Auser Fano: nuovi incarichi e nuovi servizi

L’associazione di volontariato di Fano è la più grande realtà della provincia e della regione

FANO, 5 settembre 2021 – Si è riunito sabato scorso, il nuovo comitato direttivo di Auser Fano, dopo l’ultimo congresso del 13 giugno scorso che ha eletto Ivaldo Sebastianelli presidente.

L’AUSER DI FANO è la più grande realtà di volontariato della provincia di Pesaro Urbino e delle Marche, con 530 iscritti, oltre 200 volontari nei Comuni di Mondavio, Monte Porzio, San Costanzo, Cartoceto e Fano. È impegnato in vari sevizi, dalla cura del verde pubblico all’assistenza scolastica, ma soprattutto nella compagna telefonica e domiciliare degli anziani soli nonché per il trasporto sociale (circa 2000 servizi ogni anno) e consegna pasti (5000 pasti l’anno). In questi ultimi mesi sono stati acquistati una auto nuova e un furgone con pedana di carico per carrozzine.

Il presidente Ivaldo Sbastianelli, che presentato le sue proposte per il futuro dell’Associazione nominando Samantha Rosati in qualità di vicepresidente. Poi Maurizio Tarini tesoriere, Giulia Pierluca responsabile turismo e cultura, Marziano Vincenzi in qualità di responsabile dei trasporti sociali e Elena Feliziani per l’assistenza telefonica agli anziani soli. A questi si aggiunge Gian Aldo Collina in qualità di rappresentante Auser presso L’AUTOMUTUOAIUTO per il sostegno alle famiglie con malati di Alzheimer.

Al direttivo che ha riconfermato anche Maria Gambarara Alberto Montagna all’ufficio di presidenza, sono intervenuti anche l’assessore comunale di Fano Dimitri Tinti e il presidente provinciale dell’Auser Massimo Ciabocchi.

“Auser viene associata agli anziani – ha dichiarato il presidente Ivaldo Sebastianelli –  ma i nostri volontari sono giovani e anche la vicepresidente che ha solo 25 anni. E’ indispensabile questa apertura ai giovani che sono il futuro della nostra associazione”.

Tra i numerosi servizi che offre l’Auser, in collaborazione con Enti e Istituzioni, è stata inoltre ricordato la possibilità di svolgere ore di pubblica utilità per coloro che hanno un problema con la giustizia, soprattutto per guida in stato di ebrezza.

Al termine dell’incontro il presidente Ivaldo Sebastianelli ha ringraziato tutti i volontari per il prezioso lavoro svolto.

Il Comune di Fano dimentica i lavoratori fragili

I sindacati: “delibera allucinante, eluse tutte le normative”

FANO, 2 luglio 2021 – Dopo la  circolare con cui l’Amministrazione  Comunale di Fano è intervenuta  sulla disciplina dello smart working, scendono in campo i sindacati Fp CGIL, Cisl FP, UIL FPL che si dicono “stupiti” ed annunciano il loro “disappunto” nei confronti di una atto di Giunta che di fatto “dimentica la situazione dei lavoratori fragili ed elude ogni normativa vigente”.

Per quanto riguarda l’iter indicato nella delibera e nella conseguente circolare “non solo vengono violati i principi elementari come la  privacy dei lavoratori in condizione di fragilità – dicono Sciumbata, Todaro e Tiritiello – ma appare totalmente incoerente con le attuali disposizioni di legge e con la ratio che  ne sottende l’emanazione. Ricordiamo che il decreto-legge 22 aprile 2021 n. 52, convertito con modificazioni dalla Legge 17 giugno 2021, n. 87, ha disposto all’articolo 11 la proroga fino al 31 luglio 2021 delle disposizioni legislative di cui all’allegato 2 del medesimo decreto-legge. Per quanto qui di interesse, è stato prorogato fino al 31 luglio 2021 l’articolo 83 del decreto-legge 19 maggio 2020 2, n. 34, convertito con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020 n. 77. Ancor più grave – proseguono le Organizzazioni sindacali – alla luce del quadro normativo, che la Giunta dovrebbe ben conoscere, ed in considerazione del perdurare dello stato di emergenza, fino al 31 luglio per lo meno (o fino a nuove disposizioni normative ) i lavoratori fragili, già individuati come tali e per i quali il medico competente dovrebbe aver già adempiuto a quanto di competenza, dovranno continuare a prestare la propria attività lavorativa in modalità agile senza dover produrre una nuova documentazione salvo un aggravio della situazione personale.

Per quanto concerne lo Smart Working in generale (che nessuna norma ha abrogato e che anzi sarebbe da organizzare al meglio oggi per prepararsi al domani, per un’Amministrazione che pensa e guarda con voglia di crescere e migliorare, al prossimo futuro e rispondere con maggiore efficacia ed efficienza alle esigenze dei cittadini)  i sindacati definiscono le dichiarazioni contenute nella delibera “da una parte lesive della dignità dei lavoratori dell’ Ente, che in un anno e mezzo di pandemia hanno continuato a garantire i servizi con competenza e qualità – dicono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – e dall’altra rendono evidenti che l’Amministrazione non è sufficientemente attrezzata per propria responsabilità

rispetto alla necessaria modernizzazione dei mezzi – sottolineano –  come lo smart working, nelle more di una puntale definizione nei prossimi Ccnl, va considerato come strumento che aumenta le potenzialità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e, in questo particolare momento storico, come strumento di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e dei cittadini. Per farlo funzionare è sufficiente avere assessori e dirigenti che ne apprezzino le potenzialità , il personale è già pronto da tempo come ha avuto modo già dimostrare nei mesi scorsi. “. 

FP Cgil                                                                Cisl Fp                                                 UIL Fpl

Vania Sciumbata                                            Francesco Todaro                         Maria Grazia Tiritiello

ASP zona di Fano: le precisazioni dei sindacati

 Cgil Cisl e Uil chiedono un tavolo tecnico per un confronto corretto

FANO, 12 marzo 2021 – Il dibattito sollevato nelle ultime settimane sul progetto dei Comuni dell’ATS 6 di ipotizzare la costituzione di una nuova azienda pubblica di servizi alla persona per la gestione diretta dei servizi sociali, ci obbliga ad intervenire perché chiamati in causa da più soggetti politici, ma in modo improprio ed impreciso, nel merito e nel modo con il quale è avvenuto un primo confronto con l’Amministrazione del Comune di Fano.

In premessa va ricordato a tutte le forze politiche del Consiglio comunale di Fano che oggi si ergono a paladine della difesa dei servizi pubblici che i primi a sollevare criticità di merito e soprattutto di metodo rispetto ad una decisione assunta e deliberata dalla Giunta comunale e dalle amministrazioni di tutti i Comuni dell’ambito sociale n. 6 sono state unitariamente CGIL CISL e UIL provinciali insieme alle loro articolazioni sindacali di categoria del pubblico impiego.

Infatti a febbraio 2021 con un comunicato stampa e una richiesta di convocazione specifica, rilevato il silenzio delle forze politiche fanesi, abbiamo evidenziato all’opinione pubblica che il Comune di Fano aveva assunto tale atto in totale assenza di confronto con le parti sociali e con le rappresentanze dei lavoratori interessati. 

In seguito a quel comunicato il Comune di Fano (ente capofila dell’ATS n. 6) ci ha convocato in un incontro che si è svolto il 5 marzo nel quale, stando al merito della questione,  abbiamo chiaramente espresso i nostri dubbi sulla effettiva realizzazione e sul rispetto dei tempi che le amministrazioni si sono date, chiedendo chiarimenti sugli obiettivi strategici per rendere effettive politiche sociali adeguate anche ai nuovi bisogni che emergeranno dopo l’attuale crisi pandemica, la tutela del personale oggi impiegato e di quello che nel futuro dovrebbe essere impiegato e con quali strumenti farlo.

 Soprattutto abbiamo evidenziato che questo eventuale processo di istituzione dell’ASP debba avvenire con il massimo grado di partecipazione e condivisione con i soggetti sociali e di rappresentanza dei lavoratori interessati, nonché aperto ai cittadini che a quel servizio accedono. Dove tali processi sono stati realizzati e hanno prodotto effetti positivi nella gestione e nella qualità dei servizi erogati (come ed esempi l’ASP di Jesi) oltre ad adottare un metodo di ampia partecipazione, è stato approntato anche uno studio di fattibilità anche economica, affidato all’Università politecnica delle Marche.

Abbiamo comunque evidenziato che a parte l’obiettivo di istituire entro due anni l’azienda di servizi alla persona ( ASP) fattore molto positivo è stato quello di giungere all’adozione di provvedimenti per la costituzione in forma associata del servizio sociale ATS 6 che, coerentemente con i modelli organizzativi della nostra provincia, diventava lo strumento per la gestione associata ed in convenzione dei servizi sociali per garantire i quali il Comune di Fano se ne assume l’onere maggiore mettendo a disposizione l’intera sua struttura dei servizi sociali per tutti i comuni dell’ambito.

In quell’incontro il Comune di Fano come ente capofila dell’Ambito sociale oltre a riconoscere di aver fatto un errore di metodo, nel non aver coinvolto in questo processo le rappresentanze sociali e del lavoro, si è impegnato ad aprire un dialogo e confronto concreto, che ancora è in fase iniziale, per il quale vanno definiti nel dettaglio obiettivi, tempistiche e modalità, e per il quale a differenza di quanto ha dichiarato l’assessore Dimitri Tinti,  come organizzazioni sindacali abbiamo richiesto e ottenuto la costituzione di un apposito tavolo tecnico, manifestando la nostra disponibilità a realizzare un dialogo costruttivo e funzionale per garantire servizi appropriati ai bisogni e di qualità, senza aver espresso accordi o assensi ad una operazione che ancora è tutta da costruire.

Cgil           Cisl            Uil Fp- Cgil Cisl-Fp Uil – Fpl

Pesaro Urbino

                                                             

          

                    

Nuova associazione di servizi sociali (Asp): i sindacati chiedono chiarezza

Il disappunto di Cgil Cisl Uil: chiediamo un incontro con il Sindaco di Fano e il Presidente del Comitato sindaci dell’Ats n.6

FANO, 10 febbraio 2021 – Cgil Cisl e Uil e le relative organizzazioni di categoria della Funzione Pubblica chiedono spiegazioni al sindaco di Fano Massimo Seri (Comune capofila dell’Ambito territoriale sociale 6) e al Comitato dei sindaci sul perché sia stata costituita l’Asp (Azienda servizi alla persona), una nuova azienda pubblica, senza peraltro alcun confronto con i sindacati.

“Nel dicembre del 2019 sono stati adottati provvedimenti per la costituzione del servizio sociale ATS 6 che, – scrivono -, coerentemente con i modelli organizzativi della nostra provincia, è diventato lo strumento per la gestione associata ed in convenzione dei servizi sociali.

A dicembre 2020, con una delibera del Comitato dei sindaci dell’Ats n.6 è stato approvato un cronoprogramma funzionale alla costituzione, a decorrere dal 1 gennaio 2023, di una nuova azienda pubblica di servizi per la gestione dei servizi sociali e socio sanitari integrati.

Ci piacerebbe sapere – incalzano i sindacati – quali siano state le valutazioni politiche ed organizzative che hanno portato a questa decisione che non ha natura precettiva (secondo quanto stabilito da un atto della Giunta e sarebbe strano il contrario) ma programmatoria, dal momento che gli enti che conferiranno personale e risorse economiche alla costituenda ASP non hanno mai coinvolto le confederazioni sindacali ed i sindacati di categoria su un tema tanto rilevante.

Si tratta infatti di superare un modello organizzativo, realizzando un nuovo soggetto che, con proprio personale e proprie risorse, dovrebbe gestire direttamente servizi così importanti per la presa in carico e la cura della parte più fragile della popolazione, tutto questo deve avvenire con il massimo grado di partecipazione e condivisione con chi rappresenta i lavoratori interessati ed i cittadini che accedono al servizio.

Consapevoli dell’importanza di questa scelta che finalmente permetterà ai cittadini dell’Ats 6 di avere politiche sociali incisive e adeguate, chiediamo, nell’ottica delle buone relazioni sindacali, l’avvio di un confronto.

Per queste ragioni chiediamo al Sindaco e al Presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats n. 6 un’immediata convocazione perché una decisione con un impatto così rilevante non può essere adottata nel silenzio e senza un adeguato dibattito che coinvolga i sindacati, i lavoratori e i cittadini”.