Il “Polo della Longevità”, più ombre che luci

I dubbi della Cgil sulla maxi struttura per anziani a Vallefoglia

Pesaro, 10 agosto 2022 – Il mega progetto ormai prossimo all’inaugurazione all’Apsella di Vallefoglia, di una casa per anziani con 240 posti e un complesso residenziale di 23 appartamenti sempre per anziani ma autosufficienti oltre ad un’area verde e altri servizi socioculturali non convince la Cgil provinciale che esprime il proprio disappunto in una nota firmata dal Segretario generale Roberto Rossini, da Loredana Longhin (Spi) e Vania Sciumbata (Fp).

“Questo progetto – scrivono – per quello che ne sappiamo (non c’è mai stato un confronto) presenta forti elementi di criticità sotto vari profili.

Prima di tutto dal punto di vista metodologico. Dal 2017, data di inizio del progetto ad oggi, non vi è mai stata una vera interlocuzione con le organizzazioni sindacali eppure le occasioni non sono mancate perché in questi anni ci sono stati momenti di confronto sia con il Comune di Vallefoglia che con quello di Pesaro.

Come Cgil, abbiamo partecipato assieme alle altre associazioni, alla stesura del piano sociale d’ambito, ma di questo progetto non si è mai discusso.

Ci lascia stupefatti come si possa pensare di realizzare un progetto così vasto su  temi  strategici che vanno dalla sanità, ai servizi socio sanitari, all’ occupazione, al rapporto con il territorio, saltando completamente il confronto con il sindacato.

Tanti e di diversa natura sono gli interrogativi sulla nascita di questa nuova struttura sui quali ci auguriamo di ricevere presto delle risposte.

Dal punto di vista strettamente sanitario, l’intervento del privato nella gestione della sanità pubblica non ci piace. Anzi, questa operazione che mette insieme un gruppo immobiliare e una fondazione religiosa è il preludio dello smantellamento di un’idea di sanità pubblica.

Qualche giorno fa la Regione ha stabilito per legge la chiusura di Marche Nord con tutto ciò che questo comporterà e in compenso  ci si affida a privati.

Sotto il profilo sociale c’è da chiedersi: ma siamo davvero sicuri che il polo della longevità risponda ai bisogni degli anziani oppure li ghettizza, creando la città di serie A e la città di serie B?

Siamo davvero sicuri che una struttura di tale portata sia in grado di rispondere agli obbiettivi di inclusività e solidarietà di cui hanno bisogno gli anziani? Siamo sicuri che si realizzi in questo modo la coesione sociale?

Siamo davvero certi che l’istituzionalizzazione sia la soluzione migliore o abbiamo già dimenticato le immagini del 2020  su quello che accadeva nelle case di riposo durante la prima fase della pandemia?

Siamo sicuri che questo progetto sia in linea con quanto previsto dal Pnrr che nelle indicazioni parla di domiciliarità e assistenza territoriale?

E per quanto riguarda l’aspetto occupazionale, il reclutamento di 300 addetti sociosanitari e 170 assunzioni stabili, è sicuramente un dato positivo, ma sarebbe interessante sapere come si reperiscono queste professionalità vista la carenza ormai strutturale di personale sociosanitario”.

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Nidil: Saltamartini sbaglia i conti e ci rimettono i lavoratori

Bordata contro l’assessore regionale alla Sanità per il quale o lavoratori in somministrazione sarebbero soltanto 7

PESARO, 19 luglio 2022 – “Durante l’ultimo Consiglio regionale l’assessore Saltamartini ha ribadito erroneamente che i lavoratori in somministrazione nel comparto sanità dell’intera Regione sono solo 7.

E’ d’obbligo evidenziare che i lavoratori interessati solo nella provincia pesarese sono almeno 34.

A causa dell’errore, avendo la Regione comunicato i dati al Ministero, i lavoratori non hanno ancora percepito la cosiddetta “premialità covid” per il comparto sanità (Decreto 30 novembre 2021 del Ministero della Salute). Le risorse stanziate dal livello nazionale, a seguito di informazioni errate, sono ora insufficienti a liquidare quanto previsto dalla normativa e cioè un premio di circa 791 euro a lavoratore.

E’ assurdo che ancora una volta i lavoratori somministrati siano considerati lavoratori di serie B, non solo perché questa Regione non ha ancora “reinternalizzato” questi lavoratori e i servizi che seguono, ma anche perché la cattiva amministrazione non permette di ricevere questa premialità.

La Regione deve subito effettuare le dovute verifiche, coinvolgendo e interloquendo, questa volta, con gli uffici del personale delle Aree Vaste e trovare una soluzione concreta di concerto con il Ministero.

Riteniamo la Regione Marche responsabile di tale situazione ed è per questo che saremo pronti a mobilitarci ulteriormente e a chiedere le risorse necessarie per la liquidazione dell’istituto per tutti i lavoratori in somministrazione aventi diritto, che ribadiamo essere almeno 34 (in forza al 1 maggio 2021) presso Asur- Area Vasta 1, alla stessa Regione.

In questo quadro si inserisce anche l’imminente progetto di riorganizzazione della sanità marchigiana da parte di questa Giunta: come sarà possibile – ci chiediamo –  gestire un processo tanto articolato senza avere  neanche una reale cognizione del personale interessato?”

Valentina D’Addario

Segretaria generale Nidil Cgil Pesaro Urbino

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La Regione avvii una programmazione sociale e sanitaria integrata

L’intervento del segretario generale Cgil Pesaro e Urbino Roberto Rossini

Pesaro, 4 luglio 2022 – “E’ dal ‘secolo scorso’ che assistiamo a svariati tentativi di riorganizzare la sanità nella regione Marche e continuiamo a prendere atto del ripetersi di errori clamorosi.

 Nonostante linee di indirizzo nazionali (Legge 328 del 2000), atti regionali conseguenti e la logica del buonsenso, la programmazione territoriale della sanità viene svolta in maniera del tutto separata da quella sociale.

Tutto ciò impedisce di realizzare l’integrazione sociale e sanitaria in tutti i suoi livelli: istituzionali, gestionali e professionali. Quello che in altre regioni è stato un punto di partenza di programmazione, nella nostra regione non è neppure un punto di arrivo. Sono pertanto necessari un rapido ripensamento e l’avvio di un percorso integrato che veda il territorio al centro dell’attenzione del legislatore.

Se aree vaste e distretti dovranno restare andrebbe organizzato un tavolo tecnico che progetti una programmazione integrata; per questo si segua la logica dell’integrazione con strumenti simili a quelli messi in campo dal sociale e gli Ats.

Come Cgil riteniamo fondamentali rivalutare il ruolo del distretto sanitario e interlocutore privilegiato dell’Ats, progettare e avviare una pianificazione sociale e sanitaria territoriale, integrata tra questi due strumenti, riorganizzare il territorio superando antiche rivalità e ingiustificabili campanilismi.

A nostro avviso 13 distretti e 13 ambiti territoriali sociali, nella regione Marche, sono la soluzione ottimale per non spendere denaro pubblico inutilmente (aumentare i distretti sanitari ha un costo elevato) e per razionalizzare il sociale 23 Ats, per la nostra piccola regione, sono troppi.

Soltanto riorganizzandoli si potranno superare le attuali difficoltà organizzative e gestionali.”

Roberto Rossini

Segretario generale Cgil Pesaro Urbino

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Nidil Cgil: nominata la prima Rsa tra i lavoratori somministrati in sanità

Urbino, 27 giugno 2022 – La categoria Nidil Cgil di Pesaro e Urbino nei giorni scorsi ha nominato la prima rappresentante sindacale (Rsa) dei lavoratori somministrati Randstand in forza presso Asur – Area Vasta 1.  La lavoratrice nominata è Barbara Berardinelli.

“È un risultato storico – dichiara Valentina D’Addario, segretaria generale Nidil provinciale -. Dopo più di un decennio di somministrazione ovvero contratti interinali rinnovati di proroga in proroga senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, i lavoratori e le lavoratrici si organizzano per farsi valere e vedere i propri diritti riconosciuti, primo su tutti la parità di trattamento con i colleghi assunti direttamente da Asur e vedere riconosciuti i livelli di salario in funzione delle mansioni realmente svolte all’interno della struttura. Il personale interessato è composto da oltre 30 persone che attendono da molto tempo una prospettiva di stabilità lavorativa come invece è già successo con tutte le altre aziende ospedaliere della regione.
L’organizzazione e partecipazione diretta dei lavoratori in somministrazione – prosegue D’Addario –  è fondamentale per estendere tutele ed uscire dall’invisibilità e dalla precarietà.  E’ un risultato importantissimo anche per la categoria perché si registra la prima Rsa di Nidil Cgil della provincia.”

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Sanità: la Regione coinvolga anche le parti sociali

Crisi di sistema, la denuncia e le proposte della Fp Medici e della Fp Cgil provinciale

Pesaro, 6 giugno 2022 – Da molti mesi come Fp CGIL e FP MEDICI denunciamo la crisi di sistema della sanità pubblica della nostra provincia che ha toccato tutti i punti nevralgici indispensabili nella tutela del diritto di salute (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici della guardia medica, medici del 118, dipartimento dell’emergenza).

In attesa, ormai con poca speranza, di interventi di carattere straordinario e strutturale della politica nazionale che finora pare non aver compreso di essere sul punto di collasso del sistema pubblico, un intervento necessario ed urgente di carattere riorganizzativo della Regione non è più rimandabile.

Il caso del bando di operatori economici per coprire turni in Pronto soccorso nell’Azienda Marche Nord fa seguito a quelli di Area Vasta 1 che hanno riguardato purtroppo non solo il dipartimento di emergenza e viene contestualmente alla scelta di Asur di predisporre un appalto regionale per la gestione dei turni di tutti i Pronto soccorso delle Marche.

D’altra parte il numero dei professionisti che operano nei vari presidi non è più sufficiente a garantire con personale interno il servizio.

Abbiamo studiato anche protocolli e proposte di legge adottati in altre regioni che hanno lo stesso problema ( Emilia Romagna, Toscana,  Campania, Piemonte ) e in tutte queste ragioni si sta predisponendo un ripensamento dei rapporti tra ospedale e territorio con un più diretto coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta (la Fp medici chiede da tempo che vengano inseriti in modo strutturale nel sistema pubblico), e   investimenti importanti  nel potenziamento della diagnostica e della telemedicina oltre a una valorizzazione dell’apporto di professionisti sanitari non medici.

La risposta arrivata fino ad ora dalla politica di livello nazionale è assolutamente insufficiente.  In una regione come la nostra che ha solo una università dove è presente la facoltà di Medicina il mancato intervento di livello nazionale rischia di far esplodere in modo drammatico la situazione con immaginabili riflessi sui bisogni dei cittadini e sui diritti dei lavoratori del settore.

Per questo ci auguriamo che la Regione, che ha annunciato interventi strutturali sugli assetti della sanità e che dovrà poi ridisegnare il piano socio sanitario, inizi un percorso di sistematico ed effettivo coinvolgimento delle parti sociali perché in una fase così delicata e critica non ci possono essere dubbi sul fatto che sia necessario superare divisioni e polemiche nell’ottica della tutela del bene comune.”

Fp Cgil Medici Pesaro Urbino

Fp Cgil Pesaro Urbino

Vania Sciumbata Cgil Pesaro Urbino

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Alzheimer, prendiamoci cura di chi dimentica

Appuntamento mercoledì 25 maggio alle 16.30 presso la Mediateca Montanari di Fano

Prosegue l’impegno del sindacato pensionati e della Cgil provinciale per far luce sui tanti problemi legati a una malattia terribile che colpisce sempre più persone anche nel nostro territorio: il Morbo di Alzheimer.

Mercoledì 25 maggio, lo Spi Cgil di Fano e la Cgil provinciale invitano i cittadini all’incontro in programma alle 16.30 presso la Mediateca Montanari.

L’iniziativa nasce in collaborazione con l’assessorato alle Biblioteche del Comune di Fano.

Tiziana Gasparini, segretaria Lega Spi Cgil Fano introduce e modera gli interventi.

 Il programma prevede la testimonianza di Sergio Schiaroli, già presidente della Federconsumatori provinciale che per anni si è preso cura della moglie affetta da questa malattia.

Interverranno anche: Morena Roberti, infermiera del Centro disturbi cognitivi e demenze del Distretto di Fano e il neurologo Alessandro Moretti del medesimo Centro e Distretto.

Seguiranno gli interventi di Loredana Longhin, segretaria generale Spi Cgil Pesaro Urbino, del sindaco di Fano Massimo Seri edel segretario generaledella Cgil Roberto Rossini.

Per poter partecipare è obbligatoria la prenotazione al numero: 0721. 887834 o inviando una mail all’indirizzo: memoinfo@comune.fano.pu.it. Si raccomanda l’uso della mascherina

L’incontro verrà trasmesso online sulla pagina Fb: Memo – Mediateca Montanari

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Sanità: cronica carenza di medici

Roberto Rossini e Vania Sciumbata: “servono soluzioni veloci e condivise per evitare il collasso del sistema

PESARO, 28 marzo 2022 – Da molti mesi sia la FP che la CGIL Pesaro Urbino denunciano in tutte le sedi possibili (incontri pubblici, sindacali, media) la grave criticità che si sta determinando nella nostra provincia a causa della cronica carenza di medici da impiegare sia nell’ambito della sanità territoriale (medici di base, pediatri di libera scelta, medici della guardia medica, medici del 118) che nell’ambito ospedaliero (medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza e pediatri).

“Siamo di fronte – scrivono in una nota congiunta Roberto Rossini, segretario generale Cgil Pesaro Urbino e Vania Sciumbata, segretaria generale Fp Cgil provinciale –  a un problema strutturale molto importante e aggravato da un ritardo inspiegabile della politica nazionale in ordine alla riprogrammazione; c’è la necessità di intervenire in tempi rapidi e con misure eccezionali a livello locale per evitare il collasso di sistema che abbiamo già visto in alcune realtà.

A livello locale e in sede decentrata abbiamo cercato soluzioni economiche nei limiti del possibile (nell’azienda ospedaliera Marche Nord è stata alzata la voce perequativa a favore dei medici del pronto soccorso con un beneficio economico importante ma assolutamente insufficiente rispetto al carico di lavoro e di stress che si deve sopportare).

Abbiamo quindi sollecitato l’Asur a valutare l’aumento dei compensi ai medici della guardia medica e suggerito di intervenire per superare alcune incompatibilità davvero incomprensibili in uno stato di grave carenza di organici come quello che stiamo vivendo.

Abbiamo denunciato pubblicamente le aggressioni al personale rivendicando la necessità di presìdi di sicurezza che sono stati adottati e abbiamo condiviso all’interno dell’Aormn, già nel mese di dicembre, un protocollo per compensare la grave carenza organica di medici specialisti (dal 1 gennaio 2020 al 1 gennaio 2022 nel pronto soccorso di Marche Nord i medici sono passati da 38 a 25 mentre a Urbino da tempo si sono attivate cooperative).

Tutto ciò evidentemente non è sufficiente ed è per questo che crediamo che  non sia più rimandabile la presentazione del piano socio sanitario e che  sia necessario affrontare una discussione regionale e provinciale con coloro che hanno ha responsabilità politica per comprendere in modo chiaro l’assetto ospedaliero che si intende realizzare e il progetto di riorganizzazione della sanità territoriale su cui si vuole investire, anche grazie alle risorse del PNRR e che quella sia l’occasione per discutere anche di scelte organizzative che possano compensare la carenza di medici dell’emergenza come accaduto in altre realtà ( integrazione dei medici del 118, ad esempio).

Riteniamo quindi fondamentale che la Regione, dopo la fase di ascolto (a tal  proposito in tutte le occasioni pubbliche di confronto solo i sindacati confederali hanno preso la parola per indicare criticità e possibili soluzioni, spiace che all’epoca nessun sindacato della categoria dei medici sia intervenuto)  garantisca un percorso di confronto e condivisione per adottare soluzioni veloci e condivise sia per quanto concerne la riorganizzazione della rete ospedaliera sia per quanto riguarda l’assetto della sanità territoriale. Bisogna discuterne ora, decidere avendo presente un quadro d’insieme, tralasciare sterili polemiche e trovare soluzioni. Noi siamo pronti da mesi”.

Roberto Rossini Segretario generale CGIL Pesaro Urbino

Vania Sciumbata Segretaria generale FP Pesaro Urbino

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Allarme di Fp Cgil Marche e medici: nella sanità pubblica entra il privato. A Urbino e Pergola rischio caos e incertezza

Ancona,16 febbraio 2022 – Si amplia il perimetro della gestione privata negli ospedali pubblici con la scelta di Asur di affidare con una procedura di appalto una serie di servizi in ambito medico presso le strutture di Urbino e Pergola.

Si tratta di un appalto di durata triennale con cui, di fatto, verranno ad operare medici dipendenti di una società privata dentro al sistema pubblico, I servizi coinvolti sono al punto nascita, prontosoccorso, chirurgia generale/medicina generale/lungodegenza/nefrologia/ortopedia (ospedale SM Misericordia di Urbino) e PPI/assistenza medica di anestesia presso il blocco peratorio (ospedale SS Carlo e Donnino di Perola)

In questo modo, secondo Matteo Pintucci, segretario generale Fp Cgil Marche e Katia Pesaresi, Cgil medici, c’è “il rischio di generare un appalto “spurio” a causa di un’evidente commistione pubblico/privato dove non risulta chiara la catena di comando ed il confine tra ciò che è oggetto di appalto e ciò che ne risulta fuori”:

E’ possibile concepire un lavoro che per sua natura deve essere di equipe tra medici, professoinisti sanitarie ed oss quando gli uni (I medici) sono dipendenti di una società cooperativa e gli altri sono dipendenti del servizio sanitario regionale?

E ancora:  a quali condizioni saranno assunti medici dal soggetto privato vincitore dell’appalto? Con quale retribuzione? Con quali condizioni contrattuali, quali tutele? Si andrà a generare l’ennesima situazione di precariato?

Dopo i momenti difficili degli eroi del sistema sanitario nazionale, dope aver affrontato la pandemia ci si aspetta di ritornare ad una piena valorizzazione della sanità pubblica, del ruolo di gestione pubblico e di un rafforzamento degli organici per i medici, professionisti ed operatori

E’, invece, deludente registrare, concludono Pintucci e Pesaresi, come si continui ad andare in direzione diametralmente opposta: mancano atti di programmazione a lungo termine, continua a mancare un confronto con i sindacati dal momento che si viene a conoscenza di queste scelte dai giornali. Una situazione che va ad aggiungersi al mancato confronto sulle ricadute del PNRR in sanità”.

Fp Cgil, Cgil Medici Marche

M. Pintucci, K. Pesaresi

                       

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Chiude il reparto psichiatria di Pesaro: le critiche di Cgil Cisl e Uil

Emergenza Covid/La protesta dei sindacati

PESARO – La direzione dell’Asur – Area Vasta n.1, ha comunicato alle organizzazioni sindacali la chiusura, dal prossimo lunedì 20 dicembre 2021, del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) di Pesaro, con la perdita di 14 posti letto.

Di fatto gli unici posti rimanenti per il SPDC saranno quelli di Fano che passerà da 9 a 11 posti letto e quelli del SPDC di Urbino che da 8 passerà a 10 posti letto.

La causa di tale chiusura?

La carenza di personale infermieristico e operatori socio sanitari, per far fronte all’emergenza Covid, oltre alla carenza personale medico.

Quindi l’Asur per far fronte all’emergenza pandemica che perdura da due anni, piuttosto che attrezzarsi incrementando stabilmente il personale infermieristico e medico, si vede di nuovo costretta a ridimensionare i servizi e l’assistenza sanitaria e anche questa volta chi ne farà le spese saranno nuovamente i pazienti più fragili, come quelli psichiatrici e le loro famiglie: ovviamente i pazienti che hanno meno possibilità di protestare e rivendicare i propri diritti di salute e tutela.

Da un punto di vista organizzativo, l’Area Vasta dovrebbe potenziare l’attività territoriale dei Centri di Salute Mentale, per sopperire alla manca disponibilità di posti letto nella gestione del paziente critico. Peccato però che il personale medico e infermieristico dei Centri di Salute Mentale non verrà incrementato e rimanendo lo stesso, di fatto si vedrà nell’impossibilità di potenziare adeguatamente il servizio territoriale con l’incremento delle visite domiciliari e ambulatoriale nella gestione dei pazienti in fase di riacutizzazione della loro condizione patologica.

Cosa succederà allora? Il riversarsi di questi pazienti o in modo diretto oppure indotto verso i Pronto Soccorso di Pesaro e Fano, che come sappiamo sono in una condizione di enorme disagio. Inoltre occorre evidenziare che la gestione di pazienti psichiatrici è molto complessa: uno scompenso comporta oltre ad un coinvolgimento sanitario, anche un coinvolgimento dei servizi sociali, quindi del Comune e in alcuni casi, purtroppo non rari, anche delle forze dell’ordine, che per forza di cose, saranno necessariamente chiamate ad intervenire con più frequenza, se questi pazienti non dovessero essere gestiti nel modo più opportuno nel loro percorso di cura e riabilitazione, come garantito dalla presenza del personale normalmente impiegato del Dipartimento di Salute Mentale

Siamo di fronte all’ennesimo “capolavoro” prodotto dalla mancata programmazione sulle assunzioni che la Regione Marche e il servizio l’Asur e il servizio sanitario regionale hanno prodotto, rimanendo totalmente sordi e inerti rispetto alle nostre sollecitazioni a procedere “in tempo” alle assunzioni annunciate e non fatte.

Chiediamo alle istituzioni locali e alla Regione di intervenire affinché l’ASUR Area Vasta 1 eviti la chiusura del SPDC di Pesaro e proceda immediatamente con le assunzioni di personale attingendo dalle graduatorie già disponibili.

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Dicembre 2021 CGIL – CISL – UIL e  FP CGIL – CISL FP – UIL FPL          

Pesaro Urbino       

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Assetto ospedaliero della provincia, poche idee e confuse

Abbiamo letto le dichiarazioni dell’assessore Saltamartini sul riassetto ospedaliero della provincia di Pesaro e dobbiamo fare alcune considerazioni:

  • Assumere queste decisioni senza un confronto con le Organizzazioni sindacali ed i rappresentanti delle amministrazioni e delle istituzionali locali e inaccettabile dal punto di delle relazioni e dei contenuti e soprattutto dal punto di vista degli effetti che tali decisioni comporteranno per le comunità e per il futuro delle generazioni che verranno in tema di sanità.
  • Ci sono forti discordanze tra quanto detto dall’assessore pubblicamente e ciò che decreta la Giunta Regionale!!!
  • Siamo tutti d’accordo che le risorse del PNRR dovranno essere usate per potenziare la sanità territoriale di questa provincia, soprattutto dell’entroterra, ma gli interventi ad oggi adottati invece di parlare di realizzazione delle case della salute, dell’integrazione del ruolo dei MMG nel sistema sanitario regionale, del potenziamento della prevenzione e della diagnostica nell’ottica dell’abbattimento delle liste di attesa, interviene sugli assetti ospedalieri producendo in un solo colpo la riduzione di posti letto rispetto al piano socio sanitario precedente e condanna ad un ruolo di assoluta irrilevanza dell’Ospedale Santa Croce di Fano;
  • Perdere l’azienda ospedaliera Marche Nord senza preliminarmente prevedere il riassetto dell’Asur e la creazione di un’azienda sanitaria provinciale che coincida con il territorio, oppure pensare a rivedere il modello relativo alle aziende ospedaliere ipotizzando l’aggregazione tra Marche nord e Torrette che permetterebbe un vero ed efficace contrasto al fenomeno della mobilita passiva, significa di fatto creare le condizioni per perdere alcune specialità essenziali per limitare la mobilita passiva e per garantire interventi per acuti di qualità ed efficienza : parliamo della neurochirurgia e dell’ematologia per esempio!

Pesaro, 15 luglio 2021

Roberto Rossini Paolo Rossini Maurizio Andreolini

Vania Sciumbata Angelo Aucello Alessandro Contadini

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