Per garantire servizi di qualità servono investimenti e assunzioni

 

PESARO, 22 luglio 2021 – Nel mese di luglio abbiamo incontrato i dipendenti di vari servizi del Comune di Pesaro ed è emerso un quadro preoccupante ed è giusto che i cittadini siano informati.

Il personale, come si può ricavare facilmente dai dati pubblicati relativi al piano del fabbisogno, è in costante calo a fronte di aumentate competenze, assegnazioni e responsabilità e i dipendenti dell’ente, nonostante l’impegno e il senso di responsabilità che da sempre li contraddistinguono, faticano sempre più a garantire la quantità crescente dei compiti assegnati e la qualità del servizio cui siamo abituati.

Servizi che se non potranno più essere garantiti a causa della effettiva mancanza di personale e a rimetterci saranno solo i cittadini. Non è giusto.

Il grido di allarme dei sindacati nasce da una analisi di alcuni uffici strategici:

SERVIZI DEMOGRAFICI: nel corso degli anni sono aumentati i compiti assegnati (dalle separazioni, ai divorzi , ai testamenti biologici per non parlare purtroppo del drammatico aumento dei certificati in periodo Covid ) ma il personale effettivamente in servizio è costantemente calato e a breve ci saranno ulteriori pensionamenti che impatteranno sia sullo stato civile che sui servizi di quartiere così importanti per il cittadino.

SERVIZI SOCIALI: anche in questo caso, in un settore così delicato e importante per la tutela della popolazione più fragile, i pensionamenti non vengono immediatamente sostituiti con inevitabile riflesso sui carichi di lavoro del restante personale che già, nel rapporto unità/cittadini, è molto al di sotto di quanto previsto dalle norme e dal buon senso.

SERVIZI EDUCATIVI: le scuole comunali sono da sempre state considerate un fiore all’occhiello di questo Comune e però, anche in questo caso, stiamo assistendo ad un costante depotenziamento (per l’anno 2021/2022 non sono previste assunzioni di educatrici di nido) che ci fa preoccupare per il destino di un servizio importante per tutta la cittadinanza Peraltro, in quel contesto, al personale impiegato tramite cooperativa non viene garantito un orario adeguato che consenta la partecipazione a tutti gli eventi formativi di educatrici ed insegnanti.

Una fotografia quella scattata dalla Fp Cgil, dalla Cisl Fp e dalla Uil Fpl, che mostra l’inevitabile presa di posizione dei sindacati affinché l’Amministrazione comunale decida non solo a parole di invertire la rotta attraverso un serio ed importante piano di investimenti nel personale che passa necessariamente attraverso nuove assunzioni.

“Ci siamo limitati a qualche esempio che però è significativo di un contesto grave – si legge in una nota – servono più investimenti nel personale, più assunzioni e prospettive di stabilizzazione per garantire quello di cui i cittadini, soprattutto dopo un anno e mezzo di pandemia che ha ampliato le fragilità ed accentuato le disuguaglianze, hanno bisogno: ovvero più servizio pubblico e di qualità”.

Fp Cgil Pesaro Urbino                         Cisl Fp                                      Uil Fpl

Vania Sciumbata                                 Francesco Todaro                   Maria Grazia Tiritiello

Il Comune di Fano dimentica i lavoratori fragili

I sindacati: “delibera allucinante, eluse tutte le normative”

FANO, 2 luglio 2021 – Dopo la  circolare con cui l’Amministrazione  Comunale di Fano è intervenuta  sulla disciplina dello smart working, scendono in campo i sindacati Fp CGIL, Cisl FP, UIL FPL che si dicono “stupiti” ed annunciano il loro “disappunto” nei confronti di una atto di Giunta che di fatto “dimentica la situazione dei lavoratori fragili ed elude ogni normativa vigente”.

Per quanto riguarda l’iter indicato nella delibera e nella conseguente circolare “non solo vengono violati i principi elementari come la  privacy dei lavoratori in condizione di fragilità – dicono Sciumbata, Todaro e Tiritiello – ma appare totalmente incoerente con le attuali disposizioni di legge e con la ratio che  ne sottende l’emanazione. Ricordiamo che il decreto-legge 22 aprile 2021 n. 52, convertito con modificazioni dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87, ha disposto all’articolo 11 la proroga fino al 31 luglio 2021 delle disposizioni legislative di cui all’allegato 2 del medesimo decreto-legge. Per quanto qui di interesse, è stato prorogato fino al 31 luglio 2021 l’articolo 83 del decreto-legge 19 maggio 2020 2, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77. Ancor più grave – proseguono le Organizzazioni sindacali – alla luce del quadro normativo, che la Giunta dovrebbe ben conoscere, ed in considerazione del perdurare dello stato di emergenza, fino al 31 luglio per lo meno (o fino a nuove disposizioni normative ) i lavoratori fragili, già individuati come tali e per i quali il medico competente dovrebbe aver già adempiuto a quanto di competenza, dovranno continuare a prestare la propria attività lavorativa in modalità agile senza dover produrre una nuova documentazione salvo un aggravio della situazione personale.

Per quanto concerne lo Smart Working in generale (che nessuna norma ha abrogato e che anzi sarebbe da organizzare al meglio oggi per prepararsi al domani, per un’Amministrazione che pensa e guarda con voglia di crescere e migliorare, al prossimo futuro e rispondere con maggiore efficacia ed efficienza alle esigenze dei cittadini)  i sindacati definiscono le dichiarazioni contenute nella delibera “da una parte lesive della dignità dei lavoratori dell’ Ente, che in un anno e mezzo di pandemia hanno continuato a garantire i servizi con competenza e qualità – dicono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – e dall’altra rendono evidenti che l’Amministrazione non è sufficientemente attrezzata per propria responsabilità

rispetto alla necessaria modernizzazione dei mezzi – sottolineano –  come lo smart working, nelle more di una puntale definizione nei prossimi Ccnl, va considerato come strumento che aumenta le potenzialità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e, in questo particolare momento storico, come strumento di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Per farlo funzionare è sufficiente avere assessori e dirigenti che ne apprezzino le potenzialità , il personale è già pronto da tempo come ha avuto modo già dimostrare nei mesi scorsi. “. 

FP Cgil                                                                Cisl Fp                                                 UIL Fpl

Vania Sciumbata                                            Francesco Todaro                         Maria Grazia Tiritiello

Filt Cgil: ritardi nella costruzione della rotatoria di via Campanella traffico congestionato

Nota del segretario generale Luca Polenta sulla viabilità a Fano

FANO, 23 giugno 2021 –  La segretaria provinciale FILT CGIL assieme ai lavoratori del trasporto pubblico locale denuncia che a distanza di un anno dall’approvazione del progetto definitivo della rotatoria di via Campanella a Fano, non è stato fatto nulla: i lavori non sono iniziati e ci risulta che non è stata indetta nemmeno la gara di appalto per l’assegnazione dei lavori.

 L’opera è molto importante e attesa da anni sia per migliorare la circolazione di tutto il traffico locale sia per rendere più veloce il servizio della linea 2 urbana.

La linea in questione è la spina dorsale del servizio urbano della citta poiché collega il centro citta ai quartieri di S.Orso e Bellocchi dove si trova il “ Fano Center”.

La mancata realizzazione della rotatoria e di conseguenza l’allungamento del percorso ha ripercussioni sull’orario di tutte le linee dei bus e gli autisti, per recuperare il ritardo sono talvolta costretti ad aumentare la velocità dei mezzi con gravi rischi per la sicurezza.

Auspichiamo pertanto che si proceda rapidamente alla costruzione dell’opera e mettere fine a un disagio che va avanti da troppo tempo.  

Per quanto riguarda i lavori di asfaltatura di alcune vie cittadine che abbiamo sollecitato e segnalato, finora,  a parte l’annuncio dell’inizio lavori, essi non sono ancora iniziati; i lavori di asfaltatura necessari su vie trafficate da migliaia di veicoli, autobus compresi. Tra queste: via Campanella, via Soncino, via Einaudi, viale Piceno, via Veneto e alcuni

tratti di via Roma, solo per citarne alcune.

Per garantire maggiore sicurezza a lavoratori e cittadini intendiamo sollecitare l’avvio dei lavori che da troppo tempo aspettano di essere realizzati senza i quali non si possono  migliorare il traffico e la viabilità di Fano.

Luca Polenta

Segretario generale Filt Cgil Pesaro Urbino

Appalti: gravi le parole del sindaco Ricci

La replica del segretario generale Fillea Cgil Pesaro Urbino Giuseppe Lograno: meno regole porterebbero il lavoro indietro di 70 anni

PESARO, 22 maggio 2021 – Le dichiarazioni del sindaco di Pesaro Matteo Ricci sulle prime bozze del Decreto semplificazioni non solo ci lasciano esterrefatti ma ci fanno chiedere quale idea di paese abbia in mente.

Facciamo riferimento alle dichiarazioni fatte sulla bozza del Decreto Semplificazioni molto criticato dal sindacato in maniera unitaria perché prevede il massimo ribasso generalizzato per aggiudicarsi un appalto e la liberalizzazione dei sub-appalti; provvedimenti che farebbero tornare indietro di 70 anni il lavoro nei cantieri.

 Ridurre le regole, per Ricci, sarebbe un modo per velocizzare i lavori e per questo, come coordinatore dei sindaci del PD ma anche come Sindaco di Pesaro, parla di “anticipazioni molto positive come richieste dai sindaci Dem, l’Italia ha bisogno di velocità per rinascere”.

Spesso leggiamo di lavori che si vorrebbero realizzare a Pesaro: stazione dei treni, strade, progetti presentati sul miglioramento della “qualità dell’abitare”, ma mi chiedo come si possa parlare di qualità dell’abitare senza parlare di qualità del lavoro.

Togliere le regole vuol dire favorire l’illegalità e diminuire la qualità del lavoro: sicurezza, prevenzione e retribuzioni.

Affermare questo alla vigilia del presidio di lunedì 24 maggio di Cgil, Cisl e Uil provinciali in piazza del popolo a Pesaro per dire basta ai tanti morti sul lavoro, sono ancora più gravi e inaccettabili.

Per questo lunedì la Fillea Cgil sarà in piazza del Popolo anche per affermare che se passano le liberalizzazioni sarà lo sciopero generale.

Giuseppe Lograno

Segretario generale della FILLEA CGIL di PESARO URBINO

Contrattazione sociale, accordi aprile – maggio

Comune di Cagli – Intesa sulle linee di bilancio 2021

Comune di Fano – Linee di confronto per la contrattazione sociale

Comune di Mondolfo – Intesa sulle linee di bilancio 2021

Comune di Piandimeleto – Intesa sulle linee di bilancio 2021

Comune di San Lorenzo in Campo – Intesa sulle linee di bilancio 2021

Comune di Sassocorvaro Auditore – Intesa sulle linee di bilancio 2021

Comune di Terre Roveresche – Intesa sulle linee di bilancio 2021

Difendiamo la sicurezza sul posto di lavoro e la salute dei cittadini

Smart working: Fp Cgil Cisl Fp e Uil Fpl rispondono al sindaco di Pesaro Matteo Ricci

 PESARO, 15 maggio 2021 – Abbiamo letto sui social e sulla stampa le dichiarazioni del sindaco di Pesaro Matteo Ricci che riteniamo abbia perso una buona occasione per evitare di assumere una posizione populista e dobbiamo quindi fare alcune imprescindibili considerazioni;

  Lo smart working non è stato voluto dai dipendenti di Pesaro né dalle organizzazione sindacali, ma dai governi che si sono succeduti, in considerazione di una gravissima pandemia (da molti, se ricordiamo bene, all’inizio sottovalutata) che hanno reso necessaria questa forma di lavoro;

l  buona parte del personale dipendente del comune di Pesaro comunque ha sempre lavorato in presenza: vigili, maestre, educatrici, operai, addetti allo stato civile;

l  non risultano esserci stati cali di produttività nei settori comunali ed anzi, a fronte di aumento dei carichi di lavoro, seppur senza rinforzi in termini di personale, le prestazioni sono state garantite quindi non capiamo bene a quale presunto calo della produttività si riferisca il sindaco;

l  lo smart working è uno strumento flessibile, abbondantemente utilizzato anche nel settore privato, che consente di garantire la prestazione lavorativa soprattutto in questa fase in cui il contesto pandemico richiede prudenza;

l  la pubblica amministrazione, dopo vent’anni di tagli, ha bisogno di investimenti in termini di personale, tecnologia e formazione: pensare che sia lo smart working la possibile causa di disagi, peraltro non dimostrati, è quantomeno semplicistico; a prescindere da quello che pensa il sindaco Ricci, nel prossimo contratto verrà definito, in percentuale naturalmente minore ed in forma organizzata diversa, questo istituto anche per il prossimo futuro;

l  sarebbe da chiedersi semmai perché in un anno e mezzo di pandemia, l’amministrazione comunale pesarese non abbia provveduto comunque ad adeguare le proprie modalità di lavoro e le risorse per far fronte, in maniera più efficace, allo svolgimento dell’attività in “agile”;

l  il ricorso alla contrapposizione personale tutelato/non tutelato, di “brunettiana” memoria, a supporto delle proprie tesi tende a voler alimentare il clima di sfiducia e risentimento verso servizi pubblici che dovrebbero essere sostenuti e garantiti sempre e nei fatti perché strumento indispensabile per tutelare i diritti dei cittadini;

l   quando si fa riferimento a presunte situazioni privilegiate ed indifendibili dobbiamo ricordare che parliamo di personale che guadagna in media 1200 euro al mese, non si è mai sottratto alle proprie responsabilità e svolge attività necessarie in un Paese civile (i servizi pubblici sono “per tutti” e lo saranno fintanto che resteranno “pubblici”) ;

l  abbiamo chiesto un confronto per mantenere un percorso condiviso già avviato con il protocollo sicurezza e il primo accordo sullo smart emergenziale, senza alcun tipo di contrapposizione ideologica e anzi, proprio per i buoni rapporti che hanno contraddistinto negli anni il rapporto amministrazione/sindacati, ci aspettavano lo stesso “rispetto” che noi sempre dimostriamo ….  Ci troviamo invece, senza alcun confronto, la revisione di accordi e l’interpretazione unilaterale errata di un decreto “che dice altro”, con forzature giornalistiche inopportune e fuorvianti, che non aiutano …. peccato che il sindaco non essendo mai stato presente agli incontri con le parti sociali, neppure nei momenti più critici dell’inizio della pandemia, forse non sa che siamo sempre stati disponibili a discussioni costruttive funzionali a garantire sicurezza sul lavoro e salute dei cittadini, elementi per noi imprescindibili e che devono essere legati uno all’altro nell’interesse di tutti.

  FP CGIL                                                                     CISL FP                                                         UIL FPL                    

Vania Sciumbata                                                          Francesco Todaro                                   Maria Grazia Tiritiello