8 marzo 2021

…… per una società di donne e uomini che sappia prendersi
cura di se stessa, che sappia rimettere in comunicazione le parole con
le cose….. per questo è necessaria una informazione efficace oggi più
che mai.

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“Noi Donne”,
fondato dall’UDI nel 1944
è quest’anno la nostra mimosa.
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Auguri a noi tutte
8 marzo 2021
Responsabile Coordinamento Donne Pesaro-Urbino Elisabetta Gabrielli

Coordinamento Donne – Giornata della Memoria 2021

Pochi anni ci separano dal più orribile crimine di massa che la storia moderna debba registrare: un crimine commesso non da una banda di fanatici, ma con freddo calcolo dal governo di una nazione potente. Il destino dei sopravvissuti alle persecuzioni tedesche testimonia fino a che punto sia decaduta la coscienza morale dell’umanità.

Albert Einstein

Sulla deportazione degli Ebrei nei campi di concentramento… Tutti lo sapevano da quattro o cinque anni. Tutti lo sapevano. Lo sapevamo noi! lo e mia moglie l’abbiamo visto a Belgrado, abbiamo cominciato a vederlo a Belgrado…. nel 1941 .

Giorgio Perlasca

L’indifferenza è più colpevole della violenza stessa. È l’apatia morale di chi si volta dal- l’altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo…(Libia..Bosnia) La memoria vale proprio come vaccino contro l’indifferenza.

Liliana Segre

Abituate a vivere nella sicurezza delle loro case, ora sono costrette a vivere in una comunità che è quasi animalesca. I loro corpi sono esposti nudi dinanzi a tutti, ma in particolare a sguardi di uomini che cercano nel loro fisico la capacità di lavoro nelle fabbriche.

Giuliana Tedeschi

….. ora andate a fare la doccia, li avvertirono gentilmente e questa fu una bella notizia… un po’ di pulizia finalmente! cosi lieti entrarono nella sala delle docce col viso alzato aspettando impazienti l’acqua benefica. Invece scese il gas sibilando e i polmoni lo ricevettero in pieno. Strozzarono in rantoli ….. Avveniva tutti i giorni ed era uno spettacolo tanto abituale che nessun anziano del campo ci badava più. Anzi poiché c’era la guerra, da Berlino ammonivano “che tutte le ruote dovevano girare per la vittoria”… il comando di Auschwitz che era zelante, aveva pensato che anche le ceneri umane potevano essere un buon concime e venivano sparse nei campi per concimarli .

Liana Millu

Una gravidanza troppo evidente all’arrivo alla rampa equivaleva al crematorio immediato….. se arrivavano bambini piccoli il destino di queste donne era fatale: dovevano scegliere di andare a morire oppure dovevano l iberarsi del bimbo gettandolo in un mucchio.

Elisa Springer

Quello che mi feriva terribilmente e ancora oggi mi tormenta, era il chiedermi come poteva accadere una cosa del genere… essere dimenticati dal mondo, essere esclusi, vergognarsi di essere persone…. Sono sopravvissuta per caso, per avere mantenuta viva la speranza di sopravvivere, per la fortuna di avere incontrato persone disposte ad aiutarmi: un soldato tedesco che mi allungò una patata calda dopo una marcia lunghissima in cui avevo mangiato cumuli di immondizia, scorza di alberi, sterco secco delle vacche….. o a Dachau un cuoco mi chiese come mi chiamassi, mi ricordò che avevo un nome anziché solo un numero…. Resistere è allora tutto quello che mira a preservare, insieme alla vita, piccoli frammenti di identità, a mantenere un minimo di distanza psichica da un universo che pretende di essere l’unico.

Edith Bruck

Le cose veramente primordiali in me sono i sentimenti umani, una sorta di amore e compassione che provo per le persone, per tutte le persone del mondo. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza avere prima fatto la nostra parte dentro di noi. Io credo che dalla vita si possa ricavare qualcosa di positivo in tutte le circostanze…. Arrabbiarsi ed essere scontenti non è produttivo, soffrire davvero per qualcosa è produttivo….. Se un individuo ha un centro, tutte le impressioni provenienti dall’esterno trovano in quel centro un punto, fermo…. Tasto il polso di questo secolo, ogni giorno di nuovo tocco con la punta delle dita i contorni di questa epoca… o è solo una finzione? Tutto ciò che si presenta sul mio sentiero mi dà una sensazione di sanguinamento.

Etty Hillesum

La Shoah non è stata mica un incidente di percorso del fascismo. Ha i suoi prodomi nelle leggi razziali del ’38, che a loro volta affondano le radici nella marcia su Roma del ‘22. È qui che comincia la tragedia. Un consenso fondato in gran parte sulla coercizione.

Andrea Riccardi

A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano dal loro lato peggiore, in cui si dubita della verità… eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace, la serenità.

Anna Frank

Primo Maggio tra Corona virus e caduta del PIL

“Sarebbe illusorio pensare che, passata l’epidemia, l’economia, il lavoro possa tornare come prima… Tra gli effetti dell’emergenza c’è l’esigenza di ripensare produzioni e consumi alla luce delle esigenze della salute e della sostenibilità, di ripensare alle morti e agli infortuni sul lavoro, insomma è indispensabile far diventare il sistema della salute e del welfare uno dei motori di sviluppo dell’economia” Mariana Mazzucato

Fu la II Internazionale – Parigi 20 luglio 1889 – a scegliere il Primo Maggio quale giorno per celebrare la festa del lavoro. In quella occasione venne indetta una grande manifestazione per chiedere la riduzione della giornata lavorativa a otto ore. Il giorno fu scelto per ricordare i gravi incidenti del maggio 1886 a Chicago, noti come rivolta di Haymarket. A metà ‘800 infatti i lavoratori, in particolare le lavoratrici, non avevano diritti: lavoravano anche sedici ore al giorno in pessime condizioni, rischiando la vita. Il primo maggio fu indetto dunque uno sciopero generale che culminò in una repressione nel sangue, con undici morti. Tale tragedia divenne il simbolo delle rivendicazioni operaie per avere diritti e condizioni di lavoro migliori.

In Italia la festività fu ratificata due anni dopo nel 1891. Durante il ventennio fascista la celebrazione fu anticipata al 21 aprile in coincidenza col cosiddetto “Natale di Roma”.

Nel 1955 Pio XII istituì la festa di S. Giuseppe lavoratore, perché l’occasione potesse essere condivisa a pieno titolo anche dai lavoratori cattolici. Infine a testimonianza di come non si sia mai capito compiutamente quanto possa aggiungere il talento delle donne alla vita economica del paese, al di là del relegarle in ambiti domestici, possiamo segnalare il Primo Maggio del 1975 in cui le donne di molti paesi dichiararono tale ricorrenza “giornata di sciopero dal lavoro domestico”.

In questo nostro Primo Maggio 2020, tra Corona virus e Pil in caduta libera , c’è poco da festeggiare, ma sembra comunque doveroso dare memoria storica al mondo del lavoro e sottolineare il percorso e le conquiste conseguite, ben sintetizzate nelle parole del Presidente Mattarella: “Senza lavoro rimane incompiuto il diritto stesso di cittadinanza, la dignità dell’individuo ne rimane mortificata, la solidarietà sociale e la stessa possibilità di sviluppo della società ne rimangono compromesse”.

Lavoro e sviluppo economico-sociale è il tema dei nostri giorni all’approssimarsi della cosiddetta fase due, quella appunto del ritorno al lavoro. Questo lavoro tanto bistrattato in tempi di globalizzazione – carenze di sicurezza, salario, orario, precarietà, perdita di diritti – torna ad essere centrale. Lo è stato nel lavoro encomiabile del personale sanitario che ha lottato contro il Covid 19 con le armi spuntate di una sanità pubblica fiaccata da dissennate politiche di austerità e privatizzazione forzata. Lo è stato nel lavoro di tutti coloro che hanno assicurato le filiere della nostra sopravvivenza in tempi di lockdown. Lo è stato infine nell’indispensabile e capillare lavoro di sorveglianza delle forze dell’ordine. Lo sarà ancora nella impellente ripresa di attività economiche e produttive, che comunque dovranno essere assolutamente compatibili con la tutela della salute dei lavoratori stessi e di tutti noi.

Quanto poi ad un cambio di paradigma – una economia che metta realmente al centro la persona e la dignità del lavoro, sappia correggere modelli di crescita di un mercato senza regole e sappia mettersi in sintonia con l’ambiente naturale nell’ottica di uno sviluppo sostenibile, mancanza di sintonia che potrebbe essere causa non ultima della pandemia – vedremo. Per ora limitiamoci a incisive proposte per immediati investimenti nella sanità pubblica, sottolineando lo slogan del tradizionale Concertone del Primo Maggio: “Il lavoro in sicurezza per costruire il futuro”.

Novecento – Valerio Sanzotta