Le pensioni nella provincia di Pesaro: penalizzate le donne

Dati Inps sulle pensioni vigenti elaborate dall’Ires Cgil Marche

PESARO, 14 aprile 2021- Sono 117 mila le prestazioni pensionistiche e assistenziali attualmente erogate dall’INPS nella provincia di Pesaro Urbino, e di queste oltre 60 mila sono le pensioni di vecchiaia (pari al 51,5% del totale), 9 mila sono le pensioni di invalidità (8,2%), 22 mila le pensioni ai superstiti (19,1%), quasi 4 mila le pensioni/assegni sociali (3,3%) e 21 mila sono le prestazioni a invalidi civili (17,9%).

E’ quanto emerge dai dati dell’INPS sulle pensioni vigenti nel 2021 (escluse le gestioni dei lavoratori pubblici), elaborati dall’IRES CGIL Marche.

Dal 2017 il numero delle pensioni complessivamente erogate nella nostra provincia è diminuito del 3,1%, pari a circa 3.700 mila prestazioni in meno.

Nello stesso periodo si è notevolmente innalzata l’età media dei percettori delle pensioni di vecchiaia. Ciò è particolarmente evidente per coloro che sono stati lavoratori dipendenti: i pensionati con meno di 65 anni di età sono appena l’11,6% del totale, mentre coloro che hanno oltre 80 anni sono passati, in cinque anni, dal 33% al 36,1%.

L’importo medio delle pensioni vigenti nella provincia di Pesaro Urbino è di 811 euro lordi, con valori medi che variano dai 1.080 euro delle pensioni di vecchiaia ai 419 euro delle pensioni e assegni sociali.

L’importo medio delle pensioni di vecchiaia nella provincia è il più alto delle Marche (45 euro mensili in più della media regionale) ma di molto inferiore a quello nazionale ( -167 euro lordi).

Significativa è la differenza tra uomini e donne relativamente all’importo della pensione di vecchiaia: se i primi percepiscono 1.345 euro lordi, le donne arrivano a 746 euro, pertanto queste ricevono mediamente 598 euro in meno ogni mese (-44,5% rispetto agli uomini).

Nella provincia di Pesaro Urbino quasi 76 mila prestazioni pensionistiche, pari al 64,5% del totale, sono inferiori a 750 euro al mese: dunque, 2 pensionati su 3 percepiscono un importo che non consente loro di superare la soglia della povertà. Anche da questo punto di vista si confermano notevoli differenze di genere: gli uomini con pensioni fino a 750 euro sono il 43,8% del totale, mentre per le donne tale percentuale sale al 80,1%.

Per Roberto Rossini, segretario generale Cgil Pesaro Urbino: “I dati testimoniano la necessità urgente di una riforma complessiva del nostro impianto previdenziale che dovrà prevedere la possibilità di accesso flessibile alla pensione, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la valorizzazione del lavoro di cura e del lavoro delle donne, che come si evince dai dati sono quelle più penalizzate.

Inoltre, è il momento di prevedere un meccanismo che tuteli le future pensioni dei giovani, in particolare coloro che hanno carriere discontinue con basse retribuzioni. E’ necessario garantire tutele continue nella discontinuità del lavoro, e a tal fine serve un sistema pensionistico che non solo assuma in modo strutturale un criterio di flessibilità, ma che lo applichi senza penalizzazioni alle categorie più esposte”.

 “E’ necessario e urgente – commenta Loredana Longhin, segretaria Spi Cgil provinciale – disegnare una riforma strutturale del sistema previdenziale che superi le attuali rigidità e che decorra dal gennaio 2022, alla scadenza di “Quota 100”

Per il sindacato la Legge Fornero deve essere cambiata  perché rigida e iniqua, e perché al suo interno non lascia spazio alle nuove generazioni, le donne,  e men che meno a chi svolge lavori più gravosi.

Bisogna considerare che in questi anni è cambiato completamente il paradigma entro cui si muove il sistema previdenziale: si continua a ragionare come se fossimo nel sistema retributivo, mentre il fatto vero è che ormai per tutti è prevalente la componente contributiva.

Ci auguriamo che da questa pandemia tutti sappiamo trarre le giuste indicazioni e che si determini una spinta a un cambiamento dell’attuale paradigma previdenziale.  Oggi più che mai serve garantire un maggior potere d’acquisto per i pensionati e promuovere le adesioni alla previdenza complementare, come altro pilastro del sistema previdenziale”.

In allegato le relative tabelle:

La “Casa dei Diritti”, nuovi uffici Cgil dentro la galleria dell’Ipercoop

Roberto Rossini:  “Un luogo emblematico per la nostra storia e l’ispirazione a Bruno Trentin”

PESARO, 1 aprile 2021 – La Cgil Pesaro e Urbino ha aperto un nuovo ufficio dentro l’Ipercoop Miralfiore, in Galleria dei Fonditori n. 54.

Nel nuovo ufficio saranno presenti le strutture della CGIL che si occupano di tutela individuale. Esse sono:  il CAAF (per tutte le pratiche inerenti alla assistenza fiscale, 730, Isee, Red, successioni, servizio colf-badanti), il Patronato Inca ( per tutte le pratiche previdenziali ed assistenziali, quali: domande di pensione, riconoscimento di invalidità civile, legge 104, infortunio e malattia, bonus, congedi parentali, pratiche di sostegno al reddito) e anche le associazione affiliate alla Cgil come il  Sunia (Sindacato degli inquilini ed assegnatari), la Federconsumatori (associazione che difende i diritti degli utenti e dei consumatori) e l’Auser (l’associazione di volontariato impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e valorizzare il loro ruolo nella società).  e infine lo Spi Cgil, il sindacato pensionati, che oltre a difendere i redditi e i diritti dei pensionati svolge un’azione sindacale trasversale e di collaborazione con la Confederazione, come ad esempio nella contrattazione sociale territoriale con i Comuni e con gli Enti territoriali.

 Anche se parzialmente operativa già dal 22 marzo, la nuova sede sarà pienamente funzionale a partire dal 7 aprile in concomitanza con l’inizio della campagna 730 per la dichiarazione dei redditi.

Per noi, scrive il segretario generale Cgil Roberto Rossini, questo era un luogo di lavoro molto importante nella nostra storia: qui c’era la Montecatini. E noi apriamo una sede per i lavoratori proprio in un luogo simbolo della nostra città e della nostra storia. L’abbiamo chiamata la Casa dei dirittiispirandoci a  Bruno Trentin che alla tradizionale tutela collettiva, aveva pensato di affiancare il lavoro del sindacato  anche sui diritti individuali che ogni cittadini può far rivalere, non solo come lavoratore o pensionato, ma come consumatore, come contribuente, come cittadino”.

Bruno Trentin scrisse: “Il sindacato non deve presumere di essere per la “classe” e deve partire nella sua azione non più dalla “classe”, ma dalla persona che lavora; e in secondo luogo deve farsi portatore dei diritti universali e divenire uno dei protagonisti principali della società civile organizzata e riformata con un proprio progetto di società”. Questo è anche il nostro pensiero.

SPI CGIL Pesaro Urbino #SemprePiùInsieme

A PROPOSITO DI SPI

Questi lunghi mesi di restrizioni e isolamento dovuti alla pandemia hanno sterilizzato i rapporti sociali e ci hanno fatto riflettere su quanto sia importante trovare modi alternativi per comunicare e tener vivo quel sentimento di collettività e appartenenza.
Per questo abbiamo deciso di scrivere questo “Giornalino” per raccontarvi quello che lo Spi sta facendo e continuerà a fare per rappresentare le esigenze degli anziani ma anche delle nuove generazioni.

IL PUNTO SULLA CAMPAGNA VACCINALE

Quello che sta succedendo in questi giorni sulla somministrazione dei vaccini agli anziani ultra ottantenni è davvero troppo.
Lo Spi è seriamente preoccupato per come si sta involvendo la situazione vaccinale.
Si è davvero passato il limite, non si può trattare in questo modo le persone, e a maggior ragione quelle che hanno bisogno di più protezione e tutela.
Sono giorni ormai che apprendiamo delle disfunzioni legate alla logistica per l’inoculazione dei vaccini.
Noi l’avevamo già denunciato, che così, come era stato approntato, il piano vaccinale non andava incontro alle esigenze degli anziani.
Le scene che abbiamo visto in questi giorni, con gli assembramenti che si sono creati davanti al Centro Monaldi di Pesaro perché le dosi previste non erano ancora arrivate e si è lasciato aspettare gli anziani all’aperto per ore, non si devono più ripetere.

E’ stato uno spettacolo di cui tutti avremo fatto a meno, dopo tutto quello che in questi mesi hanno sofferto gli anziani chiusi nella solitudine ad aspettare un vaccino.

E’ inaudito quello che sta succedendo, non si fanno altro che sommare disfunzioni a disfunzioni, e tutto sulla pelle delle persone più deboli.
Sapevamo tutti che questa sarebbe stata la più grande campagna di vaccinazione di massa e ci siamo arrivati nelle condizioni peggiori, senza avere una programmazione seria e ponderata. Si poteva fare meglio? Sicuramente averebbero potuto studiare e organizzare una logistica migliore, avrebbero potuto essere più celeri nel trovare un accordo con i medici di base per vaccinare le persone fragili.
Sono mesi che chiediamo chiarimenti sull’organizzazione della vaccinazione, e ancora oggi assistiamo a scene indecorose.
Alla politica chiediamo un cambio di passo chiaro e deciso, la nostra Regione è tra quelle che ha vaccinato di. meno, segno che esistono delle evidenti difficoltà organizzative, ci auguriamo che si recuperi velocemente
I giorni scorsi, in un incontro con i consiglieri regionali di minoranza, abbiamo spiegato le difficoltà che vivono i nostri anziani e l’urgenza di dare impulso alla campagna vaccinale. Perché anche quando arriveranno i vaccini i nodi da risolvere sono ancora molti: è necessario trovare altri punti vaccinali, è necessario trovare personale disponibile a farli i vaccini, quelli che sono attualmente disponibili non sono sufficienti. E ancora l’accordo con i medici di base, così come è stato fatto non è sufficientemente adeguato.

I NOSTRI NUOVI SERVIZI

S.O.S. VACCINI
TI SERVE AIUTO? RIVOLGITI ALLO SPI – CGIL

E’ una corsa contro il tempo, quella dei vaccini, e si sa che per correre bisogna avere delle buone gambe, per questo è necessario fare presto e fare bene.

Dobbiamo dircelo con grande chiarezza e franchezza: ogni giorno, ora o minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane, in particolare nella categoria degli anziani e delle persone fragili.
Tuttavia, non sfugge a nessuno che proprio la popolazione più anziana è quella che ha la maggior difficoltà a destreggiarsi con gli strumenti tecnologici.

Come sindacato dei pensionati ci siamo messi a disposizione collaborando per la campagna vaccinale più grande della storia. Di fronte al più grande sforzo collettivo a cui siamo tutti chiamati nel Paese, il sindacato pensionati sta facendo la sua parte.

Lo Spi , e la Cgil hanno un’organizzazione molto radicata in tutto il territorio provinciale, che ci permette di offrire un’informazione diffusa e capillare.

Per questo abbiamo deciso di avviare uno “sportello” dedicato per aiutare, per offrire un consiglio a chi ne ha bisogno per la prenotazione vaccinale.

Solo se sapremo collaborare tutti insieme riusciremo a centrare l’obbiettivo, ma soprattutto potremo restituire fiducia e serenità ai nostri anziani e cittadini, che sono duramente provati da mesi di emergenza sanitaria, di crisi sociale ed economica senza precedenti.

A TUTTO SPID …
UN NUOVO SERVIZIO PER NUOVI BISOGNI

Se c’è una cosa che ci ha insegnato la pandemia è che non torneremo indietro rispetto l’utilizzo della tecnologia.

L’isolamento imposto dalla pandemia è stato difficile per tutti, e in questo periodo molti anziani sono riusciti a rimanere in contatto con il mondo esterno, proprio grazie all’uso degli strumenti tecnologici ed informatici che nei fatti si sono rivelati di grande aiuto.

Però è anche vero che non siamo tutti uguali e che le tecnologie, dagli smartphone ai social media, non sono di facile utilizzo per tutti.

Allora per venire incontro anche alle esigenze di chi non ha ancora molta dimestichezza con la tecnologia, il Sindacato Pensionati ha deciso di fornire consulenza ed assistenza per l’attivazione dello Spid strumento diventato ormai indispensabile per poter accedere ai vari servizi della pubblica amministrazione come per esempio Inps, servizi sociali, servizi anagrafe.

Lo Spid che letteralmente significa SISTEMA PUBBLICO DI IDENTITA’ DIGITALE diventerà sempre più necessario per svolgere le azioni della nostra attività quotidiana.

Per il Sindacato è importante che anche i pensionati possano beneficiare dei vantaggi offerti dalla tecnologia, per questo abbiamo pensato di dare vita a questo servizio, per dare una tutela globale alle esigenze degli anziani, per non lasciare indietro nessuno a partire dalle persone più deboli.

SPORTELLO DIRITTI INESPRESSI
LA PENSIONE RITROVATA

Sono chiamati “diritti inespressi”, si tratta di quelle prestazioni previdenziali dell’Inps alle quali un pensionato non sa di aver diritto. Si tratta delle maggiorazioni sociali, gli assegni al nucleo familiare, la quattordicesima le integrazioni al minimo; sono qulle prestazioni che i pensionati spesso non richiedono, ma alle quali hanno diritto e che l’Inps non riconosce in automatico.

Per poterne godere bisogna richiederle, ma accade che anche i pensionati non sempre ne siano a conoscenza. Così non si chiedono.

Si finisce quindi per perdere un sostegno economico, magari, fondamentale per la vita quotidiana, soprattutto in questo momento di pandemia.

Lo Spi – Cgil ha lanciato una campagna proprio per recuperare questi diritti inespressi.

Per lo Spi – Cgil di Pesaro e Urbino, questa è una battaglia di civiltà.

In questo progetto ci avvaliamo del prezioso contributo di operatori esperti, che opereranno in stretta collaborazione con il patronato Inca della Cgil.

Sia che si tratti di richieste di riconoscimento di cifre sostanziose, o di richieste più esigue, per lo Spi – Cgil sono pur sempre diritti. Perché rinunciarvi?

Per tutte le informazioni che desideri puoi contattare direttamente il Sindacato Pensionati piu’ vicino a te

PER SAPERNE DI PIU’ E PER FAR VALERE I TUOI DIRITTI VIENI A TROVARCI NELLA SEDE PIU’ VICINO A TE E TROVERAI UNA RISPOSTA QUALIFICATA AI TUOI PROBLEMI

6 ANNI DI ESPERIENZE COLLETTIVE
SULLA STORIA E LA MEMORIA

Siamo partiti con una grande motivazione qualche solida convinzione. Abbiamo cercato di sistemare innanzi tutto l’archivio storico e la biblioteca. Nel 2015 abbiamo deciso di parlare di una figura forte del movimento operaio pesarese e del movimento delle donne: Adele Bei, dirigente sindacale delle tabacchine e antifascista rigorosa, una delle 21 donne che fecero la nostra Costituzione tra il ’46 e il ’48. Era nata a Cantiano. Abbiamo quindi promosso la conoscenza della sua storia della sua vita, abbiamo registrato le testimonianze di tabacchine e boscaioli, abbiamo visitato musei del tabacco e luoghi particolari legati a quelle vicende.

Ci siamo così trovati con un quarto carattere fondamentale: la ricostruzione di una vicenda storica con la partecipazione attiva di un centinaio di pensionate e pensionati che hanno partecipato, hanno conosciuto, cantato, recitato, letto, discusso.

Nel 2016 abbiamo cercato di fare di più e meglio: abbiamo costruito una serata al Teatro della Fortuna di Fano per parlare di Marcinelle, 8 agosto ’56, a 60 anni esatti dalla tragedia. Un libro che ricostruisse la emigrazione pesarese del dopoguerra nelle miniere del Belgio; il coro fanese “Canta che ti passa”a cui si erano aggiunti tanti quadri ed operatori sindacali; i ricordi delle mogli e delle famiglie di quegli sfortunati lavoratori; documentari di grande qualità, testi letterari, immagini, tra cui – indimenticabile – il ragazzo con il pettirosso che Simone Massi – grafico apprezzato a livello internazionale – ha fatto per noi: sono stati questi gli strumenti con cui abbiamo cercato di raccontare una vicenda così lontana dai problemi della nostra società nell’agosto del 2016.

Il Teatro della Fortuna era stracolmo, la gente nostra ma anche semplici cittadini ci hanno detto di apprezzare la lettura storica proposta: è il lavoro che costruisce i valori nelle nostre società; sono i minatori che hanno sostenuto e permesso la ricostruzione del dopoguerra, il miracolo economico e anche la ricchezza attuale delle nostre terre che da esportatrice di mano d’opera oggi è diventata terra ospitale (e magari non sempre) per donne e uomini che a loro volta in Italia cercano lavoro.

Abbiamo continuato quindi utilizzando ancora quello schema organizzativo: la storia, la memoria, il lavoro, la partecipazione di massa alla ricostruzione e alla comunicazione con i più diversi strumenti.

Ci siamo fatti aiutare da storici di qualità (che cos’è la storia, cos’è la memoria, e la storia “orale” …?). Abbiamo imparato che il coro non è solo un modo per comunicare, in musica e in forma attiva; il coro è anche una comunità che può esprimere solidarietà: una signora irachena e una moldava hanno cantato con noi per narrare il contributo delle insegnanti alla costruzione della scuola di massa alla fine degli anni ’60; a Fermignano, abbiamo cantato per il 25 aprile del 2019 invitando esplicitamente alla festa della libertà dell’Italia anche lavoratori stranieri, che apprezzano e difendono la libertà conquistata nel ’45 nel territorio nazionale e per tutti coloro che lo vivono.

Il Covid ancora ci blocca e ci impedisce. Ma siamo pronti a riprendere, cercando prima di tutto l’entusiasmo vostro.

Sarà sempre nostra convinzione che se vogliamo imparare qualcosa dalla storia la dobbiamo conoscere, praticare, percorrendo insieme i sentieri della ricerca rigorosa e sapendo comunicare all’intera società le convinzioni che abbiamo consolidato.

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO NUMERO!!!

Il Coordinamento Donne SPI CGIL di Pesaro e Urbino, condanna la decisione della Turchia

Molte persone sono scese in piazza ad Istanbul, Smirne, Ankara per protestare contro l’uscita della Turchia dalla convenzione di Istanbul del 2011 contro la violenza delle donne, di cui era stata prima firmataria.
La Convenzione è il primo trattato internazionale che sancisce l’uguaglianza tra uomo e donna e definisce la violenza di genere come atto discriminatorio e violazione dei diritti umani, non solo gli articoli 5 e 6 obbliga gli Stati a prevenire il verificarsi della violenza anche domestica.
In Turchia si sono verificati 78 femminicidi dall’inizio del 2021 e 300 l’anno scorso.
E il 38% delle donne è stata vittima di violenza. Ebbene in tale contesto il presidente Erdogan ha rilasciato una dichiarazione nella quale si afferma che le leggi del paese sono sufficienti a difendere le donne e che la convenzione è solo il tentativo di un gruppo di persone di normalizzare l’omosessualità, cosa incompatibile con i valori sociali e familiari della Turchia. Per tutti questi motivi Siamo indignate.

Caos vaccini: dov’è il piano?

Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil: “I nostri iscritti non vogliono più essere presi in giro”

PESARO, 23 marzo 2021 – Le organizzazioni sindacali dei pensionati in questi giorni sono tempestati dalle telefonate dei propri iscritti che denunciano la situazione che stanno vivendo per vaccinarsi.

Il ritiro delle dosi di AstraZeneca che ha portato a rivedere il piano vaccinale ha peggiorato ulteriormente la situazione che già era confusa.

Più volte come sindacato dei pensionati abbiamo denunciato quello che sta succedendo sulla vaccinazione degli over 80, ma ahinoi continuiamo a non essere ascoltati.

Gli anziani sono le persone che dall’inizio della pandemia stanno pagando il prezzo più alto, prima in termini di decessi dentro le residenze protette, e ora per i continui disguidi nella vaccinazione.

Nessuno merita di essere trattato in questo modo, tanto meno le persone più deboli e fragili.

Di fronte al caos di questi giorni è urgente dare risposte adeguate, e invece si assiste solo ad un’enorme disorganizzazione. La Regione Marche è tra quelle che ha vaccinato meno, e creato innumerevoli disguidi.

Per le organizzazioni sindacali è irresponsabile aver gestito il piano vaccinale in modo così diseguale, creando grandi disparità tra chi avrebbe avuto il diritto di beneficiare del vaccino prioritariamente in quanto soggetto fragile o anziano e chi poteva tranquillamente aspettare il turno successivo.

In questa situazione di particolare emergenza, in cui tutta la popolazione è provata, dopo che siamo in zona rossa da oltre dieci giorni, è tempo di dare informazioni chiare e trasparenti, senza infingimenti di sorta. Un esempio? Per quel che riguarda la vaccinazione per gli anziani ultra settantenni è stato detto che è possibile prenotarsi. Ma la procedura, di fatto, non è ancora attiva.

Spi Cgil  Fnp Cisl Uilp Uil  

Pesaro Urbino

Nuova Segreteria Spi Cgil: tre donne su quattro al vertice del sindacato pensionati Cgil

Nella foto, da sinistra: Maurizia Ragonesi, Angelino Torcolacci, Elio Cerri, Loredana Longhin e Carmen Ghidotti

Pesaro, 19 marzo 2021 – Si è svolta questa mattina l’Assemblea generale dello Spi Cgil Pesaro Urbino con la partecipazione del segretario generale Spi Marche Elio Cerri. A pochi mesi dall’elezione di Loredana Longhin a segretaria generale, oggi è stata rinconfermata Carmen Ghidotti e sono sati eletti due nuovi componenti. Sono Maurizia Ragonesi e Angelino Torcolacci.

Dalla Segreteria esce invece Luigi Torelli al quale vanno I ringraziamenti dello Spi della Cgil e i migliori auguri di buon lavoro ai nuovi segretari.

Ora si è passato il limite: si rispettino gli anziani

Vaccinazioni/ La protesta dei sindacati pensionati Spi CgiI, Fnp Cisl, Uilp Uil

Timori per il vaccino AstraZeneca, ore di fila al centro Monaldi, disorganizzazione e caos: uno spettacolo indegno che non deve più ripetersi

PESARO, 14 marzo 2021 – “Quello che sta succedendo in questi giorni sulla somministrazione dei vaccini agli anziani ultra ottantenni è davvero troppo.

I sindacati dei pensionati sono seriamente preoccupati per come si sta involvendo la situazione vaccinale.

Si è davvero passato il limite, non si possono trattare in questo modo le persone, e a maggior ragione quelle che hanno bisogno di più protezione e tutela.

Sono giorni ormai che apprendiamo delle disfunzioni legate alla logistica per l’inoculazione dei vaccini.

Noi l’avevamo già denunciato che così, come era stato approntato il piano vaccinale non andava incontro alle esigenze degli anziani.

Le scene degli assembramenti che abbiamo visto nei giorni scorsi davanti al centro Monaldi di Pesaro dove gli anziani sono stati lasciati per ore all’aperto perché le dosi previste non erano ancora arrivate, non si devono più ripetere.

E’ stato uno spettacolo indegno dopo tutto quello che in questi mesi hanno sofferto gli anziani nella loro solitudine ad aspettare un vaccino.

E come se ciò non avesse creato abbastanza disagi, ieri (sabato 13 marzo ) ci sono stati altri problemi, questa volta legati alla mancanza di dosi Pfizer, e pertanto gli anziani è stato inoculato il vaccino AstraZeneca.

E’ possibile che non si potessero avere delle accortezze maggiori come per esempio avvisare tempestivamente le persone in modo che potessero scegliere liberamente cosa fare?

E ancora: le notizie che si sono susseguite in merito ai decessi avvenuti, forse, a causa del vaccino AstraZeneca, hanno giustamente disorientato e impaurito le persone, gettandole nello sconforto, e facendole desistere dal vaccinarsi.

Tutto ciò è sconcertante.  Agire in questo modo significa non avere rispetto per le persone più fragili e farle sentire solo un peso per la società.

Per noi è inaudito quanto sta accadendo ovvero sommare disfunzioni a disfunzioni, e tutto sulla pelle delle persone più deboli.

Sapevamo tutti che questa sarebbe stata la più grande campagna di vaccinazione di massa e ci siamo arrivati nelle condizioni peggiori, senza avere una programmazione seria e ponderata. Si poteva fare meglio? Sicuramente avremmo potuto studiare e organizzare una logistica migliore, avremmo potuto essere più rapidi nel trovare un accordo con i medici di base per vaccinare le persone fragili.

Sono mesi che chiediamo chiarimenti sull’organizzazione della vaccinazione e ancora oggi assistiamo a scene indecorose.

Alla politica chiediamo un cambio di passo chiaro e deciso.  La nostra regione è tra quelle che ha eseguito meno vaccinazioni, segno che esistono delle evidenti difficoltà organizzative. Ci auguriamo che si recuperi velocemente, e si garantisca subito la vaccinazione a domicilio per i tanti anziani non autosufficienti e per chi si prende cura di loro”.

Spi Cgil, Fnp Cisl, Uilp Uil  Pesaro Urbino

8 marzo 2021

…… per una società di donne e uomini che sappia prendersi
cura di se stessa, che sappia rimettere in comunicazione le parole con
le cose….. per questo è necessaria una informazione efficace oggi più
che mai.

L ’abbonamento on-line al settimanale
“Noi Donne”,
fondato dall’UDI nel 1944
è quest’anno la nostra mimosa.
http://www.noidonne.org/newsletter.php

Auguri a noi tutte
8 marzo 2021
Responsabile Coordinamento Donne Pesaro-Urbino Elisabetta Gabrielli

Appello dei sindacati pensionati Cgil Cisl e Uil: non dimenticate le persone fragili

PESARO, 3 marzo 2021 – La programmazione vaccinale contro il Covid non tiene conto delle fasce più fragili della popolazione che sono le vittime più numerose di questa tragica situazione.

Il sindacato dei pensionati Spi-Cgil – Fnp-Cisl – Uilp-Uil – ribadisce che bisogna fare presto e fare bene altrimenti continueremo a piangere altre vittime di questa pandemia.

Il piano vaccinale ha molte carenze. In primo luogo la logistica sta evidenziando tutte le criticità a partire dal fatto che i tre punti di vaccinazione sono insufficienti per il territorio pesarese nei quali si riversano gli anziani di tanti comuni limitrofi. I disagi che si stanno verificando erano prevedibili, ma all’oggi ancora non si riesce a trovare una soluzione che garantisca la sicurezza delle persone.

Ma ciò che ci preoccupa è l’assenza totale di un piano vaccinazione a domicilio che ricade su coloro che non possono recarsi autonomamente, né accompagnati ai centri vaccinazione.

Siamo allibiti e preoccupati del fatto che ancora non ci sia una risposta chiara e certa su questi soggetti che dovrebbero essere i primi a ricevere il vaccino. Sappiamo le difficoltà legate alla carenza e al rallentamento dei vaccini, ma non per questo debbono ancora essere i più fragili a pagare il prezzo più alto.

Ci si è dimenticati completamente delle persone anziane che non possono camminare e di quelle fragili.

Siamo inoltre stupefatti dalle polemiche sul continuo rimpallo delle responsabilità e di una discussione sterile sui costi dell’operazione vaccinale, senza la minima preoccupazione in merito alle difficoltà di queste persone.

Più volte abbiamo chiesto di iniziare la vaccinazione dagli anziani e dai più fragili cioè da coloro che sono la memoria storica di questo paese e che con la loro pensione aiutano tutti i giorni a far quadrare il bilancio familiare.

Il fatto che non riescono a deambulare, o che rientrano tra le fasce cosiddette “fragili”, non significa che non abbiano interessi, che non abbiano voglia di vivere e che siano marginalizzati dalla società.

Abbiamo l’impressione che alcune categorie a rischio, siano sacrificabili, e questo è inaccettabile. Chiediamo pertanto chiarezza per dare speranza e conforto a tutte le persone che in questo momento si sentono abbandonate, e che vogliono essere vaccinate.

Per le organizzazioni sindacali vaccinarsi è un atto di civiltà rispetto al quale le minacce dei negazionisti e dei no – vax vanno rispedite al mittente.

Spi Cgil: sportelli per la prenotazione dei vaccini

Vaccinazione anti Covid/ Cgil e Spi sostegno alla campagna in tutta la regione

PESARO, 12 febbraio 2021 – E’ una corsa contro il tempo, quella dei vaccini, e si sa che per correre bisogna avere delle buone gambe, per questo è necessario fare presto e fare bene.
Dobbiamo dircelo con grande chiarezza e franchezza: ogni giorno, ora o minuto perso ha una diretta e drammatica conseguenza in termini di vite umane, in particolare nella categoria degli anziani e delle persone fragili.

Dal 12 febbraio anche la nostra regione ha avviato la fase della campagna vaccinale rivolta ai grandi anziani.
Tuttavia, non sfugge a nessuno che proprio la popolazione più anziana è quella che ha la maggior difficoltà a destreggiarsi con gli strumenti tecnologici.

Come sindacato dei pensionati vogliamo metterci a disposizione e collaborare per la campagna vaccinale più grande della storia. Di fronte al più grande sforzo collettivo a cui siamo tutti chiamati nel Paese, il sindacato pensionati può svolgere un ruolo attivo.
Lo Spi , e la Cgil hanno un’organizzazione molto radicata in tutto il territorio provinciale, che ci permette di offrire un’informazione diffusa e capillare.
Per questo abbiamo deciso di avviare uno “sportello” dedicato per aiutare, per offrire un consiglio a chi ne ha bisogno per la prenotazione vaccinale.

Per lo Spi però è necessario, inoltre, dare risposte concrete, fin da subito, anche agli anziani soli, non autosufficienti, che devono spostarsi per potersi vaccinare.
Servono informazioni chiare ma soprattutto un’organizzazione logistica capace di rispondere ai bisogni degli anziani.
Solo se sapremo collaborare tutti insieme riusciremo a centrare l’obbiettivo, ma soprattutto potremo restituire fiducia e serenità ai nostri anziani e cittadini, che sono duramente provati da mesi di emergenza sanitaria, di crisi sociale ed economica senza precedenti.
Nella nostra provincia ci si può rivolgere alle seguenti sedi dello Spi Cgil:

SPI – CGIL Pesaro, via Gagarin 179 Tel. 0721 420516
SPI – CGIL Fano, via Roma 93/A Tel. 0721 808970
SPI – CGIL Urbino, via Sforza 249 Tel. 0722 350565
SPI – CGIL Fossombrone, via Giganti 16 Tel. 0721 740606

Spi Cgil Pesaro Urbino