Andrea Piccolo è il nuovo coordinatore regionale Filctem Cgil Marche, la categoria che si occupa dei lavoratori impiegati nei settori dell’energia, della chimica-farmaceutica, tessile-moda, gomma-plastica e vetro. Subentra a David Visani, entrato a far parte della segreteria provinciale Cgil Ancona. Segretario generale Filctem di Pesaro e Urbino dal 2019, Piccolo porta nel nuovo incarico un percorso costruito interamente dentro l’organizzazione, tra il territorio del Montefeltro e la contrattazione industriale.
Nato ad Arezzo nel 1983, si trasferisce a Urbino per studiare giurisprudenza; nel 2006 fonda l’associazione studentesca Fuorikorso, viene eletto rappresentante degli studenti in Facoltà e l’anno seguente entra nel Senato Accademico, arrivando alla presidenza del Consiglio degli Studenti. È in quella stagione di sindacalismo studentesco che incontra la Cgil.Nel 2016 entra in Cgil come funzionario dell’industria per Fillea, Fiom e Filctem, nell’Alto Montefeltro.Nel 2018, è tra i promotori di un esposto che denuncia le condizioni di sfruttamento di ottanta lavoratori pakistani, impiegati in diverse aziende del Montefeltro: un atto di denuncia che segna il suo impegno concreto sul fronte del contrasto al caporalato, e il cui processo è tuttora in corso. Nel 2019 arriva l’elezione a Segretario generale Filctem di Pesaro e Urbino.
” Dietro la sigla Filctem ” – dichiara Piccolo – ” c’è un pezzo di economia reale che, soprattutto nelle Marche, sta faticando: il tessile e il calzaturiero, specie quello artigiano, stretto tra la concorrenza dei prezzi bassi e una subfornitura che spesso lavora sull’orlo del margine zero. È un mondo fatto di piccole imprese e di lavoratori che spesso non hanno nemmeno gli strumenti per farsi sentire. E’ qui che dobbiamo esserci prima che sia troppo tardi. Poi, c’è la nautica, un settore che ci riempie la bocca quando parliamo di eccellenza marchigiana ma dove bisogna tenere gli occhi aperti su appalti e subappalti: la qualità del prodotto non può reggersi sullo sfruttamento di chi lavora lungo la filiera. E, infine, le multiutility del gas e dell’acqua, insieme al comparto energetico più in generale: qui la transizione ecologica rischia di diventare uno slogan buono per i convegni se non si traduce in investimenti veri e in garanzie per chi ci lavora oggi. Sono mondi diversi, con problemi diversi. Il ruolo della Filctem è quello di stare dentro le difficoltà dei territori e non raccontarle da fuori.”
