovere perché questa è una lotta di civiltà a cui nessuna/o deve sottrarsi. Perché quello che succede a UNA sola succede a TUTTE.

Saremo in piazza:

UDI sede di Pesaro CGIL Pesaro Urbino

Amnesty International – Pesaro Casa delle donne di Pesaro Percorso donna

Singole donne della città

Coordinamento donne SPI Cgil Pesaro e Urbino

UDI – UNIONE DONNE IN ITALIA Sede di Pesaro Via Martini, 27, 61121 e-mail udipesaro@libero.it

“Fonderia Montecatini. Storia di una fabbrica pesarese”, la presentazione alla facoltà di Economia di Ancona

Il seminario mercoledì 24 novembre dalle 15 alle 17 nel corso di Storia Economica del professore Roberto Giulianelli

La Fonderia Montecatini è stata una delle aziende più significative della nostra città e della regione Marche.  Nata nel corso dell’Ottocento viene acquisita dalla Montecatini, sotto la guida del direttore generale Guido Donegani. Avrebbe raggiunto 400-500 addetti e la professionalità delle sue maestranze avrebbe ottenuto riconoscimenti internazionali. Passata alla Montedison nel 1966, dopo la fusione tra Montecatini ed Edison, al seguito di una lunga vertenza viene definitivamente dismessa nella parte finale degli anni Ottanta, lasciando il posto a uno dei primi centri commerciali della città di Pesaro: rappresenta dunque quasi un simbolo della transizione della realtà economica e del mondo del lavoro.

Su impulso della Cgil di Pesaro la storia del complesso è stato scritto da Andrea Girometti e Marco Labbate, ricercatori dell’Università di Urbino e dell’Iscop, nel volume edito da Futura“Fonderia Montecatini. Storia di una fabbrica pesarese”.

Il volume verrà presentato mercoledì 24 novembre, dalle ore 15 alle 17, alla Facoltà di Economia “Giorgio Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche, all’interno del corso di studi del professore Roberto Giulianelli, docente di Storia economica e di Storia dell’industria e dei consumi, che coordinerà una tavola rotonda di prestigio.

Oltre agli autori, dopo il saluto di Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche e il contributo di Roberto Rossini, segretario generale della Cgil di Pesaro Urbino, interverranno infatti Antonio Di Stasi, giuslavorista, vicepreside della facoltà di economia di Ancona e Franco Amatori, Presidente dell’Istituto Storia Marche e professore ordinario di Storia economica all’Università Bocconi.

 Franco Amatori è uno dei massimi esperti in Italia della storia d’impresa e all’inizio degli anni Novanta, assieme a Bruno Bezza ha curato il volume “Montecatini 1888-1966”, tuttora il testo di riferimento fondamentale nello studio della storia della Montecatini. 

Sarà possibile seguire la presentazione del libro anche online su Youtube al seguente indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=GsqDS3LFGT8.

L’Asilo del Porto, un modello di welfare che nasceva dal basso

La presentazione mercoledì 17 novembre alle 16 nella chiesa di Santa Maria del Gonfalone a Fano

FANO, 16 novembre 2021 –  Mercoledì 17 novembre, nella chiesa di Santa Maria del Gonfalone, in via Rinalducci, alle ore 16, Cgil e Spi, in collaborazione con il Comune di Fano, presentano, assieme alle autrici Luciana Agostinelli e Mariella Leonardi la ricerca dal titolo “L’asilo del Porto”.

“Noi della CGIL e dello SPI abbiamo incontrato le due ricercatrici (che autonomamente hanno deciso di condurre la ricerca) perché stavamo lavorando sulla storia e memoria del porto fanese, degli uomini e delle donne che – in mare e sulla terra ferma – hanno duramente lavorato per mantenere la famiglia e far crescere i figli – spiegano Cgil e Spi -.

Conoscere le due ricercatrici e il loro lavoro di ricerca è stato davvero una fortuna: a fianco del mare, della pesca, delle reti da riparare, della filanda e delle filandaie abbiamo potuto considerare anche un esempio importante e antico di welfare.

 Già alla fine dell’ 800 i bambini della zona più marginale della città, il  porto, potevano frequentare una scuola; un “Asilo” che era su misura anche delle mamme filandaie, dei loro  orari di lavoro; un “Asilo” per tutti, che non lasciava a casa chi non riusciva a pagare la retta, un “Asilo” dove i pasti consumati a scuola erano preziosi non solo per i bambini delle famiglie più povere; un “Asilo” che costruiva in ognuno, partendo al momento giusto, la capacità di stare insieme agli altri con la propria identità personale.

Noi, oggi, stiamo attraversando una fase terribile, dove anche il mare è oppresso dal nostro modo di vivere; dove il nostro modo di vivere sociale è improvvisamente negato da altri organismi viventi. Abbiamo bisogno di produrre cultura nuova, visioni condivise, forme di cooperazione solidale. L’Asilo   del Porto che nasce dal basso, come tipico esempio di welfare locale, ci aiuta senz’altro a cercare e trovare soluzioni nuove. Ci aiuta a riconoscere i limiti del welfare esistente indagando con accuratezza i bisogni reali degli uomini e delle donne che vivono nelle comunità locali.

Se oggi Luciana Agostinelli e Marinella Leonardi – tra eventi, turismo, food, beach e yacht – trovano interessante ricostruire la storia dell’”Asilo del Porto”, allora possiamo tirare un respiro di sollievo:       siamo sulla strada giusta. Percorriamola con gli atti della iniziativa sociale (la solidarietà praticata)    e politica (l’Asilo del Porto” sembra la prima materializzazione di “Fano città dei bambini”); ci porterà   lavoro e sviluppo corretto e, con essi, convivenza di qualità, libertà e giustizia. La nostra solidità anche economica sarà – come sempre – intimamente legata alle qualità sociali che sapremo costruire”.

All’iniziativa, che verrà tramessa in diretta streaming sulla pagina Fb della Cgil Pesaro e Urbino, interverrà per un saluto il sindaco di Fano Massimo Seri, per l’introduzione la segretaria generale Spi Cgil provinciale Loredana Longhin, le autrici del volume Luciana Agostinelli e Marinella Leonardi, Fausto Antonioni del Movimento di cooperazione educativa, Angela Genova ricercatrice dell’Università di Urbino, l’esperto di politiche sociali Giovanni Santarelli e per le conclusioni la parola a Daniela Barbaresi, segretaria generale della Cgil Marche.

Silvia Cascioli, segretaria confederale della Cgil provinciale modera il dibattito.

Durante l’incontro ci saranno anche i cori di “Canta che ti passa” dello Spi, diretto dai maestri Giovanna Donini e Tomas Facchini.

E’ richiesto il Green Pass

12 euro per l’attivazione dello Spid alle Poste: la protesta dello Spi

Nota di Loredana Longhin segretaria generale del sindacato pensionati Cgil Pesaro Urbino

PESARO, 13 novembre 2021 – Già dallo scorso anno il sindacato pensionati della Cgil, ha iniziato ad offrire ai propri iscritti il servizio di attivazione dello Spid.

Lo Spid (SISTEMA PUBBLICO DI IDENTITA’ DIGITALE) è diventato sempre più necessario per svolgere le azioni della nostra attività quotidiana.

Un servizio che si è dimostrato davvero utile e che ha aiutato molti anziani a superare la diffidenza verso l’utilizzo della tecnologia

Questo nuovo servizio offerto dai pensionati della Cgil vuole venire incontro ai nuovi bisogni e fare i conti con una realtà del vivere quotidiano che la pandemia ha nei fatti già cambiato.

Per il Sindacato è importante che anche i pensionati possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla tecnologia, per questo abbiamo pensato a questo servizio, per dare una tutela complessiva alle esigenze degli anziani, per non lasciare indietro nessuno a partire dalle persone più deboli.

Tuttavia abbiamo appreso con molta amarezza che dal 1° Novembre a Poste Italiane il servizio costa 12 euro.

In un momento in cui assistiamo ad un rincaro costante di tutti i beni di prima necessità: luce, gas, pane, la scelta di Poste Italiane non è un’idea brillante.

Se per alcune fasce di reddito 12 euro sono una spesa irrisoria, per i pensionati, i disoccupati, i lavoratori precari, che hanno pensioni e stipendi minimi anche i 12 euro fanno la differenza.

Inoltre in un momento in cui si vuole spingere il Paese, la società, verso la digitalizzazione e il superamento del digital divide, questo costo, potrebbe diventare un deterrente.

Avevamo imboccato la strada giusta, rallentare questo percorso con il rischio di bloccare la via della modernità tecnologica, sembra miope e poco strategico.

Era davvero così urgente per Poste Italiane, rendere oneroso questo servizio?

Probabilmente sì perché il profitto non si cura certamente di aiutare la parte debole della società”.