Autolinee Bucci, la Filt Cgil è il primo sindacato

PESARO, 21 APRILE 2021 – La Filt Cgil Pesaro Urbino esprime la propria soddisfazione per il risultato ottenuto ieri nelle elezioni della Rsu di Autolinee Bucci. 

Sono 35 i voti ottenuti dal sindacato trasporti  della Cgil che ha potuto eleggere due delegati della rappresentanza sindacale unitaria mentre la Cisl con 12 voti ottenuti ha eletto un componente.

“Vogliamo ringraziare i lavoratori e le lavoratrici per questo importante risultato – scrive la Filt Pesaro Urbino – che ha premiato anzitutto il lavoro di squadra che abbiamo sempre svolto e l’impegno dei nostri

delegati. Abbiamo affrontato tante situazioni complesse. Ma grazie alla forza della nuova rappresentanza cercheremo sempre di migliorare e di lavorare assieme perché è solo attraverso il dialogo costante e la determinazione che si ottengono risultati concreti positivi”.

Rivacold e Vitifrigo: screening anti Covid per i lavoratori, sindacati esclusi dal confronto

Fiom Cgil Fim Cisl e Uilm Uil/ Vitifrigo e Rivacold sicurezza fai da te

Vallefoglia, 29 marzo 2021 – Apprendiamo dagli organi di stampa che la proprietà Rivacold considera la salute come garanzia per la ripartenza e che nelle aziende del gruppo VAG si fanno “screening ripetuti sui dipendenti”.

La notizia non può che rallegrarci, visto che durante l’ultimo incontro sulla sicurezza avevamo richiesto di attuare un piano di prevenzione con screening periodici sistematici, ricevendo parare negativo dal responsabile aziendale della sicurezza.

Ad oggi le due aziende del gruppo, che assieme contano circa 1400 dipendenti, hanno redatto un protocollo Covid per la prevenzione dei contagi di poche e risicate pagine, senza condividerlo con le organizzazioni sindacali per un confronto che in altre aziende di questo importanza ha portato risultati fruttuosi.

Non è un caso che da tempo in Rivacold e Vitrifrigo le organizzazioni sindacali abbiano deciso di non rieleggere le rappresentanze sindacali per evitare, come già successo in passato, situazioni spiacevoli.

Eppure, stando alle dichiarazioni sulla stampa, ci sembra che la proprietà Rivacold abbia deciso di cambiare passo sulla sicurezza e sulla salute dei lavoratori e auspichiamo che tali investimenti siano strutturali e avvengano in maniera sistematica e non come un semplice slogan da utilizzare sui giornali o sui social solo quando si rende necessaria un’operazione di marketing.   

SEGRETERIE PROVINCIALI FIM CISL-FIOM CGIL-UILM UIL

Conerobus Spa cerca personale

La Conerobus Spa di Ancona (in via Bocconi 35 telefono 071.2837411 – fax 0721.2837433)    ha aperto una graduatoria per l’assunzione di “operatore qualificato di ufficio” e un’altra graduatoria di lavoratori di contratto di apprendistato a tempo pieno o part- time per il conseguimento del profilo professionale di “operatore di esercizio”.

Per tutte le informazioni leggere i bandi in allegato

Venerdì 26 marzo #NoDeliveryDay

L’Appello di Nidil: il 26 non ordinate cibo a domicilio, sosteniamo la lotta dei riders per la conquista dei loro diritti

PESARO, 25 MARZO 2021 – Venerdì 26 marzo in tutta Italia i riders si fermeranno per chiedere a gran voce diritti, tutele e dignità.

Diritti e dignità che, ad oggi, il “contratto pirata” che viene loro applicato non riconosce.

Contratto pirata in quanto siglato da una sola organizzazione sindacale e di comodo, non rappresentativa dei lavoratori.

Le piattaforme di delivery hanno avuto nello scorso anno e hanno tuttora aumenti di lavoro e guadagno, sulle spalle esclusivamente dei lavoratori che vedono peggiorare le loro condizioni lavorative, dai ritmi ai rischi elevatissimi che il loro lavoro comporta.

Lavoratori e lavoratrici , soprattutto in questo periodo di pandemia, hanno garantito i servizi con efficienza ma continuano ad essere considerati lavoratori occasionali e quindi privati di tutte le tutele e degli istituti del lavoro subordinato (es. ferie, malattia, tfr).

Questo inquadramento ingiusto è stato riconosciuto anche da diversi tribunali i quali hanno stabilito che le piattaforme devono regolarizzare e riqualificare i rapporti di lavoro.

Venerdì prossimo questi lavoratori hanno deciso di fermarsi per chiedere: un’equa retribuzione, più diritti, tutele, sicurezza e per un contratto nazionale collettivo che sia realmente rappresentativo e che tuteli il lavoro e la persona.

Nidil Pesaro e Urbino sostiene la mobilitazione e sollecita tutti i cittadini a offrire il proprio contibuto invitandoli a non effettuare,venerdi 26 marzo, alcuna ordinazione dalle piattaforme di delivery.

Per ottenere la giusta richiesta di tutela e diritti per questi lavoratori che ogni giorno consegnano il cibo a domicilio è indispensabile un segnale forte da parte di tutti

Le nostre richieste sono:

  • Una retribuzione oraria regolamentata da un CCNL con conseguente abolizione del cottimo
  • Diritti e tutele in materia di salute  e sicurezza sul lavoro
  • Diritti previdenziali e diritto alle ferie, alla malattia, alle mensilità aggiuntive e al TFR
  • Diritti sindacali

Valentina D’Addario – Segretaria generale Nidil Cgil Pesaro Urbino

Campagna tesseramento Fillea Cgil 2021

I contratti collettivi nazionali di lavoro, la contrattazione nel posto di lavoro e nel territorio, i servizi di tutela delle persone; la presenza nel territorio dove la Fillea e la Cgil sono punto di riferimento, le tantissime iniziative nazionali e locali. Il protagonismo e la valorizzazione del mondo del lavoro e di chi il lavoro lo cerca, le mobilitazioni per un fisco più giusto e per leggi più avanzate in tema di mercato e rapporto di lavoro. Le lotte per una sanità diffusa e di qualità, per la legalità, per uno stato sociale finalizzato ad una sempre più forte coesione sociale.

Sono soltanto alcune delle cose che cerchiamo di fare nel miglior modo possibile.

Senza il tuo contributo, senza la tua iscrizione e di quanti hanno fatto e fanno questa scelta, senza la forza e la determinazione che ne derivano, tutta questa attività sarebbe impossibile. E questo avrebbe come conseguenza un risultato disastroso: ognuno sarebbe più solo, i diritti arretrerebbero fino ad essere ritenuti una concessione che si può negare in qualsiasi momento. La stessa legislazione sul lavoro deriva molto dalla forza che il sindacato può mettere in campo.

Una Cgil e una Fillea più forte e rappresentativa, rende più forte te.

Non siamo tra coloro che promettono di risolvere tutti i problemi, ma con te e con quanti intendano iscriversi facciamo un patto: noi proveremo sempre, fino in fondo, a rendere più giusta, più equa e più coesa la società in cui viviamo e a fare del lavoro lo strumento fondamentale per la libertà delle persone.

Per iscriversi e per informazioni contattare la Fillea Cgil Pesaro Urbino al numero 0721. 4201

ASP zona di Fano: le precisazioni dei sindacati

 Cgil Cisl e Uil chiedono un tavolo tecnico per un confronto corretto

FANO, 12 marzo 2021 – Il dibattito sollevato nelle ultime settimane sul progetto dei Comuni dell’ATS 6 di ipotizzare la costituzione di una nuova azienda pubblica di servizi alla persona per la gestione diretta dei servizi sociali, ci obbliga ad intervenire perché chiamati in causa da più soggetti politici, ma in modo improprio ed impreciso, nel merito e nel modo con il quale è avvenuto un primo confronto con l’Amministrazione del Comune di Fano.

In premessa va ricordato a tutte le forze politiche del Consiglio comunale di Fano che oggi si ergono a paladine della difesa dei servizi pubblici che i primi a sollevare criticità di merito e soprattutto di metodo rispetto ad una decisione assunta e deliberata dalla Giunta comunale e dalle amministrazioni di tutti i Comuni dell’ambito sociale n. 6 sono state unitariamente CGIL CISL e UIL provinciali insieme alle loro articolazioni sindacali di categoria del pubblico impiego.

Infatti a febbraio 2021 con un comunicato stampa e una richiesta di convocazione specifica, rilevato il silenzio delle forze politiche fanesi, abbiamo evidenziato all’opinione pubblica che il Comune di Fano aveva assunto tale atto in totale assenza di confronto con le parti sociali e con le rappresentanze dei lavoratori interessati. 

In seguito a quel comunicato il Comune di Fano (ente capofila dell’ATS n. 6) ci ha convocato in un incontro che si è svolto il 5 marzo nel quale, stando al merito della questione,  abbiamo chiaramente espresso i nostri dubbi sulla effettiva realizzazione e sul rispetto dei tempi che le amministrazioni si sono date, chiedendo chiarimenti sugli obiettivi strategici per rendere effettive politiche sociali adeguate anche ai nuovi bisogni che emergeranno dopo l’attuale crisi pandemica, la tutela del personale oggi impiegato e di quello che nel futuro dovrebbe essere impiegato e con quali strumenti farlo.

 Soprattutto abbiamo evidenziato che questo eventuale processo di istituzione dell’ASP debba avvenire con il massimo grado di partecipazione e condivisione con i soggetti sociali e di rappresentanza dei lavoratori interessati, nonché aperto ai cittadini che a quel servizio accedono. Dove tali processi sono stati realizzati e hanno prodotto effetti positivi nella gestione e nella qualità dei servizi erogati (come ed esempi l’ASP di Jesi) oltre ad adottare un metodo di ampia partecipazione, è stato approntato anche uno studio di fattibilità anche economica, affidato all’Università politecnica delle Marche.

Abbiamo comunque evidenziato che a parte l’obiettivo di istituire entro due anni l’azienda di servizi alla persona ( ASP) fattore molto positivo è stato quello di giungere all’adozione di provvedimenti per la costituzione in forma associata del servizio sociale ATS 6 che, coerentemente con i modelli organizzativi della nostra provincia, diventava lo strumento per la gestione associata ed in convenzione dei servizi sociali per garantire i quali il Comune di Fano se ne assume l’onere maggiore mettendo a disposizione l’intera sua struttura dei servizi sociali per tutti i comuni dell’ambito.

In quell’incontro il Comune di Fano come ente capofila dell’Ambito sociale oltre a riconoscere di aver fatto un errore di metodo, nel non aver coinvolto in questo processo le rappresentanze sociali e del lavoro, si è impegnato ad aprire un dialogo e confronto concreto, che ancora è in fase iniziale, per il quale vanno definiti nel dettaglio obiettivi, tempistiche e modalità, e per il quale a differenza di quanto ha dichiarato l’assessore Dimitri Tinti,  come organizzazioni sindacali abbiamo richiesto e ottenuto la costituzione di un apposito tavolo tecnico, manifestando la nostra disponibilità a realizzare un dialogo costruttivo e funzionale per garantire servizi appropriati ai bisogni e di qualità, senza aver espresso accordi o assensi ad una operazione che ancora è tutta da costruire.

Cgil           Cisl            Uil Fp- Cgil Cisl-Fp Uil – Fpl

Pesaro Urbino

                                                             

          

                    

Eroi a parole, senza soldi nei fatti

Personale sanitario Area vasta 1: senza risposte concrete pronti alla mobilitazione a partire dal blocco degli straordinari

 PESARO, 12 marzo 2021 – A distanza di un anno dall’inizio della pandemia il personale ASUR Area vasta n1,  da subito impegnato a fronteggiare un evento senza precedenti, ancora non ha avuto il pagamento della premialità  Covid riferita al 2020.

L’importo del premio non è certamente sufficiente a compensare l’immenso lavoro e i costanti sacrifici che ogni lavoratore ha dovuto affrontare, a livello personale e familiare, per continuare a garantire l’assistenza necessaria alla popolazione ma avrebbe assunto un significato almeno simbolico di gratitudine ma al di là dei numerosi ringraziamenti mediatici ad oggi, non si è ancora passati ai fatti.

Già questo sarebbe sufficiente per comprendere la frustrazione dei dipendenti di Area vasta 1 ma evidentemente le sorprese dovevano ancora arrivare:  non solo a marzo i dipendenti non si troveranno in busta paga il premio del 2020 ma si vedranno anche decurtate le indennità di condizioni di lavoro per le mansioni che continuano a svolgere in contesto Covid.

Se a questo si aggiunge la carenza di organico mai compensata e la necessità di garantire turni di lavoro sempre più massacranti è del tutto evidente che la misura ormai è colma.

Per questo, in assenza di risposte concrete da parte della direzione di Area vasta e di Asur, saremo costretti a mobilitare i lavoratori prevedendo, fin da subito e per cominciare, il blocco degli straordinari.

Per la RSUFP CGILCISL FPUIL FPL
Massimo RagniVania SciumbataAlessandro ContadiniAngelo Aucello

Sicurezza Covid 19, per i metalmeccanici è necessario un cambio di passo

PESARO, 5 marzo 2021 – FIM FIOM UILM Pesaro e Urbino, stamani, hanno inviato una lettera a tutte le aziende metalmeccaniche del territorio (vedi allegato) per chiedere di non abbassare il livello di attenzione sulla pandemia.

Se da un lato i dati provinciali epidemiologici e regionali esprimono numeri in forte incremento, dall’altro riscontriamo esattamente come un anno fa, casi di positività nelle aziende metalmeccaniche della provincia in aumento.

Al fine di prevenire eventuali focolai nelle aziende, la chiusura delle stesse, l’intasamento delle strutture sanitarie pubbliche e tutto quello che si è verificato lo scorso anno durante il lockdown è necessario intervenire subito innalzando i livelli di attenzione e prevenzione e potenziando tutte le misure intraprese da un anno a questa parte.

Serve una strategia comune e condivisa con tutte le aziende, associazioni, istituzioni e organismi preposti per fronteggiare il nuovo scenario, mutato a causa della diffusione delle varianti del virus.

Purtroppo non riscontriamo attenzione e sensibilità da parte della nuova Giunta regionale in quanto ad oggi non ha posto l’attenzione verso i lavoratori delle categorie da noi rappresentate, alla quale chiediamo di attivarsi al fine di programmare controlli sistematici e costanti delle norme anti-covid nelle aziende metalmeccaniche, e di predisporre un piano di vaccinazione per gli stessi lavoratori metalmeccanici che furono considerati indispensabili durante il lockdown e che hanno lavorato insieme ai servizi essenziali. Questi metalmeccanici erano indispensabili allora e lo sono anche adesso.

Abbiamo appreso dagli organi di informazione che il presidente di Confindustria Pesaro Urbino si è reso disponibile tramite l’organizzazione che rappresenta a mettere a disposizione un camper per la vaccinazione dei lavoratori.

Vista la situazione non possiamo permetterci slogan ma dobbiamo agire subito e invitiamo il presidente di Confindustria Pesaro e Urbino a sensibilizzare i propri associati in merito alla questione salute e sicurezza valorizzando il lavoro dei comitati e i protocolli, prendendo le distanze da quegli suoi associati, anche importanti, che ostinatamente rifiutano di condividere con le parti sociali la costituzione dei comitati e i protocolli aziendali .

Oggi più che mai riteniamo fondamentale dar seguito alle funzioni svolte dalla cabina di regia con Prefetto e Ispettorato del lavoro al fine di controllare tutte quelle situazioni in cui non vengono rispettate le norme anti Covid per evitare che i luoghi di lavoro diventino focolai di trasmissione del virus.

Vogliamo segnalare con forza anche il problema legato alla chiusura delle scuole o della messa in quarantena degli studenti, in quanto ancora non sono stati predisposti i congedi “Covid” per i genitori che lavorano.

Lavoratori somministrati senza premio produttività: la denuncia di Nidil e Fp Cgil

Lettera ai dirigenti dell’agenzia di somministrazione e di Area vasta 1

PESARO, 23 febbraio 2021 – Lavoro precario, disparità di trattamento e diritti negati. Questa volta nel mirino dei sindacati Fp Cgil e Nidil Cgil Pesaro Urbino, sono finite l’agenzia di somministrazione Ranstad Italia spa e l’ Asur (Area Vasta 1).

Vania Sciumbata, segretaria generale Fp Cgil Pesaro Urbino e Valentina D’Addario segretaria Nidil Cgil Pesaro Urbino hanno scritto una lettera per chiedere l’applicazione dello stesso trattamento per i lavoratori somministrati e denunciare la disparità di trattamento tra gli addetti.

A questi lavoratori, infatti, non sono stati versati i cosiddetti premi di produttività. Da qui la lettera inviata all’agenzia Randstad Italia spa, al direttore Area vasta 1 Romeo Magnoni e al direttore della gestione risorse umane Paolo Pirrella.

“Ci risulta – si legge nella missiva – che Randstad Italia spa e l’Azienda ASUR Area Vasta 1 (azienda utilizzatrice) non abbiamo ancora riconosciuto l’istituto della produttività collettiva ai lavoratori e alle lavoratrici in somministrazione già maturata da diversi anni e riconosciuta anche ai sensi del vigente contratto normativo giuridico decentrato di Area Vasta 1 che recepisce il Ccnl Sanità 2016 – 2018.
Si evidenzia che la normativa vigente, e l’articolo 30 del CCNL per la categoria delle Agenzie di Somministrazione di lavoro riconosce parità di trattamento ai lavoratori in somministrazione, da applicare obbligatoriamente.

Pertanto, si invitano Randstad Italia e Asur Area Vasta 1, in quanto responsabile in solido, a riconoscere e corrispondere l’istituto della produttività collettiva anche pregressa a tutti i dipendenti di Randstad Italia che prestano la propria attività in favore di Asur Area Vasta 1”.

Baioni Crushing Plants: sciopero per rivendicare trasparenza e correttezza sulla Cig

Monte Porzio, 8 febbraio 2021 – I lavoratori della Baioni Crushing Plants di Monte Porzio, storica azienda della Valcesano, sono in sciopero da venerdì scorso per rivendicare trasparenza e correttezza nell’utilizzo della cassa integrazione e l’apertura di un tavolo di confronto per discutere di alcune tematiche legate al clima aziendale. Pur riconoscendo l’oggettiva situazione di difficoltà in cui si trova ad operare l’azienda, i lavoratori insieme alla FIOM CGIL Pesaro Urbino, hanno deciso di proclamare lo sciopero quando, in sede di esame congiunto sull’utilizzo delle ulteriori 12 settimane di cassa integrazione, la direzione ha proposto di barattare il pagamento anticipato della CIG-COVID-19 in cambio della rinuncia alla pausa, circa 10 minuti, di cui i lavoratori godono.
Un atteggiamento inqualificabile soprattutto se si pensa allo sforzo che lavoratrici e lavoratori, definiti strategici ed essenziali durante il primo lockdown, hanno compiuto per garantire continuità produttiva all’azienda.
La normativa emergenziale garantisce alle aziende di accedere facilmente al pagamento diretto da parte dell’INPS, anche in assenza di serie e documentate difficoltà finanziarie. Riteniamo però che in un momento così complicato debba prevalere il senso di responsabilità, evitando di scaricare ulteriori disagi su chi, oltre a perdere salario, subisce i tempi incerti di erogazione della cassa integrazione.
È facile immaginare le difficoltà che lavoratrici e lavoratori della Baioni Crushing Plants sono costretti ad affrontare. Riteniamo assurdo solo poter pensare di “contrattare” l’utilizzo corretto della Cassa Integrazione Guadagni, che per causale di utilizzo porta il nome della malattia ad oggi responsabile di 2,3 milioni di morti, in cambio di un peggioramento della situazione lavorativa. Limitare però al mancato anticipo della CIG-COVID19 le motivazioni dello sciopero non è esaustivo. I lavoratori contestano la decisione aziendale di lasciare in cassa a 0 ore alcune maestranze e con lo sciopero vogliono dimostrare solidarietà ai colleghi che, nel pieno della pandemia, sono collocati da mesi ai margini del progetto aziendale, senza nessuna spiegazione.
Situazioni simili dimostrano che quando viene meno la correttezza delle imprese, il controllo “sociale” dei lavoratori e del sindacato sulle risorse della collettività diventa doveroso. Resta di primaria importanza inoltre aprire un tavolo di confronto per cercare di affrontare alcune criticità che stanno rendendo il clima aziendale sempre più teso. Per tutte queste ragioni i lavoratori insieme alla FIOM CGIL hanno proclamato lo sciopero per l’intera giornata di oggi lunedì 8 febbraio 2021.

Giuliano Di Fiore FIOM CGIL Pesaro Urbino