Sanità: la Regione coinvolga anche le parti sociali

Crisi di sistema, la denuncia e le proposte della Fp Medici e della Fp Cgil provinciale

Pesaro, 6 giugno 2022 – Da molti mesi come Fp CGIL e FP MEDICI denunciamo la crisi di sistema della sanità pubblica della nostra provincia che ha toccato tutti i punti nevralgici indispensabili nella tutela del diritto di salute (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici della guardia medica, medici del 118, dipartimento dell’emergenza).

In attesa, ormai con poca speranza, di interventi di carattere straordinario e strutturale della politica nazionale che finora pare non aver compreso di essere sul punto di collasso del sistema pubblico, un intervento necessario ed urgente di carattere riorganizzativo della Regione non è più rimandabile.

Il caso del bando di operatori economici per coprire turni in Pronto soccorso nell’Azienda Marche Nord fa seguito a quelli di Area Vasta 1 che hanno riguardato purtroppo non solo il dipartimento di emergenza e viene contestualmente alla scelta di Asur di predisporre un appalto regionale per la gestione dei turni di tutti i Pronto soccorso delle Marche.

D’altra parte il numero dei professionisti che operano nei vari presidi non è più sufficiente a garantire con personale interno il servizio.

Abbiamo studiato anche protocolli e proposte di legge adottati in altre regioni che hanno lo stesso problema ( Emilia Romagna, Toscana,  Campania, Piemonte ) e in tutte queste ragioni si sta predisponendo un ripensamento dei rapporti tra ospedale e territorio con un più diretto coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta (la Fp medici chiede da tempo che vengano inseriti in modo strutturale nel sistema pubblico), e   investimenti importanti  nel potenziamento della diagnostica e della telemedicina oltre a una valorizzazione dell’apporto di professionisti sanitari non medici.

La risposta arrivata fino ad ora dalla politica di livello nazionale è assolutamente insufficiente.  In una regione come la nostra che ha solo una università dove è presente la facoltà di Medicina il mancato intervento di livello nazionale rischia di far esplodere in modo drammatico la situazione con immaginabili riflessi sui bisogni dei cittadini e sui diritti dei lavoratori del settore.

Per questo ci auguriamo che la Regione, che ha annunciato interventi strutturali sugli assetti della sanità e che dovrà poi ridisegnare il piano socio sanitario, inizi un percorso di sistematico ed effettivo coinvolgimento delle parti sociali perché in una fase così delicata e critica non ci possono essere dubbi sul fatto che sia necessario superare divisioni e polemiche nell’ottica della tutela del bene comune.”

Fp Cgil Medici Pesaro Urbino

Fp Cgil Pesaro Urbino

Vania Sciumbata Cgil Pesaro Urbino

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Sanità: cronica carenza di medici

Roberto Rossini e Vania Sciumbata: “servono soluzioni veloci e condivise per evitare il collasso del sistema

PESARO, 28 marzo 2022 – Da molti mesi sia la FP che la CGIL Pesaro Urbino denunciano in tutte le sedi possibili (incontri pubblici, sindacali, media) la grave criticità che si sta determinando nella nostra provincia a causa della cronica carenza di medici da impiegare sia nell’ambito della sanità territoriale (medici di base, pediatri di libera scelta, medici della guardia medica, medici del 118) che nell’ambito ospedaliero (medici di pronto soccorso e medicina d’urgenza e pediatri).

“Siamo di fronte – scrivono in una nota congiunta Roberto Rossini, segretario generale Cgil Pesaro Urbino e Vania Sciumbata, segretaria generale Fp Cgil provinciale –  a un problema strutturale molto importante e aggravato da un ritardo inspiegabile della politica nazionale in ordine alla riprogrammazione; c’è la necessità di intervenire in tempi rapidi e con misure eccezionali a livello locale per evitare il collasso di sistema che abbiamo già visto in alcune realtà.

A livello locale e in sede decentrata abbiamo cercato soluzioni economiche nei limiti del possibile (nell’azienda ospedaliera Marche Nord è stata alzata la voce perequativa a favore dei medici del pronto soccorso con un beneficio economico importante ma assolutamente insufficiente rispetto al carico di lavoro e di stress che si deve sopportare).

Abbiamo quindi sollecitato l’Asur a valutare l’aumento dei compensi ai medici della guardia medica e suggerito di intervenire per superare alcune incompatibilità davvero incomprensibili in uno stato di grave carenza di organici come quello che stiamo vivendo.

Abbiamo denunciato pubblicamente le aggressioni al personale rivendicando la necessità di presìdi di sicurezza che sono stati adottati e abbiamo condiviso all’interno dell’Aormn, già nel mese di dicembre, un protocollo per compensare la grave carenza organica di medici specialisti (dal 1 gennaio 2020 al 1 gennaio 2022 nel pronto soccorso di Marche Nord i medici sono passati da 38 a 25 mentre a Urbino da tempo si sono attivate cooperative).

Tutto ciò evidentemente non è sufficiente ed è per questo che crediamo che  non sia più rimandabile la presentazione del piano socio sanitario e che  sia necessario affrontare una discussione regionale e provinciale con coloro che hanno ha responsabilità politica per comprendere in modo chiaro l’assetto ospedaliero che si intende realizzare e il progetto di riorganizzazione della sanità territoriale su cui si vuole investire, anche grazie alle risorse del PNRR e che quella sia l’occasione per discutere anche di scelte organizzative che possano compensare la carenza di medici dell’emergenza come accaduto in altre realtà ( integrazione dei medici del 118, ad esempio).

Riteniamo quindi fondamentale che la Regione, dopo la fase di ascolto (a tal  proposito in tutte le occasioni pubbliche di confronto solo i sindacati confederali hanno preso la parola per indicare criticità e possibili soluzioni, spiace che all’epoca nessun sindacato della categoria dei medici sia intervenuto)  garantisca un percorso di confronto e condivisione per adottare soluzioni veloci e condivise sia per quanto concerne la riorganizzazione della rete ospedaliera sia per quanto riguarda l’assetto della sanità territoriale. Bisogna discuterne ora, decidere avendo presente un quadro d’insieme, tralasciare sterili polemiche e trovare soluzioni. Noi siamo pronti da mesi”.

Roberto Rossini Segretario generale CGIL Pesaro Urbino

Vania Sciumbata Segretaria generale FP Pesaro Urbino

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Stato di agitazione vigili del fuoco: lettera al personale

Cgil VV.F                                         Cisl VV.F                                                               Confsal VV.F

Nella giornata di lunedì 21 febbraio si è svolta la programmata procedura di conciliazione presso la Direzione Marche, presieduta dal Direttore regionale.

Procedura conseguente alla proclamazione dello stato di agitazione proclamato unitariamente dalla Cgil VV.F, Cisl VV.F e Confsal VVF Pesaro.
L’iniziativa unilaterale intrapresa dal Comando in merito alla cancellazione e successivamente al “congelamento” delle ore presenti in banca del tempo, ha causato l’apertura della vertenza con il Comando.
A nulla sono servite le sollecitazioni espresse al tavolo da tutte le OO.SS e dallo stesso Direttore, per addivenire ad una conciliazione.

Le organizzazioni sindacali in ultima istanza hanno chiesto al Comando di porre un quesito al Dipartimento ed in attesa della risposta il personale possa comunque avere la possibilità di usufruire di tutte le ore accumulate in banca ore avendole già rese ivi compreso quelle accumulate in precedenza ai cinque anni del termine di prescrizione paventato da Comandante, visto che sino ad oggi nessun Comando in Regione ha applicato la norma in questa modalità.

Il Comandante si è dimostrato indisponibile a rivedere la propria posizione rivendicando la legittimità delle proprie decisioni.
Per questo le OO.SS si sono viste costrette a non conciliare e mantenere aperta la vertenza riservandosi di intraprendere iniziative a  sostegno e a tutela di tutto il personale.

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Allarme di Fp Cgil Marche e medici: nella sanità pubblica entra il privato. A Urbino e Pergola rischio caos e incertezza

Ancona,16 febbraio 2022 – Si amplia il perimetro della gestione privata negli ospedali pubblici con la scelta di Asur di affidare con una procedura di appalto una serie di servizi in ambito medico presso le strutture di Urbino e Pergola.

Si tratta di un appalto di durata triennale con cui, di fatto, verranno ad operare medici dipendenti di una società privata dentro al sistema pubblico, I servizi coinvolti sono al punto nascita, prontosoccorso, chirurgia generale/medicina generale/lungodegenza/nefrologia/ortopedia (ospedale SM Misericordia di Urbino) e PPI/assistenza medica di anestesia presso il blocco peratorio (ospedale SS Carlo e Donnino di Perola)

In questo modo, secondo Matteo Pintucci, segretario generale Fp Cgil Marche e Katia Pesaresi, Cgil medici, c’è “il rischio di generare un appalto “spurio” a causa di un’evidente commistione pubblico/privato dove non risulta chiara la catena di comando ed il confine tra ciò che è oggetto di appalto e ciò che ne risulta fuori”:

E’ possibile concepire un lavoro che per sua natura deve essere di equipe tra medici, professoinisti sanitarie ed oss quando gli uni (I medici) sono dipendenti di una società cooperativa e gli altri sono dipendenti del servizio sanitario regionale?

E ancora:  a quali condizioni saranno assunti medici dal soggetto privato vincitore dell’appalto? Con quale retribuzione? Con quali condizioni contrattuali, quali tutele? Si andrà a generare l’ennesima situazione di precariato?

Dopo i momenti difficili degli eroi del sistema sanitario nazionale, dope aver affrontato la pandemia ci si aspetta di ritornare ad una piena valorizzazione della sanità pubblica, del ruolo di gestione pubblico e di un rafforzamento degli organici per i medici, professionisti ed operatori

E’, invece, deludente registrare, concludono Pintucci e Pesaresi, come si continui ad andare in direzione diametralmente opposta: mancano atti di programmazione a lungo termine, continua a mancare un confronto con i sindacati dal momento che si viene a conoscenza di queste scelte dai giornali. Una situazione che va ad aggiungersi al mancato confronto sulle ricadute del PNRR in sanità”.

Fp Cgil, Cgil Medici Marche

M. Pintucci, K. Pesaresi

                       

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Aset, i sindacati chiedono incontro urgente con il Sindaco di Fano

FP Cgil- Fit Cisl- Filctem CGIL- Femca Cisl- Uiltec UIL Uiltrasporti: “nelle gare deve essere garantita l’occupazione ma spesso non avviene”

FANO, 4 febbraio 2022 – Ieri, giovedì 3 febbraio, si sono svolte 3 assemblee del personale Aset Spa.

I lavoratori e le lavoratrici hanno manifestato la loro preoccupazione per le notizie apparse sulla stampa sul futuro dell’azienda.

Tutte le forze politiche, infatti, dichiarano di apprezzare e difendere Aset ma alla prova dei fatti le stesse formazioni non esitano a trascinare l’azienda nel tritacarne della politica senza preoccuparsi minimamente degli effetti sulla sua reputazione e di chi ci lavora, così come avvenuto nel caso delle presunte fughe di notizie riservate.

 Sembra che Aset da sola non potrà partecipare alle prossime gare per il servizio distribuzione gas, servizio idrico integrato e igiene ambientale (rispettivamente previsti per il 2023, 2028, 2030) e quindi serve un partner industriale per affrontare queste sfide.

Dalla stampa abbiamo appreso che un vasto schieramento trasversale in Consiglio comunale sostiene che il partner industriale che risulterà dalla manifestazione di interesse per la realizzazione di un biodigestore a Fano potrebbe essere lo stesso con il quale fare assieme le gare per i servizi regolamentati (gas, acqua, igiene ambientale).

Noi siamo preoccupati e anche arrabbiati perché rimane un grande assente: il lavoro.

Nelle gare è necessario fare attenzione perché sia garantita la salvaguardia occupazionale per il personale, ma  non è detto che questo avvenga per tutti.

A maggior ragione se gli attuali gestori uscenti (Aset e Marche Multiservizi) si presentano divisi e quindi contrapposti. Nei prossimi giorni incontreremo quelli di Marche Multiservizi proprio perché riteniamo che le preoccupazioni, visto il contesto generale, saranno comuni.

L’esperienza concreta ci dimostra che il gestore uscente di un servizio ha migliori possibilità di aggiudicarselo di nuovo  per il vantaggio competitivo dato dalla conoscenza del territorio; così è avvenuto  nel 2011 a Rimini e provincia per il servizio idrico per 15 anni, a Bologna e provincia per i rifiuti per 15 anni e a Udine e provincia per il gas per 12 anni.

Per queste ragioni chiediamo un incontro urgente con il Sindaco di Fano per avere informazioni su cosa intendono fare con Aset Spa anche alla luce della comunicazione che il CdA di Marche Multiservizi ha inviato a Aset e a tutti i Comuni della provincia.

Bisogna entrare nel merito della proposta e preservare la collaborazione tra le due aziende come un valore che va preservato per migliorare la qualità dei servizi che vengono erogati.

In quella sede chiederemo anche che ci venga illustrata la relazione che la Direzione di Aset avrebbe prodotto (secondo quanto riferito dalla stampa) dove si evidenziano gli scenari prossimi per l’azienda.

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Chiude il reparto psichiatria di Pesaro: le critiche di Cgil Cisl e Uil

Emergenza Covid/La protesta dei sindacati

PESARO – La direzione dell’Asur – Area Vasta n.1, ha comunicato alle organizzazioni sindacali la chiusura, dal prossimo lunedì 20 dicembre 2021, del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) di Pesaro, con la perdita di 14 posti letto.

Di fatto gli unici posti rimanenti per il SPDC saranno quelli di Fano che passerà da 9 a 11 posti letto e quelli del SPDC di Urbino che da 8 passerà a 10 posti letto.

La causa di tale chiusura?

La carenza di personale infermieristico e operatori socio sanitari, per far fronte all’emergenza Covid, oltre alla carenza personale medico.

Quindi l’Asur per far fronte all’emergenza pandemica che perdura da due anni, piuttosto che attrezzarsi incrementando stabilmente il personale infermieristico e medico, si vede di nuovo costretta a ridimensionare i servizi e l’assistenza sanitaria e anche questa volta chi ne farà le spese saranno nuovamente i pazienti più fragili, come quelli psichiatrici e le loro famiglie: ovviamente i pazienti che hanno meno possibilità di protestare e rivendicare i propri diritti di salute e tutela.

Da un punto di vista organizzativo, l’Area Vasta dovrebbe potenziare l’attività territoriale dei Centri di Salute Mentale, per sopperire alla manca disponibilità di posti letto nella gestione del paziente critico. Peccato però che il personale medico e infermieristico dei Centri di Salute Mentale non verrà incrementato e rimanendo lo stesso, di fatto si vedrà nell’impossibilità di potenziare adeguatamente il servizio territoriale con l’incremento delle visite domiciliari e ambulatoriale nella gestione dei pazienti in fase di riacutizzazione della loro condizione patologica.

Cosa succederà allora? Il riversarsi di questi pazienti o in modo diretto oppure indotto verso i Pronto Soccorso di Pesaro e Fano, che come sappiamo sono in una condizione di enorme disagio. Inoltre occorre evidenziare che la gestione di pazienti psichiatrici è molto complessa: uno scompenso comporta oltre ad un coinvolgimento sanitario, anche un coinvolgimento dei servizi sociali, quindi del Comune e in alcuni casi, purtroppo non rari, anche delle forze dell’ordine, che per forza di cose, saranno necessariamente chiamate ad intervenire con più frequenza, se questi pazienti non dovessero essere gestiti nel modo più opportuno nel loro percorso di cura e riabilitazione, come garantito dalla presenza del personale normalmente impiegato del Dipartimento di Salute Mentale

Siamo di fronte all’ennesimo “capolavoro” prodotto dalla mancata programmazione sulle assunzioni che la Regione Marche e il servizio l’Asur e il servizio sanitario regionale hanno prodotto, rimanendo totalmente sordi e inerti rispetto alle nostre sollecitazioni a procedere “in tempo” alle assunzioni annunciate e non fatte.

Chiediamo alle istituzioni locali e alla Regione di intervenire affinché l’ASUR Area Vasta 1 eviti la chiusura del SPDC di Pesaro e proceda immediatamente con le assunzioni di personale attingendo dalle graduatorie già disponibili.

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Dicembre 2021 CGIL – CISL – UIL e  FP CGIL – CISL FP – UIL FPL          

Pesaro Urbino       

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“Servono nuove assunzioni, non le offese del Sindaco”

Affollata assemblea dei dipendenti: gli organici ridotti sono la causa del calo di produttività.

Pesaro, 29 settembre 2021, – Si è svolta questa mattina nella sala W. Pierangeli della Provincia l’assemblea indetta Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dei dipendenti del Comune di Pesaro.

E’ stata una assemblea molto partecipata – hanno detto i sindacati- e molti si sono collegati da remoto, un’ulteriore conferma che da remoto si possono fare molte cose se c’è la volontà.

I dipendenti hanno chiesto soprattutto nuove assunzioni. In modo trasversale, in tanti hanno detto che in pochi anni c’è stata una notevole diminuzione del personale ed è questa la casa principale che ha inciso negativamente sui servizi ai cittadini.

In particolare: i servizi demografici, servizi sociali, edilizia privata e polizia locale sono quelli che hanno avuto un carico di competenze maggiori e un drammatico calo dei dipendenti.

E i lavoratori che con pochi mezzi, in piena pandemia, hanno  continuato a  garantire i servizi, si aspettavano un ringraziamento e  non certamente le critiche del Sindaco che, senza alcun dato alla mano,  ha parlato di cali di produttività in relazione allo smart working e in tv, oltretutto.

“Si sono sentiti offesi  – hanno detto i sindacati –,  e il Sindaco  non ha nemmeno  cognizione di causa dei dipendenti  comunali, molti dei quali sono già rientrati in presenza a giugno e molti dei quali non hanno mai usufruito del lavoro agile.  

Se a causa dei vari bonus che devono essere elargiti e nel Comune manca il personale non si capisce per quale motivo, in diretta tv, il primo cittadino si sia espresso in modo superficiale e offensivo nei confronti di tutti i lavoratori e le lavoratrici”.

In sintesi, per sindacati e lavoratori, sono necessarie nuove assunzioni. E’  la mancanza di personale il problema numero uno, non lo smart working.

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Adesione sciopero lavoratori somministrati del settore metalmeccanico

Roma, 22 luglio 2021

Spett.le Assolavoro
Spett.le Assosomm

OGGETTO: Adesione sciopero lavoratori somministrati del settore metalmeccanico

Con la presente le scriventi organizzazioni sindacali FeLSA CISL, NidiL CGIL, UILTemp aderiscono allo sciopero di due ore con assemblee sui luoghi di lavoro, proclamato da FIM CISL, FIOM CGIL e UILM da svolgere nel periodo 19 luglio 2021 – 31 luglio 2021.

Le modalità saranno le stesse previste dalle OO.SS. del settore metalmeccanico.

Distinti saluti,

I Segretari Generali

Nidil CGIL
F.to Davide Franceschin

UILTemp
F.to Giancarlo Mattone

FeLSA CISL
F.to Daniel Zanda

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Per garantire servizi di qualità servono investimenti e assunzioni

 

PESARO, 22 luglio 2021 – Nel mese di luglio abbiamo incontrato i dipendenti di vari servizi del Comune di Pesaro ed è emerso un quadro preoccupante ed è giusto che i cittadini siano informati.

Il personale, come si può ricavare facilmente dai dati pubblicati relativi al piano del fabbisogno, è in costante calo a fronte di aumentate competenze, assegnazioni e responsabilità e i dipendenti dell’ente, nonostante l’impegno e il senso di responsabilità che da sempre li contraddistinguono, faticano sempre più a garantire la quantità crescente dei compiti assegnati e la qualità del servizio cui siamo abituati.

Servizi che se non potranno più essere garantiti a causa della effettiva mancanza di personale e a rimetterci saranno solo i cittadini. Non è giusto.

Il grido di allarme dei sindacati nasce da una analisi di alcuni uffici strategici:

SERVIZI DEMOGRAFICI: nel corso degli anni sono aumentati i compiti assegnati (dalle separazioni, ai divorzi , ai testamenti biologici per non parlare purtroppo del drammatico aumento dei certificati in periodo Covid ) ma il personale effettivamente in servizio è costantemente calato e a breve ci saranno ulteriori pensionamenti che impatteranno sia sullo stato civile che sui servizi di quartiere così importanti per il cittadino.

SERVIZI SOCIALI: anche in questo caso, in un settore così delicato e importante per la tutela della popolazione più fragile, i pensionamenti non vengono immediatamente sostituiti con inevitabile riflesso sui carichi di lavoro del restante personale che già, nel rapporto unità/cittadini, è molto al di sotto di quanto previsto dalle norme e dal buon senso.

SERVIZI EDUCATIVI: le scuole comunali sono da sempre state considerate un fiore all’occhiello di questo Comune e però, anche in questo caso, stiamo assistendo ad un costante depotenziamento (per l’anno 2021/2022 non sono previste assunzioni di educatrici di nido) che ci fa preoccupare per il destino di un servizio importante per tutta la cittadinanza Peraltro, in quel contesto, al personale impiegato tramite cooperativa non viene garantito un orario adeguato che consenta la partecipazione a tutti gli eventi formativi di educatrici ed insegnanti.

Una fotografia quella scattata dalla Fp Cgil, dalla Cisl Fp e dalla Uil Fpl, che mostra l’inevitabile presa di posizione dei sindacati affinché l’Amministrazione comunale decida non solo a parole di invertire la rotta attraverso un serio ed importante piano di investimenti nel personale che passa necessariamente attraverso nuove assunzioni.

“Ci siamo limitati a qualche esempio che però è significativo di un contesto grave – si legge in una nota – servono più investimenti nel personale, più assunzioni e prospettive di stabilizzazione per garantire quello di cui i cittadini, soprattutto dopo un anno e mezzo di pandemia che ha ampliato le fragilità ed accentuato le disuguaglianze, hanno bisogno: ovvero più servizio pubblico e di qualità”.

Fp Cgil Pesaro Urbino                         Cisl Fp                                      Uil Fpl

Vania Sciumbata                                 Francesco Todaro                   Maria Grazia Tiritiello

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Assetto ospedaliero della provincia, poche idee e confuse

Abbiamo letto le dichiarazioni dell’assessore Saltamartini sul riassetto ospedaliero della provincia di Pesaro e dobbiamo fare alcune considerazioni:

  • Assumere queste decisioni senza un confronto con le Organizzazioni sindacali ed i rappresentanti delle amministrazioni e delle istituzionali locali e inaccettabile dal punto di delle relazioni e dei contenuti e soprattutto dal punto di vista degli effetti che tali decisioni comporteranno per le comunità e per il futuro delle generazioni che verranno in tema di sanità.
  • Ci sono forti discordanze tra quanto detto dall’assessore pubblicamente e ciò che decreta la Giunta Regionale!!!
  • Siamo tutti d’accordo che le risorse del PNRR dovranno essere usate per potenziare la sanità territoriale di questa provincia, soprattutto dell’entroterra, ma gli interventi ad oggi adottati invece di parlare di realizzazione delle case della salute, dell’integrazione del ruolo dei MMG nel sistema sanitario regionale, del potenziamento della prevenzione e della diagnostica nell’ottica dell’abbattimento delle liste di attesa, interviene sugli assetti ospedalieri producendo in un solo colpo la riduzione di posti letto rispetto al piano socio sanitario precedente e condanna ad un ruolo di assoluta irrilevanza dell’Ospedale Santa Croce di Fano;
  • Perdere l’azienda ospedaliera Marche Nord senza preliminarmente prevedere il riassetto dell’Asur e la creazione di un’azienda sanitaria provinciale che coincida con il territorio, oppure pensare a rivedere il modello relativo alle aziende ospedaliere ipotizzando l’aggregazione tra Marche nord e Torrette che permetterebbe un vero ed efficace contrasto al fenomeno della mobilita passiva, significa di fatto creare le condizioni per perdere alcune specialità essenziali per limitare la mobilita passiva e per garantire interventi per acuti di qualità ed efficienza : parliamo della neurochirurgia e dell’ematologia per esempio!

Pesaro, 15 luglio 2021

Roberto Rossini Paolo Rossini Maurizio Andreolini

Vania Sciumbata Angelo Aucello Alessandro Contadini

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