Il “Polo della Longevità”, più ombre che luci

I dubbi della Cgil sulla maxi struttura per anziani a Vallefoglia

Pesaro, 10 agosto 2022 – Il mega progetto ormai prossimo all’inaugurazione all’Apsella di Vallefoglia, di una casa per anziani con 240 posti e un complesso residenziale di 23 appartamenti sempre per anziani ma autosufficienti oltre ad un’area verde e altri servizi socioculturali non convince la Cgil provinciale che esprime il proprio disappunto in una nota firmata dal Segretario generale Roberto Rossini, da Loredana Longhin (Spi) e Vania Sciumbata (Fp).

“Questo progetto – scrivono – per quello che ne sappiamo (non c’è mai stato un confronto) presenta forti elementi di criticità sotto vari profili.

Prima di tutto dal punto di vista metodologico. Dal 2017, data di inizio del progetto ad oggi, non vi è mai stata una vera interlocuzione con le organizzazioni sindacali eppure le occasioni non sono mancate perché in questi anni ci sono stati momenti di confronto sia con il Comune di Vallefoglia che con quello di Pesaro.

Come Cgil, abbiamo partecipato assieme alle altre associazioni, alla stesura del piano sociale d’ambito, ma di questo progetto non si è mai discusso.

Ci lascia stupefatti come si possa pensare di realizzare un progetto così vasto su  temi  strategici che vanno dalla sanità, ai servizi socio sanitari, all’ occupazione, al rapporto con il territorio, saltando completamente il confronto con il sindacato.

Tanti e di diversa natura sono gli interrogativi sulla nascita di questa nuova struttura sui quali ci auguriamo di ricevere presto delle risposte.

Dal punto di vista strettamente sanitario, l’intervento del privato nella gestione della sanità pubblica non ci piace. Anzi, questa operazione che mette insieme un gruppo immobiliare e una fondazione religiosa è il preludio dello smantellamento di un’idea di sanità pubblica.

Qualche giorno fa la Regione ha stabilito per legge la chiusura di Marche Nord con tutto ciò che questo comporterà e in compenso  ci si affida a privati.

Sotto il profilo sociale c’è da chiedersi: ma siamo davvero sicuri che il polo della longevità risponda ai bisogni degli anziani oppure li ghettizza, creando la città di serie A e la città di serie B?

Siamo davvero sicuri che una struttura di tale portata sia in grado di rispondere agli obbiettivi di inclusività e solidarietà di cui hanno bisogno gli anziani? Siamo sicuri che si realizzi in questo modo la coesione sociale?

Siamo davvero certi che l’istituzionalizzazione sia la soluzione migliore o abbiamo già dimenticato le immagini del 2020  su quello che accadeva nelle case di riposo durante la prima fase della pandemia?

Siamo sicuri che questo progetto sia in linea con quanto previsto dal Pnrr che nelle indicazioni parla di domiciliarità e assistenza territoriale?

E per quanto riguarda l’aspetto occupazionale, il reclutamento di 300 addetti sociosanitari e 170 assunzioni stabili, è sicuramente un dato positivo, ma sarebbe interessante sapere come si reperiscono queste professionalità vista la carenza ormai strutturale di personale sociosanitario”.

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Lotta al precariato: il Comune di Pesaro stabilizza il personale dei servizi educativi

Michele Niger (Fp Cgil): hanno accolto le nostre istanze

Pesaro, 4 agosto 2022 – “La Fp Cgil Pesaro Urbino accoglie con favore il percorso da noi indicato e che il Comune di Pesaro ha seguito: abbiamo infatti  chiesto più assunzioni di educatrici nido e insegnanti  di scuola dell’infanzia per poi trasformarle  (parzialmente) in stabilizzazioni del personale precario.

Mercoledì 3 agosto, infatti, dal Comune sono stati pubblicati i bandi che prevedono l’assunzione a tempo indeterminato, tramite la stabilizzazione prevista dalla legge, di due educatrici e due inseganti.

Per la Fp Cgil è essenziale il potenziamento dei servizi educativi a gestione diretta degli enti locali al fine di garantire un servizio di qualità alla cittadinanza che permetta continuità con le famiglie e allo stesso tempo al personale impiegato, non dovendo terminare la propria attività perché raggiunti 3 anni di lavoro a tempo determinato.

Questo è solo l’inizio del percorso poiché  la FP Cgil è sempre in prima linea per la tutela dei lavoratori e creare le condizioni di un lavoro stabile e di qualità perché il servizio pubblico è valore pubblico per la   collettività”.

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Fp Cgil e Cisl Fp: le nostre richieste al ministro Franceschini

Pesaro, 4 luglio 2022 – La giornata odierna segna l’inizio di una mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del ministero della Cultura contro l’inammissibile situazione di degrado organizzativo di tutti i cicli lavorativi interni al dicastero.

“Nel nostro Paese – scrivono Vania Sciumbata, Fp Cgil e Francesco Todaro, Cisl Fp  Pesaro Urbino – famoso in tutto il  mondo proprio per il suo immenso patrimonio artistico e culturale non possiamo più tollerare l’indifferenza con la quale il governo e il ministro Dario Franceschini stanno affrontando i nodi strutturali del declino del lavoro all’interno del ministero e dei servizi alla cultura; non possiamo più tollerare la mancata programmazione delle assunzioni e dei fabbisogni cui si aggiunge la totale assenza di tutele per i lavoratori esternalizzati.

Nel 2024 che vedrà la città di Pesaro protagonista quale ‘Capitale italiana della Cultura’ va colta l’opportunità che un tale riconoscimento produce in termini di visibilità e di investimenti  per l’intero territorio provinciale e quindi non c’è più tempo da perdere: in numerose strutture, infatti,  la carenza di organico degli addetti alla vigilanza e accoglienza sfiora il 33 per cento rispetto alla dotazione.

E’ pertanto necessario procedere con un piano straordinario di assunzioni anche attraverso l’immediato assorbimento di tutta la graduatoria del concorso AFAV, comprensiva degli idonei, con l’avvio immediato dei concorsi autorizzati, con la previsione di riserve per il personale interno e per i contratti flessibili nonché l’ampliamento delle previsioni numeriche a copertura delle attuali carenze.

Chiediamo inoltre l’avvio di un confronto che impegni l’Amministrazione in un piano di investimenti straordinario per la digitalizzazione delle prassi amministrative interne e una adeguata e coerente regolamentazione delle forme di lavoro da remoto.

Allo stesso tempo vogliamo un impegno concreto per la piena applicazione di tutti i nuovi istituti contrattuali (ordinamento professionale, attuazione delle progressioni economiche e di quelle giuridiche tra le aree del personale).

Questi sono alcuni dei punti chiave della vertenza nazionale su cui chiediamo di aprire un confronto reale e costruttivo con il ministro Franceschini e certamente, qualora non dovessimo ricevere risposte, avvieremo una massiccia mobilitazione, portando all’attenzione dell’opinione pubblica la gravità della attuale situazione.”

Vania Sciumbata (Fp Cgil) Francesco Todaro (Cisl Fp)

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Sanità: la Regione coinvolga anche le parti sociali

Crisi di sistema, la denuncia e le proposte della Fp Medici e della Fp Cgil provinciale

Pesaro, 6 giugno 2022 – Da molti mesi come Fp CGIL e FP MEDICI denunciamo la crisi di sistema della sanità pubblica della nostra provincia che ha toccato tutti i punti nevralgici indispensabili nella tutela del diritto di salute (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici della guardia medica, medici del 118, dipartimento dell’emergenza).

In attesa, ormai con poca speranza, di interventi di carattere straordinario e strutturale della politica nazionale che finora pare non aver compreso di essere sul punto di collasso del sistema pubblico, un intervento necessario ed urgente di carattere riorganizzativo della Regione non è più rimandabile.

Il caso del bando di operatori economici per coprire turni in Pronto soccorso nell’Azienda Marche Nord fa seguito a quelli di Area Vasta 1 che hanno riguardato purtroppo non solo il dipartimento di emergenza e viene contestualmente alla scelta di Asur di predisporre un appalto regionale per la gestione dei turni di tutti i Pronto soccorso delle Marche.

D’altra parte il numero dei professionisti che operano nei vari presidi non è più sufficiente a garantire con personale interno il servizio.

Abbiamo studiato anche protocolli e proposte di legge adottati in altre regioni che hanno lo stesso problema ( Emilia Romagna, Toscana,  Campania, Piemonte ) e in tutte queste ragioni si sta predisponendo un ripensamento dei rapporti tra ospedale e territorio con un più diretto coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta (la Fp medici chiede da tempo che vengano inseriti in modo strutturale nel sistema pubblico), e   investimenti importanti  nel potenziamento della diagnostica e della telemedicina oltre a una valorizzazione dell’apporto di professionisti sanitari non medici.

La risposta arrivata fino ad ora dalla politica di livello nazionale è assolutamente insufficiente.  In una regione come la nostra che ha solo una università dove è presente la facoltà di Medicina il mancato intervento di livello nazionale rischia di far esplodere in modo drammatico la situazione con immaginabili riflessi sui bisogni dei cittadini e sui diritti dei lavoratori del settore.

Per questo ci auguriamo che la Regione, che ha annunciato interventi strutturali sugli assetti della sanità e che dovrà poi ridisegnare il piano socio sanitario, inizi un percorso di sistematico ed effettivo coinvolgimento delle parti sociali perché in una fase così delicata e critica non ci possono essere dubbi sul fatto che sia necessario superare divisioni e polemiche nell’ottica della tutela del bene comune.”

Fp Cgil Medici Pesaro Urbino

Fp Cgil Pesaro Urbino

Vania Sciumbata Cgil Pesaro Urbino

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Sanità: cronica carenza di medici

Roberto Rossini e Vania Sciumbata: “servono soluzioni veloci e condivise per evitare il collasso del sistema

PESARO, 28 marzo 2022 – Da molti mesi sia la FP che la CGIL Pesaro Urbino denunciano in tutte le sedi possibili (incontri pubblici, sindacali, media) la grave criticità che si sta determinando nella nostra provincia a causa della cronica carenza di medici da impiegare sia nell’ambito della sanità territoriale (medici di base, pediatri di libera scelta, medici della guardia medica, medici del 118) che nell’ambito ospedaliero (medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza e pediatri).

“Siamo di fronte – scrivono in una nota congiunta Roberto Rossini, segretario generale Cgil Pesaro Urbino e Vania Sciumbata, segretaria generale Fp Cgil provinciale –  a un problema strutturale molto importante e aggravato da un ritardo inspiegabile della politica nazionale in ordine alla riprogrammazione; c’è la necessità di intervenire in tempi rapidi e con misure eccezionali a livello locale per evitare il collasso di sistema che abbiamo già visto in alcune realtà.

A livello locale e in sede decentrata abbiamo cercato soluzioni economiche nei limiti del possibile (nell’azienda ospedaliera Marche Nord è stata alzata la voce perequativa a favore dei medici del pronto soccorso con un beneficio economico importante ma assolutamente insufficiente rispetto al carico di lavoro e di stress che si deve sopportare).

Abbiamo quindi sollecitato l’Asur a valutare l’aumento dei compensi ai medici della guardia medica e suggerito di intervenire per superare alcune incompatibilità davvero incomprensibili in uno stato di grave carenza di organici come quello che stiamo vivendo.

Abbiamo denunciato pubblicamente le aggressioni al personale rivendicando la necessità di presìdi di sicurezza che sono stati adottati e abbiamo condiviso all’interno dell’Aormn, già nel mese di dicembre, un protocollo per compensare la grave carenza organica di medici specialisti (dal 1 gennaio 2020 al 1 gennaio 2022 nel pronto soccorso di Marche Nord i medici sono passati da 38 a 25 mentre a Urbino da tempo si sono attivate cooperative).

Tutto ciò evidentemente non è sufficiente ed è per questo che crediamo che  non sia più rimandabile la presentazione del piano socio sanitario e che  sia necessario affrontare una discussione regionale e provinciale con coloro che hanno ha responsabilità politica per comprendere in modo chiaro l’assetto ospedaliero che si intende realizzare e il progetto di riorganizzazione della sanità territoriale su cui si vuole investire, anche grazie alle risorse del PNRR e che quella sia l’occasione per discutere anche di scelte organizzative che possano compensare la carenza di medici dell’emergenza come accaduto in altre realtà ( integrazione dei medici del 118, ad esempio).

Riteniamo quindi fondamentale che la Regione, dopo la fase di ascolto (a tal  proposito in tutte le occasioni pubbliche di confronto solo i sindacati confederali hanno preso la parola per indicare criticità e possibili soluzioni, spiace che all’epoca nessun sindacato della categoria dei medici sia intervenuto)  garantisca un percorso di confronto e condivisione per adottare soluzioni veloci e condivise sia per quanto concerne la riorganizzazione della rete ospedaliera sia per quanto riguarda l’assetto della sanità territoriale. Bisogna discuterne ora, decidere avendo presente un quadro d’insieme, tralasciare sterili polemiche e trovare soluzioni. Noi siamo pronti da mesi”.

Roberto Rossini Segretario generale CGIL Pesaro Urbino

Vania Sciumbata Segretaria generale FP Pesaro Urbino

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Stato di agitazione vigili del fuoco: lettera al personale

Cgil VV.F                                         Cisl VV.F                                                               Confsal VV.F

Nella giornata di lunedì 21 febbraio si è svolta la programmata procedura di conciliazione presso la Direzione Marche, presieduta dal Direttore regionale.

Procedura conseguente alla proclamazione dello stato di agitazione proclamato unitariamente dalla Cgil VV.F, Cisl VV.F e Confsal VVF Pesaro.
L’iniziativa unilaterale intrapresa dal Comando in merito alla cancellazione e successivamente al “congelamento” delle ore presenti in banca del tempo, ha causato l’apertura della vertenza con il Comando.
A nulla sono servite le sollecitazioni espresse al tavolo da tutte le OO.SS e dallo stesso Direttore, per addivenire ad una conciliazione.

Le organizzazioni sindacali in ultima istanza hanno chiesto al Comando di porre un quesito al Dipartimento ed in attesa della risposta il personale possa comunque avere la possibilità di usufruire di tutte le ore accumulate in banca ore avendole già rese ivi compreso quelle accumulate in precedenza ai cinque anni del termine di prescrizione paventato da Comandante, visto che sino ad oggi nessun Comando in Regione ha applicato la norma in questa modalità.

Il Comandante si è dimostrato indisponibile a rivedere la propria posizione rivendicando la legittimità delle proprie decisioni.
Per questo le OO.SS si sono viste costrette a non conciliare e mantenere aperta la vertenza riservandosi di intraprendere iniziative a  sostegno e a tutela di tutto il personale.

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Allarme di Fp Cgil Marche e medici: nella sanità pubblica entra il privato. A Urbino e Pergola rischio caos e incertezza

Ancona,16 febbraio 2022 – Si amplia il perimetro della gestione privata negli ospedali pubblici con la scelta di Asur di affidare con una procedura di appalto una serie di servizi in ambito medico presso le strutture di Urbino e Pergola.

Si tratta di un appalto di durata triennale con cui, di fatto, verranno ad operare medici dipendenti di una società privata dentro al sistema pubblico, I servizi coinvolti sono al punto nascita, prontosoccorso, chirurgia generale/medicina generale/lungodegenza/nefrologia/ortopedia (ospedale SM Misericordia di Urbino) e PPI/assistenza medica di anestesia presso il blocco peratorio (ospedale SS Carlo e Donnino di Perola)

In questo modo, secondo Matteo Pintucci, segretario generale Fp Cgil Marche e Katia Pesaresi, Cgil medici, c’è “il rischio di generare un appalto “spurio” a causa di un’evidente commistione pubblico/privato dove non risulta chiara la catena di comando ed il confine tra ciò che è oggetto di appalto e ciò che ne risulta fuori”:

E’ possibile concepire un lavoro che per sua natura deve essere di equipe tra medici, professoinisti sanitarie ed oss quando gli uni (I medici) sono dipendenti di una società cooperativa e gli altri sono dipendenti del servizio sanitario regionale?

E ancora:  a quali condizioni saranno assunti medici dal soggetto privato vincitore dell’appalto? Con quale retribuzione? Con quali condizioni contrattuali, quali tutele? Si andrà a generare l’ennesima situazione di precariato?

Dopo i momenti difficili degli eroi del sistema sanitario nazionale, dope aver affrontato la pandemia ci si aspetta di ritornare ad una piena valorizzazione della sanità pubblica, del ruolo di gestione pubblico e di un rafforzamento degli organici per i medici, professionisti ed operatori

E’, invece, deludente registrare, concludono Pintucci e Pesaresi, come si continui ad andare in direzione diametralmente opposta: mancano atti di programmazione a lungo termine, continua a mancare un confronto con i sindacati dal momento che si viene a conoscenza di queste scelte dai giornali. Una situazione che va ad aggiungersi al mancato confronto sulle ricadute del PNRR in sanità”.

Fp Cgil, Cgil Medici Marche

M. Pintucci, K. Pesaresi

                       

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Aset, i sindacati chiedono incontro urgente con il Sindaco di Fano

FP Cgil- Fit Cisl- Filctem CGIL- Femca Cisl- Uiltec UIL Uiltrasporti: “nelle gare deve essere garantita l’occupazione ma spesso non avviene”

FANO, 4 febbraio 2022 – Ieri, giovedì 3 febbraio, si sono svolte 3 assemblee del personale Aset Spa.

I lavoratori e le lavoratrici hanno manifestato la loro preoccupazione per le notizie apparse sulla stampa sul futuro dell’azienda.

Tutte le forze politiche, infatti, dichiarano di apprezzare e difendere Aset ma alla prova dei fatti le stesse formazioni non esitano a trascinare l’azienda nel tritacarne della politica senza preoccuparsi minimamente degli effetti sulla sua reputazione e di chi ci lavora, così come avvenuto nel caso delle presunte fughe di notizie riservate.

 Sembra che Aset da sola non potrà partecipare alle prossime gare per il servizio distribuzione gas, servizio idrico integrato e igiene ambientale (rispettivamente previsti per il 2023, 2028, 2030) e quindi serve un partner industriale per affrontare queste sfide.

Dalla stampa abbiamo appreso che un vasto schieramento trasversale in Consiglio comunale sostiene che il partner industriale che risulterà dalla manifestazione di interesse per la realizzazione di un biodigestore a Fano potrebbe essere lo stesso con il quale fare assieme le gare per i servizi regolamentati (gas, acqua, igiene ambientale).

Noi siamo preoccupati e anche arrabbiati perché rimane un grande assente: il lavoro.

Nelle gare è necessario fare attenzione perché sia garantita la salvaguardia occupazionale per il personale, ma  non è detto che questo avvenga per tutti.

A maggior ragione se gli attuali gestori uscenti (Aset e Marche Multiservizi) si presentano divisi e quindi contrapposti. Nei prossimi giorni incontreremo quelli di Marche Multiservizi proprio perché riteniamo che le preoccupazioni, visto il contesto generale, saranno comuni.

L’esperienza concreta ci dimostra che il gestore uscente di un servizio ha migliori possibilità di aggiudicarselo di nuovo  per il vantaggio competitivo dato dalla conoscenza del territorio; così è avvenuto  nel 2011 a Rimini e provincia per il servizio idrico per 15 anni, a Bologna e provincia per i rifiuti per 15 anni e a Udine e provincia per il gas per 12 anni.

Per queste ragioni chiediamo un incontro urgente con il Sindaco di Fano per avere informazioni su cosa intendono fare con Aset Spa anche alla luce della comunicazione che il CdA di Marche Multiservizi ha inviato a Aset e a tutti i Comuni della provincia.

Bisogna entrare nel merito della proposta e preservare la collaborazione tra le due aziende come un valore che va preservato per migliorare la qualità dei servizi che vengono erogati.

In quella sede chiederemo anche che ci venga illustrata la relazione che la Direzione di Aset avrebbe prodotto (secondo quanto riferito dalla stampa) dove si evidenziano gli scenari prossimi per l’azienda.

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Chiude il reparto psichiatria di Pesaro: le critiche di Cgil Cisl e Uil

Emergenza Covid/La protesta dei sindacati

PESARO – La direzione dell’Asur – Area Vasta n.1, ha comunicato alle organizzazioni sindacali la chiusura, dal prossimo lunedì 20 dicembre 2021, del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) di Pesaro, con la perdita di 14 posti letto.

Di fatto gli unici posti rimanenti per il SPDC saranno quelli di Fano che passerà da 9 a 11 posti letto e quelli del SPDC di Urbino che da 8 passerà a 10 posti letto.

La causa di tale chiusura?

La carenza di personale infermieristico e operatori socio sanitari, per far fronte all’emergenza Covid, oltre alla carenza personale medico.

Quindi l’Asur per far fronte all’emergenza pandemica che perdura da due anni, piuttosto che attrezzarsi incrementando stabilmente il personale infermieristico e medico, si vede di nuovo costretta a ridimensionare i servizi e l’assistenza sanitaria e anche questa volta chi ne farà le spese saranno nuovamente i pazienti più fragili, come quelli psichiatrici e le loro famiglie: ovviamente i pazienti che hanno meno possibilità di protestare e rivendicare i propri diritti di salute e tutela.

Da un punto di vista organizzativo, l’Area Vasta dovrebbe potenziare l’attività territoriale dei Centri di Salute Mentale, per sopperire alla manca disponibilità di posti letto nella gestione del paziente critico. Peccato però che il personale medico e infermieristico dei Centri di Salute Mentale non verrà incrementato e rimanendo lo stesso, di fatto si vedrà nell’impossibilità di potenziare adeguatamente il servizio territoriale con l’incremento delle visite domiciliari e ambulatoriale nella gestione dei pazienti in fase di riacutizzazione della loro condizione patologica.

Cosa succederà allora? Il riversarsi di questi pazienti o in modo diretto oppure indotto verso i Pronto Soccorso di Pesaro e Fano, che come sappiamo sono in una condizione di enorme disagio. Inoltre occorre evidenziare che la gestione di pazienti psichiatrici è molto complessa: uno scompenso comporta oltre ad un coinvolgimento sanitario, anche un coinvolgimento dei servizi sociali, quindi del Comune e in alcuni casi, purtroppo non rari, anche delle forze dell’ordine, che per forza di cose, saranno necessariamente chiamate ad intervenire con più frequenza, se questi pazienti non dovessero essere gestiti nel modo più opportuno nel loro percorso di cura e riabilitazione, come garantito dalla presenza del personale normalmente impiegato del Dipartimento di Salute Mentale

Siamo di fronte all’ennesimo “capolavoro” prodotto dalla mancata programmazione sulle assunzioni che la Regione Marche e il servizio l’Asur e il servizio sanitario regionale hanno prodotto, rimanendo totalmente sordi e inerti rispetto alle nostre sollecitazioni a procedere “in tempo” alle assunzioni annunciate e non fatte.

Chiediamo alle istituzioni locali e alla Regione di intervenire affinché l’ASUR Area Vasta 1 eviti la chiusura del SPDC di Pesaro e proceda immediatamente con le assunzioni di personale attingendo dalle graduatorie già disponibili.

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Dicembre 2021 CGIL – CISL – UIL e  FP CGIL – CISL FP – UIL FPL          

Pesaro Urbino       

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“Servono nuove assunzioni, non le offese del Sindaco”

Affollata assemblea dei dipendenti: gli organici ridotti sono la causa del calo di produttività.

Pesaro, 29 settembre 2021, – Si è svolta questa mattina nella sala W. Pierangeli della Provincia l’assemblea indetta Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dei dipendenti del Comune di Pesaro.

E’ stata una assemblea molto partecipata – hanno detto i sindacati- e molti si sono collegati da remoto, un’ulteriore conferma che da remoto si possono fare molte cose se c’è la volontà.

I dipendenti hanno chiesto soprattutto nuove assunzioni. In modo trasversale, in tanti hanno detto che in pochi anni c’è stata una notevole diminuzione del personale ed è questa la casa principale che ha inciso negativamente sui servizi ai cittadini.

In particolare: i servizi demografici, servizi sociali, edilizia privata e polizia locale sono quelli che hanno avuto un carico di competenze maggiori e un drammatico calo dei dipendenti.

E i lavoratori che con pochi mezzi, in piena pandemia, hanno  continuato a  garantire i servizi, si aspettavano un ringraziamento e  non certamente le critiche del Sindaco che, senza alcun dato alla mano,  ha parlato di cali di produttività in relazione allo smart working e in tv, oltretutto.

“Si sono sentiti offesi  – hanno detto i sindacati –,  e il Sindaco  non ha nemmeno  cognizione di causa dei dipendenti  comunali, molti dei quali sono già rientrati in presenza a giugno e molti dei quali non hanno mai usufruito del lavoro agile.  

Se a causa dei vari bonus che devono essere elargiti e nel Comune manca il personale non si capisce per quale motivo, in diretta tv, il primo cittadino si sia espresso in modo superficiale e offensivo nei confronti di tutti i lavoratori e le lavoratrici”.

In sintesi, per sindacati e lavoratori, sono necessarie nuove assunzioni. E’  la mancanza di personale il problema numero uno, non lo smart working.

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