Per garantire servizi di qualità servono investimenti e assunzioni

 

PESARO, 22 luglio 2021 – Nel mese di luglio abbiamo incontrato i dipendenti di vari servizi del Comune di Pesaro ed è emerso un quadro preoccupante ed è giusto che i cittadini siano informati.

Il personale, come si può ricavare facilmente dai dati pubblicati relativi al piano del fabbisogno, è in costante calo a fronte di aumentate competenze, assegnazioni e responsabilità e i dipendenti dell’ente, nonostante l’impegno e il senso di responsabilità che da sempre li contraddistinguono, faticano sempre più a garantire la quantità crescente dei compiti assegnati e la qualità del servizio cui siamo abituati.

Servizi che se non potranno più essere garantiti a causa della effettiva mancanza di personale e a rimetterci saranno solo i cittadini. Non è giusto.

Il grido di allarme dei sindacati nasce da una analisi di alcuni uffici strategici:

SERVIZI DEMOGRAFICI: nel corso degli anni sono aumentati i compiti assegnati (dalle separazioni, ai divorzi , ai testamenti biologici per non parlare purtroppo del drammatico aumento dei certificati in periodo Covid ) ma il personale effettivamente in servizio è costantemente calato e a breve ci saranno ulteriori pensionamenti che impatteranno sia sullo stato civile che sui servizi di quartiere così importanti per il cittadino.

SERVIZI SOCIALI: anche in questo caso, in un settore così delicato e importante per la tutela della popolazione più fragile, i pensionamenti non vengono immediatamente sostituiti con inevitabile riflesso sui carichi di lavoro del restante personale che già, nel rapporto unità/cittadini, è molto al di sotto di quanto previsto dalle norme e dal buon senso.

SERVIZI EDUCATIVI: le scuole comunali sono da sempre state considerate un fiore all’occhiello di questo Comune e però, anche in questo caso, stiamo assistendo ad un costante depotenziamento (per l’anno 2021/2022 non sono previste assunzioni di educatrici di nido) che ci fa preoccupare per il destino di un servizio importante per tutta la cittadinanza Peraltro, in quel contesto, al personale impiegato tramite cooperativa non viene garantito un orario adeguato che consenta la partecipazione a tutti gli eventi formativi di educatrici ed insegnanti.

Una fotografia quella scattata dalla Fp Cgil, dalla Cisl Fp e dalla Uil Fpl, che mostra l’inevitabile presa di posizione dei sindacati affinché l’Amministrazione comunale decida non solo a parole di invertire la rotta attraverso un serio ed importante piano di investimenti nel personale che passa necessariamente attraverso nuove assunzioni.

“Ci siamo limitati a qualche esempio che però è significativo di un contesto grave – si legge in una nota – servono più investimenti nel personale, più assunzioni e prospettive di stabilizzazione per garantire quello di cui i cittadini, soprattutto dopo un anno e mezzo di pandemia che ha ampliato le fragilità ed accentuato le disuguaglianze, hanno bisogno: ovvero più servizio pubblico e di qualità”.

Fp Cgil Pesaro Urbino                         Cisl Fp                                      Uil Fpl

Vania Sciumbata                                 Francesco Todaro                   Maria Grazia Tiritiello

Il Comune di Fano dimentica i lavoratori fragili

I sindacati: “delibera allucinante, eluse tutte le normative”

FANO, 2 luglio 2021 – Dopo la  circolare con cui l’Amministrazione  Comunale di Fano è intervenuta  sulla disciplina dello smart working, scendono in campo i sindacati Fp CGIL, Cisl FP, UIL FPL che si dicono “stupiti” ed annunciano il loro “disappunto” nei confronti di una atto di Giunta che di fatto “dimentica la situazione dei lavoratori fragili ed elude ogni normativa vigente”.

Per quanto riguarda l’iter indicato nella delibera e nella conseguente circolare “non solo vengono violati i principi elementari come la  privacy dei lavoratori in condizione di fragilità – dicono Sciumbata, Todaro e Tiritiello – ma appare totalmente incoerente con le attuali disposizioni di legge e con la ratio che  ne sottende l’emanazione. Ricordiamo che il decreto-legge 22 aprile 2021 n. 52, convertito con modificazioni dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87, ha disposto all’articolo 11 la proroga fino al 31 luglio 2021 delle disposizioni legislative di cui all’allegato 2 del medesimo decreto-legge. Per quanto qui di interesse, è stato prorogato fino al 31 luglio 2021 l’articolo 83 del decreto-legge 19 maggio 2020 2, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77. Ancor più grave – proseguono le Organizzazioni sindacali – alla luce del quadro normativo, che la Giunta dovrebbe ben conoscere, ed in considerazione del perdurare dello stato di emergenza, fino al 31 luglio per lo meno (o fino a nuove disposizioni normative ) i lavoratori fragili, già individuati come tali e per i quali il medico competente dovrebbe aver già adempiuto a quanto di competenza, dovranno continuare a prestare la propria attività lavorativa in modalità agile senza dover produrre una nuova documentazione salvo un aggravio della situazione personale.

Per quanto concerne lo Smart Working in generale (che nessuna norma ha abrogato e che anzi sarebbe da organizzare al meglio oggi per prepararsi al domani, per un’Amministrazione che pensa e guarda con voglia di crescere e migliorare, al prossimo futuro e rispondere con maggiore efficacia ed efficienza alle esigenze dei cittadini)  i sindacati definiscono le dichiarazioni contenute nella delibera “da una parte lesive della dignità dei lavoratori dell’ Ente, che in un anno e mezzo di pandemia hanno continuato a garantire i servizi con competenza e qualità – dicono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – e dall’altra rendono evidenti che l’Amministrazione non è sufficientemente attrezzata per propria responsabilità

rispetto alla necessaria modernizzazione dei mezzi – sottolineano –  come lo smart working, nelle more di una puntale definizione nei prossimi Ccnl, va considerato come strumento che aumenta le potenzialità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e, in questo particolare momento storico, come strumento di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Per farlo funzionare è sufficiente avere assessori e dirigenti che ne apprezzino le potenzialità , il personale è già pronto da tempo come ha avuto modo già dimostrare nei mesi scorsi. “. 

FP Cgil                                                                Cisl Fp                                                 UIL Fpl

Vania Sciumbata                                            Francesco Todaro                         Maria Grazia Tiritiello

Avviato anche a Pesaro il progetto SHUBH

FONDO ASILO, MIGRAZIONE E INTEGRAZIONI (FAMI) 2014-2020


Progetto SHUB (Prog-3362) – Servizi integrati per l’autonomia socio-economica dei titolari di Protezione Internazionale
Obiettivo Specifico: 1. Asilo – Obiettivo Nazionale: ON 1 – lett. c) – Potenziamento del sistema di 1° e 2° accoglienza
Avviso realizzazione di percorsi individuali per l’autonomia socio-economica


COMUNICATO STAMPA

A Pesaro si è ufficialmente attivato il Progetto F.A.M.I. SHUBH che favorisce il raggiungimento dell’autonomia socio-economica ai titolari di protezione internazionale, grazie ad un approccio collaborativo e multidisciplinare in grado di offrire un sistema di servizi efficaci ed efficienti.

Il Patronato INCA CGIL è capofila del Progetto i cui destinatari sono titolari di protezione internazionale, usciti dai centri di accoglienza. Partner del Progetto sono AUSER (Associazione di volontariato e promozione sociale), SUNIA (Sindacato degli inquilini) ed ARCI (Associazione ricreativa e culturale).

Gli sportelli “Integra Corner”, che svilupperanno un piano d’azione individuale che tenga conto degli specifici bisogni e che valorizzi le singole potenzialità insieme all’accessibilità ai servizi pubblici e privati territoriali, contribuendo a fronteggiare la marginalità lavorativa e le discriminazioni culturali, sono attivi presso:

INCA CGIL Pesaro Via J. Gagarin, 179
tutti i giovedì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00

INCA CGIL Pesaro Galleria Dei Fonditori, 54
tutti i martedì dalle 9.30 alle 13.30

I DETTAGLI

Il progetto SHUBH è rivolto ai titolari di protezione internazionale, usciti da centri di accoglienza da non oltre 18 mesi e provenienti da 89 Paesi extra-UE.
Ha l’obiettivo di erogare i servizi necessari al raggiungimento dell’autonomia socio-economica.
Il progetto in 7 ecosistemi 7 è attivo 21 sociali regionali e 21 territori provinciali

Chi sono i partner?

I partner costituiscono una rete di sicurezza per la realizzazione del progetto:

INCA-CGIL: l’Istituto Nazionale Confederale di Assistenza è da sempre impegnato nella tutela dei diritti dei la- voratori, garantendo la loro sicurezza e fornendo un sostegno tangibile sia all’interno che all’esterno del Paese.

AUSER: contribuisce attivamente a combattere l’emarginazione sociale dovuta a differenze di età o etnia, inco- raggiando la nascita di una comunità solidale a favore dei più deboli.

SUNIA: l’associazione si preoccupa di aiutare tutti i cittadini bisognosi di alloggio e alla ricerca di una soluzione abitativa conforme alle proprie necessità.

ARCI: provvede alla promozione di cultura e democrazia e di valori quali la solidarietà e l’uguaglianza sociale, contando sull’appoggio di numerosi circoli ed associazioni presenti in tutta Italia.

A chi è rivolto il progetto

I destinatari sono i titolari di protezione internazionale, usciti da centri di accoglienza da non oltre 18 mesi e provenienti da 89 Paesi extra-UE (in particolare dall’Africa e dall’Asia). Il progetto si realizza in 7 regioni (Veneto, Marche, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia), coinvolgendo nello specifico 21 territori provinciali o comprensori.

Cosa facciamo?

Progettazione individualizzata e partecipazione attiva.
Si attivano in ogni territorio gli “integra-corner”, sportelli dove i titolari di protezione internazionale sono presi in carico ed affiancati da un tutor. Per ognuno di essi viene elaborato un piano d’azione individualizzato (PAI), basato su caratteristiche e bisogni individuali.

Valutazione di bisogni, risorse e potenzialità.
Si realizzano attività preliminari volte all’orientamento lavorativo del destinatario, al bilancio e la certificazione delle competenze, al riconoscimento dei titoli di studio, oltre ad un supporto per la gestione delle pratiche amministrative.

Accompagnamento dei destinatari all’autonomia.
Attraverso l’attività di coaching, laboratori e workshop, si fornisce ai destinatari un supporto concreto, così da favorire lo sviluppo di competenze trasversali e la ricerca attiva di lavoro ed alloggio.

Servizi integrativi e di supporto.
Sono previste attività socioculturali e di socializzazione, si erogano servizi di conciliazione vi- ta-lavoro, socio-psico-sanitari e di rafforzamento della lingua italiana, comprensivi di scolarizzazione per i beneficiari di minore età, al fine di garantire l’inserimento completo di ogni partecipante sul territorio.
Tutto ciò si realizza tramite lo sviluppo ed il consolidamento di una rete territoriale, che integrerà le diverse politiche e servizi in un’ottica cooperativa. Vengono messi a sistema servizi, dispositivi, risorse, metodologie e modelli di intervento già disponibili a livello regionale.

Conerobus Spa cerca personale

La Conerobus Spa di Ancona (in via Bocconi 35 telefono 071.2837411 – fax 0721.2837433)    ha aperto una graduatoria per l’assunzione di “operatore qualificato di ufficio” e un’altra graduatoria di lavoratori di contratto di apprendistato a tempo pieno o part- time per il conseguimento del profilo professionale di “operatore di esercizio”.

Per tutte le informazioni leggere i bandi in allegato

Comune di Urbino, buoni spesa alimentari: le domande dal 22 al 27 marzo 2021

L ‘Amministrazione comunale ha pubblicato il bando per il sostegno attraverso buoni spesa per le persone in difficoltà a causa della pandemia Covid. Un risultato raggiunto anche grazie alla contrattazione con i sindacati CGIL e CISL.
 La priorità di assegnazione andrà a coloro che non hanno già ricevuto un sostegno pubblico (ammortizzatori sociali, reddito di inclusione, reddito di cittadinanza).

Le domande dovranno pervenire dal 22 al 27 marzo 2021, esclusivamente via mail, al seguente indirizzo: buonispesacovid2021@comune.urbino.ps.it
I Sindacati Cgil e Cisl hanno offerto il loro aiuto e gratuitamente daranno la disponibilità ad assistere gli utenti nella compilazione del modulo appositamente predisposto.

Possono accedere ai buoni alimentari le persone / nuclei familiari residenti nel Comune di Urbino, che presenteranno domanda sul modulo scaricabile dal sito istituzionale del Comune di Urbino.

Per tutte le informazioni cliccare sul link:
EMERGENZA COVID-19: avviso erogazione buoni spesa alimentari

Presentazione del libro “Considerate che avevo quindici anni”

Lunedì 29 marzo 2021 alle ore 17:00 a cura del Coordinamento Donne Spi Cgil Pesaro e Urbino


………in questi 15 giorni che hanno deciso la mia vita ho sofferto, pianto, ma non credete che qualcuno mi abbia vista. Ho pianto in silenzio guardandomi attorno e scorgendo per la prima volta gli abissi della vita.. (pg 32)

……ora qui vicino a questa macchina, in questa terra che non riesco ad odiare perchè mi ha insegnato tante cose, ricordo con il cuore pieno di mestizia i giorni della mia fanciullezza, il caro cielo azzurro, la mia mamma…. (pg 74)

…… Eravamo noi italiani, la razza che non si abbatte, la gente che amo più di me stessa, perchè ognuno di loro è per me un pezzettino della mia Italia… guardo il cielo…. il giorno che segnerà la fine della nostra prigionia molte stelle si sfileranno nel cielo. (pg 76)

Il giorno 29 marzo 2021 ore 17
3 generazioni di donne
Arianna Radi, Marta Orazi, Elisabetta Gabrielli

“leggono e commentano”
insieme all’autrice e alle compagne del Coordinamento Provinciale SPI CGIL di Pesaro-Urbino

il libro di Anna Paola Moretti:

“CONSIDERATE CHE AVEVO QUINDICI ANNI”

All’incontro on-line parteciperà Bruna Castellani, figlia della protagonista.


….non è possibile raccontare….. quando tento mi accorgo che gli altri guardano stupiti, perplessi, poi mi pregano di cambiare discorso…perchè non possono sentire… un muro si leva tra me e il mondo. (Lidia Beccaria Rolfi)

Eroi a parole, senza soldi nei fatti

Personale sanitario Area vasta 1: senza risposte concrete pronti alla mobilitazione a partire dal blocco degli straordinari

 PESARO, 12 marzo 2021 – A distanza di un anno dall’inizio della pandemia il personale ASUR Area vasta n1,  da subito impegnato a fronteggiare un evento senza precedenti, ancora non ha avuto il pagamento della premialità  Covid riferita al 2020.

L’importo del premio non è certamente sufficiente a compensare l’immenso lavoro e i costanti sacrifici che ogni lavoratore ha dovuto affrontare, a livello personale e familiare, per continuare a garantire l’assistenza necessaria alla popolazione ma avrebbe assunto un significato almeno simbolico di gratitudine ma al di là dei numerosi ringraziamenti mediatici ad oggi, non si è ancora passati ai fatti.

Già questo sarebbe sufficiente per comprendere la frustrazione dei dipendenti di Area vasta 1 ma evidentemente le sorprese dovevano ancora arrivare:  non solo a marzo i dipendenti non si troveranno in busta paga il premio del 2020 ma si vedranno anche decurtate le indennità di condizioni di lavoro per le mansioni che continuano a svolgere in contesto Covid.

Se a questo si aggiunge la carenza di organico mai compensata e la necessità di garantire turni di lavoro sempre più massacranti è del tutto evidente che la misura ormai è colma.

Per questo, in assenza di risposte concrete da parte della direzione di Area vasta e di Asur, saremo costretti a mobilitare i lavoratori prevedendo, fin da subito e per cominciare, il blocco degli straordinari.

Per la RSUFP CGILCISL FPUIL FPL
Massimo RagniVania SciumbataAlessandro ContadiniAngelo Aucello

Bonus Didattica digitale integrata (DDI)

CONTRIBUTO STRAORDINARIO alle famiglie marchigiane con figli studenti per acquisto di un PC fisso o portatile

La Regione Marche ha concesso un contributo straordinario alle famiglie marchigiane con figli studenti per l’acquisto di un computer fisso o portatile (DGR 118/2020).

L’intervento è finalizzato al sostegno delle famiglie con figli studenti per l’accesso alla didattica digitale integrata a seguito dell’emergenza sanitaria da pandemia Covid 19.  

Le domande vanno presentate dal 18 marzo  al 18 giugno 2021

Possono presentare la domanda: i nuclei familiari in cui il soggetto richiedente, nella persona di uno dei genitori o del tutore legale, a pena di inammissibilità, alla data di presentazione della domanda,     sia in possesso dei seguenti requisiti:  residente nella Regione Marche;

in possesso di una attestazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) ordinario o corrente in corso di validità con valore minore o uguale ad euro 18.000,00 (ISEE 2021);

avere nel proprio nucleo familiare almeno un figlio studente del 1° o 2° ciclo di istruzione (scuola primaria o secondaria di 1° o 2° grado, sia statale che paritaria, o percorsi di IeFP di competenza regionale), o di un percorso di istruzione terziaria offerto dalle Università, dalle Istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM), dagli Istituti Tecnici

Superiori (ITS), inclusi i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore IFTS.

Per tutte le informazioni alleghiamo una tabella con tutte le indicazioni per usufruire del bonus.

Le Marche di domani Le proposte di CGIL CISL UIL Marche: lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppo

CGIL CISL UIL delle Marche intendono sottoporre all’attenzione dei candidati Presidenti e alle rispettive forze politiche per le prossime elezioni, le priorità del Sindacato confederale per il rilancio del sistema economico e sociale marchigiano. Nei prossimi giorni tale documento sarà oggetto di confronto con i candidati alla Presidenza.

Secondo Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Claudia Mazzucchelli, Segretari Generali di CGIL CISL UIL Marche, “di fronte alla profonda trasformazione nella struttura economica e sociale in termini di quantità e qualità dell’occupazione, reddito e sicurezza sociale, occorrono risposte nuove e inedite puntando su lavoro, sostenibilità sociale e ambientale, coesione e sviluppo con investimenti pubblici e privati, innovazione, accompagnamento nei processi di riconversione e transizione verso un’economica verde, digitale e interconnessa riconoscendo il valore del lavoro. Un nuovo modello di sviluppo che coniughi lavoro e diritti delle persone, innovazione e territorio, coesione e sostenibilità e che sia alla base per un Patto tra la Regione e le Parti sociali ed economiche delle Marche”. Queste le priorità per il Sindacato:

1. Sviluppo sostenibile, riconversione produttiva e rilancio del Made in Italy. La Regione deve promuovere, sostenere e accompagnare i processi di transizione tecnologica e digitale e quella ecologica attraverso politiche e interventi integrati: politiche industriali, politiche di sviluppo, creazione, sostegno e tutela del lavoro, formazione.
Vanno sostenute le filiere produttive, qualificando i servizi a supporto a internazionalizzazione, ricerca applicata e trasferimento tecnologico, con attenzione alle PMI. Con la nuova programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 vanno garantiti tempestività, selettività negli interventi, priorità ai progetti di maggiori dimensioni e di sistema, partecipazione.

2. Politiche per il lavoro di qualità. La priorità per la nuova legislatura deve essere il lavoro e la sua qualità, contrastando precarietà e lavoro discontinuo, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Sono fondamentali politiche attive per il lavoro adeguate e un ruolo centrale dei Servizi per l’Impiego pubblici, in sinergia e con il supporto dei servizi privati accreditati, con adeguate risorse professionali ed economiche.
E’ necessario che la Regione Marche si doti di una nuova Legge Regionale sul lavoro per rendere il mercato del lavoro più inclusivo, più equo e rispondente ai nuovi e mutati bisogni, valorizzando la partecipazione e la concertazione con le Parti sociali.

3. Legalità, appalti e sicurezza sul lavoro. Legalità, trasparenza nel sistema degli appalti, lotta al lavoro nero e sommerso, tutela della salute e sicurezza sul lavoro sono temi prioritari su cui la Regione deve avere un ruolo decisivo.
La Regione deve dotarsi di una specifica Legge regionale su legalità, appalti e contrasto al lavoro nero e irregolare che preveda anche l’adozione del DURC con indici di congruità, anche in considerazione della ricostruzione post sisma.
Serve un forte impegno della regione sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro, incrementando risorse e organici dedicati alla prevenzione e alla vigilanza.

4. Istruzione, formazione, ricerca. Occorre investire e valorizzare il sistema della conoscenza: istruzione, università, ricerca, formazione e diritto allo studio, fondamentali per coniugare qualità del lavoro e innovazione.

5. Politiche di genere e parità. Vanno sviluppate azioni a garanzia della parità di genere e di contrasto a ogni forma di discriminazione. Necessaria una Legge regionale sulla parità e le pari opportunità.

6. Sviluppo sostenibile e infrastrutture. Lo sviluppo sostenibile richiede un’adeguata ed efficiente rete infrastrutturale, materiali e immateriali, a partire dalle infrastrutture digitali soprattutto nelle aree interne per connettere le persone, i territori e i sistemi produttivi. Fondamentali il completamento e realizzazione di opere quali Fano-Grosseto, “Quadrilatero”, variante Falconara-Baraccola, linea ferroviaria Orte-Falconara, Salaria, Terza corsia dell’A14 a sud, riqualificazione del Porto di Ancona e raccordo con la grande viabilità, facilitando integrazione e cooperazione con le aree territoriali vicine.
Vanno completate rapidamente le opere di edilizia ospedaliera e realizzati i nuovi ospedali ricorrendo all’appalto e superando la scelta del project financing.

7. Ricostruzione post sisma e messa in sicurezza del territorio. A quattro anni dal terremoto, gli enormi ritardi vanno colmati, ricostruendo territori e comunità, e contrastando i rischi di spopolamento. La Regione deve recuperare un forte ruolo di coordinamento e controllo nella ricostruzione, garantendo massima attenzione alle condizioni dei cittadini e allo stesso tempo vigilando sul rispetto della legalità e delle norme sul lavoro, per dare prospettive certe alle comunità e rendere attrattivi i territori.

8. Rigenerare i territori. La sfida della rigenerazione del territori necessita della partecipazione delle comunità locali e della centralità dei bisogni delle persone. Vanno integrati i sistemi sanitario, sociale e del lavoro, portando a sintesi un percorso di omogeneizzazione dei rispettivi sistemi locali: Distretti sanitari, Ambiti territoriali sociali e Centri per l’Impiego. Questa è una condizione necessaria per integrare le rispettive attività e rispondere in modo multidisciplinare a bisogni lavorativi, sociali, sanitari, abitativi, ecc.

9. Sanità e politiche sociali. l sistema sanitario regionale deve garantire la salute dei cittadini, non solo con la riqualificazione della rete ospedaliera, ma soprattutto investendo nella prevenzione e nei servizi territoriali. Va completata la realizzazione di una rete diffusa e qualificata di Ospedali di comunità e Case della salute, le cui attività vanno integrate in modo efficace con il sistema di Emergenza – Urgenza e delle Cure primarie. Vanno ridotti i tempi di attesa e la mobilità extraregionale governando e contenendo l’offerta di servizi privati. Il personale va valorizzato, vanno portate a termine le stabilizzazioni e garantite nuove assunzioni.
Prioritaria è riqualificare l’assistenza alle persone non autosufficienti a partire dagli anziani: occorre una Legge regionale per la non autosufficienza e l’invecchiamento attivo con adeguati finanziamenti.
Le politiche sociali devono essere una priorità e contando su adeguati finanziamenti, per garantire coesione e superamento di diseguaglianze e condizioni di disagio. Va ripristinato il Fondo regionale indistinto per le politiche sociali e garantita un’adeguata rete di servizi per l’infanzia e l’adolescenza a partire dall’ampliamento della rete dagli asili nido.

10. Politiche tributarie e tariffarie. Nelle politiche tributarie e tariffarie va rafforzato il carattere progressivo dell’addizionale IRPEF regionale e va rivista la struttura dell’IRAP superando forme agevolative non giustificabili. L’indicatore dell’ISEE va assunto in modo generalizzato dalle attività regolamentate dalla Regione.

11. La sfida del riordino istituzionale. La Regione deve promuovere e sostenere forme di gestione associata e di fusione dei Comuni per garantire efficienza e adeguatezza nell’esercizio delle funzioni locali. Per quanto concerne il regionalismo differenziato occorre ribadire che una maggiore autonomia è possibile solo in un quadro solidaristico e unitario del Paese e garantendo i livelli essenziali delle prestazioni a livello nazionale.

12. Relazioni sindacali. E’ indispensabile restituire pieno significato al concetto di partecipazione democratica attraverso un fattivo e costante confronto tra Istituzioni e parti sociali.

Ancona, 25 agosto 2020

Cgil Pesaro Urbino solidale con i lavoratori iraniani

Il Segretario generale della Cgil Pesaro Urbino Roberto Rossini,  a nome di tutta l’organizzazione, è tra i firmatari di un appello a favore dei lavoratori iraniani sottoposti a continue violazioni dei diritti da parte del regime.
“La continua violazione dei diritti dei lavoratori in Iran da parte del regime teocratico, soprattutto dopo la pandemia da coronavirus, ha causato milioni di disoccupati.
Il salario medio di un lavoratore in Iran è circa 90 dollari e ci sono molti lavoratori che non ricevono nemmeno questo irrisorio stipendio.
La diffusione del coronavirus, che ha causato problemi in ogni parte del mondo, in Iran ha le acquistato le dimensioni di una catastrofe. L’occultamento dei dati della pandemia da parte delle autorità del regime è sicuramente è una chiara violazione dei Diritti Umani ed è bene che se ne occupino i tribunali internazionali. Secondo fonti interne il drammatico numero delle vittime cresce giornalmente e ha superato 50 mila persone.
Secondo fonti di stampa governativa in Iran oltre il 90% dei lavoratori sono a contratto a tempo determinato. Questi lavoratori non sono soggetti a nessuna tutela e non percepiscono neanche il salario minimo. Il Centro statistico iraniano qualche mese fa fornito il numero 3 milioni e 200 mila lavoratori completamente disoccupati. Nel senso che non hanno alcun reddito e si trovano sotto la soglia della povertà assoluta e in situazioni disperate. L’alto tasso di disoccupazione fa sì che i lavoratori accettino qualsiasi salario e siano del tutto disarmati di fronte alle continue pressioni del governo. Secondo fonti di stampa e delle stesse autorità di regime ci sono molti lavoratori che non ricevono il salario fino a 14 mesi.
Ciò nonostante i lavoratori iraniani non sono fermi a rivendicare i loro diritti. Durante l’anno 2019 si contano oltre 1.700 azioni di protesa, scioperi e sit-in in tutto il Paese, alcuni durati per giorni o settimane.
Nell’anno in corso c’è stato un aumento del movimento di protesta dei lavoratori iraniani, vista la drammatica situazione economica dovuta all’incapacità e alla corruzione diffusa degli uomini al potere.
Occorre costringere le autorità iraniane a togliere il monopolio dei dispositivi sanitari dalle mani dei pasdaran e delle forze di sicurezza e mettere a disposizione dei quadri medico-sanitari per la sicurezza dei lavoratori.
Noi chiediamo fermamente all’Organizzazione Internazionale del Lavoro e all’Alto Commissariato dei Diritti Umani di difendere i diritti fondamentali dei lavoratori iraniani, di condannare in questa situazione di piena pandemia la violazione dei diritti da parte del regime religioso iraniano e di diffondere le notizie della lotta dei lavoratori iraniani condotta con coraggio e sacrificio”.
Giugno 2020