Metauro Ovest: c’è l’accordo

Soddisfazione dei sindacati. La trattativa sul nuovo integrativo affidata al coordinamento nazionale

Marotta, 22 luglio 2021 – La lotta paga. E’ quanto dichiarano con soddisfazione i sindacati Filcams, Fisascat e Uiltucs che assieme alla Rsa, ieri mattina 21 luglio, hanno sottoscritto un accordo che pone fine ai numerosi scioperi “a sorpresa” delle ultime settimane al punto ristoro Metauro Ovest sulla A14.

Al tavolo con la proprietà è stato stabilito che, come contenuto nel precedente contratto integrativo, i lavoratori potranno andare in ferie per due settimane continuative a partire dal 26 luglio fino al 30 settembre.

 Per il 2022 le due settimane consecutive di ferie si potranno usufruire dal 15 giugno al 30 settembre.

E’ un risultato importante – spiegano i sindacati di categoria –. Per quanto riguarda l’applicazione del precedente integrativo – spiegano – abbiamo deciso di rinviare la trattativa al coordinamento nazionale”.

Gli stessi risultati raggiunti al punto di Marotta li hanno ottenuti i lavoratori dell’Area Secchia Est, a Modena, e la trattativa per ottenere un integrativo che non peggiori le condizioni dei lavoratori proseguirà”.

Punto ristoro Metauro Ovest: scioperi fino al 1 agosto

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil assieme alla Rsa determinate a proseguire la lotta

MAROTTA, 16 LUGLIO 2021 – Dopo aver proclamato lo stato di agitazione e dopo tre “scioperi a sorpresa” (comunicati all’azienda poco prima dell’astensione dal lavoro): il 2 luglio, il 9 e il 10 luglio, i sindacati Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil Pesaro Urbino,  assieme alla Rsa, hanno stabilito, dopo l’assemblea con i lavoratori,  lo stato di agitazione  a oltranza e un altro pacchetto di scioperi al punto ristoro Sarni Maglione Srl, sull’autostrada A-14, nei pressi di Marotta.

Il pacchetto di scioperi prevede l’astensione dal lavoro di tutte le maestranze a partire dalle 18.00 di questa sera fino alle 18.00 di domenica, per tutti i fine settimana fino al primo agosto.

E’ muro contro muro quello fra i dipendenti e la Sarni Maglione Srl che nonostante tre scioperi e relative manifestazioni non ha voluto mostrare neanche una piccola apertura verso le rivendicazione dei sindacati.

 Contestiamo, spiegano i sindacati, la decisione unilaterale a seguito del passaggio da Gustofast a Maglione avvenuto lo scorso dicembre 2020, di non riconoscere il contratto integrativo della GustoFast, con conseguente arretramento delle condizioni economiche e normative. A questo va aggiunto il mancato anticipo degli ammortizzatori sociali e la comunicazione da parte della Società di limitare il periodo di ferie delle maestranze, al fine di comprimere al minimo i costi di produzione e aumentare il proprio profitto non concedendo il meritato riposo dei lavoratori che sono stati in prima linea durante tutti questi mesi di emergenza sanitaria

“SARNI MAGLIONE – scrivono –  sta utilizzando una modalità tra le più becere – scaricando sui lavoratori le proprie inefficienze organizzative al solo scopo di aumentare il profitto.

Fino ad oggi i lavoratori e le lavoratrici hanno aderito al 100 per cento ai tre scioperi e hanno deciso di continuare fino a quando non otterranno un risultato soddisfacente. 

Sulle vertenze sono intervenute anche le segreterie nazionali Filcams, Fisascat e Uiltucs: “Sarni Maglione sta diventando – si legge in un comunicato –  un gruppo sempre più presente nella ristorazione autostradale con quasi 120 aree di servizio sparse sul territorio nazionale

Nonostante la crescita esponenziale, l’azienda continua a basare il suo modello industriale sostanzialmente sullo sfruttamento della forza lavoro, senza riconoscere adeguati trattamenti retributivi e normativi a lavoratori e lavoratrici”.

Anche stamani sciopero al punto ristoro Metauro Ovest: dalle 7 alle 10 e presidio

Fiscaletti (Filcams Cgil): nessuna risposta dall’azienda e noi continuiamo con gli scioperi

MAROTTA, 10 LUGLIO 2021- La lotta molto spesso “paga”. E i 25 dipendenti del punto ristoro Metauro Ovest, sull’autostrada A14 nei pressi di Marotta, dopo aver scioperato per due volte: il 2 luglio e ieri venerdì 9 luglio, ci credono e vanno avanti. Dalle 7.00 alle 10.00 di questa mattina sono di nuovo in sciopero ed hanno organizzato un presidio (foto).

“Abbiamo deciso di scioperare per la terza volta – spiega Roberto Fiscaletti della segreteria Filcams Cgil – perché le nostre legittime richieste continuano ad essere ignorate. Non lo definirei un muro contro muro ma siamo davvero determinati a far valere il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici che rappresentiamo. Finora nessuno dell’azienda ci ha risposto quindi continuiamo. Siamo consapevoli e decisi a proseguire con questa modalità di “sciopero a sorpresa”. Non escludiamo di ricorrere a tutti i mezzi che abbiamo perché i lavoratori hanno subito pesanti perdite economiche a partire dall’azzeramento del contratto integrativo precedente. Con il passaggio da GustoFast a Maglione (aziende che fanno capo alla stessa società),  infatti, viene applicato un integrativo decisamente peggiorativo rispetto al precedente.

Ai lavoratori viene negato anche il diritto alle ferie

 “E’ così, niente ferie nel periodo estivo al fine di aumentare i profitti – afferma Fiscaletti – e nell’ambito delle corrette relazioni industriali ci troviamo di fronte a un’azienda che rifiuta ogni confronto con le controparti.  Un segnale molto negativo”.

Noi andiamo avanti – conclude Fiscaletti – e decideremo insieme ai lavoratori, a Fisascat Cisl e Uiltucs Uil come continuare questa ennesima giornata di protesta”.  

Filcams – Fisascat – Uiltucs

 Pesaro Urbino

Sciopero a “sorpresa” alla stazione di servizio Metauro Ovest

Proclamato da Filcams-Cgil Fisascat -Cisl e Uiltucs- Uil assieme alla Rsa

Dopo il passaggio alla Maglione Srl a dicembre 2020 penalizzati i lavoratori che chiedono il rispetto del contratto integrativo sottoscritto con Gustofast, il mancato anticipo degli ammortizzatori sociali e la volontà della ditta di limitare i giorni di ferie

PESARO – 2 luglio 2021 – I sindacati di categoria Filcams-Cgil- Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil  provinciali (che tutelano i lavoratori dei servizi del commercio e del terziario) in nome e per conto delle Rsa e di tutte le lavoratrici e i lavoratori della stazione di servizio di Metauro Ovest, nei pressi di Marotta, hanno proclamato per questa mattina, venerdì 2 luglio, cinque ore di sciopero di tutti i lavoratori della Maglione Srl Metauro ovest, dalle ore 10 alle ore 15 con un presidio all’esterno dei locali.

La decisione di proclamare lo sciopero è stata presa dopo l’apertura dello stato di agitazione il 18 giugno scorso.

Da quel giorno, scrivono i sindacati, la posizione della azienda non è cambiata. I sindacati contestano la decisione unilaterale dell’azienda (a seguito del passaggio da Gustofast a Maglione srl avvenuto lo scorso dicembre 2020) di non riconoscere il contratto integrativo della Gustofast con conseguente arretramento delle condizioni economiche e normative delle maestranze. Viene poi rivendicato il mancato anticipo degli ammortizzatori sociali e respinta la comunicazione da parte della Maglione srl di limitare il periodo di ferie delle maestranze, al fine di comprimere al minimo i costi di produzione per aumentare il proprio profitto, non concedendo il meritato riposo dei lavoratori che sono stati in prima linea durante tutti questi mesi di emergenza sanitaria.

“Riteniamo l’approccio di questa azienda non solo inadeguato nei confronti delle relazioni sindacali e delle Rsa – si legge nella lettera consegnata stamani alla ditta, sottoscritta dai sindacati e Rsa -ma soprattutto non rispettoso delle maestranze di una unità produttiva, quella di Metauro Ovest, che ha contribuito con enormi sforzi e sacrifici a prestare il servizio anche nel periodo di pandemia”.

TURISMO: IL CONTRATTO DI LAVORO C’È BASTA APPLICARLO

I sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, a fianco dei lavoratori, chiedono la corretta applicazione dei contratti respingendo qualsiasi tipo di polemica.

PESARO, 9 giugno 2021 – Ci dispiace per le parole utilizzate dal Presidente degli albergatori di Pesaro, Angelo Serra, pubblicato ieri sulla stampa locale: un’accusa ingiustificata verso i lavoratori stagionali che sono l’anello debole del settore turistico, spesso vittime della mancata o scorretta applicazione dei contratti nazionali di riferimento. Condanniamo i toni dispregiativi, non solo riferiti all’intero comparto turistico e ai relativi addetti, ma anche al Lavoro in quanto tale, come valore e come fondamento della dignità della persona.

E’ una falsa narrazione quella che dipinge i lavoratori del turismo quali soggetti volti ad evitare il lavoro, preferendo altre forme di sostentamento. Una triste strumentalizzazione che ancora una volta colpisce la categoria che, più di ogni altra, ha pagato la crisi pandemica; lavoratori che sono da sempre i più fragili e i più esposti a inadempienze contrattuali. E, proprio in contrapposizione a  quanto afferma il Presidente degli albergatori, la loro professionalità e le loro competenze meritano il giusto riconoscimento, nel rispetto di quanto previsto dalla legge e dalla contrattazione nazionale, e senza contrapposizioni strumentali tra diverse categorie di lavoratori e differenti professionalità.

Da sempre denunciamo come nel comparto della ristorazione e nell’alberghiero si concentrino tassi di irregolarità con soglie che superano anche il 70%, con inevitabili ricadute sulle tutele, sulle garanzie, sui diritti e sulla salute e sicurezza di lavoratrici e lavoratori. Forse qualcuno pensa che, dopo oltre un anno a casa, le persone dovrebbero essere disposte ad accettare qualsiasi lavoro, anche in nero, sottopagato, senza riposi, in condizioni insostenibili, senza regole né tutele. Ma non è così. A tutto ciò si aggiunge una sempre maggiore terziarizzazione dei servizi, soprattutto nel settore alberghiero: appalti o passaggi di gestione che spesso non garantiscono il rispetto del contratto nazionale del turismo, determinando per i lavoratori turni massacranti, riposi insufficienti, retribuzione non adeguata e inevitabili rischi per la loro salute e sicurezza.

Rilanciare un settore, strategico non solo per l’intero Paese ma anche per la nostra Provincia, presuppone un atteggiamento serio e responsabile da parte di tutti gli operatori, nessuno escluso. E’ necessario pervenire ad un nuovo modello di turismo, basato sulla buona occupazione, sostenibile e inclusivo, caratterizzato in primo luogo da un lavoro stabile, regolare e dignitoso.

Il contratto esiste, basta applicarlo!

Le Segreterie territoriali Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs

13 NOVEMBRE – SCIOPERO TREMILA LAVORATORI “MULTISERVIZI”: TUTTE LE INIZIATIVE NELLE MARCHE

Domani, 13 novembre, scioperano per l’intera giornata i circa tremila lavoratori di Multiservizi delle Marche, la maggior parte addetti alle pulizie e alla sanificazione. La ragione dello sciopero è il mancato rinnovo contrattuale.

Molti di questi lavoratori, per il 70% donne, sono part-time involontari con retribuzioni medie mensili di 300/400 euro lordi: la condizione, quindi, di disagio economico e di precarietà è diffusa. Eppure sono gli stessi che svolgono un ruolo ritenuto essenziale con la pulizia degli ospedali e dunque nel contenimento del contagio sia nei nosocomi sia nelle Rsa sia nelle case di cura e anche negli uffici pubblici e privati. Nonostante questo impegno, le aziende e le associazioni datoriali hanno deciso di non rinnovare il contratto da ben sette anni creando ulteriori difficoltà e impoverimento a migliaia di lavoratori.

Le richieste del sindacato per il nuovo contratto riguardano un aumento della retribuzione, il mantenimento della malattia, la garanzia del cambio di appalto e le norme su salute e sicurezza.
L’emergenza pandemica ha messo in evidenza l’importanza dell’attività di questi lavoratori definiti spesso cavalieri ed eroi ma che non hanno bisogno di titoli ma del giusto riconoscimento del lavoro prestato e di maggiori diritti e tutele.

Per l’occasione, nelle Marche, si svolgeranno quattro iniziative: ad Ancona, alle ore 11, presidio davanti all’ospedale regionale di Torrette, a Pesaro, presidio in Piazza del Popolo alle ore 9,30 e ad Ascoli Piceno presidio alle ore 13,30 davanti al Pronto soccorso dell’ospedale di San Benedetto del Tronto, a Fermo il presidio alle 13,30 davanti alla sede dell’ospedale Murri.

rESISTIAMO – La FILCAMS a fianco dei lavoratori stagionali del turismo.

Il settore turistico, uno dei primi ad essere stato impattato e tra quelli coinvolti più drasticamente dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, anche in base ai dati più aggiornati, sarà l’ultimo ad uscire dalla situazione di crisi determinata dall’emergenza sanitaria.

A chiusura della stagione estiva 2020, la difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di uno dei settori più importanti per l’economia italiana continua.

Per questo, come ogni anno, siamo a fianco degli addetti dell’intero comparto (lavoratori stagionali,somministrati, intermittenti, esternalizzati, terziarizzati e in appalto) per offrire loro tutele, informazioni e tutta l’assistenza di cui necessitano.

CHI SIAMO E COSA FACCIAMO

La FILCAMS è la categoria della CGIL che organizza e rappresenta tutte le lavoratrici e i lavoratori dei settori Terziario, Turismo e Servizi. Siamo presenti in tutte le regioni e province d’Italia (a Pesaro e Urbino con oltre 6.000 iscritti – dato certificato al 31/12/2019) e svolgiamo un’attività di tutela dei lavoratori a livello sindacale attraverso la stipula dei contratti nazionali di lavoro, le assemblee sindacali, la contrattazione territoriale e aziendale, la gestione dei fondi di previdenza integrativa.

Inoltre offriamo ai lavoratori supporto per altri tipi di servizi, quali:

  • informazioni contrattuali e legislative;
  • chiarimenti su ammortizzatori sociali (cassa integrazione, fondi di integrazione salariale);
  • informazioni su bonus statali e congedi straordinari relativi all’emergenza da Covid 19;
  • controllo buste paga;
  • diritti e tutele per i genitori, per le famiglie e per le persone con handicap;
  • aiuti economici per i lavoratori da parte dei vari enti bilaterali;
  • pratiche riservate agli iscritti attraverso la rete dei servizi CGIL, Patronato INCA, CAAF, UVL (compilazioneISEE, assegni familiari, domanda di maternità, pensione, conteggi buste paga etc.).

CONTATTI

FILCAMS CGIL PESARO: Via Gagarin, 179 – 0721 420224

FILCAMS CGIL FANO: Via Roma, 93/A – 0721 830388

Sito: www.cgilpesaro.it/filcams-federazione-lavoratori-del-commercio

Facebook: www.facebook.com/filcamscgilmarche

Filcams: “Stop insulti e minacce social agli ausiliari del traffico

PESARO, 28 agosto 2020 – “Apprendiamo con grande disappunto e preoccupazione che nelle scorse settimane attraverso i social media sono state lanciate pesanti minacce, nei confronti degli ausiliari del traffico della società Pesaro parcheggi, che non sono minimamente accostabili al legittimo diritto di critica, ma semplicemente il frutto del clima di odio e di mancanza di rispetto e della dignità del lavoro e dei lavoratori che svolgono le proprie mansioni nel ruolo che gli è stato attribuito. Lavoratori dunque, e prima ancora persone, donne e uomini, che svolgono una funzione pubblica di controllo, per una società di natura privatistica, alla quale l’amministrazione comunale pesarese, come hanno tra l’altro fatto altre città, ha affidato il compito di gestire quanto contenuto, negli specifici piani del traffico e della mobilità adottati dalla stessa amministrazione; tra questi rientrano le norme relative ai parcheggi, liberi, regolati con disco orario e con pagamento, nonché la loro gestione attraverso anche lavoratori che fanno rispettare regole adottate dal Comune attraverso atti del Consiglio Comunale o della Giunta. I piani del traffico e della mobilità servono ad una gestione della sosta in modo efficiente, efficace e trasparente, ad aumentare le opportunità di sosta, migliorare le condizioni di sosta disincentivando la sosta “lunga” nelle aree centrali, e non certo a “vessare” i cittadini attraverso i controlli degli ausiliari del traffico, che non possono certamente essere trasformati in capri espiatori. Secondo i dati in possesso dell’Amministrazione comunale, si può rilevare che tali decisioni relative alla gestione della sosta a pagamento dal 2003 ad oggi, avrebbero aumentato il potenziale di sosta di 3-4 volte intorno al centro storico. Anche questa volta, abbiamo assistito all’ennesimo caso, nel quale un utente di un social media, nel riferire un episodio poi rivelatosi non corrispondente alla realtà, “vomitando” parole ingiuriose e minacce di “azioni violente”, piuttosto che raccogliere commenti sdegnati, ha raccolto non solo sostegno, ma ha addirittura innescato una sorta di “gara” alla minaccia più grossa! Come Organizzazione sindacale vorremmo ricordare che gli ausiliari della sosta sono lavoratori preposti ai controlli del pagamento deciso dall’amministrazione comunale nel piano della mobilità e pertanto come gli altri lavoratori sono tenuti a eseguire il proprio lavoro e a cui tutti i cittadini sono tenuti a rispettare, in quanto tali, tralasciando il fatto ancor più significativo che nell’esercizio del proprio lavoro sono pure pubblici ufficiali. Pertanto chiediamo alla società “Pesaro parcheggi” di intervenire, denunciando alle autorità competenti tutti coloro che si sono resi protagonisti di questo ennesimo episodio e allo stesso tempo chiediamo all’amministrazione del Comune di Pesaro di intervenire attivamente i questa vicenda, anche attraverso l’autorità giudiziaria, non solo al fine di dare un segnale concreto di vicinanza a questi lavoratori, ma soprattutto affinché si richiami la cittadinanza al rispetto delle regole basilari del “vivere comune”, e al rispetto delle persone e del lavoro degli altri”

Loredana Longhin
(Filcams CGIL Pesaro e Urbino)

Sistema Museo cambia contratto ai lavoratori: la Filcams dichiara lo stato di agitazione

Filcams scrive ai Comuni e ai i lavoratori evidenziando il senso di responsabilità e i sacrifici fatti negli anni

La Filcams Cgil apre lo stato di agitazione a livello nazionale per la cooperativa “Sistema Museo”, la cooperativa a copertura nazionale che nelle Marche gestisce vari musei e luoghi d’interesse. Città strategiche per l’economia turistica e culturale della regione come Fermo, Macerata, Pesaro, Recanati, Fano e Sant’Elpidio a Mare, in alcune delle quali sono attivati progetti molti importanti e complessi (progetti di finanza) nei quali la cooperativa è concessionaria degli spazi museali con gestioni decennali.
Il tema della protesta è la migrazione contrattuale dal contratto Turismo a quello Multiservizi, ritenuto dall’azienda più idoneo e che ha portato ad una riduzione degli stipendi per il personale impiegato oltre ad un demansionamento. Alla fine del mese di Dicembre 2019 la Cooperativa comunicava ai dipendenti l’intenzione d variare il C.C.N.L. che risulta decisamente più penalizzante dal punto di vista economico per i dipendenti oltre a svilirne la professionalità.
Nei mesi scorsi, si sono succeduti diversi incontri interlocutori fra la Cooperativa e le Segreterie nazionali di categoria di Cgil Cisl e Uil, al fine di capire quali fossero le reali motivazioni di tale decisione e quale fosse realmente lo stato di salute della Cooperativa, invitando, nel contempo la stessa di non operare variazioni proprio in virtù di un confronto sindacale ancora aperto, ma in maniera inaspettata nel periodo di blocco dovuto alla pandemia che ha visto gli stessi lavoratori messi in cassa integrazione in deroga, la cooperativa ha provveduto a sottoscrivere un accordo insieme a Cils e Uil , che traguardasse i lavoratori dal contratto collettivo del Turismo a quello del Multiservizi.
Filcams Cgil non ha ritenuto di “dover avallare questo accordo, e per questo motivo vede vanificare ogni tentativo di ulteriore accordo con i vertici della Cooperativa che, invece, proseguono sulla strada scelta applicando norme che deprivano delle loro funzioni le lavoratrici e i lavoratori, demansionati e sottopagati. Un comportamento che la Filcams Cgil non può che contrastare, proclamando una serie di iniziative di mobilitazione territoriali e ritenendo ci siano gli estremi per l’avvio di una procedura per comportamento antisindacale (ex art. 28 della L.300/70, meglio nota come Statuto dei Lavoratori) per vedere riconosciuti i pieni diritti e le tutele maturate da lavoratrici e lavoratori”.
Questa situazione va ad innestarsi su un pregresso già penalizzante per i lavoratori. La Cooperativa aveva infatti dichiarato uno stato di crisi sin dal 2013, che ha avuto come conseguenza il taglio, negli anni, della 13° e 14° mensilità, oltre ai ROL per tutti gli addetti.
“In 10 anni siamo stati costretti ad accettare sacrifici continui e decurtazioni, all’inizio lo abbiamo fatto volentieri, con spirito di sacrificio, ma ora siamo stufi “. Lo sfogo dei lavoratori iscritti alla Filcams è unanime. Diverse le problematiche, anche precedenti al nuovo contratto. “Prima ci hanno tolto la tredicesima e la quattordicesima. Poi hanno iniziato negli ultimi anni a decurtarci lo stipendio: dal 2013 al 2014 del 15%, l’anno successivo del 10% e quello dopo ancora del 5%. Nel 2017 un nuovo taglio del 13,5 % e poi del 7,5% mentre in tutti questi anni non abbiamo mai percepito ROL, i permessi retribuiti. Abbiamo lasciato alla società in questi 10 anni quasi 20mila euro a testa, un conto è togliere 200 euro a chi prende stipendi di tutto rispetto, un conto a chi come ne prende 900. Gli errori commessi nella gestione della Cooperativa non possono ripercuotersi sempre e soltanto sulla pelle dei lavoratori, anche perché è una situazione che va avanti da dieci anni, non da pochi mesi. Abbiamo deciso di non attenerci all’inquadramento previsto dal nuovo contratto solo per senso di responsabilità nei confronti dei territori e delle stazioni appaltanti. Attuare forme di protesta simili avrebbe creato non poche difficoltà ai comuni in un periodo di alta stagione ed in un momento critico come quello determinato dal COVID ma non possiamo essere lasciati soli.
In questa battaglia di civiltà, la Filcams Cgil lancia un appello alle stazioni appaltanti, ai comuni e agli enti che si avvalgono dei servizi della Cooperativa Sistema Museo perché si facciano carico di ottenere informazioni chiare sul grado di rispetto dei diritti dei lavoratori, mettendo conseguentemente in atto tutte le tutele necessarie affinché questi servizi vengano resi nel pieno rispetto delle mansioni realmente svolte e delle professionalità coinvolte, e che nessuna svalutazione contrattuale potrà cancellare.

Il lavoro che non si è mai fermato e il dramma di chi non ha più reddito

Barbara Lucchi: altissimo il picco dei contagi tra i lavoratori del commercio, preoccupazione per il settore del turismo. La fase 2 per noi è ancora emergenza

PESARO. 15 maggio 2020 – La Filcams Cgil rappresenta gli addetti del commercio, del turismo e dei servizi; un mondo variegato, con settori differenti e caratteristiche specifiche i quali, rispetto alla crisi sanitaria hanno reagito in maniera differente l’uno dall’altro. Esordisce così Barbata Lucchi segretaria generale della categoria per spiegare che l’ingresso nella fase due per i suddetti settori mantiene un forte carattere di emergenza anche nella nostra provincia.

“Molte aziende hanno dovuto ridurre o sospendere la normale attività altre invece l’hanno vista aumentare come le imprese di pulizia in appalto presso gli ospedali e una parte delle aziende del commercio, quelle che somministrano generi alimentari e di prima necessità, che hanno invece registrato un a crescita importante delle vendite ea conseguentemente turni di lavoro più lunghi e più pesanti- scrive Barbara Lucchi-.

Gli addetti del commercio, delle farmacie, della vigilanza e del settore domestico non hanno mai smesso di lavorare nonostante il rischio contagio per garantire servizi indispensabili alla collettività, con grande senso di responsabilità, in prima linea e sprovvisti, nelle prime settimane, degli strumenti adeguati alla salvaguardia della propria salute e sicurezza. Con il timore di contagiare anche i propri familiari.

A seguito delle disposizioni varate dal decreto del Governo e del Protocollo del 14 marzo per il contrasto e il contenimento della diffusione del Coronavirus nei luoghi di lavoro, giorno dopo giorno, anche attraverso le nostre pressioni e un monitoraggio costante del rispetto delle disposizioni le condizioni di salvaguardia della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro sono gradualmente migliorate. Sono stati registrati purtroppo registrato picchi altissimi di assenze per malattia anche tra gli addetti del settore.
Con il blocco la situazione è gradualmente migliorata. Ora si apre una nuova fase ma per i settori che rappresentiamo essa non rappresenterà un cambiamento radicale; tutt’altro.
Continueranno a lavorare le aziende che già lavoravano; alcune attività ripartiranno solo dopo una fase di preparazione per la ripresa in sicurezza; alcune non saranno nelle condizioni di ripartire completamente per le a causa delle condizioni dettate dalla necessità di contenimento del contagio; tante continueranno a rimanere chiuse.

Diversa la situazione nel settore turismo che continua a scontare ancora una situazione di forte difficoltà: Molte attività continuano ad essere sospese, dalle agenzie di viaggio e i tour operator alle strutture ricettive, i pubblici esercizi e la ristorazione. Riapriranno gradualmente, dal 18 maggio, i musei e seppure in termini tutti da definire si prospetta un possibile riavvio anche per le stazioni balneari e termali. Fanno parte del settore anche le lavoratrici delle pulizie e delle mense scolastiche per le quali nutriamo grande preoccupazione per lo scenario che potrebbe prospettarsi in ordine alle riaperture delle scuole. Sono lavoratrici prevalentemente con contratti part time involontari di pochissime ore settimanali e retribuzioni molto basse a cui si somma negativamente l’impatto della cassa integrazione. Situazione simile per gli addetti delle mense aziendali.

E’ certamente fortemente compromessa la prospettiva per i lavoratori stagionali del turismo. I provvedimenti adottati dal Governo non sono sufficienti a recuperare la condizione di estrema difficoltà in cui versa una parte rilevante degli addetti del settore turismo per i quali si rendono necessari interventi specifici e immediati. Nella regione Marche lo scorso anno sono state oltre 7.800 le assunzioni stagionali, ma sappiamo che questo è un numero sottostimato in ragione delle criticità che ogni anno denunciamo come Filcams attraverso la nostra campagna di informazione e sensibilizzazione contro le irregolarità del settore.
Nel contesto attuale gli stagionali del turismo vedranno le loro opportunità di occupazione azzerate o fortemente ridotte a causa del crollo della domanda turistica anche a seguito della ridotta mobilità sociale; per l’assenza di turisti stranieri e per ciò che sarà permesso o no in termini di spostamenti interregionali.

Occorre capire meglio le disposizioni previste dal decreto “Rilancio Italia” annunciato dal Governo.
I primi interventi in materia di ammortizzatori sociali sono ormai scaduti o prossimi alla scadenza; occorre garantire continuità di reddito per tutti i lavoratori coinvolti in questa crisi senza precedenti. Nel contempo dovremo saper costruire una prospettiva di lavoro sostenibile per il futuro e la salvaguardia di un settore strategico per l’economia della nostra regione e del Paese.

L’emergenza sanitaria ha visto in prima linea anche gli addetti del settore delle pulizie, negli ospedali, nelle strutture residenziali protette e nelle case di riposo; lavoratrici e lavoratori in appalto. Nelle prime fasi dell’emergenza sanitaria il ruolo dei servizi di pulizia e sanificazione è stato centrale spesso a dover garantire il loro lavoro senza aver ricevuto strumenti adeguati; in prima linea unitamente ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario ma con trattamenti ben diversi e inaccettabili. Lavoratrici e lavoratori che in questo periodo hanno vissuto turni di lavoro maggiormente faticosi e impegnativi, in termini fisici e psicologici; chiamati ad assolvere ad un servizio assolutamente necessario ed essenziale. Un settore quello delle pulizie oggi ancora più indispensabile e strutturale per il buon andamento del servizio pubblico, ma relegato dal Pubblico al mondo degli appalti. Continueremo a tal proposito a mettere in campo tutte le azioni a difesa e tutela di queste lavoratrici e lavoratori che scontano una inaccettabile disparità di trattamento con i lavoratori diretti, sia in termini di tutele che contrattuali.

La fase due quindi è per noi ancora una fase di emergenza nella quale va mantenuta massima attenzione sul rispetto delle indicazioni sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e nelle buone norme che tutti siamo chiamati a rispettare, per il bene comune. Le aziende stanno elaborando il proprio protocollo in applicazione delle misure sulla sicurezza ai quali seguirà l’istituzione dei comitati aziendali; molti imprenditori sollecitano la politica per riaprire prima possibile la loro attività; alcune piccole realtà rischiano di non riuscire a sopravvivere e tanta preoccupazione investe le lavoratrici e i lavoratori che temono di perdere il lavoro. A questo si aggiunge la disperazione del ritardo nel pagamento della cassa integrazione; l’accordo siglato con le banche non sta funzionando e molte famiglie versano in condizioni davvero drammatiche.