Natale amaro per i lavoratori della Item

Non c’è pace per i lavoratori della Item Srl azienda che opera nel settore delle telecomunicazioni in appalto per importanti player nazionali tra cui la Telecom, si trovano ad affrontare ormai da tempo un gravissimo disagio, dovuto all’incertezza per il futuro, ai continui ritardi del pagamento degli stipendi e alla continua mancanza di informazioni sulle prospettive aziendali. L’ azienda ormai da diverso tempo non retribuisce i lavoratori con regolarità. La situazione nell’ultimo periodo è peggiorata in quanto non abbiamo più un interlocutore con il quale discutere per affrontare le criticità sopra descritte e dare risposte ai lavoratori. Nonostante i numerosi tentativi di mediazione non abbiamo ad oggi ricevuto nessuna comunicazione che prospettasse l’apertura di un tavolo ufficiale di confronto, ed è per questo che abbiamo chiesto ufficialmente l’intervento del prefetto, della regione Marche e del sindaco di Fano al fine di portare l’azienda ad un tavolo di confronto istituzionale. Infatti nonostante l’ennesima richiesta di chiarimento in merito al pagamento degli stipendi e al mancato rispetto degli accordi sul pagamento, non solo l’azienda non ci ha dato risposte in merito alla situazione ma addirittura ha buttato benzina sul fuoco tenendo una condotta che riteniamo antisindacale e ritorsiva verso i lavoratori che va anche a ledere il diritto di sciopero sancito dalla costituzione italiana, infatti la stessa ha inviato un proprio responsabile dalla sede di Jesi per comunicare la messa in libertà dei lavoratori senza alcuna motivazione, costringerli a depositare i mezzi aziendali, che normalmente hanno in uso anche per recarsi presso le proprie dimore, aggravandone il disagio, mortificandoli moralmente e soprattutto senza dare alcuna notizia in merito al pagamento degli stipendi arretrati. Le mancate risposte, la mancanza di trasparenza e l’incertezza più totale in cui versano i lavoratori rischiano di creare un allarme sociale che a causa del protrarsi da tempo di questa situazione è diventata insostenibile per i lavoratori e per le loro famiglie. Durante l’assemblea in sciopero di oggi pomeriggio si è deciso insieme ai lavoratori lo sciopero ad oltranza, fino a quando l’azienda non si siede ad un tavolo e da garanzia e la certezza immediata a tutti i lavoratori sul pagamento degli stipendi.

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Item: tre giorni di sciopero per rivendicare il salario. La nota di Fiom e Uilm

Da ieri, giovedì 7 novembre, i lavoratori della ITEM, azienda che garantisce la connessione internet e la rete telefonica a una buona parte del nostro territorio sono in sciopero per rivendicare quello che è un diritto fondamentale, ovvero il salario.

Infatti già da circa due anni i lavoratori percepiscono lo stipendio in ritardo, e nell’ultimo periodo hanno dovuto ricorrere a varie mobilitazioni per aver ciò che gli è dovuto per il loro lavoro.

In passato il sindacato ha provato a dare ordine a questo marasma facendo accordi sindacali per provare a dare certezze ai lavoratori, viste anche le necessità quotidiane delle famiglie coinvolte.

Nell’ultimo periodo la situazione già complicata è addirittura peggiorata, infatti oggi non abbiamo più neanche un interlocutore a causa di un repentino cambio al vertice.

Sembra che gli assetti societari stiano cambiando, ma tutto questo senza coinvolgere i lavoratori e senza dare certezze sul pagamento degli stipendi.

Per queste ragioni c’è lo stato di agitazione sia nella sede romana che in quella pesarese e per queste ragioni ci attiveremo verso la regione per chiedere un incontro istituzionale.

Vogliamo sottolineare che i lavoratori in questi anni di difficoltà hanno sempre assicurato il massimo impegno il quale ha garantito all’azienda i contratti in essere e la crescita.

Crediamo che sia giunta l’ora di dare certezze e risposte ai lavoratori.

Lo sciopero continuerà anche nella giornata di venerdì e sabato, e lunedì mattina ci incontreremo con i lavoratori per decidere come proseguire la mobilitazione qualora non giungessero notizie positive.

Fiom Cgil  Pesaro Urbino

Uilm Uil Pesaro Urbino

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Fabrizio Bassotti è il nuovo segretario generale della Fiom Cgil Pesaro Urbino

L’assemblea generale della Fiom Cgil Pesaro e Urbino,  alla quale  è intervenuta anche la segretaria generale nazionale Francesca Re David, questa mattina, ha eletto Fabrizio  Bassotti nuovo segretario generale Pesaro Urbino.

Originario di Chiaravalle in provincia di Ancona, 45 anni,  Bassotti si diploma in elettronica industriale e nel 1996 entra a lavorare alla Indesit Company di Albacina a Fabriano.  Dopo qualche anno è eletto nella Rsu della fabbrica per la Fiom Cgil.

Il distacco alla Fiom di Ancona arriva nel 2011 e Bassotti come responsabile territoriale del Fabrianese segue le vicende dei maggiori gruppi industriali da Indesit Company (ora Whirpool), Antonio Merloni (oggi fallita), Ariston Thermo Group spa, Elica e la Faber .

Sono anni molto difficili che segnano profondamente il territorio con una deindustrializzazione rapida e anche drammatica per le condizioni di lavoratrici e lavoratori che la Fiom cerca di tutelare con tutte le difficoltà e nel pieno della grave crisi che a Fabriano ha distrutto un tessuto industriale che tra grandi imprese e indotto dava lavoro a migliaia di persone.

L’impegno di Fabrizio Bassotti per la segreteria Fiom di Ancona si sposta nel territorio di Jesi dove segue aziende metalmeccaniche come Fiat-Cnh, Caterpillar, Pieralisi Maip.

Ad aprile scorso si trasferisce a Pesaro e sempre per la Fiom segue le imprese del territorio fanese fino all’elezione a segretario generale di oggi.

Fabrizio Bassotti sostituisce Marco Monaldi giunto al termine del doppio mandato.

“Ci aspettano sfide importanti” ha detto Francesca Re David a margine dell’assemblea generale: tra queste la piattaforma unitaria per il nuovo contratto nazionale.

“E’ importante – ha sottolineato – che tutti i lavoratori e i nostri delegati si sentano coinvolti nella trattativa e siano in grado di interagire”.

Francesca Re David ha parlato anche di politica industriale: “è  assente da almeno 20 anni –  ha detto – la fanno le multinazionali e i risultati sono quelli che vediamo. E’ inaccettabile ma la lotta dei lavoratori paga e lo dimostra la vertenza Whirpool a Napoli”

Un accenno anche alla difficilissima situazione dell’ex Ilva di Taranto. “E’ stato un errore gravissimo da parte del governo togliere lo scudo penale e offrire alla Arcelor Mittal un alibi di ferro per disimpegnarsi a Taranto – ha dichiarato -.  Avevamo sottoscritto un accordo e doveva essere rispettato”.

Per il nuovo segretario della Fiom Pesaro Fabrizio Bassotti: “In un contesto storico come l’attuale, caratterizzato da moltissime variabili sia nazionali sia internazionali ritengo fondamentale il ruolo della contrattazione come strumento per migliorare le condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori e per superare l’impatto negativo sulle imprese della crisi internazionale. Altrettanto importante – ha aggiunto – è il ruolo dei delegati sindacali che sono praticamente in tutti i luoghi di lavoro e rappresentano  la spina dorsale della nostra organizzazione ed è  per questo che vorrei puntare moltissimo sulla loro formazione”.

Al nuovo segretario Fabrizio Bassotti  e a quello uscente Marco Monaldi  i migliori auguri della Cgil Pesaro Urbino.

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Giovedì 31 ottobre sciopero generale di due ore dei metalmeccanici Fiom Fim e Uilm

Pesaro – Domani giovedì 31 ottobre, i lavoratori metalmeccanici aderenti a Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil si asterranno dal lavoro per due ore.

La protesta è in continuità con la mobilitazione del 14 giugno dove furono organizzate tre manifestazioni in contemporanea a Milano, Napoli e Firenze.

Le ragioni della protesta risiedono nella mancanza di politiche industriali in un Paese in crisi da oltre 10 anni.

I sindacati chiedono un impegno serio da parte del governo necessarie non solo per affrontare le singole crisi aziendali ma per rilancio con investimenti pubblici e privati dell’industria metalmeccanica.

“Anche se il nostro tessuto industriale è diversificato, dove troviamo settori all’avanguardia e altri in forte difficoltà – spiega la Fiom Cgil provinciale – abbiamo registrato un rallentamento generale di gran parte della produzione, e il calo di fatturato in quasi tutti i settori”.

Segnali allarmanti anche su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l’altro tema al centro delle rivendicazioni.

“E’ un fenomeno drammaticamente in crescita – sottolinea la Fiom Pesaro Urbino  – che riscontriamo non solo dai dati  nazionali ma anche dalle richieste di malattie professionali  che giungono al nostro  patronato. E’ quindi urgente da parte datoriale investire in sicurezza per evitare gli infortuni, e inoltre potenziare da parte pubblica i controlli al fine di invertire il trend negativo”.

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Venerdì 14 giugno sciopero unitario dei metalmeccanici

I lavoratori metalmeccanici di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno indetto una giornata di sciopero per venerdì 14 giugno contro le scelte di politica economica del governo.

Sono tre le manifestazioni previste: Milano, Firenze e Napoli.

I sindacati definiscono lo sciopero “una scelta difficile ma necessaria” affinché lavoro, diritti, crescita e sviluppo tornino al centro degli obiettivi che l’esecutivo sembra ignorare.

No alla Flat tax dicono i metalmeccanici in nome della progressività fiscale, sì alla riduzione del cuneo fiscale, evitare l’innalzamento dell’Iva, riforma degli ammortizzatori sociali e aumento dei salari.

Ma lo sciopero rivendica con forza la redistribuzione dei profitti da parte delle imprese attraverso la contrattazione aziendale.

Emblematica  la vertenza dei i lavoratori della Rivacold srl di Vallefoglia i quali oltre ad aderire allo sciopero generale del 14, hanno proclamato altre otto ore di astensione dal lavoro anche oggi  13 giugno.

I lavoratori della Fiom Cgil, della Fim Cisl e Uilm Uil che intendono partecipare alla manifestazione nazionale a Firenze possono contattare le segreterie provinciale Fiom  Fim Uilm Pesaro e Urbino o chiamare il centralino delle rispettive sedi sindacali nel territorio provinciale.

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14 giugno sciopero nazionale dei metalmeccanici

La decisione di scioperare e di scendere in piazza il 14 giugno a Milano, Firenze e Napoli è determinata dalla sempre maggiore incertezza sul futuro vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro.
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