Dl Aiuti quater: misure ancora troppo deboli e inadeguate soprattutto sul fronte dell’energia

Il Decreto che contiene misure che poco c’entrano con il termine “aiuti” relega il contrasto del caro bollette al margine del provvedimento.

Pesaro, 14 novembre 2022 –  Nessuna novità positiva dal governo sul caro bollette che pure  aveva promesso un intervento adeguato.  Questa la preoccupazione di Federconsumatori.  “Gli annunci dei giorni scorsi – si legge in una nota diffusa dal presidente Alessandro Pertoldi -, a partire da quelli del Presidente del Consiglio, che promettevano risposte forti sul caro bollette suscitando una certa curiosità e qualche attesa, sono stati smentiti dai contenuti del Decreto Aiuti quater.

Il Decreto, che contiene misure che poco c’entrano con il termine “aiuti”, relega il contrasto del caro bollette al margine del provvedimento.

Le risorse stanziate, che coprono i mesi di novembre e dicembre 2022, non prevedono novità positive rilevanti rispetto a quanto già visto nei mesi scorsi: in realtà, su gas ed elettricità, si limitano a una semplice proroga del taglio degli oneri di sistema e dell’Iva. Misura del tutto insufficiente a fronteggiare la crescente difficoltà delle famiglie, soprattutto con l’inverno alle porte. 

Incomprensibile e inaccettabile l’esclusione degli utenti domestici dall’accesso alla rateizzazione delle bollette, riservata esclusivamente alle aziende. Sarebbe necessario disporre, almeno, delle garanzie affinché la rateizzazione possa essere effettuata per i cittadini da parte di istituti bancari.

Nella bozza del Decreto non ci è sembrato di scorgere alcun riferimento alla sospensione dei distacchi per morosità: ci auguriamo sia una svista nostra e non del Governo! Se così fosse sarebbe davvero preoccupante.

Confermati, inoltre i tagli delle accise sui carburanti, almeno fino al 31 dicembre.

Una nota positiva si rileva nella proroga del mercato tutelato per i clienti domestici per il gas, che terminerà unitamente a quello dell’elettricità il 10 gennaio 2024. Una misura da noi fortemente richiesta, soprattutto in una fase in cui le aziende sul mercato libero stanno adottando, in molti casi, comportamenti scorretti ed ingannevoli.

Improponibile, inoltre, l’innalzamento al tetto del contante fino a 5.000 euro: come dimostrano innumerevoli studi, analisi, rapporti e ricerche una così elevata circolazione del contante rappresenta un forte rischio di aumento dell’economia sommersa e dell’evasione, che non solo non apportare alcun beneficio alle famiglie, ma anzi le danneggia poiché concorre ad un aumento dell’inflazione.

Anche in tema di superbonus, al netto delle considerazioni sulle criticità esistenti, ci pare del tutto ingannevole far passare la norma che riapre la possibilità di accedere al nuovo bonus per le proprietà unifamiliari per una misura a favore delle famiglie meno abbienti: di certo un nucleo con un reddito reale di 15.000 euro annui difficilmente potrebbe permettersi un’abitazione della tipologia prevista dalla norma.

Complessivamente, il Decreto Aiuti quater risulta, quindi, una sbiadita fotocopia delle misure già adottate, ancora inadeguate. Dei 9 miliardi stanziati solo 1 è destinato ai cittadini. Ad aggravare le preoccupazioni è anche la NADEF 2023 approvata dal Governo nei giorni scorsi che, per il caro bollette stanzia solo 22 miliardi di euro che basteranno, forse, solo fino ad aprile.

Ci auguriamo che il Governo accolga queste osservazioni e si decida, come non avviene da tempo, a convocare un tavolo con i rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori, per ascoltare, dalla voce di chi ne ha esperienza diretta, le esigenze, i problemi e le possibili soluzioni più idonee per tutelare i cittadini”.

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Bollette del gas in calo del 12,9% a ottobre

Alessandro Pertoldi: “Un dato positivo, ma è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo”

PESARO, 8 novembre 2022 – ARERA ha aggiornato  le tariffe del gas per i clienti sul mercato tutelato, per la prima volta su base mensile come spesso sollecitato da Federconsumatori,.   La famiglia tipo, per i consumi effettuati nel mese di ottobre, riceverà, stando ai dati di ARERA, una bolletta con una riduzione del -12,9% rispetto al costo del III  trimestre 2022. La spesa gas per una famiglia nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° novembre 2021 e il 31 ottobre 2022) sarà di circa 1.702 euro, +67% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente.

Seppure in diminuzione le famiglie ancora non possono tirare un sospiro di sollievo: il costo del gas rimane su livelli elevatissimi, si tratta di un dato particolarmente allarmante, soprattutto in vista dell’inverno. Guardando ai dati relativi all’andamento del costo del gas sui mercati si rileva una progressiva, anche se ancora lenta, discesa dei prezzi del gas nel mese di ottobre, quello preso in considerazione per l’attuale determinazione del prezzo.

Era prevedibile, dunque, coerentemente con tali tendenze, una diminuzione delle tariffe, che però ancora non è sufficiente a far fronte alle difficoltà delle famiglie. È fondamentale agire, ora, mettendo a disposizione dei cittadini tutte le misure necessarie per affrontare la difficile situazione che il Paese sta attraversando. Ecco perché non basta intervenire sulle tariffe, ma è indispensabile:

·         Disporre la sospensione dei distacchi per morosità, oggi in larghissima parte legata a situazioni di profondo disagio e povertà, prevedendo anche la possibilità di una lunga rateizzazione delle bollette garantita dallo Stato e, insieme, un divieto più stringente alle modifiche contrattuali decise unilateralmente dalle aziende fornitrici di energia;

·         Incrementare l’importo dei bonus per energia, gas e acqua e allargando la platea dei beneficiari, attraverso l’innalzamento delle soglie ISEE, insieme con la costituzione di un Fondo di contrasto alla dilagante povertà energetica;

·         Riformare la bolletta, riducendone stabilmente gli oneri fiscali e parafiscali;

·         Prolungare, con un provvedimento di urgenza, il regime di maggior tutela per luce e gas (quest’ultimo dovrebbe terminare già il 31 dicembre 2022);

·         Prevedere un reale albo dei venditori, accreditati in base a requisiti e garanzie in termini di solidità, affidabilità, qualità del servizio e sostenibilità ambientale e sociale;

·         Ridefinire il sistema di formazione dei prezzi dell’energia, considerando la media ponderata dei costi delle diverse fonti e disaccoppiando elettricità e gas, per contrastare più efficacemente le speculazioni (considerando le forti spinte al rialzo del costo dell’elettricità), anche senza aspettare l’Europa, come fatto da Grecia, Spagna e Portogallo;

·         Pianificare una politica industriale ed energetica di rilancio degli investimenti sulle fonti rinnovabili e sulle tecnologie di accumulo, adottando misure di sostegno allo sviluppo delle comunità energetiche.

Le risorse per mettere in atto tali misure possono e devono essere ricavate anche dal rafforzamento degli strumenti di supertassazione degli extra-profitti realizzati dalle grandi imprese energetiche e da altre aziende in settori quali quello farmaceutico, finanziario, creditizio e dell’e-commerce. Sono queste le misure che ci aspettiamo dal Governo, affinché dia seguito a quanto promesso ai cittadini.

Alessandro Pertoldi

(Presidente Federconsumatori Pesaro Urbino)

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Telemarketing: estesa anche ai cellulari la possibilità di bloccare le chiamate a scopo promozionale

Da mercoledì 27 luglio diventa operativo il nuovo registro delle opposizioni

Dopo anni di attesa il 27 luglio diventa operativo il nuovo registro delle opposizioni che consente agli utenti di bloccare le chiamate a scopo promozionale non più solo sulle linee telefoniche fisse ma anche per le numerazioni non inserite negli elenchi telefonici pubblici, sui numeri di cellulare nonché l’estensione della normativa alle chiamate effettuate con sistemi automatizzati (quindi senza operatore).

L’iscrizione al nuovo Registro consentirà di negare il consenso a comunicazioni pubblicitarie o di vendita diretta, ricerche di mercato o di comunicazione commerciale effettuate tramite operatore o con sistemi automatizzati o posta cartacea.

Sono esclusi dall’applicazione i trattamenti per finalità statistiche degli enti ed uffici di statistica appartenenti al Sistema statistico nazionale ed i consensi prestati nell’ambito di specifici rapporti contrattuali in essere, ovvero cessati da non più di trenta giorni, aventi ad oggetto la fornitura di beni o servizi, per i quali è comunque assicurata, con procedure semplificate, la facoltà di revoca.

L’iscrizione gratuita al registro potrà essere effettuata ex novo, rinnovata e revocata in qualsiasi momento, mentre le numerazioni già presenti nell’attuale registro verranno automaticamente iscritte nel nuovo.

Gli utenti si potranno iscrivere attraverso: un modulo elettronico sul sito web www.registrodelleopposizioni.it; chiamando il  numero verde 800 265 265 dalla linea telefonica corrispondente a quella per cui si chiede l’iscrizione; inviando una mail all’indirizzo iscrizione@registrodelleopposizioni.it cui allegare il modulo compilato, oppure trasmettendo il modulo con raccomandata A/R indirizzando la comunicazione a GESTORE DEL REGISTRO PUBBLICO DELLE OPPOSIZIONI – ABBONATI – UFFICIO ROMA NOMENTANO – CASELLA POSTALE 7211 00162 ROMA RM)

Le iscrizioni saranno valide entro il giorno lavorativo successivo alla ricezione della richiesta.

Gli “sportelli” di Federconsumatori Pesaro Urbino sono a disposizione dei cittadini su appuntamento per ulteriori informazioni ed assistenza chiamando il numero 0721.4201.

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Federconsumatori: contrazione vendite nel settore alimentare

I dati diffusi ieri dall’Istat sull’andamento del commercio rivelano una situazione di forte incertezza.

Pesaro, 12 luglio 2022 – Per Federconsumatori da un lato diminuiscono i consumi nel settore alimentare: su base tendenziale a maggio si registra una diminuzione in volume del -2,8% con una crescita in valore, invece, del +4,5% che rivela a pieno l’impatto della spinta inflattiva su tali beni. Aumentano, dall’altro lato, le vendite dei beni non alimentari, sempre in termini tendenziali, del +6,8%, con un impatto notevole, in valore, del +9,1%. Crescono i consumi soprattutto nel settore delle calzature e degli articoli da viaggio, dell’abbigliamento, ma anche degli elettrodomestici, della gioielleria/orologeria, dei profumi e della cura della persona, beni non essenziali che riguardano segmenti di mercato con un target di clientela dal reddito medio-alto.

Non bisogna commettere l’errore di scambiare la crescita delle vendite in tali settori come un segnale di evidente ripresa. Si tratta, infatti, di una crescita che giunge dopo la vera e propria débâcle avvenuta nel II trimestre del 2020, con una contrazione delle vendite nel settore non alimentare del -25,6% (in valori tendenziali).

I fattori che potrebbero contribuire all’aumento dei consumi in tali comparti, oggi, sono diversi e di svariata natura. Da un lato vi è il periodo, quello di maggio, in cui le famiglie, spenti definitivamente i riscaldamenti, speravano di essersi lasciate alle spalle la stagione dei maggiori rincari del gas e si sono potute concedere qualche spesa in più. Dall’altro lato vi potrebbe essere un importante fattore psicologico: in situazioni di crisi, aggravate in questa fase dalla guerra e dalla pandemia in corso, crescono i consumi consolatori. Non è un caso che a crescere siano le vendite in settori come quello delle calzature, della gioielleria o della profumeria.

A conferma del fatto che non siamo di fronte ad una ripresa si aggiungono i primi dati sull’andamento dei saldi in corso, che rilevano un rallentamento della spesa pro-capite.

Il vero freno e il vero segnale di allarme sulla situazione che le famiglie stanno vivendo è la contrazione, per il quinto mese consecutivo, del volume di vendite nel settore alimentare.

Ecco perché è necessario analizzare i dati con prudenza, senza cadere nella tentazione di evocare riprese inesistenti, che possono divenire l’alibi per non mettere in atto operazioni fondamentali ed urgenti per il Paese: a partire dai sostegni a favore delle famiglie in difficoltà e da una tassazione più equa, con una lotta determinata all’evasione fiscale, fino all’adozione di efficaci misure di contrasto alle intollerabili speculazioni a cui stiamo assistendo. Per questo, tra le proposte presentate al Governo insieme alle altre Associazioni dei Consumatori, abbiamo chiesto di rafforzare i compiti di sorveglianza e i poteri sanzionatori delle Autorità indipendenti e di Mr. Prezzi, oltre all’attivazione, presso le prefetture, di comitati territoriali di sorveglianza sui prezzi, per monitorarne l’andamento e contrastare fenomeni speculativi in sinergia, appunto, con Mr. Prezzi.

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Benzina: i prezzi dei carburanti dovrebbero attestarsi almeno a 32 centesimi in meno

 A causa di tale sovrapprezzo gli automobilisti, solo per costi diretti, pagano +384 euro annui

Non accennano a frenare gli aumenti sui carburanti, che oggi si attestano a 2,069 euro al litro la benzina e a 2,006 euro al litro il gasolio.

Solo un mese fa il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self era di 1,83 euro al litro, il prezzo del diesel di 1,835 euro al litro.

Si tratta di livelli allarmanti, ancora molto al di sopra di quelli a cui si dovrebbero attestare i costi dei carburanti, a maggior ragione alla luce del taglio delle accise operato dal Governo per calmierare i costi dei carburanti.

L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, tenendo conto delle variazioni del costo del petrolio, del livello di cambio e del taglio delle accise, ha calcolato che oggi sui carburanti vi è un sovrapprezzo di circa 32 centesimi. Questo si traduce, per una famiglia che effettua 2 pieni al mese di circa 50 litri, in un aggravio di 384 euro annui.

I rincari, uniti alle spinte speculative, fanno lievitare a dismisura i prezzi dei beni di largo consumo, trasportati per oltre l’86% su gomma, tanto da spingere le famiglie a un numero sempre maggiore di rinunce e tagli alla propria spesa, persino nel settore alimentare.

Ecco perché si rende indispensabile un intervento più incisivo:

  • per contrastare le speculazioni in atto, sia sul mercato interno che sui mercati internazionali,
  • per rendere strutturale la riduzione delle accise,
  • per adottare nuove misure utili a porre freno ai rincari, definendo un tetto massimo ai prezzi presso i distributori,
  • per definire il carico dell’iva al costo netto dei carburanti, non più sull’importo comprensivo di accise, come avviene invece oggi con l’applicazione di una tassa sulla tassa.

Per il presidente nazionale di Federconsumatori Michele Carrus: “Il serio, determinato, ma soprattutto tempestivo controllo sui “furbetti della pompa”, unito alla definizione di precise regole sulla determinazione dei prezzi e sull’applicazione della tassazione sono necessarie e fondamentali in una fase delicata come quella che il Paese sta attraversando e non possono essere più rimandate.”

Pesaro, 17 giugno 2022

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Stagione balneare impennata dei prezzi

Per Federconsumatori aumenti del 4-5% attendono gli italiani sotto l’ombrellone

Pesaro, 5 maggio 2022 – E’ prossimo l’avvio di una stagione balneare che presenterà numerose novità rispetto a quelle dei due anni precedenti. Terza estate contraddistinta dalla pandemia ma con minori restrizioni e misure di contenimento.

Il cauto ritorno alla normalità, insieme alla previsione di una più forte affluenza sulle spiagge italiane e ad un aumento dei costi energetici, sta producendo un generale rincaro delle tariffe presso gli stabilimenti.

L’osservatorio nazionale Federconsumatori ha effettuato il consueto monitoraggio sui prezzi dei servizi balneari che nel 2022 registrano aumenti tra il 4% e il 5%.

Nel dettaglio, crescono il costo della sdraio, dell’ombrellone e dell’abbonamento giornaliero. La ristrettezza dei bilanci familiari spinge i cittadini ad optare per fruizioni più brevi e meno onerose di tali servizi: sempre meno scelgono abbonamenti mensili o stagionali.

Per garantire la sicurezza dei cittadini i gestori degli stabilimenti possono attenersi alle nuove linee guida per la ripresa delle attività economiche.

Il distanziamento tra gli ombrelloni sarà tale da garantire una superficie di almeno 7,5 m² e non più di 10 m² (fatta eccezione per alcune regioni come l’Emilia-Romagna che ha scelto misure più restrittive rispetto al resto d’Italia).

Anche sedie a sdraio e lettini nei settori senza ombrelloni si avvicinano: il metro di distanza a cui ci eravamo abituati non dovrà più essere garantito. Rimane, invece, per i gestori degli stabilimenti l’obbligo di disinfettare le postazioni a ogni cambio di clienti.

Tornano anche sport e fitness: in spiaggia sarà possibile praticare sport individuali come racchettoni, surf, windsurf o kitesurf, ma anche attività di gruppo come il beach volley, acquagym, biliardino e tornei di carte, seppure rispettando le misure di prevenzione.

Anche l’ingresso nelle piscine all’aperto o al chiuso sarà consentito senza certificazione verde COVID-19.

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Prezzi: sono necessarie misure di sostegno alle famiglie e azioni di contrasto alle speculazioni

Federconsumatori Pesaro Urbino: la spesa settimanale di una famiglia di 4 persone a marzo lievita del + 13,7% rispetto al 2021

Dal gas ai carburanti, dalla farina ai mangimi animali, dai concimi ai metalli: purtroppo sono molte le tensioni a cui stiamo assistendo sui mercati internazionali, alcune iniziate già prima dell’inizio della guerra in Ucraina.

Il 16 marzo l’Istat ha confermato conferma la crescita dell’inflazione al +5,7% su base annua, aumento che non si registrava dal 1995.

Tutto ciò pesa fortemente sulle famiglie e sulle spese che devono sostenere, costringendole spesso a molte rinunce.

L’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) ha aggiornato le stime complessive degli aggravi a carico delle famiglie, che ammontano a +2.354,98 euro annui.

L’aumento diventa evidente ed allarmante se guardiamo ad un paniere di beni “essenziali” per una famiglia composta da 2 adulti e 2 ragazzi, il cui costo ammonta a 378,28 Euro a settimana, pari al +13,7% rispetto allo scorso anno.

Le voci che aumentano in modo più marcato risultano, come è facilmente immaginabile, la benzina (+42%), luce e gas (+36%), ma crescono anche i prezzi di frutta e ortaggi freschi (+28%), carne e uova (+21%) nonché pane e pasta (+10%).

Tutti prodotti fondamentali, i cui aumenti hanno un forte impatto soprattutto sui bilanci delle famiglie meno abbienti, per le quali, da tempo, sosteniamo sia necessario disporre maggiori sostegni.

È urgente, inoltre, che il Governo intervenga non solo sul fronte delle tariffe di luce e gas, ma anche su quello dei carburanti, azzerando le accise e abbassando la tassazione, per un risparmio complessivo di 1.102 euro annui ad automobilista.

A fianco di tali operazioni è indispensabile avviare un attento controllo per contrastare e sanzionare severamente speculazioni sui prezzi, ingiustificabili in ogni momento, a maggior ragione in una fase delicata come quella che siamo attraversando. Federconsumatori ha avviato attività di monitoraggio e di controllo su eventuali fenomeni speculativi o intese restrittive sui prezzi, invitiamo i cittadini a segnalarci abusi e anomalie, per effettuare le giuste segnalazione alle autorità competenti.

Di seguito le tabelle con il costo settimanale del paniere essenziale e il confronto con il 2021.

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Benzina a costi insostenibili: vanno azzerate le accise

Il presidente Federconsumatori Alessandro Pertoldi: “Il risparmio per le famiglie sarebbe di 874 euro annui

PESARO – Continua la corsa dei prezzi dei carburanti, che oggi superano quota 2,00 Euro al litro (nel dettaglio 2,12 la benzina e 2,17 il diesel).

Un costo insostenibile per gli automobilisti e per tutti i cittadini, che pagano tali aggravi in termini di rincari generalizzati sui prezzi di beni e servizi. L’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato le stime relative agli aggravi che le famiglie dovranno fronteggiare nel 2022, calcolando che i rincari complessivi ammonteranno a +2.354,98 Euro. Di questi, ben 478 sono imputabili ai soli carburanti, visti gli aumenti già registrati da gennaio ad oggi.

Si tratta di una situazione allarmante, che il Governo è chiamato ad affrontare con urgenza disponendo l’azzeramento totale delle accise e una forma di sgravio ulteriore, ad esempio sotto forma di credito di imposta, per i mesi di marzo e aprile, per le aziende di autotrasporto. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che oltre l’86% dei beni nel nostro Paese sono trasportati su gomma, per questo è fondamentale intervenire per scongiurare il blocco delle attività di fornitura di beni nei punti vendita, che comporterebbe difficoltà nel reperimento dei prodotti, corsa all’accaparramento e possibili fenomeni speculativi.

Le accise, che da tempo gravano sui carburanti, sono aggravate dall’IVA: un meccanismo assurdo ed inspiegabile che denunciamo da tempo e che, oggi, appare ancor più inaccettabile.

Ecco perché, al fianco di una necessaria riforma e revisione complessiva di accise e oneri che appesantiscono i costi di bollette e carburanti, è necessario avviare in questa fase misure straordinarie, agendo immediatamente per decreto.

Azzerando le accise (che ammontano a circa 0,72 Euro al litro per la benzina e 0,62 per il gasolio), la benzina oggi costerebbe 1,39 Euro al litro e il gasolio 1,55 Euro al litro, con un risparmio, in termini annui, di circa 874 Euro.

Un risparmio ulteriore, pari a 228 Euro annui, si avrebbe applicando ai carburanti l’IVA agevolata al 10% e non, come avviene oggi, al 22%.

Inoltre, invitiamo ad effettuare maggiori controlli e a sanzionare severamente chi tenta di lucrare su tale situazione, aumentando impropriamente i prezzi già così elevati o facendo leva su costi più convenienti per vendere carburante contraffatto.

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I rincari nel 2022 rischiano di raggiungere quota + 2.354 euro

Il Presidente Federconsumatori Pesaro Urbino Alessandro Pertoldi: “E’ necessario colmare il divario tra le famiglie più abbienti e quelle con minori disponibilità economiche

PESARO, 9 marzo 2022 – Destano preoccupazione i dati che emergono dall’andamento dei consumi delle famiglie nel 2021, che evidenziano una forte spaccatura tra i nuclei più abbienti e quelli meno abbienti. I primi, infatti, registrano nel 2021 una crescita dei propri consumi del +6,2%, secondo l’Istat, quelli con minori disponibilità economiche solo del +1,7%.

Dati che vanno pesati attentamente, sia in considerazione delle forti dinamiche inflazionistiche, sia alla luce del progressivo abbandono delle limitazioni e restrizioni dettate dal contenimento della pandemia.

Si tratta di un andamento che, alla luce dei forti rincari in atto, è purtroppo destinato a peggiorare, aumentando divari e disuguaglianze tra chi può permettersi di sostenere gli aumenti e chi no.

Pane, pasta, farina, carburanti, carne, prodotti alimentari in genere, oltre ovviamente a luce, gas e acqua, sono le voci che cresceranno maggiormente.

A inizio anno l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori aveva stimato un aumento, nel corso del 2022, di +1.719,98 Euro.

Alla luce del conflitto in Ucraina e delle tensioni sui mercati internazionali tali aggravi sono destinati ad aumentare ulteriormente rispetto alle stime di gennaio: di +288 Euro per quanto riguarda le ricadute dirette dovute all’impennata dei carburanti, di +129 Euro per il settore alimentare, nonché di +218 Euro per le tariffe di luce, gas e acqua.

Cifre che fanno lievitare la stima di aumento a +2.354,98 Euro.

Un aumento che risulterà insostenibile per molti. Per questo è fondamentale che il Governo intervenga non solo sul fronte delle tariffe, per contenere gli aumenti e garantire nuove fonti di approvvigionamento, ma anche per sostenere le famiglie che si trovano in situazione di maggiore difficoltà. È necessario ogni sforzo in questa direzione, a partire da una revisione della riforma fiscale che, così come disposta, non sarà in grado di garantire una maggiore equità, ma anzi non farà altro che accrescere disparità e disuguaglianze.

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Energia: accordo tra Enel/Sen e associazioni dei consumatori

Energia: accordo tra Enel/SEN e le associazioni dei consumatori per la rateizzazione delle bollette a condizioni più vantaggiose di quelle previste da ARERA

Mentre le drammatiche vicende legate all’invasione russa in Ucraina incidono in maniera molto pesante sulla crisi energetica in Europa, Federconsumatori ha ottenuto, insieme alle altre associazioni dei consumatori riconosciute dal CNCU, un importante accordo con Enel/SEN per la rateizzazione fino a 12 mesi degli importi fatturati ai clienti.

La Delibera n. 636/2021/R/COM del 30 dicembre 2021 permetteva la rateizzazione, ma a condizioni non molto vantaggiose per gli utenti finali: questi ultimi per accedere alla dilazione del pagamento, infatti, dovevano attendere la scadenza della bolletta non pagandola, poi corrispondere il 50% dell’importo in unica soluzione e, successivamente, rateizzare in 10 mesi il restante 50%. Soluzione che, di fatto, prevede unicamente la rateizzazione dell’aumento, che a gennaio è stato del 55% per l’energia elettrica e del 41,8% per il gas.

Tale rateizzazione è consentita per le fatture emesse dal 1° gennaio al 30 aprile 2022.

L’accordo raggiunto con Enel/SEN, invece, permette ai clienti domestici la possibilità di attivare un piano di rateizzo fino a 12 mesi per il pagamento delle bollette luce e gas, con rate di importo costante, senza anticipo e senza rata minima, indipendentemente dall’importo della fattura. Il tutto senza applicazione di interessi di mora o interessi di dilazione. Inoltre, grazie ai canali dedicati alle Associazioni dei Consumatori, sarà possibile valutare anche soluzioni che rispondano alle esigenze specifiche degli utenti.

Inoltre, le Associazioni dei Consumatori ed Enel/SEN si sono impegnate ad attivare un tavolo di confronto sui temi legati al caro energia, al fine di monitorare e modulare il contenuto dell’accordo.

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